• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
    ©    M    i    n    n    e    l    l    a    /    g    r    a    f    f    i    t    i
©naPOlitanO/laPresse
200
euro a chi adotteràun cane custoditonel canile di PetrellaTifernina (Cb)
Fonte: Amministrazione comunale 
 Anno V - n. 240 -
martedì 20 ottobre 2009 -
E
1,00
Bionda è bionda, ed è anche unabella signora (una donna lo puòdire senza apparire sessista). Eche sia un ministro dell’Ambienteconservatore ma con una mente più aperta di altri lo dimostra a parere insindacabile di ecologi-sta l’impegno prouso per la riu-scita del meeting sul clima di Co- penaghen. Possono essere le tas-se sul carburante degli aerei odelle navi - ha proposto - a orni-re una parte delle risorse neces-sarie per il ondo sulla mitigazio-ne dell’eetto serra da destinareai Paesi in via di sviluppo. «Abbia-mo bisogno di una nanza inno- vativa», ha detto in un’intervista.Giusto. Ecco il quotidiano ecolo-gista che tira la volata al gover-no Berlusconi? No, non parliamodella signora Prestigiacomo madella grintosa ministra daneseall’Ambiente, prossima presiden-te del summit che si terrà appun-to a casa di Connie Hedegaard,conservatrice doc con un curri-culum politico di tutto rispetto.Dipenderà anche da lei il succes-so del negoziato sulla limitazionedelle emissioni. Ci sono ovunquein Europa sostanziali dierenzetra destra e sinistra, sui temi dellosviluppo e della sua qualità oltreche sull’eguaglianza sociale. Masi rimane colpiti dalle diversitàall’interno degli schemi. In moltiPaesi d’Europa i conservatori so-no almeno schierati a diesa delleloro industrie e dell’idea verica-ta nella realtà che per tirare la vo-lata alla produzione occorra darspazio all’innovazione. In Italia ladestra è rimasta al 1948, ad agita-re aziosamente lo spettro dei co-munisti-ecologisti che abbevera-no i cavalli a piazza S. Pietro, in pieno stile animalista. Ha pauradi conrontarsi con tutto ciò cheancora non era stato inventato prima della nascita della Cinque-cento e di “Ava-come-lava”. Adoratutto quanto è grande e titanico,dall’inutile Ponte sullo Stretto alnucleare, come per compensarela ristrettezza di idee. Non è cheil sistema produttivo italiano siauna locomotiva che traina a mil-le: è - almeno in una parte impor-tante - più impegnato a conser- vare instabili rendite di posizio-ne che a inventare nuovi modellie nuovi prodotti. Una volta si sa-rebbe detto: tanto peggio, tantomeglio. Oggi sappiamo di trovar-ci di ronte a una destra nel com- plesso più ammufta di quelladel resto d’Europa: gli altri, perintenderci, lavorano a un greencapitalism che mantiene dentrodi sé le radici dell’ineguaglianzama a i conti con la sopravviven-za. Oggi ci tocca la deatigantebattaglia di retroguardia per arrispettare le leggi Ue o quelle det-tate dal buonsenso. La acciamo.Ma è un’inutile perdita di tempo,mentre le bombe d’acqua annoranare i comuni italiani.La sicurezza intrinseca degliimpianti nucleari di terza ge-nerazione è una buala. Lo dicel’Agenzia nucleare degli Sta-ti Uniti che boccia i reattori
Radicalmenteantirazzista
Ol l mo  bo. tml ol oo m  romp cou l po. C moo l cc. P up l muo vblà ch o oo l co  o occh
 Ap1000 Westinghouse: potreb-bero non resistere non solo aiterremoti ma anche agli eventiclimatici estremi, come tioni eorti venti. Rischiano di saltare14 progetti negli Usa e l’accordoche il ministro Scajola è andato achiudere solo un paio di settima-ne a con l’industria americana.L’obiettivo era quello di afdarela costruzione di una o due dellequattro centrali italiani all’im- presa Usa. E ora?
