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marzo 2009
Aperiodico d’opinione a cura dei GDcremona
CHEPALLE, UN ALTRO VOLANTINO!
IL RAZZISMO E’ UN CRIMINE
LA SCUOLA “CREATIVA”
Non molto tempo fa GiancarloGentilini, esponente di spicco dellaLega Nord e vicesindaco di Treviso,durante un comizio si rivolgeva ad unaplatea osannante con parole diinequivocabile stampo razzista. Egliinneggiava alla “rivoluzione” contro iclandestini, i campi nomadi, le pro-stitute, i phone center, i burqa , i gior-nalisti che “infangano la Lega”, lamagistratura e contro coloro che vo-gliono aprire le moschee. Poi aggiun-geva: “voglio eliminare i bambini romche vanno a rubare agli anziani” e nonancora sazio continuava dicendo:“voglio la rivoluzione contro chi vor-rebbe dare il voto agli extracomunitari.Non voglio vedere neri, marroni o grigiche insegnano ai nostri bambini”.Queste parole, applauditissime daipresenti, non sono state criticate (...)
SEGUE A PAG 2
Di recente in Italia assistiamo adun fenomeno allarmante supina-mente accettato da molti. Invece diarontare i problemi che aiggonola nostra società in modo serio eragionato, si preferisce applicarepezze e rattoppi, che non ricucionogli strappi, ma li ricoprono soltanto,no a logorarsi e diventare inutili.Uno dei problemi che il governoaronta in questi termini è quelloreletivo alla nostra sicurezza. Il tema,delicato ed urgente, ha visto pocotempo fa il varo di un frettolosodecreto legge che, con l’intro-duzione delle ronde, dimostra comela politica sulla sicurezza dei cittadininon abbia nessuna base solida enessuna visione programmatica diampio respiro. Se n da subito ilcentrodestra avesse strutturato unpiano ecace senza paternalismi efalse rassicurazioni, oggi in Italiaavremmo una percezione menomediatica della sicurezza ed un piùeciente controllo del territorio daparte delle nostre forze dell’ordine,senza dover improvvisare dellesoluzioni discutibili, rischiose e dagliesiti del tutto imprevedibili.Il dato fondamentale che mette inluce l’inadeguatezza dei provvedi-menti governativi è l’utilizzo deimilitari nelle strade. A fronte di unnumero di agenti che conta circa441.000 fra poliziotti, carabinieri,nanzieri, polizia locale e quant’altro(circa 1 operatore ogni 134 abitanti),il governo ha deciso di mettere incampo soltanto 3.000 soldati, contin-gente del tutto superuo per il suomodesto numero. Se invece dispendere soldi pubblici per unintervento inecace si fosse aumen-tato il budget destinato agli agenti disicurezza già esistenti, oggi le forzedell’ordine sorirebbero meno diquella scarsità di risorse che gli rendedicile svolgere il loro compito. Èdunque evidente che, data l’inutilitàdella presenza dei soldati, il provvedi-mento del governo si risolve in unatrovata propagandistica per ottenereimmediati consensi.È quindi ovvio domandarsi cosasia prioritario per il centrodestra: se lapropria visibilità politica o l’incolu-mità dei cittadini. Se i nostrigoveranti avessero pianicato unapolitica mirata a fornire i mezzieconomici alle nostre forzedell’ordine forse gli esiti drammaticidei recenti episodi criminosi sisarebbero potuti rendere meno pro-babili. Un governo che si proclamaattento al benessere dei cittadinidovrebbe agire con responsabilitàanziché procacciarsi simpatie controvate pubblicitarie pagate dai tutti,e destinate a non incidere sullasituazione reale. L’impegno deimilitari è certamente qualicato alpari di quello degli altri agenti, maciò non toglie che la loro strumental-izzazione a ni mediatici rientri inun’ottica dagli orizzonti limitati.Ed è qui che ritorna il tema del“mettere le pezze” ai problemi, senzaarontarli. Difatti, ciò che oggi sirespira è la stessa aria dei mesipassati, appesantita dal fatto cheora, sfumato l’eetto edulcorantedella presenza dei soldati, si ritorna aguardare con timore ad una quoti-dianità che esigerebbe ben altro cheuna risposta improvvisata comel’autorizzazione delle ronde.Francesco CastagnidoliNon esattamente. Quello che staileggendo è a metà tra un giornalino,un volantino e un diversivo per le oredi matematica. E' fatto da ragazzi nonmolto diversi da te, che hanno decisodi occuparsi di politica e di attualità,perché non si può evitare di farlo: se tene freghi della politica, la politicafregherà te. Lo stiamo vedendo inquesti giorni: approttando deldisinteresse generale, si fanno passareleggi raccapriccianti e sprechiinsensati. Noi proviamo a raccontarvitutto questo, e siamo costretti a farlosottobanco: non abbiamo canalitelevisivi né giornalisti compiacentiper difendere a spada tratta le nostreragioni. Non è un giornalino “impar-ziale”: abbiamo una precisa ideapolitica, pensiamo che il governo delCaiNano sia una bella disgrazia (...)
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La scuola sta vivendo una fasedi incertezza scaturita dal tira emolla del governo sulla "granderiforma", che in realtà è un semplicetaglio di fondi. A Cremona lasituazione è la seguente:1. Nella scuola elementare lamaggior parte delle famiglie,scegliendo il tempo pieno, ha difatto bocciato la proposta del“maestro unico”: il consenso che ilgoverno aveva annunciato si èdimostrato ancora una volta purafantasia. (...)
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da l’Unita’da l’Unita’
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marzo 2009
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IL PAESE DELLEIMPROVVISAZIONI ACCETTATE
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