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    ©     L    A    N    N    I    N    O    /    A    N    s    A
 Anno V - n. 225 -
 venerdì 2 ottobre 2009 -
E
1,00
Ieri mattina  scoppiato il bub-bone, tutti ripetono «qui si ri-schia di diventare come Napoli»,una scusa e una minaccia, unagiusticazione per sperare che cisia sempre qualcuno che sta peg-gio di noi. Palermo  sommersadai riuti: i resti delle nostre ce-ne, le lettiere usate dai gatti di ca-sa, le croste dei ormaggi, le ver-dure e i ori appassiti stazionanosui nostri marciapiedi. I camiondelle nettezza urbana, con quel-la parola dura “nettezza”, non sianno vedere in giro. Da almenouna settimana, così ho letto neidispacci d’agenzia. Che una nonsta certo a chiedersi: ma quan-do l’hai visto tu l’ultimo camiondell’immondizia? Le brave mas-saie, quelle che ripuliscono ca-sa e mettono il sacchetto di riu-ti alla porta, si sentono tradite daquesta città: i riuti gli si ritorco-no contro, li butti dalla porta e ri-entrano dalla nestra, con euvidal lezzo inequivocabile, che nonanno distinguo, i riuti sommer-gono democraticamente il cen-tro o la residenziale Mondello.Sbarrano il passo, la vista, la salu-te, creano un muro che ci separadall’idea corrente di uno spaziocivile. Non sai se autoassolver-ti pensando che, almeno tu, aila tua parte. Ma non  emergen-za (come sembrerebbe a un oc-chio inesperto). Una conortan-te comunicazione sembra sia ar-rivata dall’Amia, la spa che si oc-cupa di smaltire i riuti, dicendo più o meno così:  solo che nonacciamo a tempo a raccoglierla, perché non ci sono abbastanzaautocompattatori (i amosi ca-mion). La colpa di chi ? Forse dinoi palermitani che abbiamo unestro particolare nel produrre ri-uti? E poi tentiamo di liberarce-ne come possiamo, visto che c’chi dà uoco ai cassonetti, certo per protesta, per disperazione,col rischio di liberare sostanzetossiche e di peggiorare la situa-zione (e senza sapere che l’Amianon sa come sostituirli, dopoaverne comprati circa 1.500, madi una misura sbagliata). La so-luzione che hanno trovato  que-sta: aumentare i turni di lavoro (enon comprare più camion maga-ri usando gli stessi ondi che in passato l’Amia ha preerito inve-stire in viaggi a Dubai, dove haspedito i suoi esperti in “raccoltadierenziata” con l’intento, orse,di esportare il nostro modello dioperatività). Più giri di camion,insomma, magari in zone die-renti della città, non tanto per ga-rantire il servizio, ma per evitareil collasso. Ho pensato all’Amiacome a una malinconica signoraaetta dalla sindrome della casa-linga, con la rustrazione di doverripulire incessantemente i restidi un’intera comunità di caciaro-ni. Senza soluzione di continuità:appena nisce, ricomincia.Il Parlamento vota il provvedi-mento che autorizza il rientrodei capitali dall’estero pagan-do una modestissima aliquotadel 5%. Una misura che «serve
In odoredi Bertolaso
Eegenza ifuti in sicilia e obe aioattive ulla icaica i Ciaiano.Nuove ipee in vita pe il upeeoe ella Potezione civile. Ce elogiai iultati ell’ipianto i Acea con ati ipobabili
a rastrellare risorse per l’econo-mia», annuncia il governo. Mail responsabile Finanze del Pd,Matteo Colaninno, attacca: «èun’amnistia mascherata. E loStato non può recuperare risorseabbassando la soglia della lealtàscale». Banche, sim e società -nanziarie intanto armano le pro- prie task orce con l’obiettivo diintercettare i capitali di rientro.Da accertare l’accusa di peculatorivolta al ministro dell’Ambiente.