Iran
2
s p  V lco   oul ucl o. ahmj fo lc  moo llcomuà ol o v pu. e fml o  cchl’uo l popo P
 
sv  p
5
 A rischio il nucleare di Scajola
Verso Copenaghen
Il cambiamento climatico è una certezza. Con la quale il nostro governo deve fare i conti
COntraddiziOniCOnserVatriCi
In fondo
Simonetta Lombardo
 
svo  p
3
L’intervista
4
«a cmb o obbmopl  polc. e cooc l P l oopoo p l’il. nuoh m plo  lcuv o povoc.Pocmo po lmp p  Bol».Pol  rcco nc
Musica
9
 a colloquo co toy Bk,l clb  g,  occo llo l uo lvoool l 1979.e, oo l lu Phl Coll,  p pu uuo oo ul plcoll b l
    S   p   e    d .    i   n    A    b    b .    P   o   s   t .    D .    L .    3    5    3    /    2    0    0    3    (   c   o   n   v .    i   n    L .    2    7    /    0    2    /    2    0    0    4   n .    4    6    )   a   r   t .    1   c   o   m   m   a    1    D    C    B  -    R   o   m   a
n questi giorni su Sky, ma an-che su Mediaset e Rai, non visarà suggito lo spot di Sky Hd, dove le strade di una città ap- paiono allagate, mentre estan-ti cittadini sono impegnati in at-tività balneari. L’acqua si inltraattraverso i softti, si insinua trai mobili, generata dalle emozio-ni di Sky, e la musica è la colonnasonora del lm
Titanic
. Ho pub-blicato il video sul mio blog www.luigicrespi.it, indignato perchéreputo che questo spot sia di cat-tivo gusto e inopportuno. Ogni volta che lo vedo non posso non pensare che le vittime di Mes-sina non sono state ancora tut-te recuperate e questo spot nonsdrammatizza, non denuncia e,anche se inconsapevolmente, ri-corda quella tragedia e tante al-tre simili. Mi domando cosa pos-sano provare quelle persone chel’acqua l’hanno veramente senti-ta scorrere nelle loro case e vivo-no nella paura che possa arriva-re veramente al primo scrosciardi pioggia. In realtà chi ha man-dato in onda questo spot non ciha pensato.
Sky, lo spot e il pudore
Media
su  p
2
na premessa è d’obbligo:sono - come tanti, co-me la maggioranza de-gli italiani - contro il Ponte sul-lo Stretto di Messina. Sono con-tro perché costa un’enormità, eanzi è già costato decine di mi-liardi in studi preliminari, pre- progetti, stipendi e gettoni a unesercito capitanato nienteme-no che dal presidente, anche,dell’Anas. Contro perché è inu-tile. Contro perché è molto pe-ricoloso. E inne contro perchéanche in quest’aare araonico,come in quello delle televisio-ni private, c’è un continuum traBettino Craxi e Silvio Berlusco-ni, che ha copiato l’idea dal suo padrino. E tuttavia - a costo di prendermi le rampogne di qual-che integralista - a mo’ di pole-mica contrappongo a quell’ope-ra araonica l’idea della realiz-zazione della regione integra-ta dello Stretto, che consideroun’alternativa utile, realisticaed economica che (orse) risol-leverebbe le sorti economica-mente assai precarie dell’areatra Scilla e Cariddi.
