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2007-03-10

2007-03-10

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Intervista
AcolloquioconHofstadter,traiprotagonistidelFestivaldellamatematicaaRoma
GADDA
MezzosecolodiPasticciaccio
Un’infrangibilecattedralelinguistica
FERRERO-CONTIP.III
FEDERICOPEIRETTI
«Come un matematicoconcepisce i numeri»: al Festi- val di Roma (venerdì 16 marzoh. 16) Douglas Hofstadter af-fronterà un tema «spericola-to», visto il totale disaccordosulla natura dei numeri chequalchematematicoritienead-diritturadioriginedivina.NatoaNewYorknel1945,figliodiunPremioNobeldella Fisica,Hof-stadter insegna Informatica eScienza cognitiva all'IndianaUniversity, dove dirige il Cen-tro di Ricerca sui Concetti e iProcessi cognitivi. Il suo primolibro scritto nel 1979, tradottoin Italia da Adelphi -
Gödel, Escher, Bach. Un’eterna ghirlan-dabrillante
-èdiventatounbestseller e ha vinto il Pulitzer nel1980.Haavutoilgrandemeritodi diffondere le idee più attualidellalogica,portandoineviden-za curiose e sorprendenti con-nessionifrailinguagginaturali,quellidella scienza e quelli dell'arte. Su questa strada Hofsta-dterhapoiproseguitolesuein-dagini scrivendo altri libri affa-scinanti, come
Ambigrammi 
e
Concetti fluidi e analogie creati-ve
. L'ultimo,
I am a strong loop
,esceinquestigiorniedèdedica-to allo studio della mente uma-na.Puntodipartenzaunasem-plice domanda cartesiana: checosa intendiamo quando dicia-mo«Io»?Haraggiuntolapopo-larità, anche fuori dall'ambien-te scientifico, grazie alla rubri-cadigiochimatematicisu
 Scien-tific American
, succedendo almiticoMartinGardnernellare-dazione della più famosa rubri-cadigiochimatematici.
Professor Hofstadter, molti ma-tematici ritengono che la divul-gazione sia impossibile. Cosa ri-sponderebbe loro, lei che è ilprincipedeidivulgatori?
«Io di professione sono un pro-fessore delle scienze cognitive,e mi occupo del pensiero uma-no, cioè di che cosa ne costitui-sce l'essenza, di come funzionaecc.Nonmidescrivereimaico-meundivulgatore,pernonpar-laredel“principedeidivulgato-ri”.Sehoprovatoavolteaspie-garedelleideeinmatematica,èperché fin dalla mia gioventùsonostatoprofondamentecoin- voltonellamatematica,ehofat-todelmiomegliopercomunica-re a un pubblico intelligente al-cune delle bellezze matemati-chechepiùmihannoaffascina-
EILNUMERO,BELLEZZA
FUMETTI
BolognaonoraMagnus
L’immaginarioeilsuopirata,eroslibertino
FAETI-GIARDINOP.IX
DIARIODILETTURA
SintonizzatisuFahrenheit
Sinibaldi,ilibriraccontatiallaradio
ZUCCONIP.XI
FULMINI
NICOORENGOnico.orengo@lastampa.it
LACRITICAE’SENZALIBRI
TUTTO
libri
LASTAMPA
SABATO 10 MARZO 2007PAGINA I
ContinuaapaginaII 
Ormaièunverotormento,quellosullacritica,rinfocolatoda«Alias».Sullacriticachenonesisterebbepiù.Comesesifossesmessodiesercitarla,primaancoracheainteressarsene.Esifannonomiditempidell’oroincuisiaggiravanocriticiascoltatieautorevoli,iCitati,Pampaloni,Milano,Baldacci,Guglielmi.Apartechealcunidiessiancoracisonoelaloroladicono,nonèallamancanzadicriticichebisognaimputaretuttelecolpe,maailibrichestannolorointorno,lamaggioranzadeiquali,perprogettodell’autore,perdesideriodell’editore,nonrichiedecritica.
