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Roma, Piazza Venezia 5Tel. 06 688281
VENERDÌ 16 OTTOBRE 2009
ANNO 134 - N. 245
Milano, Via Solferino 28Tel. 02 6339
In Italia 
EURO1,00
Fondato nel 1876 www.corriere.it
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House of the Temple20.33
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l segreto è come si muore
Fin dal principio dei tempi, ilsegreto è sempre stato come simuore.L’iniziato, che aveva trentaquattroanni, guardò il teschio umanoche teneva fra le mani come una coppa. Era pieno di vino rossosangue.Bevilo, si disse. Non c’è nulla dicui aver paura.Come richiesto dalla tradizione,aveva cominciato il suo viaggioindossando le vesti ritualidell’eretico medievale condotto alpatibolo: la tunica aperta sulpetto chiaro, il calzone sinistroarrotolato sopra il ginocchio, la manica destra rimboccata fino algomito e un grosso cappiointorno al collo. Quella sera,invece, come gli affiliati cheassistevano al cerimoniale, era  vestito da maestro.I fratelli intorno a lui avevanogrembiuli di pelle d’agnello, fascee guanti bianchi, e al colloportavano gioielli cerimoniali chebrillavano come occhi spettralinella luce fievole. Molti di lororicoprivano cariche prestigiosenella vita, ma l’iniziato sapeva che tra quelle mura la posizionesociale non aveva alcuna importanza.Lì erano tutti uguali, fratelli unitida un legame mistico, da ungiuramento solenne.
CONTINUAALLE PAGINE
52
E
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ALEBANI, GLI
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LLEATIE LE
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EGOLE DA TROVARE
L’INFORMAZIONENONE’UNACROCIATA
Linguaggio
SettecristianicrocifissiinSudan
La prima uscitaDvd più volume
più il prezzo del quotidiano
di 
LORENZOCREMONESI
Tremonti: farà piccolo e medio credito, non sarà un carrozzone
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NSIADI
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ACCIARELA
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INETTI
di 
GIOVANNIBIANCONI
L’anteprima
 V.Cappelli
,
P. Mereghetti
e
F. Roncone
pagg. 58 e 59
di 
SERGIOROMANO
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IVENTATI
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UTTI UN PO’PIÙ
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OLGARI?
di 
GIANGUIDOVECCHI
Entrateasorpresa:ItaliabatteFrancia
Dopoleaccusedel«Times»
La guerradiTanovicapreilFestivaldiRoma
di 
DANBROWN
VOCEALPAESESENZATIFOSERIE
Neldocumentole12 richiestedeibossallo Stato. Ipm caut
Un vescovo racconta l’assalto in chiesa di guerriglieri addestrati da Al Qaeda
 APAGINA
25
di
M. Sensini
a pagina 37
Bankitalia: il Pil torna a crescere, ma tempi e intensità della ripresa sono incerti
di 
PIERLUIGIBATTISTA
Auto sbanda a Roma, investe due persone e resta inbilico sul Tevere a Ponte Vittorio. L’uomo alla guida,84 anni, ha avuto un’ischemia cerebrale. Il parapettodistrutto e finito nel fiume è stato recuperato dai vigili del fuoco. Danni per 50 mila euro.