Il progetto dimenticato
Ponte sullo Stretto
su  p
12
U
Luigi CrespiGiorgio Frasca Polara
i
        9       7       7        2        0        3        6        4        4        3        0        0       7        9        1        0        1        9
 
2
n passo avanti e due indie-tro. La questione nuclea-re iraniana, ormai, sem-bra avere il suo ritmo sso, ades-so che il dialogo con le potenzeoccidentali iniziato a Ginevra il primo ottobre sembra arenarsidi nuovo a Vienna, dove le tratta-tive iniziate ieri andranno avan-ti no a mercoledì. Le condizio-ni del dialogo si sono di nuovorivelate impossibili, bloccando-si di atto sul come e sul quan-to controllare l’arricchimento -che l’Iran insiste essere al 5 percento, quanto basta per manda-re avanti una centrale elettrica -dell’uranio della Repubblica isla-mica. Dicile aggirare le paureoccidentali quando l’insistenzairaniana sul nucleare, tutta im-bevuta di retorica sull’autarchiaenergetica, si a perentoria comein questi giorni. Anche perché queste non sonoore acili per il regime di Tehe-ran e drizzare la schiena di ron-te all’Occidente serve a ricom- pattare l’opinione pubblica in-terna. Il governo è debole, Ah-madinejad è contestato da mesi,e adesso anche i pasdaran non sela passano bene. L’attentato sui-cida a Zahedan, domenica scor-sa, che ha atto più di 42 vittime“eccellenti” ra i Guardiani dellarivoluzione, ha mostrato ancorauna volta quanto l’Iran oscilli ramovimenti di piazza riormisti,minoranze etniche in rivolta (so- prattutto arabi, curdi e baluci), ela guerra in seno agli altri quadridel potere.Da domenica, gli occhi dellastampa sono puntati sul cada- vere più illustre dell’attentato diZahedan: il generale Nurali Shu-shtari, vicecomandante delleorze di terra dei Guardiani dellarivoluzione, ma anche impren-ditore iraniano di spicco. La suamorte non sembra essere casua-le. Nurali Shushtari veniva dalconsiglio di amministrazione delgigante economico Ahia SanaiehKhorasan (una delle più potentisocietà di investimenti dell’Iranorientale). Faceva parte di quellanuova classe economica pasda-ran che dà lo da torcere al pa-drone storico dell’economia ira-niana, il leader dei riormatori,l’Ayatollah Ali Akhbar Rasanja-ni. A Rasanjani, che dagli anniOttanta controlla con la amigliala gestione delle risorse petroli-ere, i nuovi “colletti bianchi” pa-sdaran (anche quelli con un pas-sato riormista), proprietari diondi nanziari e banche, stan-no sottraendo da anni appalti eette di mercato. Una situazione peggiorata con l’elezione di Mah-moud Ahmadinejad, a sua voltagarante di questi interessi gra-zie alla benedizione della guidasuprema Ali Khamenei. Tutto asvantaggio dell’ayatollah Rasan-
U
 jani: non soltanto gli appalti glisono suggiti di mano, ma anchela sua stessa città, Mashhad, hacominciato a riempire le taschedi qualcun altro grazie alla AhiaSanaieh Khorasan.Qualcuno di nome Nurali Shu-shtari, imprenditore pasdaran, parvenu dei ghiotti aari chegravitano intorno alla città dei pellegrinaggi, Mashhad appun-to. Tanto per ricordare quantointricata possa arsi la accendaquando si tratta di triangoli ra pasdaran, Rasanjani e Mashhad,basta segnalare che gli Hezbol-lah libanesi, ondati dai pasda-ran, organizzano centinaia di co-mitive l’anno, trasportando mi-gliaia di edeli ai luoghi santi diMashhad, per un notevole torna-conto nanziario dalla destina-zione imperscrutabile. Ma trat-tandosi di Zahedan, controllatada guerriglieri, separatisti e tra-canti anti sciiti, lo scenario del