LEMENTICHECONTANO
DouglasHofstadterinunritrattodiEttoreViola
p
SETTIMANALE
LEGGEREGUARDAREASCOLTARE
NUMERO 1554ANNO XXXI
tuttolibri@lastampa.it
Parata di «stelle» alFestival della matematica di Roma (15 -18marzo,Auditorium Parco della musica), tema conduttore «La bellezza deinumeri ei numeri della bellezza»: con Hofstadter, cisaranno AndrewWiles(nel 1995 dimostrò l’ultimo teorema di Fermat), John Nash, ilNobella cui vita ha ispirato il film «A beautiful mind»; Michael AtiyaheAlain Connes, entrambi «medaglie Fields»; Mandelbrot, il teoricodeifrattali, eil fisico John Barrow. Ilprogramma, curato daPiergiorgio Odifreddi, prevede numerosi altri incontri (tra gli ospitiitaliani la decana Emma Castelnuovo, Claudio Bartocci, AlbertoConte, Corrado De Concini, Andrea La Forgia), una lezione spettacolodiDario Fo, enigmi egiochi con Giovanni Filocamo eEnnio Peres,unasfida scacchistica tra ungruppo di matematici e Boris Spassky.
W
 
ualsiasi creatu-ra del mondooccidentale conl'ambizione di rientrare nel noverodeinobi-lidispirito,hal'obbligodidi-chiarareilsuoamoreperili-bridi fotografia.Alla regolanonsisottraecertoiltenuta-rio di questa rubrica, il qua-lenellasuavitahadilapida-to centinaia di euro per ap- propriarsi di volumi del ge-nere, compreso uno, pochesettimane fa, che si intitola«Combat».Unbeltomocom- patto,pesante,cartapatina-tissima che è un insulto all' ecologia per il gusto del bel-lo.A primavista,un oggettoda possedere, nonostantetuttele fotosianoin biancoenero, stratagemma consun-to e per cui molti di noi or-mai apprezzano pregiudi- zialmente chi conserva il co-raggiodelcolore.Unoggettoda possedere, a prima vista, persinoper chi non ha il pal-lino per le arti marziali e i derivatipiùrecenti,operchi  haperdutolapassioneperlaboxe dai tempi della messin-scena fra Ray Sugar Leo-nard e Marvin Marvellous Hagler. Però la fretta è unabestiaccia,e la prima vista èingannevole piu' del cuore.Unlibrodifarneticazionevi-siva, con pugilatori in posa guerresca o in azione di cui nonvienecortesementespeci- ficatal'identità.Equestoèil meglio. Il peggio sono le fotodel manager (anonimo, ov-vio) al telefonino, dei ragaz- zini che si cimentano nellalotta libera, del judoka che faleflessioni,dellamiliarde-simaschienaipertatuatadel muscoloso di passaggio. Ac-compagnano l'album le pro- fonde riflessioni degli eroi delring.Illuminazionidelge-nere: «La gente non capiscequanto incida un colpo da knock out quando ti prendeal mento (di Carmen Basi-lio)». Però lo si intuisce auna qualsiasi delle non nu-merate pagine di "Combat",editodaMondadorieinven-ditaadiciottoeuro.
LARUPETARPEA
LUCIOCALPURNIOBESTIA
QUANDOILRINGVAKO
LAPOSTADICARLOFRUTTERO
to-peresempio,ilteoremadiGödelnonchélageometriaeu-clidea, la geometria proietti- va,lateoriadeigruppi,elate-oriadiGalois(invariseminarisullachiarezzainmatematicache ho tenuto all'Universitàdell'Indiana negli ultimi quin-dici anni). Sono convinto sen-zaombradidubbiochequalsi-asi persona che capisca pro-fondamentequalsiasiideama-tematica astratta (come peresempio un gruppo, un sotto-gruppo normale ecc.) ne haun'immagine interna moltoconcreta.Lo scopo per me, inquantoprofessoreneimieise-minari, è quindi di cercarequest'immaginenella sua for-ma più primordiale (e quindipiù chiara) e di trasmetterlaad altre persone. A volte lasemplificazione che questo im-plicarendenonrigorosalacom-prensione, ma per me il rigorenon importa un briciolo all'ini-zio. Quando si fa un edificio sicostruisceinnanzituttol'impal-catura,esoloquandol'edificioèfinito viene tolta l'impalcatura.È un po'cosìanchein matema-tica, ma con una differenza im-portante.Quando si vuole spie-gareunconcettoastrattosi co-struiscono (o si dovrebbero co-struire)perprimacosadelleim-maginibasatesempresuesem-pi concreti e familiari; poi sispiega il concetto astratto intermini di questa impalcaturametaforica; e alla fine si arrivaal concetto astratto. A questopunto cruciale, però, invece dismontare l'impalcatura non ri-gorosa, la si può (anzi, la si de- ve) tranquillamente lasciare,perché a differenza dell'archi-tettura,dovegliedificisonovisi- biliel'impalcaturaèquasisem-pre considerata brutta, nessu-no può vedere dentro la mentedichipensamatematicamente,percuisel'impalcaturametafo-rica serve a rendere più chiaral'essenza dell'idea, allora me-glio lasciarla. L'impalcaturain- visibile che ha dato luogo all'astrazionearricchisceilpensie-romatematico».