 APAGINA
29
Mafia, i misteri del «papello»
di 
GIOVANNIBELARDELLI
di 
FIORENZASARZANINI
      P     o     s      t     e      I      t     a      l      i     a     n     e      S     p     e      d .      i     n      A .      P .   -      D .      L .      3      5      3      /      2      0      0      3     c     o     n     v .      L .      4      6      /      2      0      0      4     a     r      t .      1 ,     c      1 ,      D      C      B      M      i      l     a     n     o
NascelaBancadelMezzogiorno
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e i guai degli altriservono a rendere inostripiùtollerabi-li,gliitalianiposso-no dare un’occhiata a ciòche accade in alcune de-mocrazie occidentali. Ne-gli Stati Uniti il presidentesostiene che Fox News (ilcanale televisivo di RupertMurdoch) è un partito, elo accusa di essere pregiu-dizialmente ostile alla Ca-sa Bianca. Ma in occasio-ne di un suo discorso alCongresso un deputato gligrida «bugiardo», mentreun movimento sorto negliscorsi mesi (i «birthers»,da
birth
, nascita) lo accu-sa di avere falsificato isuoi dati anagrafici. Ba-rack Obama sarebbe natoin Kenya, non sul territo-rioamericano, elasuaele-zione sarebbe quindi ille-gale.In Francia il presidenteSarkozy ha un figlio di 23anni, studente di giuri-sprudenza, consiglieremunicipale di Neuilly ecandidato alla presidenzadi un’agenzia territorialecheprogrammaeammini-stra lo sviluppo di una ric-ca «città degli affari» alleporte di Parigi: due cari-che che furono del padree divennero la piattafor-ma da cui si lanciò allaconquista del potere. Per gran parte della stampafrancese, quindi, il presi-dente della Repubblica è«nepotista». Come capodello Stato gode dell’im-munitàgiudiziariasinoal-la fine del mandato e do- vrebbeastenersidall’inter- venirenegliaffaridigiusti-zia che lo concernono. Maquesto non gli ha impedi-to di dare per scontata, inuna intervista, la colpevo-lezza di alcune persone,oggiaccusate di avere ma-nipolato i documenti diuna banca lussemburghe-se per inserire il suo no-me in una lista di personeche avrebbero incassatogenerose tangenti per la venditadifornituremilita-ri all’estero. Il principaleaccusato è Dominique de Villepin, ministro degliEsterieprimoministroal-l’epoca della presidenzaChirac, che ha esordito di-chiarando ai giornalisti,sulla soglia del tribunale,di essere deciso a sbugiar-dare Sarkozy. In Gran Bre-tagna gli scandali checoinvolgonoilgovernoso-no frequenti, ma vengonotrattaticonchirurgicarapi-dità. Non è bello tuttaviaapprendere che il primoministro aveva gonfiato lalista delle spese di cui hachiesto il rimborso e chedovrà restituire circa15.000sterline.Èunpecca-toveniale, ma poco confa-cente a un uomo politicoche è stato in passato can-celliere dello Scacchiere(ministro del Tesoro).Questo è grosso modolo stato di quasi tutte lemaggiori democrazie. Laclasse politica è sul bancodegliimputatiedèguarda-ta a vista da una stampache ama spesso conside-rarsi custode dei pubblicicostumieboccadellaveri-tà.Quandolasclasuaca-rica a Gordon Brown,Tony Blair si sfogò con unlungo articolo in cui scris-sequantofosse stato diffi-cile lavorare con i mezzid’informazione durante isuoi anni a Downing stre-et (peccato, tuttavia, chenon abbia accennato almodo in cui un suo colla- boratore aveva cercato dimanipolare la gestionedelle notizie).In Italia la situazione,apparentemente,èpeggio-re. Qui gli scandali sonopiù numerosi e spesso piùgravi. Qui esistono forzepolitiche che non smetto-no, neppure per un mo-mento, di trattarsi comeeserciti in guerra, divisidalla linea del fuoco. E in-siemeaglieserciticombat-tenti vi sono tifoserie per cui sono vere le notizieche si prestano a essereusate come munizionicontro il nemico, false oreticenti quelle che nonservono allo scopo.
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13
di 
RINALDOFRIGNANI
Il testo consegnato dal figlio di Ciancimino. E in un allegato i nomi dei politici
Ilraccontoèdrammati-co. Arriva a margine delSinodo per l’Africa. Mon-signor Hiiboro Kussala, vescovo del Sudan, parla a Radio Vaticana: «Il 13agostoiribellisonoentra-ti nella chiesa della mia parrocchia e hanno presotantiostaggi.Mentrefug-givano nella foresta, nehannouccisisette:li han-no crocifissi agli alberi».
