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Riassunti Di Psico Sociale

Riassunti Di Psico Sociale

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Il campo della psicologia sociale.
Una definizione di psicologia sociale.
La psicologia sociale è la disciplina che connettendo l’analisi dei processi psicologicidegli individui con l’analisi delle dinamiche sociali nelle esperienze nelle quali questisono coinvolti, studia in particolare i modi e le forme con cui l’esperienza, l’attivitàmentale e pratica e i comportamenti si articolano con il contesto sociale. Essa opera invari settori della vita individuale e collettiva nei quali i processi psicologici sistrutturano con le attività pratiche delle persone e con le dinamiche delleorganizzazioni e istituzioni sociali.La psicologia sociale è largamente presente, a livello di ricerca e spesso di interventoin vari campi che riguardano la scuola, il lavoro, la saluta, l’amministrazione dellagiustizia, la gestione sociale e politica della vita associata.Questa disciplina è nata tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento,caratterizzato da forti mutamenti: lo sviluppo dell’industria, la crescita delle città, ilconsolidamento della borghesia e la nascita della classe operaia, le folle invadono lepiazze, la crisi del principio di autorità (come senso della gerarchia e della tradizione),l’idea di persona umana dall’ambito della riflessione filosofica entra nella ricercasociale.Nello stesso periodo psicologia e sociologia tracciano un confine deciso tra mondoindividuale e mondo sociale, tra la sfera psicologia e la sfera sociale. Si nota così chevi erano degli aspetti che vi erano dei fenomeni nella vita pratica, individuale ecollettiva, che la psicologia e la sociologia tendevano a trascurare o ad indagare inmodo unilaterale.Moscovici, nel 1984 sintetizza: “
Il carattere originale, e addirittura sovversivo, del punto di vista è di mettere in questione la separazione dell’individuale e del collettivo,di contestare la divisione tra psichico e sociale nei campi essenziali della vita umana.È un po’ assurdo dire che, quando siamo soli, obbediamo alle leggi della psicologia eci comportiamo mossi da emozioni, valori o rappresentazioni. E che, quando siamoinsieme, cambiamo bruscamente, per comportarci secondo le leggi dell’economia edella sociologia, mossi da interessi e condizionati dal potere
”.
Nel nostro tempo: problemi umani, problemi sociali.
Globalizzazione e individualizzazione.
La globalizzazione si è estesa nell’ambito della vita sociale, trovando alimento nelle“guerre locali”. La globalizzazione coinvolge ormai anche dimensioni psicologiche: laconsapevolezza che “
le nostre vite sono sempre più influenzate da attività ed eventiche hanno luogo al di là dei contesti sociali in cui operiamo quotidianamente
”,aumenta ulteriormente il senso di impotenza e la chiusura del mondo individuale.Con il termine “individualizzazione” indichiamo quel processo attraverso il qualel’individuo, nel corso della Modernità, è emerso come
 persona singola
capace digestire autonomamente se stessa e di partecipare alla gestione della società in cui sivive, raggiungendo il riconoscimento non solo dei suoi diritti civili, politici e sociali, maanche della sua soggettività, della sua identità, della sua sfera privata. Una liberazioneda tradizioni e istituzioni politiche soffocanti.Fattori sociali e fattori psicologici connessi con le vicende della vita quotidiana si
 
intrecciano nella produzione della complessa realtà del nostro tempo che investe con isuoi problemi le singole persone e la collettività.
Problemi umani, problemi sociali.
I problemi sono umani e sociali insieme, hanno un versante individuale e un versantecollettivo, nonché una dimensione soggettiva e una dimensione oggettiva.Hanno un versante individuale in quanto è sempre l’individuo che li subisce sullapropria persona e che deve farvi fronte, sia sul piano intrapsichico cognitivo-affettivosia sul piano pratico-oggettivo dei fatti. Presentano un versante sociale perchéincidono comunque sulla vita associata, perché alla loro origine si trovano moltospesso fattori e situazioni sociali, e perché è essenzialmente nel contesto sociale chepossono essere reperite le risorse, umane e strumentali, per fronteggiarla.La componente soggettiva riveste un ruolo importante, perché sono i processipsicologici di percezione, rappresentazione e valutazione che, ricostruendo i datioggettivi delle situazioni, conferiscono loro il carattere di problema: cioè di qualcosache deve in qualche modo essere analizzato e trovare una soluzione possibile.In conclusione i problemi umani sono anche problemi sociali perché: si sono originaticome situazioni critiche nell’ambito della convivenza umana; sono i modi di relazionesociale che hanno trasformato le situazioni in problemi, trascinandosi appresso nuoveesigenze da parte delle persone e nuove forme di approccio professionale; sono iproblemi dell’”uno” ma anche i problemi di molti.
Specializzazioni, competenze, problemi.
Quanti operano oggi nel campo dei problemi sociali convengono spesso sulla necessitàdi integrare punti di vista capaci di cogliere le diverse dimensioni dei fenomeni ondeaverne più completa visione e non rischiare di perdere informazioni preziose. Un casotipico è costituito dai fenomeni collegati con il problema della sicurezza. La sicurezza èdivenuta il problema cruciale della nostra epoca.Il senso di insicurezza ha funzionato per l’essere umano da campanello d’allarme, percosì dire, contribuendo a focalizzare l’attenzione, a promuovere il controllo di sé edell’ambiente, e a sviluppare quelle forme di meta cognizione che permettonoall’individuo di adeguare le proprie conoscenze e abilità ai compiti che deve affrontare.Nel senso di insicurezza si intrecciano fattori oggettivi, connessi con l’ambiente fisico esociale e fattori psicologici di ordine cognitivo e emozionale. Di questo intreccio l’otticapsicosociale consente di cogliere vari aspetti strutturali e dinamici sui quali è possibileelaborare anche specifici progetti di intervento.
Natura e cultura, individuo e società.
L’ottica naturalistica ha difficoltà a cogliere l’articolazione tra la sfera psicologica equella sociale perché ragiona in termini di sostanze anziché di relazioni. Pensando chele sostanze abbiano una “realtà”, e che solo esse quindi possiedano delle “leggi” chele governano, quest’ottica va a cercare le leggi che presiedono ai rapporti tra gli esseriumani o nell’individuo (nella sua “corposità” psicosomatica) oppure nella società,considerata anch’essa in modo quasi fisico, come un “organismo” sostantificato.Secondo Elias, gli individui sono considerati come solidi pilastri tra i quali il filo deirapporti si stende solo in un secondo tempo. Altri, guardano alla società come una“unità maggiore che supera e comprende il singolo. Dunque per Elias, la dimensionesociale è qualcosa che si aggiunge dopo all’individuo; per gli altri la società divienequalcosa che esiste prima e indipendentemente dagli individui.
 