Dal mondo
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stoico inconto, iei, taiploazia tatunitenee ianiana a agine el vetice el 5+1 a Gineva.L’Ilana va oggi alleune pe il eeenubi ull’appovazione elTattato i Libona. El’Euopa tattiene il fato
 
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Ore 13, scatta l’ora dell’evasione
Politica
Oggi il voto sullo scudo fscale. Fini: «Termine ultimo». E la Prestigiacomo viene indagata per una card
NAPOLI ChIAmAPALErmO rIsPONdE
In ondo
Daniela Gambino
 
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Green economy
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 Zeroemission
, la Fiea elleenegie pulite in cena aroa, è un ucceo. ma ilinito Petigiacoo acancellato la ua viita. Altoegnale i coe il govenoinunci alla patita elleinnovabili, peeeno ontinucleai e convenzionali
Neoascismo
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Le cegge ipazzite ellenuove ete epe piùpeenti nella Capitale.dai giovani el Bloccotuenteco ce annocapagna in vita elleelezioni negli itituticolatici, agli “occupanti nonconoi” i Caa Poun
    S   p   e    d .    i   n    A    b    b .    P   o   s   t .    D .    L .    3    5    3    /    2    0    0    3    (   c   o   n   v .    i   n    L .    2    7    /    0    2    /    2    0    0    4   n .    4    6    )   a   r   t .    1   c   o   m   m   a    1    D    C    B  -    R   o   m   a
n errore di circa 350 me-tri. Grazie al quale  stato possibile riaprire il casodella nave dei veleni. Sono inat-ti 0,2 le miglia marine che sepa-rano il punto del ondale dove stata rinvenuta quella che sem-bra essere la Cunsky dalle ac-que internazionali. Secondo leinchieste della magistratura ele testimonianze raccolte dallacommissione parlamentare sulCiclo dei riuti, quella ritrova-ta a metà settembre sarebbe so-lo una delle molteplici navi ina-bissate dai trafcanti interna-zionali di riuti tossici tra glianni Ottanta e la metà degli an-ni Novanta. Alla ne della era,quindi, occorrerà ringraziare la valutazione sbagliata del penti-to Francesco Fonti, che si  au-toaccusato dell’inabissamentoe che ha permesso alla Procuradi Paola di tornare ad occuparsidi un caso sul quale le associa-zioni ambientaliste conduconobattaglie da 15 anni. Una cata-stroe ambientale alla quale ilgoverno ancora non ha dato ri-sposte convincenti.
 Veleni e silenzi di Stato
Ecomafe
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Sumatra la terra nonsmette di tremare. Unanuova potente scossa si-smica  stata registrata ieri sul-la più grande isola indonesiana,circa 150 chilometri a sud del-la zona colpita dal terremoto dimercoledì. Le rilevazioni com- piute dallo United states geolo-gical survey (Usgs) parlano diuna vibrazione di magnitudine6.8 registrata alle 8:52 del mat-tino (2:52 ora italiana), con epi-centro tra le province di Jambi eBengkulu. A Padang, il capoluo-go della provincia di SumatraOccidentale distrutto dal sisma,si continua intanto a scavare sot-to la pioggia, cercando di recu- perare le migliaia di persone se- polte sotto le macerie. Sono cen-tinaia gli edici andati distrutti:abitazioni, ospedali, alberghi emoschee; anche i soccorsi sonorallentati dalle strade allagate edai numerosi ponti crollati nel-la regione. Il bilancio delle vitti-me cresce di ora in ora: gli ultimidati dell’Onu parlano di almeno1.100 morti e di 2.400 eriti, di cui294 in gravi condizioni.
Sumatra, nuova scossa
Sudest Asiatico
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 A
 Vincenzo MulèPaolo Tosatti
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Le pagine di
Terra 
 sabato in edicolacon l’AgendaLuca Coscioni
 
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n’amnistia mascherata.E, in più, lo scudo nonimpone alcun obbligodi rientro dei capitali, ad esempio per tutti i Paesi dell’Ue, che posso-no benissimo rimanere dove sono.Mentre il governo vorrebbe arcicredere che ci saranno eetti posi-tivi per l’economia...». Matteo Co-laninno è il responsabile naziona-le del settore Mercato e nanze delPd, membro della Commissione Attività produttive della Camera e vicepresidente del gruppo Piaggio.Lo raggiungiamo quando in Aula sidiscute, e si rumoreggia, di scudoscale: «Il governo è irresponsabi-le. E l’opposizione ha preso troppischia. Ora dobbiamo risponderecolpo su colpo».