 APAGINA
17
Via libera del governo alla Banca del Mezzogiorno.
Legge.
Lacreazionedellaban-ca è regolata da un disegno dilegge che prevede uno stanzia-mento di 5 milioni di euro co-me start-up per far funzionareil comitato promotore.
Piccoli.
Il ministro Tremonti:«Non sarà un carrozzone ancheperché l’Unione europea nonceloconsente».Masarà«unaban-ca che si occuperà del piccolo emedio credito».
 ALLEPAGINE
2
E
3
R.Bagnoli,S. Rizzo,Verderami
U
n partito orgogliosodi portare un ventodi novità si sta incattivendo sul dilemma se «cacciare» o tollerarela Binetti.
 APAGINA
13
A
riadiprudenzaapalazzodigiustizisul presunto
papello
. Perché quelpezzodi carta è arrivato dopo mesi di tira e molla con Ciancimino junior ( 
nella fo-to
) e perché manca ancora l’originale sulquale fare perizie e verifiche.
 
 APAGINA
5
L’autore
DanBrown
L
e rivelazioni del
Times
di Londra,riportare ieri dal
Corriere dellaSera
, secondo le quali il governoitaliano avrebbe pagato i talebani, sonodiventate un caso internazionale.
CONTINUAAPAGINA
14
MaloreinautoesbandaRestasospesosulTevere
Dal maxi-processo alla benzina, spunta il «papel-lo»: nel documento le 12richiestedeibossdellama-fia allo Stato. Il testo con-segnato dal figlio di Cian-cimino,inunallegato ino-mi dei politici. C’è ancheunmanoscrittodell’exsin-daco. Ma i pm sono cauti.
 ALLEPAGINE
5
E
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Fasano,Martirano
L’
uso di parolaccenon solo si fa più frequente, ma migra dalmondo del calcio e vieneaccettato come cosanormale in due settorichiave nel plasmare illinguaggio pubblicocome la tv e la politica.
 APAGINA
14
Prologoeprimocapitolode«Ilsimboloperduto»,nuovoromanzodell’autorede«IlcodicedaVinci»
Fisco
 
DalBancoNapoli alsogno dellaMediobancabis
PersonaggieinterpretidellafinanzanelleDueSicilie
Tremonti:nonsarà un carrozzone.PontesulloStretto,cantieri alvia il 23 dicembre
ROMA —
Basta nominare la Banca delMezzogiorno per trasformare Paolo CirinoPomicino in un fiume in piena. «AdessoscopronocheilMezzogiornod’Italiaèl’uni-ca regione d’Europa, dal Baltico a Malta,che nonhauna sua banca. Sono cose scon- volgenti: perché nessuno ha parlato quan-doneglianniNovantalebanchedelSudve-nivano assorbite dagli istituti del Nord? Alcontrariodialtri,iononc’ero».Gli «altri»a cui si riferisce Pomicino sono essenzial-menteilministrodell’EconomiaGiulioTre-monti. «Adesso potrebbe dire: ho sbaglia-to. Che male c’è? Tutti sbagliano». Già. Ma sbagliò, secondo l’ex ministro del Bilancioai tempi del Caf, (l’asse Craxi-Andreot-ti-Forlani che venne giù ingloriosamenteconlaprimarepubblica,travoltodagliscan-dali)anchechiinsi«calòlebraghe»davan-ti al commissario europeo Karel Van Miert.«Perché al Banco di Napoli, banca pubblica italiana, non vennero concesse le stessepossibilità date invece al Crédit Lyonnais,una grande banca pubblica francese falli-ta?», s’interroga il napoletano Pomicino.L’Italia era sotto schiaffo a Bruxelles? Oc’era un governo di pavidi? Chissà. Ma la responsabilità della politica, quelle nonc’entrano niente con il crac della più gran-de banca del Sud? Il contesto, quello biso-gnerebbe ricordare. Ecco che cosa dissel’exvicepresidentedelBancodiNapoliVin-cenzoScarlato,giàparlamentareDc,algiu-diceEduardo De Gregorioche indagavasulcrac: «Sono entrato nel consiglio di ammi-nistrazionedelBancodiNapoliperdesigna-zione politica da parte della corrente della sinistra democristiana, facente capo a (Ci-riaco,