Cos'èladivulgazionedellamate-matica?
«È il rendere chiari i concettiastratti della matematica, ilcuinumeroèsenzalimite».
Didattica e divulgazione dellamatematica sono campi moltovicini o mi sbaglio? La scuola omegliogliinsegnantidevonoes-sereanchebravidivulgatori?
«Io non vedo nessuna differen-za tra didattica e divulgazioneinqualsiasicampo.Unbuonin-segnante come potrebbe esse-reundivulgatoredibassaquali-tà? Non ha senso. È una con-traddizione. Se qualcuno nonsaspiegarebenenonèpernien-teunbuoninsegnante».
Qualestradaritienepiùutileperla divulgazione della matemati-ca: la sua storia, le sue applica-zionio ilgioco?
«Per me la sua storia è senz'al-tro la miglior strada per capiree per spiegare la matematica.Si capisce da dov'è venuta un'idea, quanto era difficile per imatematicidell'epocacapirlaeaccettarla ecc. Sto pensandoper esempio allo sviluppo deinumeri immaginari, a partiredaScipiodelFerro,Tartaglia,eCardano, che li hanno scopertieperfinomanipolati(soprattut-to Cardano) ma che non ci cre-devano per niente, poi a Bom- belli,chelimanipolavadamattimacicredevasolounpo',einfi-ne a Eulero che aveva una fedetotale nei numeri immaginari,masolograzieallavorodeisuoiillustripredecessoriitaliani. Lastoriadiquestisviluppièfanta-stica,e ogni personache s'inte-ressa alla matematica dovreb- be conoscerla. Lo stesso valeper la storia del calcolo, la sto-ria della geometria non eucli-dea, la storia della teoria deigruppi, la storia dell'incomple-tezzadeisistemiformaliecc.».
Qualialtribravidivulgatoridellamatematicaconosce?
«MartinGardnerèsempresta-toquellopiùbravo.Èilmaestrodi noi tutti! C'è anche CliffordPickover.Aunlivellounpo'piùalto non potrei saltare TristanNeedham(autoredelcapolavo-ro
Visual Complex Analysis
),William Dunham (autore del bellissimo
Journey through Ge-nius
e di
 Euler,The MasterofUs All 
) nonché Saul Stahl (autoredi
The Poincaré Half-Plane
e al-trilibrieccellenti).Enonpotreiomettere David Wells, che hascritto
The Penguin Dictionaryof Curious and Interesting Num-bers
eanche
ThePenguinDictio-nary of Curious and Interesting Geometry
,unodeimieilibripre-feriti».
Vistol'argomentodellasuarela-zione, sta pensando a un librosuinumeri?Equalisonogliargo-mentinonmatematicimadivul-gativiaiqualistapensandoperisuoifuturilavori?
«Sto scrivendo, assieme al miocollega francese, lo psicologoEmmanuelSander,unlibrosul-la natura del pensiero umano.Anche se spiega molto chiara-mentelecoseeinquelsensohaun'apparenza non tecnica, nonèpernienteunlavorodivulgati- vo nel senso tipico del termine;cioè, non spiega le idee di altrepersone,maspiegalenostrete-orie del pensiero umano. Conogni probabilità si chiamerà
Verso le radici del pensiero
, machissà,puòdarsichenecambie-remoiltitolo».
