di Nicola Bruno
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N
onsiarrabbia,ilCavaliere, per quel mare di im-magini satiriche che viaggianosulla rete, e che lo vedono prota-gonista. Anzi. In una conferenzastampa tenuta oggi, in cui spaziatraargomentiserissimi-dalverti-ce europeo di Nizza alle prossi-me elezioni - Silvio Berlusconinon si sottrae alle domande dichi gli ricorda il suo attuale ruolodi involontaria star internettia-na.Elarispostanonsifaattende-re: i migliori riceveranno 'premiimportanti', anche perché 'con-fermano-diceconunlargosorri-so il leader di Forza Italia - il suc-cesso della nostra campagna dicomunicazione'».Correva l'anno 2000, gli edittibulgarieranoancorastoriaaveni-re,ecosì
LaRepubblica
sintettizza-va la conferenza stampa in cui«l'involontaria star internettiana»dimostrava di saper apprezzaregli «sfottò elettronici» scatenatidaisuoicartelloni6x9,icuisloganerano stati ribaltati in «Più tossepertutti»,«Menoceronepertutti»e via dicendo.La mania di «photoshoppare» imanifesti elettorali era appenascoppiatainItalia:unelementodinovitàchedilìapochiannisareb-be diventata una costante di tuttele campagne elettorali, quandomigliaiadiutentisidivertonoapa-rodiare, remixare e capovolgere imessaggi degli slogan elettorali. Èquello che lo studioso Derrick DeKerckhove definisce «politics bu-sting»,ovvero«sovvertirela politi-ca» attraverso il ricorso a softwaredigitali e alla propagazione viraleonline. Come è successo nell'ulti-ma campagna elettorale statuni-tensechehavistomigliaiadiblog-ger sfidarsi a colpi di Sarah PalindeturpateeObama-Superman.Fi-no al clamoroso caso di ShepardFairey, il cui poster «Hope» è di-ventato il simbolo raggiante del-l'ascesa di Obama alla Casa Bian-ca, distribuito in milioni di copieonline e offline.
Politica al Photoshop
Eppure,non sempre è facile te-nere sotto controllo ciò che simuove nel sottobosco della rete.Unariprovavienedall'Obama-Jo-ker che di recente ha infiammatonon poco il dibattito negli StatiUniti. Questa la storia in sintesi.LoscorsogennaiosuFlickrèstatopubblicato un fotomontaggio conlafamosacopertinadi
Time
«Oba-ma persona dell'anno», su cui erastato sovrapposto il sorriso di Jo-ker,personaggiocattivodellasagadi Batman. Come ha poi scopertoil
Los Angeles Times
, l'autore erauno studente di 20 anni che conquestaimmaginevolevadire:«Sta-teattentiaciòchesinascondesot-to la maschera del nuovo presi-dente degli Stati Uniti».Per molti mesi non è successonulla, fino a quando l'Obama-Jo-kernonèstatointravistosuunca-valcavia di Los Angeles, in versio-ne modificata: senza la copertinadi
Time
econl'aggiuntadelloslo-gan«Socialism».Cosa erasucces-so? In pieno dibattito per la rifor-ma della sanità, i gruppi ultra-conservatori si erano appropriatidell'immagine,facendoladiventa-re l'icona delle proprie proteste:il ritratto ha iniziato a circolaresui blog di estrema destra, perpoi finire sulle t-shirt; alle marcecontro Obama più di un attivistasi è presentato truccato da Joker.Quanto è bastato perché il foto-montaggio diventasse un vero eproprio caso politico. In un duroeditoriale, il
Washington Post
hadenunciatoun'inquietantematri-ce razzista: il primo manifesto ècomparso proprio nella città chenel 1992 era stata teatro dei vio-lentiscontricongliafro-america-ni;ilpersonaggiodiJokerrappre-senterebbe quindi la persona dicui non ti puoi fidare, il cattivo(di colore e per di più in odore disocialismo)chesimascherasottoun sorriso falso.Quantoc'èdirazzistanell'Oba-ma-Joker è ancora oggetto di di-scussione (anche per la genesicomplicata del ritratto). Certo èche per gli ultra-conservatori si èrivelataun'efficaciaarmadi«poli-tics busting». Con un'importantenovità rispetto ai manifesti taroc-cati di Berlusconi o ai poster elo-giativi di Shepard Fairey: ormainonsitrattadisemplice attivismodacampagnaelettorale,maditat-tiche di «guerriglia» permanente,cheirrrompononeldibattito poli-ticoesonoingradodiaggregareildissenso. Sel'Obama-Hope avevafatto fare un salto di qualità alla«propaganda generata dagli uten-ti»,conl'Obama-Jokerilcerchiosichiude:l'immaginemanipolatain-vade gli spazi urbani e diventaun'arma di contro-protesta. Chidi Photoshop ferisce, di Photo-shop perisce.