ndr
) De Mita. Sono stato eletto vice-presidenteperragionidiequilibriopoliticoenonperspecifichecompetenzeprofessio-nali. Invero ho sempre avvertito la dispari-tà incolmabile fra la dimensione e la com-plessità delle attività da svolgere in qualitàdivicepresidenteelamiainadeguataprepa-razione specifica». Allora le cose andavanocosì.El’andazzodell’altragrandebancadelSud,ilBancodiSicilianoneramoltodiver-so, se è vero che nell’agenda dell’ex presi-dente Giannino Parravicini venivano scru-polosamenteannotate tutte le segnalazionichearrivavanodaipolitici:CalogeroManni-no, Aristide Gunnella, Riccardo Misasi...Un fido di qua, un’assunzione di là, una consulenzaadestra,unatransazioneasini-stra. Poi ci si stupisce che in Sud non abbia più una sua banca.Epensarechevolevanodargli,alMezzo-giorno, anche una Medio-banca. Meridiana finanza, sichiamava così. Doveva rap-presentare «il perno crediti-zioattornoalqualefarruota-re i finanziamenti all’im-prenditoria del Sud» e per questo era stata modellata dal presidente dell’Iri Fran-co Nobili sulla Mediobanca di Enrico Cuccia: banche eimprenditori privati. Con ledovute differenze, però.C’erano Comit, Credit, Ban-codi Napoli, Imi e unplotone di imprendi-tori considerati quantomeno non ostili alCaf: come Barilla, Franco Ambrosio, Dio-guardi, Pisante, Lavezzari, Gavio e Giusep-pe Ciarrapico, che oggi è senatore del Pdl eproprio in quelle settimane era impegnatonellamediazionefraSilvioBerlusconieCar-lo De Benedetti per la spartizione della Mondadori. Chi era il presidente? «Un pro-fessore napoletano, Antonio Marzano, chepoi fu ministro con Berlusconi. Con lui eb-bi scontri memorabili, perché in tre anniquella banca non concluse nulla», ricorda Pomicino. L’8 agosto 1994 l’Iri ne decise la chiusura. Al governo era appena arrivatoSilvioBerlusconi.Qualcheannopiùtardicifu chi riprovò a rilanciare una grande ban-cadelSud.ConilMediocreditocentrale,an-cora banca pubblica, Gianfranco Imperato-ri riuscì nel 1997 a rilevare il Banco di Sici-lia.Lasueideaeraquelladicreareungran-de polo bancario per il Mezzogiorno. Ma ilprogetto svanì appena due anni più tardiperché la Banca di Roma di Cesare Geronziassorbì Mediocredito e Banco di Sicilia.
Finché Tremonti non è tornato al go- verno. L’idea tremontiana della Banca del Sud è di quattro anni fa. Allora, pe-rò, sembrava poco più che una provo-cazione. Tanto che per la presidenza sifece il nome di Charles de Bourbon desDeux Siciles. Nientemeno che l’ultimorampollo dei Borbone. Ai loro tempi sìche le banche meridionali erano gran-di e rispettate...