A spianare la stradaalle infltrazioni disocietà colluse sonostate proprio le strategieattuate dal Dipartimentoe dal GovernoL’imprenditoreShushtari, mortonell’attentatoin Belucistan, erail nemico numero unodel riormista Rasanjani
Massimo Ciancimino con-tinua a parlare e a orniredocumenti agli inquirenti.Lo ha atto ancora ieri per più di quattro ore in Pro-cura a Palermo davanti ai pm del capoluogo e di Cal-tanissetta. All’interrogatorio hanno partecipato, inatti, il pro-curatore aggiunto di Paler-mo Antonio Ingroia, i pmNino Di Matteo e RobertoScarpinato, il procurato-re di Caltanissetta SergioLari e il suo aggiunto Do-menico Gozzo. La presen-za di entrambe le Procu-re signica che si è parla-to non solo della trattativae del amoso papello, maanche della strage di viaD’Amelio, di competenzadel Tribunale di Caltanis-setta. Poche ore prima siera lasciato suggire alcunidettagli nuovi sulla vicen-da della trattativa ra Sta-to e maa, datandola nel periodo ra la strage di Ca- paci e quella di via D’Ame-lio nel 1992. «La trattativaè iniziata - ha spiegato il -glio dell’ex sindaco - quan-do il capitano (Di Donno)in aereo mi avvicina e midice che vuole avviare unatrattativa. Mio padre, tra-mite altri canali, volle sa- pere se davvero questi duesoggetti (i vertici del Ros)erano accreditati e ave- vano le coperture tali per potere mantenere questiimpegni». E poi ha spie-gato perché la scelta co-me mediatore osse cadu-ta proprio sul padre, rac-contando che «il rappor-to costante tra Cosa no-stra e le istituzioni è statoduraturo e ha rappresen-tato la politica e l’impren-ditoria degli ultimi anni in
CianCiminoContinua
Papello
Pietro Orsatti
ono 12 gli avvisi di garanziaa carico dei presunti respon-sabili degli otto giovani mor-ti sotto le macerie della Casa del-lo studente de L’Aquila, nel terre-moto che ha sconvolto l’Abruzzola notte tra il 5 e il 6 aprile scor-so. Inoltre, sono diverse le dit-te con legami pericolosi pizzi-cate nei cantieri e nite nella re-te delle orze dell’ordine. Si è ini-ziato con il ritirare i certicati an-timaa all’abruzzese Impresa DiMarco e alla campana Fontanacostruzioni. Poi è toccato alla si-ciliana Icg, ditta subappaltatricedella Edimal, società compostadalla Taddei spa e dalla Maltaurocostruzioni. Quello di Taddei, im- prenditore aquilano, è un gruppodi almeno nove società che ha re-gistrato una crescita improvvisaquanto strepitosa e che si è aggiu-dicato oltre 50 milioni di euro, tral’altro per i lavori del Progetto Ca-se più inutili e costosi.Ora polizia, carabinieri e nan-za hanno denunciato altre 4 ditte:due risultano appaltatrici, le altresubappaltatrici, a testimonianza
G cch ’f g   g C
Abruzzo
Diverse ditte con legami non chiariti impegnate nei cantieri sono fnite nella rete delle orze dell’ordine.Sotto accusa la Protezione civile che, in nome dell’emergenza, gestisce milioni di euro aggirando la legislazione ordinaria
che le maglie dei controlli per gliappalti sono abbastanza larghe.Tutto lascia prevedere che nel-le prossime settimane si assiste-rà a una nuova ondata di denun-ce contro altre imprese, in attesadell’impennata prevista con l’ini-zio - se mai inizierà - della cosid-detta ricostruzione pesante.Ormai risulta evidente che a spia-nare la strada alle inltrazioni so-no state le strategie messe in at-to proprio dal dipartimento dellaProtezione civile. Lo schema è lostesso adottato in questi anni peri Grandi eventi, schema già mol-to discutibile ma che in Abruzzo viene applicato in maniera molto più massiccia e con l’impiego diuna quantità enorme di denaro:appalti per centinaia di milioni dieuro sono regolati con ordinanzedel dipartimento, aggirando