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Octave Mirbeau, « Le acque mute »

Octave Mirbeau, « Le acque mute »

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Published by Oktavas
Octave Mirbeau, « Le acque mute ». In francese : « Les Eaux muettes »
"Le Gaulois", 17 giugno 1884. Traduzione di Albino Crovetto.
Octave Mirbeau, « Le acque mute ». In francese : « Les Eaux muettes »
"Le Gaulois", 17 giugno 1884. Traduzione di Albino Crovetto.

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05/15/2014

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Octave MIRBEAU
Le acque mute
Jean Donnard e Pierre Kerhuon imbarcavano le reti sulla scialuppa ormeggiata alla banchina, vicino alla cala insanguinata dai resti dei pesci da  poco sventrati. Tutto era in movimento nel piccolo porto di Saint-Guénolé. Sbattendo gli zoccoli pesanti coperti da gambali di tela grigia, i marinai scendevano a gruppi, con la schiena curvata dal peso delle reti altri, a  braccetto, straparlavano ubriachi, barcollando e cantando i mozzi pulivano i battelli pronti a salpare !ualche imbarcazione gi" scivolava silenziosa sopra l#ac!ua tagliata da lunghi remi simili al volo radente di gabbiani intorpiditi.Si era nel pieno della pesca allo sgombro. $ Svelto, sbrighiamoci, disse Jean Donnard, continuando a dividere le reti che Pierre Kerhuon disponeva simmetricamente sul %ondo della scialuppa. &a Pierre Kerhuon si %erm', e, senza guardare il suo compagno( $ Jean Donnard, disse con una voce che tremava lievemente, %aresti molto meglio a non uscire oggi... %aresti molto meglio.Jean Donnard alz' le spalle larghe e non rispose.
)
 
 $ Jean Donnard, riprese il marinaio, io ti dico che tu %aresti bene a non uscire oggi. &i senti* Ti dico che %aresti bene.Donnard guard' il cielo sopra la sua testa e laggi+ in %ondo il mare, che si stendeva immenso e pro%ondo dietro una sottile linea di terra. el cielo non c#era una nuvola sotto il sole il mare brillava senza un#increspatura.Disse( $  cos, non / vero* 0on voialtri, massa di %annulloni, / sempre la stessa musica1 Sei %orse tu il padrone, eh* 2llora stai zitto, ubriaco. $ 0ome vuoi, replic' Kerhuon con voce sorda. &a ascoltami bene. 3#anno scorso, Jac!ues Pengadec / uscito anche lui con un tempo come !uesto...  non / pi+ tornato... &a come vuoi tu, Jean Donnard.Jean Donnard stava per rispondere, !uando i sette marinai e il mozzo, che %ormavano il resto dell#e!uipaggio, apparvero sopra la cala, con i loro cappotti di tela cerata e le ceste di vimini.4n un batter d#occhio uomini e reti %urono imbarcati. 3a scialuppa moll' gli ormeggi, alz' le vele le cui drizze stridettero lugubri scivolando lungo le alberature, e in piedi, vicino alla barra, Jean Donnard, serio e cupo, si segn', come %aceva sempre ogni volta che prendeva il largo.Jean Donnard aveva sessant#anni. 2lto e diritto, aveva una %orza non comune, temuta anche dai giovani. 4l volto senza barba, scurito da tutti i soli, screpolato da tutte le tempeste, sembrava di vecchio cuoio le mani, enormi e brunite, sembravano di vecchia !uercia si sarebbe detto che il suo sguardo, triste e lontano come lo sguardo degli uomini che hanno per lungo tempo vissuto sul mare o %ra solitudini immense, guardasse come un ri%lesso dell#in%inito.&algrado i pericoli di !uella dura esistenza da pescatore, malgrado i sacri%ici !uotidiani e le s%ibranti %atiche, gli si sarebbero potuti contare soltanto tre o !uattro capelli bianchi nella %olta capigliatura che scendeva sulle tempie, sotto il berretto blu appiattito sul cranio.5uel vecchio passava per il miglior pescatore e il marinaio pi+ coraggioso della costa, la tragica costa di Penmach#h, per%orata da abissi nei !uali il mare eternamente urlava, irta di rocce nere contro le !uali le onde sbattono e la schiuma si torce bianca di collera. 5uando il vento era contrario e il mare buio, !uando tutti i marinai restavano a terra trascinando
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 pigrizia e sbronze da un cabaret all#altro, e !uando si sapeva che una scialuppa aveva lasciato il porto, allora si poteva star sicuri che era !uella di Jean Donnard. 2%%rontava ogni intemperia, s%idava tutti i mari e a%%ermava che lui e il mare si conoscevano da tanto, troppo tempo 7per %arsi delle cattiverie8.  usciva, spesso a !uindici leghe di distanza, scoprendo i passaggi pi+ insidiosi, gettando la sua draga dentro %ondali conosciuti a lui solo, navigando in !uesto modo, a volte per molti giorni e molte notti. 9isognava vederlo, ritto alla barra, la %igura cupa colpita dagli spruzzi, manovrare la sua scialuppa che si librava sull#onda. 0on !uesto duro mestiere aveva guadagnato una piccola %ortuna. 3a casa era sua e ben tenuta spiccava, con la gaia bianchezza della %acciata e il luccichio dei mobili, sulle tane immonde in cui, di solito, marciscono tra %ango e vermi i marinai bretoni. 3o ammiravano perché %orse era il pi+  bravo di tutti e perché era sempre sul posto, per primo, a salvare un compagno in di%%icolt"( ma non lo amavano. 4 pescatori non potevano  perdonargli l#abbondanza del suo pescato che al ritorno esibiva sui moli con una sorta di provocante compiacenza non potevano perdonargli il suo  benessere, le sue belle vestaglie e i suoi abiti puliti per le domeniche, e !uel rispetto e !uella superiorit" che, loro malgrado, imponeva. Si diceva che %osse anche duro verso i poveri e molto avaro.4n e%%etti, nessuno lo aveva mai visto mischiarsi con !uelle compagnie di gente alcolizzata che si %ormano bevendo !ualche bicchiere e che %iniscono in risse sanguinose( !uella %uriosa e inguaribile %ollia dell#alcool che, a volte, %a somigliare i marinai a selvaggi scatenati.Soprattutto il suo e!uipaggio lo detestava, a causa del lavoro con cui li massacrava, della disciplina severa che esigeva a bordo, del suo eccessivo rigore nella divisione della pesca, la !uale, spesso e ogni volta che ne trovava l#occasione, si risolveva in meschine piccinerie.Senza che sembrasse o volesse accorgersene, un odio sordo circondava Jean Donnard, alimentato in segreto da !uel Pierre Kerhuon che lo accusava d#intendersela con i pescivendoli per derubarlo, s%ruttarlo, e per aumentarsi ingiustamente la propria parte.
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