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SHI TRO parte III° - Il bardo della meditazione e il bardo del momento della morte - I° parte

SHI TRO parte III° - Il bardo della meditazione e il bardo del momento della morte - I° parte

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SHI TRO
commentario al testo di
Karma Lingpa
“Il profondo Dharma dell’autoliberazionetramite la mente dei pacifici e degli irati” 
Parte III°Il bardo della meditazione – Il bardo del momento della morte (I)
Ven. Khenchen Palden Sherab RinpocheKhenpo Tsewang Dongyal Rinpoche
Trad. Thupten Nyima
Sam-ten bardo, il bardo della meditazione
Esistono molti tipi di meditazione. Shamatha, vipassana, lo stadio didi creazione con le sue visualizzazioni, lo stadio di completamentocon le meditazioni sui venti sottili. Tutte queste pratiche aiutano lamente a diventare più flessibile, pacificata e singolarmenteorientata, in modo da non essere più disturbata dai pensieri. Comenello yoga del sogno, ogni forma di meditazione deve essere basatasulla motivazione di bodhicitta e la consapevolezza della purezzaoriginaria. Questi due punti sono sempre essenziali. Bodhicitta è labase, mentre la consapevolezza della purezza originaria è lastruttura interna di ogni pratica.
Quando il bardo della concentrazione si manifesta,abbandonando ogni tipo di pensiero vagante ed illusorio…
Occorre fare attenzione alle distrazioni, come il pensiero vagante ediscorsivo. Questi sono grandi ostacoli per la meditazione.
 
Manteniamo una postura confortevole, con la spina dorsale dritta, elasciamo che la meditazione si approfondisca in uno stato chiaro ecalmo. Rimaniamo concentrati, senza lasciarci distrarre dai concetti,e continuiamo a mantenere la mente in questa condizione, qualsiasisia l’oggetto della meditazione.Questo è quanto, fondamentalmente.Come disse Guru Padmasambhava: “Nessuna distrazione, nessunattaccamento, liberi da ogni apparenza”. Queste tre qualità sonoessenziali per ogni forma di meditazione.La giusta motivazione e lo sforzo gioioso sono anche indispensabili.Durante la meditazione insorgono ostacoli, pensieri compulsivi,sensazioni, attaccamenti ed altri impedimenti. Per non allontanarsidallo scopo, meditiamo senza distrazione nello spazio illimitato chetrascende ogni confine, la natura che tutto pervade. Rilassarsi inquesto stato è la meditazione.
raggiungo la stabilità negli stadi di generazione ecompletamento.
La divisione delle pratiche meditative in una fase dicreazione/visualizzazione e in una di completamento/dissoluzione ècaratteristica delle scuole del Buddhismo Vajrayana. Questi sono imezzi per diventare stabili e forti nella meditazione. La pratica dellostadio di creazione consiste nel comprendere la purezza di tutti ifenomeni, compresi noi stessi, in modo che ogni cosa vengapercepita all’interno del mandala di un buddha. Questo mandalanon è una cosa solida, che esiste; è della natura di un riflesso, di unmiraggio, di un sogno o di un arcobaleno. E’ una manifestazione disaggezza di chiara luce, l’aspetto luminoso della vera natura. Anchenella pratica breve dello Shi-tro, tutti i fenomeni appaiono come ilmandala delle divinità pacifiche ed irate, e queste divinità sidissolvono nella luce arcobaleno. Tutte la parole ed i suoni sonomantra e tutti i pensieri momentanei sono magiche emanazionidella natura simile allo spazio o al cielo infinito. Questacomprensione caratterizza la fase meditativa di generazione ocreazione, che significa essere relativamente liberidall’attaccamento al sé e ai fenomeni e preparati all’unione con lavera natura al di là di ogni pregiudizio e limitazione, dove non esistedualismo. Rilassarsi in questo stato di purezza innata è la praticadella fase di completamento.
 
La consapevolezza della purezza può essere sviluppata attraverso ladevozione, riconoscendo la preziosità di questa rinascita umana, dellineage di insegnamento e di tutta la vita senziente. In effetti, ognisituazione è molto speciale. Così impariamo a vedere, apprezzare egodere questo; impariamo a esplorare e celebrare la bellezza nelmondo e in noi stessi. Scopriamo il mandala e realizziamo che laterra pura non è lontana. E’ proprio qui. Secondo gli insegnamentidello Shi-tro, le divinità pacifiche ed irate non esistono al di fuori dinoi. Il nostro corpo è il palazzo delle divinità e l’intero universo èoriginalmente in una condizione illuminata. Risvegliamoci allapreziosità e alla purezza di ciascun momento nell’istante in cuisorge, e dedichiamoci a questa grande realizzazione.Guru Padmasambhava disse:
 In questo momento di meditazione concentrata,abbandono ogni attività
Mettiamo per il momento da parte ogni cosa, anche se rivolta aduno scopo virtuoso.
e non mi lascio influenzare dalle emozioni illusorie.
Attenzione a non indulgere nelle emozioni negative. GuruPadmasambhava enfatizza ancora questo punto cruciale per lapratica della meditazione.Nello specifico, nel Vajrayana meditiamo visualizzando GuruPadmasambhava recitando il suo mantra, fino a quando egli sidissolve nello spazio primordiale, mentre le luci di saggezzaprovenienti dal suo capo, dalla sua gola e dal suo cuore simescolano completamente con il nostro corpo, parola e mente inuno stato di pura consapevolezza. La meditazione è permanere inquesto stato di purezza. Questa è la parte principale della pratica,dopo di che dedichiamo i meriti.Ogni qualvolta sentiamo di aver fatto qualcosa di buono, nonesitiamo a condividerne i benefici con gli esseri senzienti, senzaalcuna eccezione. Procediamo con l'aspirazione all'amore e allacompassione e terminiamo la sessione benedicendo tutti gli esseriattraverso la dedica dei meriti. Condividiamo felicemente questabontà con il mondo intero. Come può la dedica dei meriti aiutarci a

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