SOFFIAILVENTODISPAGNA
Unaletteratura nel mirino diLonganesi («La cattedrale»diFalcones), ma non solo: dal 2006 lacasa editrice«La Gran Via» sta programmaticamente esplorandoilmondo basco, castigliano, catalano,galego
SCRIVEREA
CarloFruttero,Tuttolibri-LaStampa,viaMarenco32,10126Torinocf@fruttero.net
p
CensurarelePasque?
GentilesignorFruttero,alcuneserefahoseguitosu«Matrix»(Canale5)unaappassionantediscussioneintornoaquelsaggiodellostoricoArielToaff,«Pasquedisangue»,editodalMulino,chehadestatoscandaloinIsraeleedanoi.Iononl'hopotutoleggereperchéèpoistatoritirato.Epropriosuquestovertevaladiscussione,secioèsipossa,sidebba,censurarelaricercadiunseriostudiosoriguardoauntemanontantointricatoquantopoliticamentepericoloso:nelQuattrocento,secondoleleggendeofontiantisemite,gliebreidavverosgozzavanoibambinicristianieneusavanoilsangueperilororiti?Aquantohocapito,Toafnonescluderebbedeltuttochenelleconfessionidegliaccusati(estorteovviamenteconlatortura)cipotesseessereunfondodiverità.Unaipotesi,nonsoquantoecomedocumentata, gravissima,untripudioperinemicidiIsraele.Hoascoltatoivariinterventi,maallafinenonsonoriuscitoafarmiun'ideamia.Devoprecisarechenonsonoebreo,nonsonomaistatoinIsraele,versocuihoperòsempreprovatograndesimpatia.PaoloGamba,Roma
GentilesignorGamba,anch'iohose-guitosu
 Matrix 
ladiscussionecheleidi-ceappassionanteeiodefinireilaceran-te, come quasi tutto ciò che riguarda ilmondoebraico.Nemmenoio holettoillibroecomeleinonsareiprobabilmen-teingradodigiudicarneilvalorescien-tifico, che postulo comunque elevato.Maeragiustotoglierlodallacircolazio-ne?No,èstatoungraveerrore,laliber-tà di ricerca è considerata sacra (orapiùorameno)nelnostromondociviliz-zato. E proprio la «disputa di
Matrix 
»,un po' come quella di Melo narrata daTucidide, può valere come esempio diquantosia pernoi cosaovvia, istintiva,respirare in comune l'aria della piùsciolta e sfaccettatalibertà intellettua-le.Questodicelamiametà,chiamiamo-la così, «illuminista». Ma l'altra metànotachedallaparteavversa,traitantimortalinemicidiIsraele,noncircolaaf-fatto la stessa aria (come minimo gli bruciano in piazza la bandiera) e notasoprattuttocheIsraelesisenteinguer-ra ed è effettivamente in guerra, veraguerra, da decenni. E' un punto che iconvenutinonhannoforsemessoabba-stanza in rilievo; e come ci ricorda il vecchiodetto«Inamoreeinguerratut-toèlecito».Anchefarsparireillibrodiunostudiosodirango?Nonloso,mahodeidubbi(laceranti).
CarloFruttero
SalvadorDalí,«PaesaggiodellaspiaggiadeElLlanéaCadaqués»,1921
 SeguedapaginaI 
E
ditorialmente «è laSpagnailPaesepiùin-teressante in questomomentoinEuropa»:Stefano Mauri dixit.(Non dimenticandodi avere inclassifica per Longanesi il suoromanzo di cuore e di portafo-glio
 La cattedraledelmare
diIl-defonsoFalcones).Mauriè so-prattutto uomo d’intuito, tan-t’è che non solo le testate delsuo gruppo, Guanda in testa,hanno da tempo occhio vigilesulla penisola iberica, ma sipuò tranquillamente spaziare,attorno all’argomento, vediadesso anche Neri Pozza, traquasitutteleeditriciitaliane.Ilche avviene, si dirà, dal
DonChisciotte
in poi: quel «qualco-sa di nuovo» che sembra esse-reogginell’aria,riguardaperòuna diversa immagine dellaSpagna.