co-sì tutti i vincoli della legislazioneordinaria. Dipartimento che haanche il potere di agire in “dero-ga” praticamente a tutto: piani re-golatori, piani paesistici e, ovvia-mente, anche alle stesse leggi cheregolano gli appalti. La parolinamagica invocata per agire spedi-ti e indisturbati è sempre quella:emergenza. Con l’aumentare del-le denunce e del numero delle dit-te sospette, quindi, a nire sottoaccusa è sempre più l’operato deldipartimento di Protezione civi-le. Ma ad “aiutare” le inltrazionidi ditte colluse è anche il governoche con decreto ha disposto «l’au-mento dei lavori da cedere in subappalto no al 50%, a ronte - ri-cordano i proessionisti aquilanidel Colletivo 99 - del 30% previstodalle legge 163 del 2006 del Codi-ce dei contratti pubblici». Quellomesso in piedi per la realizzazio-ne del Progetto Case, che prevedela costruzione di oltre 4.500 nuovialloggi, è un sistema che andreb-be indagato a ondo. Le gare pergli appalti sono gestite in manie-ra molto accentrata, praticamen-te decide solo la Protezione civi-le, e sembrano atte su misura perconsentire l’aggiudicazione a unristretto numero di imprese. Poi,la possibilità di subappaltare ol-tre la metà dei lavori consentedi scegliere, senza gara alcuna e per chiamata diretta, la ditta su-bappaltatrice. E se si tiene contodei tempi ristretti e dell’assenza dicontrolli sulle ditte ornitrici si ha
S
Gli affari dei pasdaran
Diplomazia
È una Teheran lacerata sul ronte interno quella che ha aperto ieri la seconda ase dei negoziati sul nuclearea Vienna. Il vertice si conclude mercoledì. Per ora Ahmadinejad ribadisce il diritto ad arricchire l’uranio in casa
 Annalena Di Giovanni Angelo Venti
da L’AquilaHa peccato di insensibi-lità, non si è reso conto, elo spot è anche atto bene,realizzato con cura. Inevi-tabilmente le campagne pubblicitarie niscono inun unico calderone catodi-co, in un unico fusso emo-tivo dove ormai si può di-re tutto di tutti, dove il pu-dore, quello civico, ormai èassente, spesso il bombar-damento di immagini a cuisiamo sottoposti è giusti-cato dal diritto di cronaca,ma in questo caso si trat-ta di vendere qualche ab-bonamento in più, né cro-naca, né arte, solo sciatte-ria. Sul mio blog è arriva-
sky e lo spotsenza pudore
Media
Crespi
 
regolamento dei conti ra squalie ayatollah sembra quantomenoimprobabile. Il Sistani-Baluchi-stan, regione stretta ra Pakistan Aghanistan e Iran, è il talloned’Achille dei Pasdaran. La più po- vera, la più ribelle, la più sunni-ta, l’unica che ha votato in mas-sa contro Ahmadinejad e dovela tecnica degli attentati suicidimessa a punto da Jundallah delclan dei Rigi miete vittime dal2005. Chiunque sia stato, ades-so il generale Nurali Shushtari èuori dai giochi. Una morte chea comodo a molti.
www.w.
martedì 20 ottobre 2009
    ©     a    p    /    l    a    p    r    e    s    s    e
ph, 18 b 2009. n g   v,  cc  ’  i
la misura della acilità di inltra-zione nei lavori da parte di dittein odor di maa o colluse.Sulle modalità di assegnazionedi appalti e subappalti rischia diaprirsi una nuova alla: la dittaaggiudicatrice può cedere par-te dei lavori comunicando all’ap- paltatore - cioè alla Protezionecivile - i nomi dei subappaltori,ma l’appaltatore deve anche co-municare l’accettazione del su-bappalto: questo non sarebbesempre accaduto, o almeno nonsarebbe avvenuto prima dell’ini-zio dei lavori in cantiere. Un er-rore procedurale che non sareb-be ancora coperto da alcuna or-dinanza di deroga alla legge or-dinaria, e che potrebbe ar cade-re tutto il castello di appalti e su-bappalti.
