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(c) 2009 keeley
PASSWORD CRACKING
Wyd - Pyrit – Multiforcer 
 
 
 
Q
uesto pdf contiene tre sezioni, una dedicata all’introduzione ed impiego generale di CUDA,mentre la seconda e terza verterà nell’utilizzo dei tools:
Wyd
-
Pyrit 
e
CUDA
 
 Multiforcer 
.
CUDA
(acronimo di Computer Unified Device Architecture) è l’architettura per il calcolo parallelosviluppato da Nvidia, nasce con lo scopo di utilizzare la/le GPU/s per compiti non grafici, definitein gergo GPGPU.La
GPGPU
(
G
eneral
P
urpose computation using
GPU
) ha come scopo l'utilizzo del processoredella scheda grafica per scopi diversi dalla tradizionale creazione di un'immagine tridimensionale;in tale ambito di utilizzo la GPU viene impiegata per elaborazioni estremamente esigenti in terminidi potenza di elaborazione, e per le quali le tradizionali architetture CPU non hanno una capacità dielaborazione sufficiente.La caratteristica più eclatante di questo tipo di utilizzo delle GPU è l'enorme potenza teorica offertada tali soluzioni, e di conseguenza il ridotto tempo di elaborazione, quando confrontato conanaloghe elaborazioni svolte dalle CPU.L’ evoluzione di tale architettura si evince dall’immagine sottostante:Merito di ciò è dovuto alla natura stessa dell’architettura, come si evince dall’immagine:
 
 
 
Passiamo ora alla parte pratica, ci serviremo, in prima istanza, del noto programma Pyrit, contenutoin backtrack.
P
yrit
nasce con l’intendo di creare un programma che sia in grado di creare un grande database,precompilato, per il cracking delle password nelle reti wireless protette attraverso la codifica TKIP(WPA-PSK) e AES (WPA2-PSK).A differenza di altri tools simili, dalla sua parte gioca il vantaggio di creare un databaseprecompilato, in grado di poter essere sia riutilizzato, pensiamo nei casi di ssid di default, e siad’altro canto di risparmiare enormi di cicli CPU.Ma la vera novità che introduce nel campo, è l’utilizzo della tecnologia CUDA (Nvidia) e Stream(Ati) nella generazione del database. Accelerando di fatto i tempi di creazione del database stesso intermini non indifferenti, come si evince dall’immagine sottostante:
 

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