Partiamo dal Pd: Rutelli potreb-be are un gruppo autonomo inParlamento...
Credo che Bersani abbia la credibi-lità, il prolo e la competenza ne-cessari, specie in questo momentodi crisi economica, per assume-re la leadership e are il benedel Pd. Poi tutti sono liberi diaccettare o no.
E le alleanze uture?
Credo che dovremmo alle-arci con orze leali che ab-biano quantomeno interes-se a costruire un’alternativadi governo. E non avvantag-giarsi a scapito degli alleati.
Crisi economica. Come giudi-ca l’operato dell’esecutivo?
La responsabilità di chi oggi gover-na il Paese è quella di nascondereuna delle questioni-chiave che ri-guarda il uturo a medio terminedel nostro sistema economico cheè composto da imprese che per il90% ha meno di 10 dipendenti. Si-stema che sicuramente troverà di-coltà nella dura competizione suimercati internazionali. Le misu-re contro la crisi, al di là dei singoli provvedimenti, sono come un pal-liativo contro un’epidemia che hacontagiato il mondo. Sono state previste risorse insucienti e mo-deste. Su questo tema registro unaorte irresponsabilità dell’esecuti- vo, alla sola e spasmodica ricercadel consenso istantaneo dell’elet-torato e dell’opinione pubblica.Non c’è il desiderio di costruire una politica diversa per il uturo.
Quali sono le prospettive econo-miche per l’Italia?
Quando la crisi nirà, la com- petizione si arà ancora più du-ra. Giappone, India, Cina, Ger-mania, Francia e Usa dovran-no accelerare, e la loro sarà unacompetizione molto più aggres-siva, perché dovranno recupe-rare i colpi della crisi. L’Italia,già in una situazione di ragili-tà, ora dovrà arontare una ve-ra e propria ristrutturazione in-dustriale. Servono investimenti,altrimenti rischiamo di perderela sda dell’innovazione, dellamobilità sostenibile, dell’ener-gia. Gli altri Paesi hanno investi-to, noi abbiamo perso pezzi in-teri di economia.
La riconversione ecologicadell’economia può rappresen-tare un volano per lo sviluppo?
Per la green economy c’è una pre-condizione: la necessità di avereuna politica quantomeno equi-librata e di buonsenso. Registro, purtroppo, che tutte le tematicheambientali sono state approccia-te dalla maggioranza in modoculturalmente distante dal gran-de potenziale, non solo di qualitàma anche di quantità, costituitodall’ambiente. Altri Stati hannocompreso l’importanza di questitemi e hanno orientato tutta l’or-ganizzazione politica, nanzia-ria, economica. Mentre i nostricolleghi del centrodestra hannoun atteggiamento di sufcienza.Come se l’ambiente osse un’anti-tesi della crescita economica.
Cosa pensa del ritorno all’ato-mo?
Se guardo all’Italia di oggi e ai mieigli, direi che questa prospettiva diritorno al nucleare mi a paura.
E degli incentivi all’auto invoca-ti da Marchionne? Non sarebbemeglio stanziare ondi per spin-gere le auto interamente verdi, enon solo meno inquinanti?
