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Porno Cyborg 3

Porno Cyborg 3

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Published by Alessio Mannucci
All’opposto del cyborg teorizzato dalla Haraway come figura innovatrice, eversiva, rivoluzionaria, creativa-distruttiva, portatrice di libertà, di progresso, di evoluzione, di potenza, vive il porno-cyborg, incarnazione del sublime neo-tecnologico, dell’intenso piacere della tecnica, simbolo della dissoluzione dell'organico da parte dell’inorganico...
All’opposto del cyborg teorizzato dalla Haraway come figura innovatrice, eversiva, rivoluzionaria, creativa-distruttiva, portatrice di libertà, di progresso, di evoluzione, di potenza, vive il porno-cyborg, incarnazione del sublime neo-tecnologico, dell’intenso piacere della tecnica, simbolo della dissoluzione dell'organico da parte dell’inorganico...

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Categories:Types, Research
Published by: Alessio Mannucci on Oct 20, 2009
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05/25/2012

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(complete version:http://viaggioallucinante2punto0.blogspot.com/2009/10/porno-cyborg-3.html)Al Woodstock Film Festival è stato presentato "2B - The Era of Flesh is Over", un film difantascienza ambientato in un futuro molto prossimo ispirato all’attuale rivoluzione tecno-scientifica.In un mondo decadente, sconvolto da grandi trasformazioni, un bioscienziato in rotta conla società per cui lavora crea “Mia 2.0”, il primo essere transumano, per dimostrare chel’immortalità è a portata di mano.Collegato ai temi del film, il pannello di discussione "Redesigning Humanity -- The NewFrontier", moderato dal bioetico James J. Hughes, a cui partecipano Ray Kurzweil, ilproduttore del film Martine Rothblatt e l’autore Wendell, prova ad esplorare le prospettiveneo-tecnologiche – relative soprattutto a Intelligenza Artificiale, nanotecnologia, ingegneriagenetica – che forniranno all’umanità la possibilità di trascendere i propri limiti fondendosicon la tecnologia.
Oggi, per costruire in laboratorio un “uomo da sei milioni di dollari” come l'astronautabionico Steve Austin - impersonato da Lee Majors nel fortunato telefilm degli anni Settanta – ne basterebbero 250 mila.A dirlo sono gli scienziati dell'inglese Institution Engineering & Technology che in unarticolo pubblicato sulla rivista dell'istituto hanno spiegato come esistano già dei prodotti ingrado non solo di riprodurre un uomo bionico (con tanto di gamba, mano e occhioartificiali), ma di dargli pure una forza sovrumana e come queste innovazioni funzionino esi combinino perfettamente su un corpo umano.«
Chiunque sia cresciuto con il mito dell'uomo da sei milioni di dollari sarà probabilmentemolto sorpreso dal fatto che non siamo ancora in grado di correre a velocità record o di saltare da un palazzo all’altro
– ha commentato il direttore della rivista, Dickon Ross, dallecolonne del Daily Mai" –
ma che in realtà ci sono dei recenti ed interessantissimi sviluppi,che stanno trasformando la tecnologia da fantascienza a scienza di fatti e a prezzi contenuti 
».Qualche esempio, giusto per rendere l'idea: il "Power Knee" dell’islandese Ossur è il primocomponente bionico di un corpo artificiale destinato a coloro che hanno dovuto subirel'amputazione della gamba fino al ginocchio ed è in grado di sincronizzareautomaticamente il suo movimento con quello della gamba sana (costo: 126mila dollari,ovvero 87mila euro); l' “i-LIMB” dell'inglese Touch Bionics è una vera mano ricostruita inlaboratorio, i cui movimenti delle singole dita sono controllati da fili che ricevono i segnalidirettamente dal cervello. L'arto può poi essere ricoperto con pelle artificiale (costo: 73miladollari, equivalenti a circa 50mila euro); altro prodotto già pronto all'utilizzo è l'esoscheletro(ovvero, una struttura mobile esterna, in grado di potenziare le capacifisichedell'utilizzatore che ne viene rivestito e che costituisce una sorta di "muscolaturaartificiale", ndr) sviluppato dalla Berkeley Bionics e formato da due gambe motorizzate, unpiccolo computer e uno zaino pieno di pesi che nessuna persona normale potrebbe
 