SergioRizzo
©RIPRODUZIONERISERVATA
«Invitalia,nientecommissario»
Ex ministro
Credito
Il governo
La storia
Sì alla nuova Banca del MezzogiornoObiettivo, piccolo e medio credito
ROMA
Via libera delgover-no alla nascita della Banca delMezzogiorno in grado di emette-re obbligazioni dedicate al Sudcon aliquota fiscale agevolata del5%.Mentreilministrodelleinfra-strutture Altero Matteoli ha an-nunciato che i lavori per il Pontesullo Stretto cominceranno il 23dicembre per finire nel 2016. Da Sofia il presidente del ConsiglioSilvio Berlusconi ha voluto preci-sare che «la Banca e il Ponte sonosolo due delle iniziative all’inter-no del rilancio del Sud».Il ministro dell’Economia Giu-lio Tremonti, nel corso della con-ferenza stampa per presentare la sua creatura, ha tranquillizzatogli scettici affermando «che nonsarà un carrozzone anche perchél’Unione europea non ce lo con-sente». Così come sarà «una ban-ca dove non si parlerà inglese e sioccuperà del piccolo e medio cre-dito».Forseperòsiparleràfrance-se visto che il «modello di riferi-mento è quello del Crédit Agrico-le», tra l’altro principale azionista diBancaIntesa.«C’eranoresisten-ze preconcette — ha continuato ilministro—adessoinsedeAbi(as-sociazione delle banche,
ndr
) eConfindustria c’è un crescendo difavore per questa iniziativa». Per il ministro ipotesi come quella diuna«MediobancadelSudsonoro-bechenonhannosenso».Lacrea-zione della banca è regolata daundisegno di legge che prevede unostanziamento di 5 milioni di eurocome start-up per far funzionareil comitato promotore. «Questo èl’investimento massimo previstoper lo Stato — ha detto Tremonti— una quota simbolica, poi il Te-soro uscirà per lasciare posto aiprivati». Il ruolo delle Poste con isuoi 14 mila sportelli e delle cen-to banche di credito cooperativonon è ancora stato definito ma ilministrodell’Economiahaassicu-rato che sarà importante e decisi- vo.EntrambifarannopartedelCo-mitato promotore che sarà com-postoda15membrinominatido-po l’approvazione del disegno dilegge da parte del Parlamento.«C’è anche la possibilità che lePosteha aggiunto Tremonti svolgano una funzione comple-mentare o sussidiaria o contrat-tuale al servizio di questa struttu-radibanca,abbiamoenormefidu-cia nel suo management che gui-da oggettivamente un giganteconunareteramificatasulterrito-rio». Il ministro ha anche spiega-to meglio il «cuore» del Ddl chedisciplina il funzionamento nonsolo della nuova banca ma di tut-to il credito per il Mezzogiorno: ilrisparmiatorechescegliedidesti-nare i suoi investimenti al Sud —usandobond,certificati,titolioal-tri strumenti di raccolta emessianche da banche del Nord — po-tràusufruirediunaaliquotafisca-le agevolata del 5% (contro la me-dia del 12,5%). La scadenza dei ti-toli dovrebbe avere una durata noninferioreai18mesiperridur-realminimolaspeculazione.Tre-monti ha anche minimizzato letensioni con altri ministri conte-stualizzandole all’interno «del-l’esigenza di sviluppare un pro-gettoperilMezzogiorno».Einfat-ti, nel documento finale emessoda Palazzo Chigi, si precisa che ildisegno di legge per la banca «siinseriscenellapoliticaenellastra-tegia del governo per il Mezzo-giornomanonlaesaurisce».Spet-terà al ministro dello SviluppoeconomicoClaudioScajola,elabo-rare «in collaborazione con tutti iministri competenti, una propo-sta che costituisca la base per ilpiano del governo per il Sud ».Il presidente della Confcom-mercio Carlo Sangalli ha definitol’iniziativadiTremonti«untassel-lo importante» mentre dall’oppo-sizione è giunto un coro di no.PerilresponsabileSuddelPdSer-gio D’Antoni «siamo di fronte a una vera e propria presa in giro».
RobertoBagnoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Paolo CirinoPomicino,ha guidatoil ministerodel Bilancionegli ultimianni dellaPrimaRepubblica
 
Il caso
Il ministro Giulio TremontiGabriele Pescatore e Ferdinando Ventriglia
Il TesoroLe PosteIl mercatoI progetti
ROMA
(s.riz)
— Ieriil ministero dello Sviluppoha smentito «le voci»di un commissariamentodi Invitalia. Precisando chela società opera sotto le suedirettive. Nuovo capitolodel braccio di ferro fra Claudio Scajola e ilministero dell’Economia,azionista di Invitalia, dovequelle «voci» girano da prima che Giulio Tremonti varasse il suo pianoper il Sud e che Scajola ottenesse le deleghe sulMezzogiorno? Per inciso,girano anche i nomidei possibili commissari.Come quello di PaoloTorresani, ex bracciodestro di Biagio Agnes.
