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TTOBRE
2009
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tiamo attraversando una dellefasi più difficili e complicate daldopoguerra. Il sindacato, pertutelare e rappresentare i lavoratori e ipensionati, deve affrontare problemicomplessi. Da un lato, la crisieconomica obbliga tutti i governi ainterventi di sostegno al sistemaproduttivo ed economico. Dall’altrolato, essa reclama anche un’assunzionedi responsabilità e uno sforzo disintesi da parte di tutti i soggetticollettivi. La crisi si affronta e si puòsuperare solo attraverso una maggioreconcertazione e con un nuovorapporto tra capitale e lavoro. Ogginon c’è migliore garanzia, peraffrontare e contenere la crisieconomica, di un’efficace e solidaleconvergenza d’interessi tra lavoratori eimprenditori nel governo dell’impresae negli indirizzi di riforma. Questa è lasfida e l’opportunità che questa crisic’invita, oggi, a saper cogliere.Nessuna forza economica può oggiilludersi di farcela da sola. Occorrecoinvolgere il sindacato e i lavoratorinei processi decisionali. È essenziale,in questa prospettiva, la via dellapartecipazione e del dialogo. In unmomento di grave emergenzaeconomica e sociale non sonocertamente sufficienti i provvedimentie le misure del governo. Tocca anchealle parti sociali fare la propria parte,rimettersi in gioco e soprattuttoimpegnarsi responsabilmente perrisollevare il Paese dalla crisi. Perquesto la parola chiave oggi non puòche essere una: responsabilità. Isoggetti sociali più deboli cherischiano di più sono in particolare igiovani e le donne. È importantesostenere il reddito dei lavoratori,sospesi dal lavoro o licenziati in questimesi, ed estendere la coperturaeconomica anche ai lavoratoritemporanei, oltre che agli apprendistie ai dipendenti delle piccole aziende.Ma è importante anche agire sul pianodei contratti di solidarietà. Si devonofare accordi tra azienda e sindacati perridistribuire il lavoro e salvarel’occupazione, perché è fondamentalegarantire il reddito senza abbandonarel’attività lavorativa. I contratti disolidarietà vanno applicati facendo inmodo che il reddito di ciascunlavoratore derivi in parte dall’attivitàlavorativa e in parte dalla coperturasociale. Quello che bisognerebbeevitare è dare soldi senza lavorare.
Secondo san Paoloe Benedetto XVI
Questo ci riporta allo spirito dellaSeconda lettera di san Paolo aiTessalonicesi. Il lavoro è unacomponente essenziale della vitadell’uomo. Sappiamo, come dice laGenesi, che l’uomo è stato creatoperché lavorasse («ut operaretur»). Illavoro è per l’uomo e non l’uomo peril lavoro. È l’uomo a dare la dignità allavoro. Fin dalla sua fondazione, laCisl ha incentrato la sua strategiapolitica e sindacale ponendo l’accentoproprio sulla centralità della personaumana nei processi produttivi. E oggioccorre recuperare il senso profondodel lavoro, come componenteessenziale della crescita della societànon solo dal punto di vista economico,ma anche sociale, educativo, umano.Questo è essenziale per un sindacatocome la Cisl, saldamente ispirata alladottrina sociale della Chiesa, che oggideve far fronte a sfide epocali: la crisieconomica, la tutela dei lavoratori edei pensionati, il sostegno alla famiglia
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ESPONSABILITÀ
Il sindacalismo alla luce della dottrina sociale della Chiesa e dell’odierna crisi economica
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