LAVIAPLURALE
La sta programmaticamenteesplorando Gran Via, piccolasiglanatanel2006.Presoilno-me dalla strada più famosa diMadrid,èpartitaconlacollanam30,anch’essariferitaallatan-genziale che «gira attorno alcuore del Paese e da cui si di-partono le grandi arterie checonducono ai quattro angolidella penisola» e che quindiparla tutte le lingue della Spa-gnaplurale:basco,castigliano,catalano, galego. Tra i libri si-norapubblicati
 Il rumoredel si-stema nervoso centrale
del ma-drileno poco più che quaran-tenneJavierCorcobado,musi-cista all’esordio in letteratura,èsenzadubbioilpiùimportan-te, romanzo durissimo sullaSpagnaattualenellastoriadel-l’implosionedi una famiglia al-toborghese della capitale. Altromadrileno,diplomaticodicarrie-ra, è Miguel Albero i cui
Princi- pianti 
sonoun«inventariodiini-zi senza lieto fine»; mentre daBarcellona, Mercedes Abad(sembra un personaggio di Al-modóvar) con
Sangue
, raccontalastoriadrammaticadi unama-dre e di una figlia lanciando an-che un monito contro i fonda-mentalismireligiosi.
IBASCHI
«Pintxos»èil4˚titolo,sipronun-cia«pincios»valeadire glistuz-zichinipergliaperitivi,esono14racconti di autori, da Bilbao aSan Sebastian, in gran partenuoviperl’Italia,BernardoAtxa-ga a parte (occasione anche per«due giornate basche» che sisvolgeranno a Milano il 14-15prossimi, organizzate dalla Sta-tale con l’Istituto Cervantes). E basco è anche Unai Elorriagadel quale Gran Via sta per pub- blicare
untramas.p.
,romanzodi«unadolcefollia»travecchiaiaegiovinezza,mentreJaimeMiran-da da Tarragona descriveràl’alienazione del lavoro precarioin
 Nonsonoquiperfamidegliami-ci 
eJesùsFerreroin
 Letrediciro-se
,laMadridneiprimimesidopolafinedellaguerracivile.
CONTROL’ONDA
«Credo esista un vuoto di cono-scenza nei confronti di questapluralità non solo linguistica delmondo spagnolo - sottolineaFa- bio Cremonesi, storico dell’arte,oradirettoreeditorialedellagio- vanissimaeditrice-l’intentoèse-guire nel tempo i nostri autori icuitestivannodecisamentecon-tro il mainstream culturale diquesti anni». Stessa «filosofia»perlaprossimasecondacollana,tuttaitaliana,daltitolosignifica-tivo di «Petulante». Si inauguraamaggiocon
il pecora
diGiorgioSomalvico: la morte di Pasolini vista con gli occhi del suo assas-sino(dacuiGiuseppeBertoluccieFabrizioGifunihannotrattolospettacolo «
’na specie de cadave-re lunghissim
rappresentatoconsuccessoall’AmbraJovinelliepubblicatodallaBur).
CHIHAPAURADIALET?
Assomigliaa LizTaylor,la bellaeditricepadovanavolutaefinan-ziata dagli industriali Tosato?Tutti la vogliono, la prendono escappano? Ha cominciato il pri-mo direttore editoriale SimoneBarillari,in realtàsuo fondatoreealqualesideveunpiccoloraffi-natissimo catalogo che ha anco-ra qualchepropaggine;è poi su- bentrato Marco Vicentini, pa-trondiMeridianozeroconilqua-le si sarebbe dovuta costituireuna sorta di holding, rivelatasipoiimpossibile;eoraanchel’ap-passionata Benedetta Centoval-li,exRizzoli,hatraslocatoaMila-noaccasandosidaCairo.All’uffi-cio stampa Patrizia Renzi ha datempolasciatoilruoloaRosariaGuacci.Chiunquearriveràades-soaAlet,troverà,oltrealcatalo-go,nuoviautoriall’altezzadelre-cente passato: dal settantenneStephenDixon,«maestromisco-nosciutodelraccontostatuniten-se contemporaneo», a LindaGrant con il memoir-reportagesu Israele, da una graphic noveldel siberiano Nikolai Maslov,agli
Avverbi 
di Daniel Handler(alias Lemony Snicket),all’esor-diocon
 Fìdeg 
diPaoloColagran-de(unodellabandaemilianadeiCornia, Benati, Nori). Ottimeprospettive,purché la sindromediStendhalnoncolpiscaancora.
