2
n’amnistia mascherata.E, in più, lo scudo nonimpone alcun obbligodi rientro dei capitali, ad esempio per tutti i Paesi dell’Ue, che posso-no benissimo rimanere dove sono.Mentre il governo vorrebbe arcicredere che ci saranno eetti posi-tivi per l’economia...». Matteo Co-laninno è il responsabile naziona-le del settore Mercato e nanze delPd, membro della Commissione Attività produttive della Camera e vicepresidente del gruppo Piaggio.Lo raggiungiamo quando in Aula sidiscute, e si rumoreggia, di scudoscale: «Il governo è irresponsabi-le. E l’opposizione ha preso troppischia. Ora dobbiamo risponderecolpo su colpo».
Partiamo dal Pd: Rutelli potreb-be are un gruppo autonomo inParlamento...
Credo che Bersani abbia la credibi-lità, il prolo e la competenza ne-cessari, specie in questo momentodi crisi economica, per assume-re la leadership e are il benedel Pd. Poi tutti sono liberi diaccettare o no.
E le alleanze uture?
Credo che dovremmo alle-arci con orze leali che ab-biano quantomeno interes-se a costruire un’alternativadi governo. E non avvantag-giarsi a scapito degli alleati.
Crisi economica. Come giudi-ca l’operato dell’esecutivo?
La responsabilità di chi oggi gover-na il Paese è quella di nascondereuna delle questioni-chiave che ri-guarda il uturo a medio terminedel nostro sistema economico cheè composto da imprese che per il90% ha meno di 10 dipendenti. Si-stema che sicuramente troverà di-coltà nella dura competizione suimercati internazionali. Le misu-re contro la crisi, al di là dei singoli provvedimenti, sono come un pal-liativo contro un’epidemia che hacontagiato il mondo. Sono state previste risorse insucienti e mo-deste. Su questo tema registro unaorte irresponsabilità dell’esecuti- vo, alla sola e spasmodica ricercadel consenso istantaneo dell’elet-torato e dell’opinione pubblica.Non c’è il desiderio di costruire una politica diversa per il uturo.
Quali sono le prospettive econo-miche per l’Italia?
Quando la crisi nirà, la com- petizione si arà ancora più du-ra. Giappone, India, Cina, Ger-mania, Francia e Usa dovran-no accelerare, e la loro sarà unacompetizione molto più aggres-siva, perché dovranno recupe-rare i colpi della crisi. L’Italia,già in una situazione di ragili-tà, ora dovrà arontare una ve-ra e propria ristrutturazione in-dustriale. Servono investimenti,altrimenti rischiamo di perderela sda dell’innovazione, dellamobilità sostenibile, dell’ener-gia. Gli altri Paesi hanno investi-to, noi abbiamo perso pezzi in-teri di economia.
La riconversione ecologicadell’economia può rappresen-tare un volano per lo sviluppo?
Per la green economy c’è una pre-condizione: la necessità di avereuna politica quantomeno equi-librata e di buonsenso. Registro, purtroppo, che tutte le tematicheambientali sono state approccia-te dalla maggioranza in modoculturalmente distante dal gran-de potenziale, non solo di qualitàma anche di quantità, costituitodall’ambiente. Altri Stati hannocompreso l’importanza di questitemi e hanno orientato tutta l’or-ganizzazione politica, nanzia-ria, economica. Mentre i nostricolleghi del centrodestra hannoun atteggiamento di sufcienza.Come se l’ambiente osse un’anti-tesi della crescita economica.
Cosa pensa del ritorno all’ato-mo?
Se guardo all’Italia di oggi e ai mieigli, direi che questa prospettiva diritorno al nucleare mi a paura.
E degli incentivi all’auto invoca-ti da Marchionne? Non sarebbemeglio stanziare ondi per spin-gere le auto interamente verdi, enon solo meno inquinanti?