Sono avorevole a un processo diquesto tipo, ma va modulato ri-spetto al potenziale e alla capacità
«U
Pensavano di essere deca- pitati e invece sono usci-ti con la testa ancora sulcollo. Evitata la “ghigliot-tina parlamentare” i capi-gruppo dell’opposizione,dopo una riunione con il presidente della Camera,hanno ottenuto ieri altre24 ore per discutere il de-creto anticrisi contenen-te lo scudo scale su cuiil governo ha posto la -ducia (il voto nale è s-sato per le 13 di oggi). L’exleader di Alleanza nazio-nale aveva inatti minac-ciato di are ricorso allasua prerogativa di taglia-re il dibattito sul decretoe arlo votare ieri alle 15ma alla ne ci ha ripensa-to. Un “regalo” concessoa Udc, Idv e Pd (ieri han-no chiesto più tempo perla discussione), ma chenon inciderà sulla sortedel provvedimento il cuidestino è già segnato. Lamaggioranza alla Cameraha i numeri necessari perconcedere la ducia men-tre all’opposizione, nonsenza sensi di colpa per leassenze registrate duran-te la votazione delle pre-giudiziali di incostituzio-nalità respinte due giornia, non rimane che spera-re nel presidente della Re- pubblica, Giorgio Napoli-tano.Un po’ poco a dire il vero, perché difcilmente dalColle arriveranno segnalidi opposizione alla rmadel provvedimento. Ma sisa, la speranza è l’ultimaa morire. E allora Di Pie-tro anche ieri, armato dicoppola, sigaro e azzo-letto in volto è voluto tor-nare alla carica lanciandoun ultimo disperato ap-
capitali conlo scudo
Economia
Giuliano Rosciarelli
Pd, basta con gli schiaffi
L’intervista
Matteo Colaninno, responsabile Finanze del Partito democratico, accusa il governo di aver varato misureinsucienti contro la crisi. E sul condono: «Lo Stato non può recuperare risorse abbassando la soglia della lealtà fscale»
 Valerio Ceva Grimaldi
Mentre scoppiava la pole-mica per la lettera del ca- pogruppo Pdl alla Came-ra Fabrizio Cicchitto conl’elenco delle trasmissio-ni da lui ritenute aziose,a viale Mazzini il Cda va-rava un nuovo pacchet-to di nomine. La più at-tesa, deliberata all’unani-mità, è certamente quelladi Bianca Berlinguer che va a sostituire Antonio DiBella alla guida del Tg3.E in Transatlantico que-sta scelta viene unanime-mente letta come un suc-cesso dei dalemiani.Il Consiglio ha dato il vialibera anche ai nuovi ver-tici dei telegiornali regio-nali e di Rai Internatio-
 al tg3 arrivabianca
Rai
di adeguamento. Certamente bi-sogna spostare sempre più in altol’asticella.
Intanto il governo punta sulloscudo fscale...
Questo provvedimento, al con-trario di come è stato pensato eadottato negli altri Paesi, e che inquel caso avrei accettato, in Ita-lia non serve aatto a combatte-re l’evasione scale. Anzi, il 5% dialiquota sui capitali che rientra-no è un premio, non certo un di-sincentivo. Però i reati, anche dinatura penale, sono stati comun-que sanati. Altro che guerra ai paradisi scali: il nostro esecuti- vo ha detto “questa misura servea are soldi per l’economia”. Que-sto è il punto politico che sempreci dividerà: lo Stato non può re-cuperare risorse abbassando lasoglia della lealtà scale.
Secondo
molti l’opposizione èstata troppo morbida...
Berlusconi aveva annunciato unalegislatura costituente, alla quale volevamo concorrere in buona e-de. E questa è stata una delle ragio-ni che ha contribuito alla crisi delPd. La verità è che l’opposizione èstata presa a schia dal premier edalla maggioranza. Ora basta. Bi-sogna rispondere colpo su colpo.
In che modo?
Innanzitutto non considerandoil loro linguaggio corrosivo comesemplici boutade: le gabbie sala-riali, le ampolle del Po sono unastrategia gurata da non sotto- valutare. A cui bisogna risponde-re non urlando di più. Ma usandogrande severità.
 www.eew.
 venerdì 2 ottobre 2009
Villaggio
    ©    M    o    n    a    l    d    o    /    l    a    p    r    e    s    s    e
«Il governo è allaspasmodica ricerca delconsenso istantaneodell’opinione pubblica. Enon pensa a una politicaper il uturo»«Se guardo all’Italia dioggi e ai miei fgli, direiche questa annunciataprospettiva di ritorno alnucleare mi a paura»
«Il quadro economico dell’Iran è in netto peggioramento (…). Non èacile valutare (e ra gli osservatori non vi è unanimità) se le respon-sabilità maggiori di tale costante peggioramento siano da attribu-ire alla cattiva gestione dell’economia del Paese, alla sua strutturastatalista o all’eetto delle sanzioni decise dalle Nazioni unite conle risoluzioni n. 1737 e n. 1747 del Consiglio di sicurezza. Il tasso dicrescita del Pil è in calo: secondo stime dell’
 Economist 
, dal 4,3% dicrescita del biennio 2007-2008 dovrebbe scendere al 3,7% nel bien-nio 2008-2009 (…). Il tasso di infazione per i prodotti alimentari ele abitazioni è attorno al 17%, nonostante le politiche di prezzi am-ministrati diusamente adottate. (…). In aumento anche la disoc-cupazione, mentre gli investimenti esteri subiscono comunque glieetti - anche indiretti - delle sanzioni (…). Nell’ultimo anno sca-le completamente recensito dalla Banca centrale iraniana, il 2006-2007, il governo centrale ha chiuso i propri conti in decit, per unammontare pari a 13 miliardi di euro, il 41% di spesa in più rispettoall’anno scale precedente. Le principali risorse che garantiscono ilnanziamento del budget statale derivano dal petrolio: la vendita di petrolio e di prodotti da esso derivati, la tassa sulla oil perormance,nonché il ricavo sulla quota di produzione spettante al governo ap- portano allo Stato il 65,1% della propria ricchezza».