Villaggio
 
3
artono i bastimenti perterre assai lontane...»,ricorda Marco Pan-nella, quando erano gli italiani aemigrare, e all’esodo si accompa-gnavano i canti. Il leader radica-le, insieme a numerosi esponen-ti del suo partito e di altre orma-zioni politiche di centrosinistra,ha partecipato alla maniestazio-ne di ieri in piazza Santi Aposto-li, a Roma, organizzata dal coor-dinamento delle associazioni lai-che e cattoliche di migranti e riu-
Dina Galano
«P
giati e dai movimenti di Caserta. Accanto al signicato di solida-rietà, l’obiettivo di ormalizzarel’impegno di quella parte del Par-lamento che ha opposto resisten-za contro l’approvazione del pac-chetto sicurezza, che  andata a visitare i centri di identicazio-ne ed espulsione, che ha condan-nato severamente i respingimen-ti e che ha presentato, lo scorsoluglio, una proposta di legge perla regolarizzazione di tutti i lavo-ratori stranieri, non soltanto col e badanti.In oltre tremila sono rimasti nel-la Capitale per questo appunta-mento. Uomini, donne e bambiniche hanno partecipato alla ma-niestazione antirazzista di sa-bato 17 ottobre e che hanno scel-to di trattenersi ancora qualchegiorno, dormendo ospiti di chie-se e centri sociali, anché la pro- pria presenza valicasse il muro diinvisibilità in cui sono stati co-stretti. Vengono da Castelvoltur-no e dal casertano; molti hannolì le amiglie ma il lavoro in altreregioni d’Italia. Nessun contrat-to e, dunque, nessun permesso disoggiorno. Vogliono mandare i -gli a scuola ma sono preoccupa-ti delle conseguenze. Anche otte-nere la tessera sanitaria  diven-tato impossibile. Tengono strettele loro borse per paura di perde-re ciò che  diventato più prezio-so: le carte, le otocopie delle ri-chieste di identicazione, i tenta-tivi di superare i cavilli autorizza-tivi. Senza quei documenti - po-co, un niente rispetto al permes-so di soggiorno - li aspetta il rea-to di clandestinità.Il coordinamento casertano  unesempio di come l’unione di per-sone, che singolarmente vivonoin un limbo di illegalità nascosta, possa prendere orza. E ormula-re non solo richieste alle istituzio-ni, ma ofrire soluzioni concrete.La regolarizzazione di col e ba-danti, conclusasi il 30 settembrecon risultati numerici ben al disotto delle aspettative,  il primooggetto delle contestazioni. «Bi-sogna riaprire le regolarizzazio-ni», ha spiegato Mimma d’Ami-co, portavoce del coordinamentodei movimenti riugiati e migran-ti, «le oltre 2.500 persone presen-ti hanno scioperato e perderan-no la paga di questa settimana per non essere andate nei campi.Tutto il settore dell’agricoltura, ilatto stesso che oggi siano arriva-ti i mandarini e domani avremole arance, dipende dal lavoro diquesti stranieri, sruttati e resi in- visibili». Il vicepresidente del Se-nato Emma Bonino ha rinnovatol’intenzione di calendarizzare inaula la discussione di quel testoche punta a introdurre la legaliz-zazione di chiunque abbia un la- voro. «Non sarà acile - ha com-mentato la radicale - n quan-do non prevarrà la ragione, inve-ce che demagogia o altri calco-li, magari elettorali. Non  lo Sta-to a dover decidere se legalizzarequesto o quel mestiere. A paritàdi criteri deve corrispondere una parità di diritti».Ma «il problema Caserta  soprat-tutto un problema italiano»,  l’al-tro messaggio lanciato dal picco-lo palco montato al centro della piazza. Occuparsi della condizio-ne dei migranti signica prende-re in seria considerazione la real-tà di tutto il Meridione, così come«regolarizzare la loro permanen-za signica ridurre i rischi di en-trata nel circuito della criminali-tà organizzata», ha chiarito RitaBernardini, deputata radicale nelgruppo Pd. Il 6-7-8 dicembre, poi,si ripeterà l’iniziativa di condurrei parlamentari in visita negli isti-tuti di reclusione. Quest’anno sa-rà la volta dei Centri di identica-zione ed espulsione, dove la de-tenzione  tra le più dure e le vio-lenze sono requenti.