Sono avorevole a un processo diquesto tipo, ma va modulato ri-spetto al potenziale e alla capacità
«U
Pensavano di essere deca- pitati e invece sono usci-ti con la testa ancora sulcollo. Evitata la “ghigliot-tina parlamentare” i capi-gruppo dell’opposizione,dopo una riunione con il presidente della Camera,hanno ottenuto ieri altre24 ore per discutere il de-creto anticrisi contenen-te lo scudo scale su cuiil governo ha posto la -ducia (il voto nale è s-sato per le 13 di oggi). L’exleader di Alleanza nazio-nale aveva inatti minac-ciato di are ricorso allasua prerogativa di taglia-re il dibattito sul decretoe arlo votare ieri alle 15ma alla ne ci ha ripensa-to. Un “regalo” concessoa Udc, Idv e Pd (ieri han-no chiesto più tempo perla discussione), ma chenon inciderà sulla sortedel provvedimento il cuidestino è già segnato. Lamaggioranza alla Cameraha i numeri necessari perconcedere la ducia men-tre all’opposizione, nonsenza sensi di colpa per leassenze registrate duran-te la votazione delle pre-giudiziali di incostituzio-nalità respinte due giornia, non rimane che spera-re nel presidente della Re- pubblica, Giorgio Napoli-tano.Un po’ poco a dire il vero, perché difcilmente dalColle arriveranno segnalidi opposizione alla rmadel provvedimento. Ma sisa, la speranza è l’ultimaa morire. E allora Di Pie-tro anche ieri, armato dicoppola, sigaro e azzo-letto in volto è voluto tor-nare alla carica lanciandoun ultimo disperato ap-
capitali conlo scudo
Economia
Giuliano Rosciarelli
Pd, basta con gli schiaffi
L’intervista
Matteo Colaninno, responsabile Finanze del Partito democratico, accusa il governo di aver varato misureinsucienti contro la crisi. E sul condono: «Lo Stato non può recuperare risorse abbassando la soglia della lealtà fscale»
Valerio Ceva Grimaldi
Mentre scoppiava la pole-mica per la lettera del ca- pogruppo Pdl alla Came-ra Fabrizio Cicchitto conl’elenco delle trasmissio-ni da lui ritenute aziose,a viale Mazzini il Cda va-rava un nuovo pacchet-to di nomine. La più at-tesa, deliberata all’unani-mità, è certamente quelladi Bianca Berlinguer che va a sostituire Antonio DiBella alla guida del Tg3.E in Transatlantico que-sta scelta viene unanime-mente letta come un suc-cesso dei dalemiani.Il Consiglio ha dato il vialibera anche ai nuovi ver-tici dei telegiornali regio-nali e di Rai Internatio-
al tg3 arrivabianca
Rai
di adeguamento. Certamente bi-sogna spostare sempre più in altol’asticella.
Intanto il governo punta sulloscudo fscale...
Questo provvedimento, al con-trario di come è stato pensato eadottato negli altri Paesi, e che inquel caso avrei accettato, in Ita-lia non serve aatto a combatte-re l’evasione scale. Anzi, il 5% dialiquota sui capitali che rientra-no è un premio, non certo un di-sincentivo. Però i reati, anche dinatura penale, sono stati comun-que sanati. Altro che guerra ai paradisi scali: il nostro esecuti- vo ha detto “questa misura servea are soldi per l’economia”. Que-sto è il punto politico che sempreci dividerà: lo Stato non può re-cuperare risorse abbassando lasoglia della lealtà scale.
Secondo
molti l’opposizione èstata troppo morbida...
Berlusconi aveva annunciato unalegislatura costituente, alla quale volevamo concorrere in buona e-de. E questa è stata una delle ragio-ni che ha contribuito alla crisi delPd. La verità è che l’opposizione èstata presa a schia dal premier edalla maggioranza. Ora basta. Bi-sogna rispondere colpo su colpo.
In che modo?
Innanzitutto non considerandoil loro linguaggio corrosivo comesemplici boutade: le gabbie sala-riali, le ampolle del Po sono unastrategia gurata da non sotto- valutare. A cui bisogna risponde-re non urlando di più. Ma usandogrande severità.
www.eew.
venerdì 2 ottobre 2009
Villaggio
© M o n a l d o / l a p r e s s e
«Il governo è allaspasmodica ricerca delconsenso istantaneodell’opinione pubblica. Enon pensa a una politicaper il uturo»«Se guardo all’Italia dioggi e ai miei fgli, direiche questa annunciataprospettiva di ritorno alnucleare mi a paura»
«Il quadro economico dell’Iran è in netto peggioramento (…). Non èacile valutare (e ra gli osservatori non vi è unanimità) se le respon-sabilità maggiori di tale costante peggioramento siano da attribu-ire alla cattiva gestione dell’economia del Paese, alla sua strutturastatalista o all’eetto delle sanzioni decise dalle Nazioni unite conle risoluzioni n. 1737 e n. 1747 del Consiglio di sicurezza. Il tasso dicrescita del Pil è in calo: secondo stime dell’
Economist
, dal 4,3% dicrescita del biennio 2007-2008 dovrebbe scendere al 3,7% nel bien-nio 2008-2009 (…). Il tasso di infazione per i prodotti alimentari ele abitazioni è attorno al 17%, nonostante le politiche di prezzi am-ministrati diusamente adottate. (…). In aumento anche la disoc-cupazione, mentre gli investimenti esteri subiscono comunque glieetti - anche indiretti - delle sanzioni (…). Nell’ultimo anno sca-le completamente recensito dalla Banca centrale iraniana, il 2006-2007, il governo centrale ha chiuso i propri conti in decit, per unammontare pari a 13 miliardi di euro, il 41% di spesa in più rispettoall’anno scale precedente. Le principali risorse che garantiscono ilnanziamento del budget statale derivano dal petrolio: la vendita di petrolio e di prodotti da esso derivati, la tassa sulla oil perormance,nonché il ricavo sulla quota di produzione spettante al governo ap- portano allo Stato il 65,1% della propria ricchezza».
Fonte: Camera dei deputati,Servizio studi - Documentazione e ricerche, dossier n. 19
tehe
Nel mirino
di Fedora Raugei
Leave a Comment