 Fonte: Camera dei deputati,Servizio studi - Documentazione e ricerche, dossier n. 19 
tehe  
Nel mirino
di Fedora Raugei
 
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inalmente si sono seduti al-lo stesso tavolo con L’Iran.Ieri, i delegati di Germania,Gran Bretagna, Cina, Francia,Russia e Usa si sono incontratia Ginevra per trattare con Sayed Jalili, rappresentante iraniano per il nucleare. A margine dei la- vori che hanno aperto la ripresadei colloqui del 5+1(membri per-manenti del Consiglio di sicurez-za più la Germania) con il Regimedegli ayatollah, Stati Uniti e Iransi sono dilungati in un incontrobilaterale «costruttivo», che san-cisce di atto la ripresa dei rap- porti congelati dal 1979. Eppuresoltanto una settimana a, Tehe-ran aveva comunicato all’Aiea lacostruzione, nei pressi di Qom,di un secondo impianto per l’ar-ricchimento dell’uranio, scate-nando l’allarme di Washington eTel Aviv. Così intorno all’incon-
 Annalena Di Giovanni
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tro ginevrino di ieri si era creatoun clima da ultimatum aggrava-to anche dalla chiusura di Isra-ele a qualsiasi compromesso.L’Iran ambiguo che ieri si è aper-to al dialogo con l’Occidente, hadimostrato di non essere immu-ne ai conitti interni che sta at-traversando. A partire dalla crisieconomica che vede un’inazio-ne quasi al 20 per cento, oltre chealla presenza nell’élite politica diuna ronda interna al regime de-gli ayatollah, capeggiata dal po-tente leader riormista Rasan- jani. Quest’ultimo, grazie a unatta rete di corruzione, control-la i proventi petrolieri del Paeseche esporta quasi interamentele proprie riserve, mentre, in as-senza di ranerie, la popolazio-ne vive con elettricità e benzinarazionati. Il paradosso quindi, ha visto in questi ultimi anni gli au-totrasportatori iraniani convive-re con un limite mensile di 100 li-tri di carburante. L’arricchimen-to dell’uranio, quindi, per il pre-sidente Ahmadinejad rappresen-ta principalmente, oltre che un progresso scientico, una or-ma di nuovo approvvigionamen-to energetico. Per costruire un’ar-ma nucleare servirebbe una per-centuale di isotopi U235 pari al90 per cento, mentre il 5 per cen-to è quanto basta per mandareavanti i reattori ad acqua legge-ra in grado di produrre elettrici-tà. Con queste credenziali l’Irancontinua a rivendicare il propriodiritto al nucleare civile anchein sede internazionale cercandodi scongiurare l’aggravarsi dellesanzioni che già penalizzano di-rettamente i cittadini dell’ex Per-sia, tutti avorevoli al nucleare.Non a caso Ahmadinejad intor-no al diritto all’atomo è riuscitoa incassare la solidarietà e l’ap- poggio nazionale, senza rinun-ciare ovviamente ad alimentarel’ostilità contro i Paesi che si op- pongono a quella che viene pre-sentata come unica soluzione per l’emancipazione energetica.Il nemico numero uno resta Isra-ele, contro cui il presidente nonmanca nessuna occasione perlanciare i suoi anatemi. Spergiu-ri così pesanti da riuscire a im-barazzare la stessa Guida supre-ma, che non a caso, già da un an-no, ha tolto la competenza sul-le trattative sul nucleare all’u-cio presidenziale nella speranzadi raggiungere un compromesso.La priorità iraniana per ora sem-bra essere solo una: guadagnaretempo.