«Lastoriaèlamigliostradaperspiegarelamatematica, percapiredadovevieneun’idea»
Hofstadterelabellezzadeinumeri
MIRELLAAPPIOTTI
Agenda 
Tuttolibri
SABATO10MARZO2007LASTAMPA
II
PROSSIMAMENTE
W
 
ERNESTOFERRERO
Il
Pasticciaccio
di Gaddasta al Novecento letterario italia-no come
I Promessi sposi 
stanno aquello dell'Ottocento: costruzioniimmani che giganteggiano nellapianura e si pongono a misura diquel che sta intorno. Oggetti mi-steriosi, figli della loro epoca e altempo stesso quasi inspiegabili,comeastronaviextraterrestri.Spesso le celebrazioni delle ri-correnzesuonanocomealtrettan-ti esercizi obbligati che diconofreudianamente il loro contrario:proprio perché ci siamo dimenti-catidi tante operee autoricapita-li, cerchiamo di placare i nostrisensidicolpaconriparazionid'uf-ficio, magari fredde o sopra le ri-ghe. E dunque: si legge ancoraGadda? Parrebbe di sì, a giudica-re dal numero delle ristampe gar-zantiane delle opere, e del
Pastic-ciaccio
in particolare. Ma chi lolegge?Un plotone sempre più esi-guo di anziani gourmets? E tra igiovani, qualche primo della clas-se sfuggito per miracolo all'omo-geneizzazioneversoilbassoincuiè precipitata da tempo la scuolaitaliana?Chifornisceancoraaira-gazzi gli strumenti culturali perscalare l'Everest gaddiano, cioèperfareun'esperienzadacuiusci-ranno sicuramente diversi? Chi èancora capace di spiegare loroche tutto ciò che ha valore occor-reguadagnarseloconfatica?Ean-cora: chi insegna Gadda da unacattedra? Non ho fatto indagini,ma così a occhio il Novecento ita-lianomi sembradrammaticamen-te poco presente nei corsi univer-sitari (di sicuro a Torino, dove ècaragraziaarrivareaVerga:figu-rarsi il Gaddus). Naturalmentemiaugurodiesseresmentito.Rieccolo qui, il
Pasticciaccio
, ano-malo, non finito,sghembo, ossessivo,imprevedibile, eccessivo, ridondan-te, farcito di digressioni, come tutti igrandi libri, per lasciarci sbigottiti eammirati, per farci meditare sullostato delle nostre papille di lettori,deteriorate da pappine premastica-te, hamburger insapori e patatinefritte in olî perversi. La più stupefa-cente cattedrale linguistica mai co-struita nella nostra letteratura. Lapiù estesa tela cubista, tale da riva-leggiare per dimensioni con la Guer-nica picassiana (cui peraltro è supe-riore). La più sontuosa opera pop,prodotta da un anziano percussioni-sta capace di cavare sonorità daglioggetti più inusuali: motociclette,galline, topazi, vecchi pitali, treni, la«grande fiera magnara» di piazza Vittorio Emanuele. Il massimo mo-numentod'amore e odio innalzatoal-la Roma provinciale del Mussolini1927, «Testa di Morto in stiffelius, oin tight» sul punto di trasformarsi inDuce. Il più arcimboldesco catalogoenciclopedico dell'infinita appetibili-tà del reale. La più abbagliante piro-tecnia di dialetti che, all'ombra ma-gnanima del Belli, esplodono proprioquando si appresta a calare su di lo-ro il velo della
koiné 