Per uscire da queste visioni, occorre portare l’analisi sul rapporto funzionale checonnette individuo e società nel più ampio contesto del divenire storico in cui lanostra specie è stata coinvolta.Se vogliamo ragionare in termini naturalistici, dice, Elias, dobbiamo riconoscere, che ladimensione sociale è intrinsecamente “partecipe della natura stessa dell’essereumano così come lo è la dotazione di base che presiede alla sua costituzione fisica”.L’uomo non è un edificio chiuso in sé ma un essere fatto per proiettarsi all’esterno,strutturato in modo che possa e debba stabilire rapporto con gli altri.La relazione con l’ambiente è una condizione fondamentale per la sopravvivenza diogni essere vivente, perché nell’ambiente si trovano gli elementi indispensabili persoddisfare i bisogni dell’organismo. Il concetto di bisogno è, in realtà, un concettointerazionale che lega organismo e ambiente.La cultura è essenzialmente connessa con la capacità che l’uomo possiede di tradurrein simboli gli “oggetti” e gli “eventi” che cadono nella sua esperienza sensibile, conquesto ricostruendo in un sistema astratto convenzionale la realtà materiale che locirconda. Tale sistema di simboli e convenzioni è una creazione resa possibile dallinguaggio, da cui nascono i significati. Cultura, linguaggio e vita sociale sonostrettamente associate.La capacità di “tradurre” le cose e gli eventi materiali permette di accumulareconoscenze e di tramandarle attraverso il tempo e le generazioni, rende possibile di“utilizzare il passato per la previsione e la progettazione del futuro”.Il fatto che l’essere umano abbia formato le sue caratteristiche specifiche specie-specifiche nell’ambito della vita sociale, e che in questa ciascuno di noi si collochi sindalla nascita, non implica di svalorizzare il mondo psicologico individuale, ma piuttostodi riconoscere come il contesto sociale sia condizione fondamentale del suo sviluppo.
Gli individui in situazione.
Le nozioni di individualità e di soggettività non sono importanti solo per la psicologia:esse costituiscono anche un essenziale fondamento etico, giuridico e politico dellasocietà in cui viviamo. Si indica dunque un essere umano che ha valore in quanto talee non in forza delle sue appartenenze etniche, religiose, sociali, ecc.; ma come unessere capace di autonomia: soggetto del proprio pensiero, della propria parola e dellapropria azione, dotato di un suo modo interiore e di una sua identità.Nel pensiero antico l’essere umano era considerato come avente valore solo perchéapparteneva a una comunità. La socialità era la caratteristica di base che, insieme conla ragione, distingue l’essere umano dagli animali. Fuori dal sociale non si è “uomini”.Nel Medioevo l’essere umano è considerato parte di un tutto, e anche qui l’originesociale è considerato emanazione divina, ma essa è vista come una prigione perchévincola ciascuno all’appartenenza rigida al grado dell’ordine feudale in cui si nasce.E’ solo con l’umanizzazione del mondo che il senso dell’individuo emerge, come esserecapace “di determinarsi la propria natura secondo il proprio arbitrio, libero e sovranodi sé stesso”. L’ “uomo nuovo” degli Umanisti è nato nella stretta connessionedell’attività mentale e dell’attività pratica.La Costituzione dello Stato territoriale moderno ha anche radicalmente cambiato ilmodo di vedere gli uomini e le cose. Lo Stato moderno assoluto è nato come un“progetto umano” e perciò suscettibile di essere rivoltato e cambiato. Ed è mediante letrasformazioni promosse dall’azione degli individui, dei gruppi, delle classi sociali cheesso diverrà lo
Stato di diritto
in cui oggi viviamo. Ove il diritto su cui lo Stato è

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