L’uomo, oggicollaboratore digiustizia, divise conAntonino Gioè, bracciodestro di Riina, la cellanel carcere di SciaccaA dicembre si ripeteràl’iniziativa di condurrei parlamentari negliistituti di reclusione.Il 6, 7 e 8 saranno i Ciea essere visitati
Sicila. Il ruolo di mio pa-dre era di cercare un equi-librio e ar sì che l’equili-brio reggesse». Queste di-chiarazioni, quasi uno so-go rilasciato a Rainews24,sono state probabilmentecausate dalle “disavventu-re” della notte preceden-te, quando due uomini delreparto operativo dei ca-rabinieri, in borghese, so-no stati identicati dallascorta di Ciancimino sot-to la sua casa.Strana coincidenza, an-che se i carabinieri si so-no afrettati a smentireche i due uomini stesserosvolgendo qualche indagi-ne relativa al glio dell’exsindaco di Palermo, an-che perché ieri mattina,a poche ore dallo strano“incidente”, Cianciminoha testimoniato propriosul ruolo avuto dai Ros.E sempre sui reparti spe-ciali dell’Arma si attende per oggi in aula a Palermola dichiarazione di MarioMori, l’alto uciale indi-cato dai pentiti e da Cian-cimino e oggi anche da al-cuni esponenti del gover-no dell’epoca come unodei protagonisti della pre-sunta trattativa.E domani dovrebbe essereanche il giorno della depo-sizione in Procura di Lu-ciano Violante che, all’ini-zio dell’estate, aveva ricor-dato alcuni dettagli mairesi pubblici su alcuni ten-tativi di abboccamento da parte di Vito Cianciminocon intermediario proprioMori. Intanto si attendonogli originali del papello edegli appunti di Ciancimi-no, nonché le registrazioniefettuate dallo stesso exsindaco durante i presun-ti incontri avvenuti con glialti uciali dell’Arma.Tutti questi materiali sa-rebbero ancora in una cas-setta di sicurezza all’este-ro, ma dovrebbero esserenelle mani dei magistratientro la ne del mese.
La “pimula nea” che entònella tattativa ta Stato e boss
Misteri
Si chiama Paolo Bellini ed è «lo strano collaboratore dei servizi» a cui a rierimento il procuratore nazionaledella Dna Piero Grasso nel conermare l’esistenza di contatti tra uomini delle istituzioni e capi di Cosa nostra nel 1992
i chiama Paolo Bellini il pro-tagonista dell’altra trattati- va ra Stato e maa. è lui lo«strano collaboratore dei servi-zi» a cui a rierimento il procu-ratore nazionale della Dna PieroGrasso quando, nel conermarel’esistenza di contatti ra uomi-ni delle istituzioni e boss di Co-sa nostra nel 1992, aferma: «Lostesso “papello”, di cui si parlatanto, aveva atto - poco tempo prima - una diversa comparsa inorma minore. Un “papellino”, silegge nelle carte processuali, po-trebbe essere stato consegnato aicarabinieri del Ros, al colonnelloMori che nega l’episodio, da unostrano collaboratore dei servi-zi, e chiedeva l’abolizione dell’er-
Roberto Pelle
S
gastolo per i capimaa LucianoLiggio, Giovanbattista Pullarà,Pippo Calò, Giuseppe GiacomoGambino e Bernardo Brusca. An-che quelle richieste ovviamentenirono nel nulla perché irrea-lizzabili».La vicenda di Bellini, nato a Reg-gio Emilia, un passato in Avan-guardia nazionale, indagato perdieci anni e poi prosciolto nelleinchieste sulla strage alla stazio-ne di Bologna,  ai conni dell’in-credibile. Talmente ambigua eavventurosa da essergli valsa ilsoprannome di “primula nera”,oggi divenuto il titolo di un libro(Giovanni Vignali l’autore, Ali-berti l’editore) che ricostruisce lacapacità di quest’uomo di entra-re e uscire da molti capitoli del-la storia criminale italiana conun ruolo sempre al limite ra l’in-ltrato e il delinquente. Eppure una vicenda vera, accertata daimagistrati di Firenze che hannoscavato