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LA LUCE OLTRE LA VITA di Raymond A. Moody
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PaginaINDICE
3Prefazione di Andrew Greeley6I – L’esperienza di essere in punto di morte26II – Cambiamenti di vita: il potere di trasformazionedelle esperienze di pre-morte41III – I bambini e l’esperienza di pre-morte: incontrocon l’angelo custode54IV – Perché l’esperienza di pre-morte c’incuriosice72V – Perché l’esperienza di pre-morte non è unamalattia mentale84VI – La ricerca sull’esperienza di pre-morte109VII Spiegazioni124Conclusione. «L’incredibile splendor128Bibliografia
 
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LA LUCE OLTRE LA VITA di Raymond A. Moody
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PREFAZIONE di Andrew Greeley
Raymond Moody ha compiuto un’impresa eccezionale nellaricerca del sapere umano: ha creato un paradigma.In
La struttura delle rivoluzioni scientifiche
, Thomas Kuhnsottolinea che tali rivoluzioni si verificano quando qualcuno crea unanuova prospettiva, un nuovo modello, un nuovo approccio allarealtà. Dopo una conquista del genere, si possono conseguireprogressi fino a quel momento imprevedibili. Il progressoscientifico, sostiene Kuhn, non è tanto il risultato della tenaceapplicazione del metodo scientifico a un problema, quanto ilrisultato di un’intuizione brillante ed originale che spiani la via a taletenacia.Come osserva il Prof. Moody nella presente opera,
La vita oltrela vita
non è stato il primo libro su questo argomento: la stessaCarol Zaleski di Harvard, nel suo interessante saggio
OtherworldJourneys
(Viaggi nell’aldilà), ci dice che la letteratura del MedioEvo è piena di racconti simili. Moody non ha, quindi, scoperto ilfenomeno, ma vi ha dato un nome, definendolo «esperienze di pre-morte»: un nome che è servito da paradigma per le notevoliricerche effettuate dopo la pubblicazione di
La vita oltre la vita
.Perché è tanto importante dare a un fenomeno il nome giusto?Stephen Hawking, il grande fisico teorico inglese, ha detto che iltermine «buco nero», riferito al fenomeno che lui sta studiando, haun’estrema importanza. Pertanto, in ogni attività umana, dalmomento che attribuiamo dei nomi alle creature (creature checonferiscono un senso ai fenomeni), il nome che scegliamodetermina il nostro modo di spiegare i fenomeni, nonché l'uso chedel nostro lavoro verrà fatto.Moody ha riscoperto un’esperienza che oggi sappiamo esseremolto diffusa nella condizione umana. Non solo: assegnando aquest’esperienza la giusta etichetta, ha garantito il verificarsi dimaggiori ricerche e studi del fenomeno. Sarebbe impossibilesopravvalutare l'importanza di un simile contributo alla conoscenzaumana.
La luce oltre la vita
, come le precedenti opere del Prof. Moody,è caratterizzata da una grande apertura, sensibilità e modestia:quest’ultima, a mio parere, è la peculiarità più importante del suo
 
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LA LUCE OLTRE LA VITA di Raymond A. Moody
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lavoro. Egli non si vanta mai troppo delle sue scoperte: la stessaetichetta «esperienze di pre-morte» è così efficace per la suaassoluta modestia. Moody non pretende di dimostrare nulla di piùche l’esistenza e la larga diffusione del fenomeno.Hanno queste ricerche dimostrato che vi sia un’altra vita dopo lamorte? Credo di no, a dispetto dell’entusiasmo di alcuni. Essedimostrano semplicemente che molte persone, al momento dellamorte, vivono un’esperienza benigna e promettente. Io non credoche, in materia di sopravvivenza, ci si possa aspettare molto di più;pertanto, non capisco perché gran parte dell’establishmentscientifico e medico non possa accontentarsi del fatto ormaidimostrato che tali esperienze accadano, e studiarle con il dovutorispetto e interesse.Possono queste ricerche aumentare le probabilità dellasopravvivenza umana oltre la morte? Io penserei di sì; ma, finché silavora soltanto nel campo delle probabilità, è necessario unincremento di fede, peraltro riscontrabile nella maggior parte dicoloro che hanno provato un’esperienza di premorte.Verso la fine del libro, Moody si rivolge a quello che è stato forseil più gran pensatore d’America, William James. L’esperienza di pre-morte è un fenomeno «noetico», è un’esperienza d’illuminazioneche pretende di fornire conoscenze inoppugnabili per uno che leabbia acquisite. Ora, osserva James, tali esperienze non possonoforzare l’accettazione della scienza empirica; ma, poiché taliesperienze si verificano, la scienza empirica non può rivendicare ilmonopolio dei sistemi di conoscenza umana. Carol Zaleski giungealla stessa conclusione, alla fine della sua indagine. Anche lei, comeMoody, ripiega sulle categorie di William James: l’esperienza di pre-morte è un’esperienza d’illuminazione mistica.«Le visioni ultraterrene sono il frutto dello stesso potered’immaginazione che agisce nel nostro modo abituale di visualizzarela morte; della nostra tendenza a riprodurre le idee in formeconcrete, corporee, drammatiche; della capacità del nostro animodi trasfigurare la percezione del paesaggio esterno; del bisognod’interiorizzare la mappa culturale dell’universo fisico; della nostratendenza a sperimentare l'universo come un cosmo morale espirituale nel quale troviamo origine e finalità».Quindi, l’esperienza di pre-morte è da annoverare tra le molteesperienze rinnovatrici di speranza che si verificano nella vita

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