I sondaggi danno invantaggio il sì con il 55per cento. Gli eettidella crisi nanziariapotrebbero rovesciarei risultati del 2008L’Unione ha promessoall’Eire che alcunisettori resteranno dicompetenza nazionale:dalla legge sull’abortoalle politiche scaliL’ex Persia devescongiurare a tuttii costi nuove sanzioni.E intanto l’infazioneè arrivata quasial 20 per cento
 pello al suo “amico” Gior-gio: «Chiedere a Napolita-no di non prestarsi a que-sta opera maosa è un do- vere di ogni cittadino chedi ronte a un Parlamen-to che a leggi a esclusivo vantaggio dei delinquen-ti non può che rivolgersiall’ultimo baluardo di de-mocrazia».Ma se lo scudo deve anco-ra essere approvato, uoridal Palazzo già inuria lacorsa all’oro. Banche, isti-tuti di credito, società -nanziarie e sim stanno ar-mando le proprie task or-ce con l’obiettivo di inter-cettare quei 100 miliardidi capitali che il governo prevede di recuperare.Un afare che tra commis-sioni varie potrebbe por-tare nelle casse degli in-termediari più di un mi-liardo di euro; «sacrosan-ta» liquidità (per dirla conle parole del premier) ne-cessaria a ridare ossige-no al mercato e alla qualenessuno vuole rinunciare.«Faremo la nostra parte»,ha inatti subito chiaritoil presidente dell’Abi Cor-rado Faissola, perché
 pe-cunia non olet 
. Anche senon per tutti: Banca po- polare etica ha inatti di-chiarato la sua indisponi-bilità ad accogliere “capi-tali scudati”. «Una sceltadi coscienza - ha spiegatoil presidente Fabio Salvia-to - in linea con la loso-a che ha sempre guida-to il nostro istituto», maanche un sacricio eco-nomico senza precedentiche nella passata edizio-ne dello scudo scale ha portato a rinunce quanti-cabili intorno ai due mi-lioni di euro. «È vero cherinunciamo a molto de-naro - ha aggiunto Sal- viato - ma non sono quel-le le risorse che vogliamo.La nostra coerenza ci hasempre premiato, deliz-zando il cliente e attiran-done dei nuovi».
Dlo va al reered L’Eropa pera ella vola
Integrazione
Oggi gli irlandesi voteranno di nuovo per ratifcare il Trattato di Lisbona, necessario per la riorma della Ue.Lanno scorso vinse il no, ma da allora Bruxelles ha giocato tutte le sue carte per convincere gli scettici a cambiare idea
Cecilia Tosi
U
n corteggiamento così nonsi vedeva dai tempi di Ca-sanova. Solo chi sa che lasua sopravvivenza è appesa a unlo può lottare così tanto per unsì, come ha atto l’Unione europeacon l’Irlanda. L’anno scorso il no diDublino ha ermato il Trattato diLisbona, un documento di riormaindispensabile al unzionamentodelle istituzioni di Bruxelles. Sen-za una semplicazione struttura-le, inatti, organi che a malapenariuscivano a coordinare interessie politiche di quindici Paesi sonoormai niti sull’orlo del collasso, vittime di un allargamento “esplo-sivo”. Nel giro di due anni la Ue, in-capace di contenere l’ebbrezza di potersi afacciare oltre la corti-na di erro, ha inghiottito 12 Sta-ti dell’Est Europa. Da allora nonsi è più ripresa: politica estera in-consistente, complicazioni buro-cratiche innite, una grande spac-catura tra chi preerisce limitarela cooperazione al settore econo-mico e chi aspira a una vera Unio-ne politica, capace di prescinde-re dal “particulare” di ogni singolanazione. Per trovare un compro-messo e rilanciare l’organizzazio-ne, i 27 Stati ci hanno messo anni,tentando prima di stilare una Co-stituzione, poi accontentandosi diun semplice trattato. Un accordoal ribasso, eppure anche di rontea un leggero raforzamento delleistituzioni di Bruxelles, gli anti eu-ropeisti irlandesi