2Primo Piano
Venerdì16Ottobre 2009
Corriere della Sera 
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I 14 mila uffici postaliPrelievo ridotto al 5%Sostegno alle impreseI 15 promotori
TerritorioObbligazioniInvestimenti Azionisti
Il ruolo delle Poste con i suoi 14 milasportelli e delle cento banchedi credito cooperativo non è ancorastato definito ma sarà importantee decisivo, ha assicurato il Tesoro
La Banca del Sud potrà emettereobbligazioni indirizzate a finanziarele piccole e medie imprese cheinvestono nel Mezzogiorno, conun’aliquota del 5% sugli interessiLa Banca del Mezzogiorno serviràa finanziare gli investimentidelle imprese realizzatial Sud (nella foto il progettodel Ponte sullo Stretto)
Il Tesoro ha una quota, mauscirà per lasciare posto aiprivati. Con le Poste farà partedel Comitato promotore chesarà composto da 15 membri
Il ConsiglioNazionale diFedercasse,l’associazionedelle 400banche di credito cooperativoe casse rurali italiane,ha conferito un mandato alpresidente, Alessandro Azzi
nella foto sopra 
 ),per proseguire negliapprofondimenti tecnicifinalizzati alla costituzionedella Bancadel Mezzogiorno
Tensionicon iministri meridionaliIlpremier media:«Nonvoglio problem
Letta
L’interventodi Gianni Lettadopo larichiestadi Fitto:la Banca peril Sud è soloil primo passo
Poste Italianeè presente intutta Italiacon una retedi 14.000uffici postali. Nel gruppoguidato da Massimo Sarmi
nella foto in alto 
 ) lavoranopiù di 150 mila persone.Nella semestrale della primametà dell’anno Posteha registrato 8,1 miliardidi ricavi, proventi e premiassicurativi.
Igruppi
Postee istituticooperativiper larete deiprogetti alSud
Fiscoridotto al5%sulle obbligazionicheverranno emesse
Retroscena
Imprese e pensioni, i segnali di apertura a Draghi e Marcegaglia
ROMA—
Dopoaverraccoltol’appellodel-la Marcegaglia, ieri Berlusconi ha inviato unsegnale anche a Draghi. La volontà di aprireuna«riflessionsullepensioninonvuoldireche la riforma entra nell’agenda del governo,semmai il premier con queste due mosse ha intesospegnereduepossibilifocolaidiincen-dio, perché di fronti aperti ne ha tanti, anzitroppi: non può né vuole aggiungerne altri.Eccoilmotivodeimessaggi,comeavevaavu-tomododispiegarealgovernatorediBankita-lia e come ha fatto capire a Tremonti l’altra sera. Èvero cheil rapportotra il Cavaliere eilProfessoreeraerestacomplesso,malefrizio-nideigiorniscorsisonostatesuperate.Ilpas-sato non è dimenticato, viene però messo da parte per ragioni di realpolitik.Così—duranteilfacciaafacciadimercole-dì notte — Berlusconi ha affidato al titolaredell’Economia il compito di trovare le risorseper sostenere la ripresa, garantire il sostegnoa Confindustria e soprattutto al mondo dellepiccoleemedieimprese,serbatoiodivotiinsi-diatodallaLegaedecisivonellasfidadelleRe-gionali: se Tremonti sarà in grado di reperirefondidandofondoallasua«creatività»,bene,sennòiltemadellepensionientrerànell’agen-da