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utti in piedi per la realiz-zazione degli Obiettivi delmillennio. Tra il 16 e il 18ottobre il mondo si mobilita con-tro la povertà, la diusione del-le malattie inettive e l’aggres-sione sconsiderata all’ambiente.“Get up, stand up”, “alzati”, can-tava Bob Marley, invitando i gio- vani a lottare per i propri diritti ea non tirarsi indietro davanti alledicoltà. “Stand up” sarà quindila parola d’ordine per tutti colo-ro che, oggi, credono di poter agi-re per poter realizzare un mondomigliore, in cui nessuno raccon-ti di star costruendo la pace conla guerra, il sorriso con la violen-za, l’amicizia con la devastazione.Un mondo così non capiterà percaso, donato dall’alto per volon-tà divina, ma adato alla de-nizione di relazioni eque e solida-li tra i popoli del mondo, primache i danni provocati dalla ceci-tà dell’industria e dalla ribalderiadella nanza spingano milioni di persone senza prospettive versole terre dove abitano le minoran-ze ricche. L’Italia tra queste. Aderire e partecipare allo Standup signica agire, non donan-do denaro o tendendo la manoal prossimo ma sottoscrivendo esupportando una lotta che di ci- viltà e non di carità: quella controla povertà. Oggi esistono ricchez-ze, tecnologie e conoscenze su-cienti per eliminarla, dobbiamosolo decidere di arlo. «Chi ci go- verna ci rappresenta, dobbiamomandare loro un messaggio chia-ro: per noi, cittadini italiani, la lot-ta alla povertà e ai cambiamenticlimatici e il raggiungimento de-gli Obiettivi del Millennio sono priorità politiche». Queste le pa-role di Marta Guglielmetti, coor-dinatrice in Italia della Campa-gna del millennio delle Nazioniunite. «In Italia si a lo Stand up per ricordare due cose al governo:rispettare l’impegno di aumenta-re l’aiuto pubblico allo sviluppo ealla cooperazione internazionale(Aps) e assumere un ruolo decisi- vo nei negoziati sul cambiamentoclimatico». Gli impegni interna-zionali dell’Italia e di tutti i Paesiindustrializzati risalgono al lonta-no 1974, con il programma Noei, eriguardano lo stanziamento dello0,70 per cento del Pil in Aps entroil 2000. L’Europa, nel suo insieme, erma ancora allo 0,51 per cen-to e l’ultima promessa di arriva-re allo 0,70 entro il 2015. Il gover-no italiano invece colpevolmen-te ermo allo 0,10 per cento, conuna recente ulteriore diminuzio-ne degli stanziamenti, una ver-gogna senza appello che ci vienerimproverata da tutti i massimiorganismi umanitari. Il presiden-te delle Ong italiane, Sergio Ma-relli, chiede al governo italiano«un nuovo impegno sulla coope-razione a partire dalla Finanzia-
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ria, dopo le promesse non mante-nute al G8 dell’Aquila». In materiadi ambiente, invece, la richiesta che l’Italia assuma un ruolo attivoin vista della Conerenza di Cope-naghen, per andare oltre l’obietti- vo del 20-20-20, già stabilito in se-de europea nonostante la sconsi-derata opposizione del nostro go- verno, tagliando le emissioni del40 per cento entro il 2020 per poiarrivare all’80 per cento entro il2050. Inserita n dalla sua nascitanel guinness dei primati, lo Standup la più grande maniestazionedel mondo. Nel 2008 vi hanno pre-so parte 116 milioni di persone inogni angolo del pianeta, 407milasolo in Italia. Quest’anno nel no-stro Paese vi aderiscono 45 Co-muni, tra cui Roma, Firenze e Ca-tania, 8 province e 7 regioni. Inol-tre decine di organismi e associa-zioni come la Caritas, il Ww e laUisp che hanno contribuito all’or-ganizzazione. Parteciperanno an-
