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Introduzione
Ogni atleta, a qualsiasi livello appartenga, è consapevole che è necessario, prima disottoporsi ad un determinato carico fisico, eseguire degli esercizi preparatori, ai qualiaffida il compito di “RISCALDAMENTO”.Alcuni si riscaldano perché ritengono che ciò riduca il rischio di infortuni, altri perchéritengono che tale momento preparatorio aumenti le capacità fisiologiche diprestazione, altri ancora perchè con questo “rituale” entrano prima in “sintonia” con lagara, infine c’è chi si riscalda perché lo fanno tutti.
“Immaginate uno sgabello a quattro gambe. Ecco, l’atleta è come uno “sgabello”,dove le sue gambe rappresentano le sue abilità: tecnica, tattica, fisica e mentale.Non possiamo sottovalutare nessuno di questi quattro aspetti; ciò significherebbe porlo (nella migliore delle ipotesi) in equilibrio instabile, o (nella peggiore delle ipotesi) renderlo addirittura inutilizzabile.” [Forni (Psicosport), 2006]
Questa frase di Simone Forni, uno psicologo sportivo, porta a riflettere su quanto siacomplicato il processo di allenamento di un atleta: dalla preparazione e l’allenamentostesso di tutte le sue componenti, alla fase di warm – up immediatamenteprecedente alla gara.
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