del governo.La strategia del Cavaliere è chiara, ed è luicheintende dettarla, senzadelegarla. Cicchit-tol’haripetutaancheieri:«Vapostaattenzio-ne alle richieste della Marcegaglia e va aperta una riflessione sulle tesi sostenute da Dra-ghi».PeraffrontarequestotornanteBerlusco-nisapevadidoverreprimerelarabbiadell’ul-tima settimana, chiamando alla «coesione» isuoiuominipiùimportantiel’esecutivo.L’ha fattoprimainConsigliodeiministri,altermi-ne di una riunione infuocata sulla Banca delSud. «Dobbiamo rispettarci», ha detto il pre-mier:«C’èunasinistracattiva, siamosottoti-ro.Iosonovittimadell’odioalpuntocheiser- vizimisconsiglianopersinodiandareallosta-dio.Viesortoanonraccontareinostriproble-mi alla stampa e soprattutto a restare uniti».Che poi è stato il senso del successivo collo-quio con Tremonti e Gianni Letta, ferito per gli attacchi subiti dal ministro dell’Economia ma pronto ad assecondare la richiesta.In futuro Berlusconi dovrà anche trovareil modo di ricomporre la frattura tra via XXSettembre e i gruppi parlamentari del Pdl,che riconoscono a Tremonti la capacità diaver gestito al meglio una crisi gravissima epperò chiedono ora un maggior coinvolgi-mentonellescelte.Èdavederesetuttociòsitrasformerà in un documento, ma il puntoieri per il premier era superare le tensionicon«Gianni»e«Giulio»,perché«nonvogliocisianoproblemitranoi».Iprobleminonso-no risolti, non del tutto, lo si è intuito dalmodoincui—aprendoilConsiglio—ilsot-tosegretarioallaPresidenzahaauspicatoilri-torno a un clima di collaborazione, «dopoquantoèsuccessoneigiorniscorsi».La«soli-darietà» al ministro Fitto è stato un modoelegante per censurare l’atteggiamento diTremontiversoilcollegaduranteunariunio-neriservata.Comenonbastasse,Lettahasot-tolineato che la Banca «non è il piano per ilSud ma un primo passo».
Perché sul progetto dell’Istituto ieri si èaperto un putiferio. Fitto ha parlato di «fu-monegliocchi»,laPrestigiacomohaavvisa-toche«gliinterventinonsipossonoridurrea una banchetta», Alfano ha aggiunto che«la montagna non può partorire un topoli-no», e Scajola ha concluso: «Non serve, ma se serve per rispondere a esigenze politi-che...». Così dicendo ha smosso i nervi diTremonti: «Cambia tiro o ti assumi la re-sponsabilitàdiaprirelacrisi».MentreCalde-roli ironizzava: «Se la banca non la volete alSud, ce la prendiamo al Nord».
Letta ha faticato a sedare la rissa, prima ha interrotto la riunione perché «c’è Erraniche mi chiede una data per l’incontro con leRegioni». Poi ci ha provato invitando a «unminuto di raccoglimento» per la morte delmilitare italiano in Afghanistan. Ma appena siripartivaapriticielo,nonostanteTremontisostenesse che la banca «serve per evitareche gli istituti del Nord portino altrove i ri-sparmi del Sud». Alla fine il ministro ha do- vutoaccettareilcompromesso:Scajolacoor-dinerà il piano. Una faticaccia insomma, chepotrebbe rimaner vana: la banca rischia la bocciatura dell’Europa.