Il rettore dell’Universitàdella Città SantaNusseibeh denuncia:«Gli aiuti economici agliabitanti per accettarel’occupazione»In Italia aderiscono 45Comuni, tra cui Roma,Firenze e Catania, 8province, 7 regionie decine di organismie associazioni
In Aula, a Montecitorio, sidiscute del testo del dise-gno di legge che vuol ren-dere reato l’omoobia - pri-ma rmataria Paola Con-cia, Pd - e c’ anche un votoa sorpresa: viene respintala richiesta di Pdl e Lega diar tornare il testo in Com-missione. Ma poi si capi-sce che l’ordine di scuderia per il centrodestra quel-lo di aossare la legge. Al-le 17 l’Aula approva inattiuna pregiudiziale di inco-stituzionalità presentatadall’Udc. Il disegno di leggedecade automaticamen-te. Non si procederà quin-di all’esame dell’articolato provvedimento che inseri- va tra le aggravanti «atticommessi per nalità ine-renti all’orientamento o al-la discriminazione sessua-le della persona oesa dalreato».Italo Bocchino, vicepre-sidente dei deputati Pdl,canta vittoria: «Se il Pdavesse votato con noi il rin- vio in Commissione, pro-babilmente in poco tempoavremmo riportato in Au-la un testo condiviso». La pregiudiziale, come già siera atto balenare nella di-scussione della Commis-sione Aari costituzionalida parte del centrodestra,si basa sul cavillo che nel-la proposta di legge non sidà una denizione precisadel termine «orientamen-to sessuale». La reazionedi Concia uribonda: «Mi vergogno di ar parte diquesto Parlamento».La deputata del Pd ce l’hacon tutti, con il Pdl e l’Udcovviamente, che hanno a-ossato la proposta di leg-ge, ma anche con il suo partito che «senza avver-
NieNte Normasull’omofobia
Dal Transatlantico
Aldo Garzia
e volete veramente aiu-tare palestinesi e isra-eliani a raggiungerela pace, necessario che accia-te pressione sul più orte, ossiasu Israele, senza temere accusedi antisemitismo, usando le armidel diritto e se serve anche quel-le del boicottaggio». A parlare,sintetizzando il pensiero di moltidei partecipanti alla marcia del-la Pace dei 400 a Gerusalemme, il Patriarca latino della Città San-ta, Michel Sabbah, intervenuto al-la conerenza sulle responsabilitàdell’Europa in Medio Oriente.In una sala gremita, al Notre Da-me Center, proprio di ronte alla porta di Jaa, Sabbah ha ottenu-to gli applausi di una platea atten-ta, ormata da una parte di quel-la società civile italiana interes-sata a comprendere meglio le ra-gioni del confitto e le ingiustiziedell’occupazione. In Israele «il di-ritto morto, – ha aggiunto il Pa-triarca - eppure nessuno osa in-tervenire».L’Europa dunque può e deve usa-re gli strumenti di cui dispone, a
Pn, ’ep nc cn v pc
Medio Oriente
In occasione della marcia di 400 italiani per la ripresa del dialogo, da Gerusalemme si rilancia l’ideadi uno Stato, due popoli e tre religioni. I partecipanti: «È necessario are pressioni sulla parte più orte, ossia su Israele»
partire dai Trattati commercialistipulati con Israele per ar levasul governo israeliano e superareuna impasse causata da quaran-ta anni di occupazione militare,hanno evidenziato anche gli al-tri relatori.«Il governo israeliano ascolta so-lo le minacce», ha rincarato Ja-net Aviad, attivista di Peace Now,organizzazione israeliana impe-gnata in azioni dimostrative e dicorretta inormazione, ondatanel 1978. Minacce date dalle san-zioni economiche e da ultima-tum nel quadro del diritto comu-nitario, naturalmente.