televisiva, i«cioè» e gli «attimini», le trite meta-fore sessuali a cui si ridurrà il parla-toquotidiano.Si legge il
Pasticciaccio,
ha scrittoEmilio Cecchi, soprattutto «per im-parare a stare dentro alle cose, pureinfime e ingrate ch'esse siano, e par-teciparedei loroinfinitirapportie si-gnificati vitali». Nella sua «fortissi-ma polifonia» c'è tutto: romanzo eantiromanzo,Storiae cronaca minu-ta, ordine e caos, norma e trasgres-sione,Eros eLogos,ira epietà,comi-cità e tragedia, amore per l'uomo edelusionefurenteperisuoilimiti.Gadda, l'eterno angustiato da col-pe immaginarie, ha almeno avutouna grande fortuna: d'esser seguito,accudito, amato, talvolta salvato daspiriti degni di lui. Prima GianfrancoContini, ilprotogaddiano più gaddia-no di Gadda; Raffaele Mattioli, il leg-gendario banchiere-mecenate dellaComit; G.B. Angioletti che l'assunseinRainel1950cavandolodagliimpic-ci.PoiLivioGarzanti,genialeeditoretrentennechelocostrinsearimettermano ai capitoli già usciti su
Lettera-tura
nel 1946-47 con un misto effica-ce di attenzioni e minacce, blandiziee calcolate vessazioni (alla fine Gar-zantisidichiarerà «commossoequa-si impacciato» da tanto libro); GiulioEinaudi, che all'inizio degli Anni 60impose la
Cognizione
ricomposta in volume a un'udienza internazionale;igiovani Arbasino eParise, cheiden-tificavano in lui la grande letteratu-ra; infine due angeli custodi sapientie soccorrevoli: Giancarlo Roscioni,ambasciatore einaudiano, e PietroCitati, allora giovane professore inuna scuola di Avviamento Professio-nale, missus garzantiano ma soprat-tutto adoratore in proprio. Furonoloro aessergli vicinicon devozione, arisolvere problemi pratici e editoria-li, a medicarne le nevrosi, a leggerglil'amato Manzoni, con Ludovica Ripadi Meana, fin sul letto di morte, fa-cendolorideredibeatitudine.Il ricordo introduttivo che Citatiha scritto per la nuova edizione delcinquantennale è così intenso e per-fetto, umanamente prima ancorache criticamente, da strappare unapplauso commosso. Gadda è statofortunato perfino post mortem, gra-zie a un altro gran lombardo, DanteIsella, principe dei critici-filologi, di-rettoredelle
Opere complete
(Garzan-ti) e dei preziosi
Quaderni dell'inge- gnere
per Einaudi. Adesso che lo im-maginoincauticonversariconConti-ni, Montale e quelli delle «GiubbeRosse», non si può proprio più la-mentarediniente.
CARLOEMILIOGADDA
QuerpasticciacciobruttodeviaMerulana
GARZANTI,pp.275,
18
Compiecinquant’anniil«Pasticciaccio»diGadda.Apparvelaprimavoltanel1957,daGarzanti.LastoriadelclassicoèripercorsanellaprefazionedaPietroCitati:«Garzantiavevacompresociòchequasinessuno,allora,capiva:ilPasticciaccioeraungranderomanzo.NoncompresechelostilediGaddaeracompostoastratisuccessivi,comeunatortaligureosiciliana;echeeglinonraccontavainlinearetta,mafingendodiperdereilfilo(...)MaGarzantiful’unicoeditorechesiamairiuscitonell’impossibileimpresadicostringereGaddaascrivereunlibro:lofececonun’intelligenza,unoslancioeunfervoreche,oggi,hannoqualcosadiunico».