FrancescoVerderami
©RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA — Una compagine azionaria che a regime sarà composta solo da sociprivati e dalle associazioni di categoria.Una rete che potrebbe contare sui 650sportelli nelle regioni del Sud delle Ban-chedi Credito Cooperativo, che sarebbe-ro convenzionate aggiungendo accantoal proprio logo quello ben riconoscibiledella Banca del Mezzogiorno, di cui di- verrebbero azioniste. Sarà questa la strutturadelnuovo istitutobancario vo-luto dal governo per favorire l’afflussodel credito al Sud,dove da sempre, e ne-gli ultimi tempi ancor di più, le grandibanche impiegano molto meno denarodi quanto non ne raccolgano. Anche seneldisegnodileggevaratoieridalgover-no, e sempre con lo stesso obiettivo diridurre il divario tra Nord e Sud nellecondizioni e la disponibilità del creditobancario, c’è molto di più della Banca del Mezzogiorno.Con il disegno di legge nascono infat-ti le obbligazioni «di scopo», titoli spe-ciali che potranno essere emessi dalla Banca del Mezzogiorno (ma anche da tutte le altre, per non creare distorsioniallaconcorrenza) e sottoscrittidalleper-sone fisiche con una forte agevolazionefiscale (l’aliquota sarà del 5% contro il27% deidepositi e il12,5% delleobbliga-zioni), destinati a finanziare esclusiva-mente gli investimenti nel Mezzogior-no. E con lo stesso provvedimento scat-ta anche la riforma delle stesse banchecooperative su cui poggerà la Banca delMezzogiorno, favorendo la nascita dinuoviistitutilocaliadeguatamentepatri-monializzati grazie all’apporto (finora consentito solo nelle cooperative nonbancarie) dei soci finanziatori, accantoai cooperatori.
«Noi siamo prontissimi a fare la no-stra parte. Proprio ieri il nostro consi-glio nazionale ha deliberato all’unani-mità l’appoggio alla Banca del Mezzo-giorno»dice AlessandroAzzi, presiden-te di Federcasse, l’associazione dellebanche cooperative. Che ha già avviatocontatti «con tutte le associazioni di ca-tegoria agricole, degli artigiani, com-merciantiedesercentiedellecooperati- ve, bianche e rosse, per coinvolgerlenel Comitato Promotore e poi nel capi-tale del nuovo istituto».
Le banche cooperative del Sud, con iloro650sportelliadoppiologo,costitui-rebbero la rete di raccolta della Banca del Mezzogiorno di cui potrebbero far parte anche gli sportelli di Poste Italia-ne, benché il suo ruolo sia ancora da de-finire.LaBanca delMezzogiornosarà,al-meno nei primi cinque anni, solo il no-docentralediquestarete, configurando-sicome «istituzionefinanziaria disecon-dolivello».Offriràconsulenzaeassisten-za sull’uso degli strumenti pubblici age- volati, sosterrà i progetti di investimen-to e il credito a medio e lungo terminealle piccole e medie imprese del Sud, fa- vorendo prioritariamente la nascita dinuove imprese, la crescita dimensiona-le,l’internazionalizzazione, l’imprendito-rialitàgiovanile.Lofaràemettendoitito-li «di scopo» con l’agevolazione fiscale,ma anche obbligazioni per finanziarespecifici interventi infrastrutturali, titoliche nei primi due anni potranno essereassistiti dalla garanzia dello Stato.Il nuovo istituto, inoltre, potrà favori-re nuovi impieghi da parte delle bancheaderenti "liberandole" dai mutui a me-dio e lungo termine concessi alle impre-sedelSud. Questiprestiti verrebberoac-quistati dalla Banca del Mezzogiornochecostruirebbeconessiportafogliditi-toli diversificati, quindi a più basso ri-schio, da collocare sul mercato. Le emis-sioni rappresentative di questi "portafo-gli", per giunta, potranno essere assisti-te dalla garanzia del Fondo per le Pmi.LoStatosaràinizialmentesociofonda-tore,quindiazionista, main nessunmo-mento, secondo il disegno di legge, po-trà detenere la maggioranza del capitaledel nuovo istituto. E dopo cinque annidall’iniziodell’attividellaBancalo Sta-to farà un passo indietro. Redistribuen-do agli altri soci fondatori tutte le azionipossedute,si legge nel ddl, «salvo una».
MarioSensini
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Ilpiano
Azzi (Federcasse): a disposizione 650 sportelli Bcc
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Corriere della Sera 
Venerdì16 Ottobre2009
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