Berlusconi-Joker
Proprio mentre negli Usa im-perversava il dibattito sull'Oba-ma-Joker, in Italia l'esperto di so-cial-network Vincenzo Cosenzahapensatodireplicarel'operazio-ne, creando un Berlusconi-Joker:«Il mio era solo un esperimentoper vedere se anche in Italia c'eraterreno fertile per questo generedioperazioni-spiegaCosenzaa
il manifesto
- E così, quando mi so-no imbattuto nell'immagine diBerlusconi che alla conferenzastampa con Putin fa il gesto dellamitragliata su una giornalista, hopensato di fare un fotomontaggioconilJoker,inmododaricollegar-lo al clima pesante che si respirain Italia sul fronte della libertà diinformazione. Un significato di-verso rispetto all'Obama-Joker(dove c'era l'intenzione di svelareciòcheènascosto):Berlusconigiàsi presenta come un Joker, unoche gioca di continuo e ha un for-teapprocciospettacolarizzatoallapolitica. Quindi volevo solo enfa-tizzare ciò che lui è già». Cosenzapubblica il ritratto sul suo blog(www.vincos.it) epoiinizia afarlocircolare su diversi social-network. «Dopo qualche giornoho visto che molti utenti di Face-bookavevanoripresol'immagine,per lo più per protestare contro lamancanzadilibertàdiinformazio-nein Italia».Fino aquando ilBer-lusconi-Joker è arrivato sulla co-pertinadell'ultimonumero diMi-cromega. «A differenza degli StatiUniti, però, in Italia non c'è statoanche il passaggio negli spazi ur-bani. Forse perché da noi similioperazioni sono viste ancora co-me divertimento e non come for-me per organizzare il dissenso».
Iran, Cina
Lo stesso non può dirsi, invece,per i tanti paesi in cui i dissidentidevono fare i conti con la repres-sione di stato. E dove le immaginiritoccate rappresentano un'otti-ma arma per aggirare la censura(anche perché difficilmente con-trollabilidaisoftwareautomatizza-ti).Durantelerecenticelebrazionidel 60esimo anniversario dellafondazione della Repubblica Po-polare della Cina, un'immaginesimbolicaèriuscitaascavalcarela«grande muraglia digitale» di Pe-chino e fare il giro di migliaia diblog e forum. Nel tentativo di pa-rodiare i faraonici carri messi incampo dal governo, un gruppo didissidenti ha infatti organizzatouna«contro-parata»virtuale.Iltut-toacolpidiimmaginiphotoshop-pate: in una si vede un carro conun'enorme tastiera per pc e soprail messaggio «Questa pagina nonpuòessere visualizzata».Lostessochevisualizzano migliaia di netci-tizenquandoprovano acollegarsia Facebook o a Twitter. Ancora più incisiva si è rivelataun'immagine circolata online du-rante le proteste dei Green inIran: una donna di spalle cheprova a bloccare l'auto blindatasu cui avanza Ahmadinejad. Unachiaracitazione della foto di Piaz-zaTienanmenincuisivedeunra-gazzo fermo di fronte ai carri-ar-mati schierati. In un primo mo-mento la foto è stata considerataautenticaeinmoltinehannopar-lato come dell'«immagine simbo-lo della protesta in Iran». Fino aquando non si è scoperto che sitrattava di fotoritocco diffuso dal-l'onlus Secondo Protocollo. Asso-ciazionedicuinonsonobenchia-rigliinteressi,comehannorivela-to Indymedia Roma e altre fontionlinesecondocuidietrolafaccia-ta di «onlus che lotta per i dirittiumani» potrebbe benissimo na-scondersiun'agenziachesostienela «rivoluzione colorata» per con-to dei governi occidentali. Nel-l'era della politica al Photoshopc'è da aspettarsi anche questo.
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INTERNET
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POLITICSBUSTING
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Sovversivi digitali
Dall'Obama-Joker al Berlusconiritoccato, le immagini manipolatedagli utenti si propagano in retee arrivano nelle piazze. Una nuovaarma di «guerriglia digitale»che cambia le regoledella comunicazione politica
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ALIAS N. 40 - 10 OTTOBRE 2009
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