LalocandinadelfilmdiGermi«Unmaledettoimbroglio»trattodalromanzodiGadda
IlPasticciaccio
CompiemezzosecoloilcapolavorodelGranLombardoarcimboldescocatalogoenciclopedico
GUIDOCONTI
Ci sono immagini, nel
 Pasticciaccio
diGadda,chesiat-taccanoallamemoriacomepez-zi di ferro alla calamita: i due«bernoccoli metafisici» dellafronte di Ingravallo, sotto i ca-pelli, la «giungla nera di quellaparrucca, lucida come pece ericcioluta come agnellod'Astrakan».Gadda ti tira dentro nel suo vortice,nelsuomulinellolingui-stico che come una trombad'ariarisucchiatuttociòchehad'intorno,rottamidiparole,dia-letti,gerghi,inun«nodoogrovi-glio, o garbuglio o gnommero,cheallaromanavuoldiregomi-tolo».Ed'intornofapiazzapuli-ta. Gadda è una grande forzacentripeta,seentrinellasuaor- bita sei risucchiato dentro enonnevienifuori.Comescritto-re vieni rapito dal fascino diquellascrittura,alla fine vorre-sti scrivere come lui, assomi-gliargliancheunpo',emoltiog-gi, molti scrittori,lo addiconoamaestro, a esempio, a modello,spesso,delleloroscritturestan-tie, talvolta povere e traballan-ti. Ma Gadda è una vetta irrag-giungibile. Il
Pasticciaccio
diGaddain verièun librodire-ticenze,diallusioni,diconfusio-ni, dove tutto si perde dietroquellanebbiadidoloree di ma-linconia, di vociare popolare inmezzo a biciclette e borse dellaspesapienediarancedovesbu-cano i finocchi. Ingravalloè co-mel'agodiunabussolapersainunmondoimpazzito,conlesue«filosofie»,cheperònonsadire bene cosa provi per la bella Li-liana, subito nel romanzo pre-sentataaquellacenaaccantoalmarito malato di «egoismo oegotismounpo'dagallinaccio»,ecorteggiataforsesegretamen-tedal«cugino».Epoilabellani-potechescatenanelcommissa-rio «un groviglio… di fili, un ra-gnatelodisentimentideipiùra-ri…,delicati».MaèdifrontealdolorediIn-gravallo,l'angosciachelopren-de quando va nell'appartamen-to di lei, stesa sul pavimentocon la gola tagliata tra «filaccerosse» e una «spumiccia neradersangue»(al noviziopareva-no «maccheroncini color rossoorosa»),cheilromanzocomin-ciailsuoviaggioagliinferi.Il
Pasticciaccio
va continua-menterilettoperlasuadensidi polveri che raccoglie dentrodi sé, per l'invenzione comica etragica insieme, per l'accozza-glia di registri che Gadda saamalgamareinunapastaroma-nesca inimitabile. Il Pasticciac-cioèunromanzocomico,pienodi digressioni, pieno di fughecentripete come le pagine sul«mascelluto» Mussolini, la «te-sta di morto», oppure le rifles-sioni sulle donne di don Ciccioperché«'apersonalitàfemmini-le»è«tipicamentecentrogravi-tatasugliovari».Ilgiallo,comeintuttiigialli,è solo un pretesto, una formanarrativa per raccontare unmondo in cui le certezze sonodefinitivamente perdute, dovela lingua è minatanel profondoda un disagio esistenziale chehamessoincrisiogniconoscibi-lità e ogni verità. Resta questoturbine di parole dove è facileperdersi e divertirsi senza nes-sunasperanza,conundolorein-cancrenito,immersiinunmon-do ferocedi ex puttane,nipoto-ne e brigadieri, di coinquilinitremendi,esempidiunaumani-caciaronaegrottesca.Alla fine Gadda affonda ilsuorasoioperraccontareilma-le, insondabile e inesprimibile,capaceperòdi«maturareigior-nieglieventi:dasempre:mutaforza o presenza in un pande-monismodellacampagnaedel-laterra,sottocielio nuvole chenonpotevanofaraltrosenonri-mirareofuggire».
L’EVERESTDIGADDACHEGRANDEFIERAPOP
Lettooggi
Unatrombad’ariacherisucchiatuttociòchehad’intorno
Dal«Pasticciaccio»diGaddaPietroGermihatrattonel1959ilfilm«Unmaledettoimbroglio»:lostessoregistainterpretavailruolodelcommissarioIngravallo,tragliattoriClaudioGora,EleonoraRossiDrago,ClaudiaCardinale,FrancoFabrizi,NinoCastelnuovo,AlidaChelli.Nelsuo«Dizionariodeifilm»PaoloMereghettilodefinisce«ilmigliorgialloinassolutodelcinemaitaliano».SitrovainDVD,editodaMedusa
ILFILMILLIBRO
 Lapiùstupefacentecattedralelinguisticamaicostruitanellanostra letteratura,lapestesatelacubista
LASUAPAROLAPERNOIINARRIVABILE
CarloEmilioGadda:il«Pasticciaccio»iniziòsu«Letteratura»nel1946-47
 Moltiscrittori lohannoelevatoamaestro,mainvano,copovere,stantie,sonoleloroscritture
Ilpersonaggio 
Tuttolibri
SABATO10MARZO2007LASTAMPA
III
W

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