«Il nostro scopo arrivare ad una pace, non condannare», ha argo-mentato ancora il Patriarca Sab-bah, ma per arlo serve il corag-gio. «Ci sono tantissimi accor-di da cancellare con Israele» seil governo israeliano non rispet-ta le risoluzioni Onu e il diritto,ha spiegato.Ma lo scetticismo nei conron-ti delle istituzioni europee rima-ne: «Dopo le parole di Obama alCairo abbiamo sentito un grandesilenzio: il silenzio dell’Europa»,ha denunciato anche Flavio Lot-ti, a capo del coordinamento ita-liano delle amministrazioni lo-cali per la Pace in Medio Orien-te. A prender le parti dell’Euro- pa in questo incontro, il conso-le generale di Svezia a Gerusa-lemme, Nils Eliasson, rappresen-tante di turno dell’Ue. «L’Unioneeuropea continua a seguire mol-to da vicino la questione palesti-nese e a promuovere la costitu-zione di uno Stato di Palestina. –ha chiarito - Nonché ad assiste-re l’Autorità nazionale palestine-se». Nell’ottica della “two statesolution”. La soluzione dei «due popoli per due stati – ha dettoEliasson – rimane quella sul ta- volo e siamo impegnati per otte-nere questo obiettivo». Eppurenon tutti all’incontro di Gerusa-lemme la pensano così: il rettoredell’Al Quds university di Geru-salemme, Sari Nusseibeh ha pro-spettato l’ipotesi di un solo sta-to per due popoli e tre religioni,«uno Stato per tutti, ebrei, cri-stiani e musulmani». Nusseibehha maniestato scetticismo sul-la opportunità di continuare a pregurare un accordo sulla or-mula ‘two state solution’: «ave-
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In piedi per il pianeta
Iniziativa
Tra il 16 e il 18 ottobre il mondo si mobilita contro la ame, la difusione delle malattie e l’aggressionesconsiderata all’ambiente. Milioni di persone si alzeranno per ricordare ai governi gli Obiettivi di sviluppo del millennio
Bruno Picozzi
Ilaria De Bonis
da Gerusalemme
Il maltempo ha nuovamen-te provocato morti e di-struzioni. Continua con latriste contabilità dei dan-ni e delle vite spezzate an-che lo scarico di responsa-bilità e la avola dell’even-to eccezionale ed impre- vedibile. è invece prevedi-bile che ad ottobre piova.Ciò che invece meno nor-male che ad ogni pioggia,normale o eccezionale chesia, venga sempre associa-to il massimo della trage-dia e devastazione pos-sibile. Anzi, più a ondo siguarda a queste catastro-, che ad ogni temporale siabbattono su questo Paese,
Peggio diuN uragaNo
Governo
Massimo Serafni
che artisti come Paola Turci, Edo-ardo Bennato, Marina Rei, Cisco,Bandabardò, Pm, Beppe Carlet-ti dei Nomadi, Paolo Belli, Mar-co della MarcosBand, Caparez-za, Shantel-Smoke e Mannarino.Scuole, associazioni, parrocchie,gruppi giovanili, comuni, squadredi calcio, amiglie e coppie, tutti possono ancora aderire, iscriven-dosi al sito www.standupitalia.it prima della scadenza. Per poi al-zarsi in piedi, insieme con altricentinaia di milioni nel mondo, edire con erma convinzione “ba-sta alla povertà”.
www.nw.
mercoledì 14 ottobre 2009
Villaggio
© g u i d o m o N t a N i w w w . s t a N d u P i t a l i a . i t
re uno stato nazionale palesti-nese importante – ha precisa-to - ma ancora più importante il rispetto del valore umano, inqualsiasi stato si viva», ha detto.E se due Stati vuol dire «pochis-simo spazio lasciato ai palestine-si e questione dei proughi irri-solta - ha argomentato il rettore- allora più auspicabile un solostato per entrambi». Molto dure, poi, le sue accuse alla politica eu-ropea di questi anni: una politi-ca atta in sostanza «di dichiara-zioni di principio, richiami al ri-spetto del diritto internazionale,di denunce di illegalità», ha dettoNusseibeh, ma anche di «enormiaiuti economici e nanziari ai palestinesi anché accettasse-ro di continuare a subire il costodell’occupazione».
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