reggere sulle spalle per troppo tempo (costo: 20mila dollari, poco meno di 14mila euro);mentre, grazie al lavoro degli scienziati del Moorfields Eye Hospital di Londra è giàpossibile avere la vista a raggi infrarossi (utile soprattutto per i soldati al fronte) per meritodi un impianto sulla retina (costo: 30mila dollari, pari a circa 20.500 euro).
Tessuto cerebrale umano collegato a una macchina. Il primo tentativo di creare un vero eproprio cyborg.Una volta che una coltura di neuroni umani, precedentemente predisposta, avrà raggiuntoi requisiti necessari, Kevin Warwick e Ben Whalley, due fra gli scienziati che occupano diquesto progetto all'Università di Reading, la collegheranno ad un meccanismo roboticoche sarà controllato da un cervello
 
bio
-
elettronico contenente lo stesso materiale biologicodel cervello umano.In precedenza era stato realizzato, da Steve Potter nel 2002, un “Hybrot” controllato da uncomputer che utilizzava cellule neurali di topo. L’esperimento attuale, invece, chedovrebbe portare anche e sopratutto a una maggiore comprensione delle malattie neurali,coinvolgerà cellule neuronali umane coltivate in vitro:
 
l'agglomerato di neuroni umani verràappilcato ad un chip di silicio.Come il precedente robot, anche questo avrà le dimensioni di una tazzina da caffè: unavolta posizionato in una apposita test area, dovrà superare una serie di ostacoli conl'ausilio dell'intelletto.Nel descrivere i vari aspetti della ricerca, Warwick ha confermato la volontà sua e dei suoicolleghi di indagare più a fondo nella struttura del cervello umano, osservandone lereazioni a vari stimoli: "
Cercheremo di capire
- ha spiegato -
quali possano essere ledifferenze o le similitudini tra i due robo
 
sotto l'aspetto dell'apprendimento e dellamemoria
".Dal punto di vista etico non dovrebbero esserci ostacoli: il mercato delle colture cellulari èlibero.
 
Distrutto per l'omicidio del suo piccolo bambino investito da una macchina, un uomod'affari americano di Tokyo non riesce più a controllare la rabbia, repressa nel corso diun'intera esistenza, e poco a poco si trasforma in un mostruoso ibrido tecno-biologico:vapore e olio, fibre muscolari che diventano letali armi metalliche, esplosione a raffica dipallottole, un vero e proprio “bullet man”, un uomo-proiettile.Scoprirà in seguito - anche grazie ad un misterioso sconosciuto - che l'ibridazione non ècasuale, ma conseguenza di alcuni esperimenti condotti anni prima dal padre, scienziatocoinvolto con le forze armate USA nel Giappone del dopoguerra nel progetto "Tetsuo".“Tetsuo: The Bullet Man”, primo film in lingua inglese del regista nipponico ShinyaTsukamoto, chiude una trilogia cominciata nel 1988 con “Tetsuo The Iron Man” eproseguita nel 1992 con “Tetsuo II: Body Hammer”, un progetto cinematografico radicalecaratterizzato da un linguaggio e un'estetica divenuti inconfondibili: la mutazionetransumana della “nuova carne”, le deflagrazioni metalliche industriali dell’infernometropolitano (contrappuntate dall'elettronica martellante di Chu Ishikawa), l’invasionedella macchina, il sex-appeal dell’inorganico.Il cineasta totale Tsukamoto (al solito, anche sceneggiatore, direttore della fotografia,montatore e scenografo) si fa demiurgo che implora la sua stessa creatura di ucciderlo:The Bullet Man riflette violentemente sulla dicotomia tra "la perfetta evoluzione dell'essereumano" (indistruttibile androide, nuova potenziale arma di distruzione di massa) e quelpoco di cuore (e sangue non contaminato) che gli è rimasto.
Un Actroide è un robot umanoide con un aspetto molto simile ad un essere umanosviluppato dalla Università di Osaka in Giappone e prodotto dalla Kokoro Company (unadivisione della Sanrio).Il primo esemplare è stato presentato alla International Robot Exposition di Tokyo nel2003. Da allora ne sono stati prodotte diverse versioni. Tutte comunque modellatesull’immagine di una giovane donna media giapponese.Actroid è la prima macchina che realizza nella realtà ciò che da tempo la fantascienzaaveva immaginato usando i termini androide e ginoide. È in grado di imitare alcunefunzioni vitali come sbattere le palpebre, parlare, respirare. I vari modelli della seriepossono anche interagire avendo la capacità di riconoscere e processare il linguaggio. Isensori interni gli consentono di reagire in modo apparentemente naturale.I primi modelli avevano 42 punti di articolazione, quelli più recenti ne hanno 47, anche se ilmovimento della parte inferiore del corpo è più limitato. Il sistema sensorio del robotinsieme con I suoi movimenti lo rende abbastanza rapido da reagire ad eventuali

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