sono riusciti nel2008 a vincere una campagna re-erendaria inuocata. L’isola, do- ve l’approvazione del trattato èsottoposta a voto popolare, disseno. E gli altri 26 Paesi si bloccaro-no. Per riormare la Ue ci voglio-no inatti 27 sì, non uno di meno.L’unico modo per evitare la para-lisi era anche il meno democrati-co: insistere. Premere, inuenzare,convincere. Con la collaborazionedel governo di Dublino. Per questoi unzionari europei hanno riaper-to le trattative sul documento ati-cosamente contrattato e concessonuove garanzie. Gli irlandesi nonhanno mai goduto di un così am- pio margine di trattativa. Alla -ne hanno ottenuto di tenere uoril’Europa - e il documento di Lisbo-na - da tutti i settori che hanno piùa cuore: la legge sull’aborto, lo sta-nal, rispettivamente con Alberto Maccari e Danie-le Renzoni.Rinviate, a sorpresa, lenomine previste per laradio. In particolare sultavolo c’erano due vice-direttori in quota Pdl perGr Parlamento oltre al di-rettore Berti, sempre Pdl.E per riequilibrare, un vi-cedirettore in quota Pd aIsoradio. Ma Isoradio nonè una testata giornalisti-ca e la Rai ha sempre ne-gato che lo osse per nonriconoscere il contrattogiornalistico ai tanti pro-essionisti che vi lavora-no. Forse quelle nominesono state bloccate pro- prio perché qualcuno si èaccorto che la nomina diun vicedirettore avrebbeimprovvisamente scoper-to la nzione, innescandouna miriade di vertenzedi lavoro.
Usa e Iran, è dialogo
Summit
Dopo lo storico incontro di ieri a Ginevra tra la diplomazia iraniana e statunitense a margine dei colloqui sulnucleare, prende il via la ase distensiva. Tutti hanno interesse a mantenere la pace, nonostante minacce e ultimatum
globale
www.erraew.
 venerdì 2 ottobre 2009
©FAVRE POOL/AnsAFLickR/mARkus thE bARDus
tus di neutralità, le politiche sca-li. La questione più spinosa, quel-la della riduzione del numero dicommissari, resta in sospeso. En-tro il 2014 la Ue vorrebbe liquidar-ne un terzo, ma così alcuni Paesine resterebbero (provvisoriamen-te) sprovvisti. Ma prima che la ri-orma entri in atto verrà sottopo-sta a una nuova discussione, chenon approderà ad alcuna decisio-ne senza l’unanimità. Dicile, or-mai, ipotizzare un trattato menoincisivo. Sarà per questo che gli ir-landesi hanno accettato un ree-rendum bis, quello di oggi, al qualesi apprestano a votare sì. Secondoi sondaggi, inatti, almeno il 55 percento degli elettori è avorevole al-la ratica, una svolta dettata piùdalle preoccupazioni economi-che che da considerazioni politi-che: in ase di crisi globale, tutto ci vuole meno che sganciarsi dall’eu-ro. Eppure il ronte del no, in tut-ta Europa, resiste. Mentre Dubli-no cede, decine di partiti naziona-listi chiedono un’ulteriore revisio-ne dell’accordo, preerendo caval-care lo scontento che dare nuovolavoro agli strapagati unzionaridell’Unione europea.
L’iraq a ao ola. co-ì qado er Doqesra-ka, dreore delFodo oearo erazo-ale,  è preeao d roeagl de dell’verà dial per a oereza,ad aoglerlo  a peao arpa da gaa a-a, e a araverao l’alafo a aare d poo l oeraglo: sra-ka. coae graze per la reeoe. Arreao l proprearo dellaarpa, ee a a vead de, ere per le ra-de della apale ra da-a e av da gor rlaolo loga: «baa odale r-da la ora à». La ar-pa e le proee oo ola-o l’zo d a ere d azo- per oraare l eegaale del Fodo oearoerazoale e della baaodale e  errà a ia-l fo al 7 oore. s pro-pea a eaa davve-ro oveaa. mae lere d rezza, eerarele azo pafae da ov-e e daa r.
Una scarpata al Fmi
©Tachus
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