sulle stragi compiute daTotò Riina e i suoi in continente:le esplosioni di Firenze, Milano eRoma nel 1993, che causarono 10morti e 106 eriti.Esperto di mobili antichi e diopere d’arte, Paolo Bellini avevaconosciuto Antonino Gio, brac-cio destro del capo dei capi, ainizio anni 80, per aver condivi-so con lui la cella nel carcere diSciacca. Nel 1991 il killer emilia-no (oggi collaboratore di giusti-zia, dopo avere conessato più didieci omicidi) ricontattò il capo-cosca di Altoonte perché lo aiu-tasse nel suo nuovo lavoro: il re-cupero crediti.Ma, quasi in contemporanea, la“primula nera” prese contatti an-che con il maresciallo RobertoTempesta, del Nucleo tutela pa-trimonio artistico dei carabinie-ri, che gli chiese di darsi da a-re per trovare una serie di qua-dri rubati alla Pinacoteca di Mo-dena. Bellini accettò l’incarico etornò a rivolgersi a Gio, stavol-ta con ben altro ruolo: ora si qua-licava come inviato dell’Armain cerca di aiuto, negli stessi me-si in cui morivano Falcone e Bor-sellino. L’uomo d’onore consultòRiina e Brusca e propose al killeremiliano uno scambio: la maaera disponibile a restituire qua-dri rubati in cambio di vantag-gi carcerari per cinque boss con-ta qualche decina di com-menti (nell’ultimo post do- ve ho parlato di Berlusco-ni ne sono arrivati qualchecentinaio), pochi hannocondiviso la mia indigna-zione, molti mi hanno spie-gato che il problema  sem- pre un altro, qualcuno miha dato del talebano e delcensore, altri ancora hannoritenuto che lo spot sia ca-rico di ironia e di rara intel-ligenza. Secondo me  la te-stimonianza di un’assuea-zione che si abbatte sul no-stro senso critico, sulla no-stra capacità di indignar-ci, continuamente presi co-me siamo dalla passione dicontrapporci gli uni agli al-tri senza speranza alcunache chicchessia prevalga.Lo spot continuerà ad an-dare in onda, Sky aumen-terà gli abbonati, Rai e Me-diaset il atturato, ma io hodisdetto l’abbonamento.
Immigrati permanenti
Manifestazione
In circa tremila sono rimasti a Roma, dopo aver partecipato al corteo antirazzista di sabato scorso.Sono i ragazzi di Castelvolturno e del casertano. Chiedono la regolarizzazione di tutti i lavoratori e ofrono soluzioni concrete
www.teanews.it
martedì 20 ottobre 2009
    ©    m    i    n    n    e    L    L    a    /    g    r    a    f    f    i    t    i
roma 19 ottobe 2009. Duante il sit in di potesta, i miganti di Castelvoltuno chiedono tutele e la egolaizzazione di tutti i lavoatoi
dannati al maxi processo. Bellini prese il bigliettino coi nomi e tor-nò da Tempesta, prospettandogliil baratto. Ma il maresciallo, in-tuendo che quella era un’opera-zione troppo grossa per lui, chie-se consiglio proprio all’allora co-lonnello Mario Mori dei Ros, ilquale bocciò l’iniziativa. Bellinicon Gio parlò a lungo di quadrirubati, di monumenti; a un certo punto questi arrivò a minacciar-lo: «E se domani non trovaste piùla torre di Pisa in piedi, come re-agireste?». L’anno dopo, ra mag-gio e luglio del 1993, la maa col- piva l’accademia dei Georgoli,il Padiglione di arte contempo-ranea, le chiese di S. Giovanni inLaterano e S. Giorgio al Velabro.Ma la “Primula nera” nel rattem- po era di nuovo in galera, diven-tando poco dopo collaborato-re della Procura nazionale anti-maa retta da Pier Luigi Vigna.Gio, invece, una volta arrestato,si suicidò in carcere impiccando-si alle grate della cella con i laccidelle scarpe e lasciando una let-tera di addio: «Supponendo cheBellini osse un inltrato, sarà luistesso a conermarvi…».
globale
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...