2ITALIA REALE - 9/2009
Il verdetto della “
Cortedei Diritti dell’Uomo
”che ha scagionato defini-tivamente il carabiniereMario Placanica per lamorte del giovane CarloGiuliani,perito nel cor-so dei disordini che ave-vano sconvolto Genovadurante il vertice del“G8”tenutosi nel lugliodel 2001,ha reso final-mente giustizia all’interaArma dei Carabinieri,hadefinito la verità dei fat-ti,contro tutti i processimediatici,gli isterismicollettivi e la malafede,propagandata in tuttiquesti anni.Ha smenti-to,per sempre,i corteiaccompagnati dalle scrit-te,impresse nella nostramemoria:“
Polizia assas- sina ...
”,“
Brucia il Vati-cano
”,“
Chiesa e polizia, giustizia e vendetta
”,“
Al-lo sbirro sputo in bocca
”.In testa,sotto braccio,illeader di RifondazioneGiordano,Francesco Ca-ruso e Don Gallo che ar-ringava:“...
non reagitealle provocazioni di quei figli di p...
(forze dell’or-dine)
se non ci aiutiamoda noi non ci aiuta un c...di nessuno ...
”.Lo stesso sacerdote,tut-tora in attività di servi-zio nella Diocesi genove-se,continuava:“
Questa èuna bufera ...andiamoavanti i veri responsabilidel G8 di Genova sono stati promossi ai verticidello Stato
”.Ebbene,non è vero che il Giulia-ni con quell’estintore vo-lesse “spegnere l’’ingiu-stizia”.La guerriglia urbana im-perversava e l’uso legit-timo delle armi,da partedelle Forze dell’ordine,già sancito dai Giudiciitaliani,è stato ribaditoda quella “
Corte dei di-ritti dell’Uomo
”,alla qua-le i familiari del Giulia-ni ed i leaders “No glo-bal”si sono rivolti coneccessiva ideologica sicu-rezza.Gli assertori del-la giustificazione dellaviolenza,in nome del-l’ideologia,infatti,han-no sempre puntato sui di-ritti dell’uomo,in modoastratto,per supportarele tirannidi rivoluziona-rie che si sono sussegui-te in questi ultimi due se-coli.Diverso è un Tribu-nale internazionale cheha emesso un verdettoche dovrebbe determina-re molti ripensamenti al-l’interno dei centri dellacultura,ancora domina-ti da quell’ideologismosessantottino.In Italia,infatti,quell’ideologia è“dura a morire”,in quan-to è stata alimentata al-l’ombra dei campanili edè cresciuta a seguito diconnubi innaturali tracattolici progressisti emarxisti.E’ stata bencoccolata dai quadri di-rigenti dei partiti checontavano.Ci riferiamoall’area socialista,più chea quella utopica del-l’estrema sinistra.Oratutte quelle “testoline”sono ben incardinate neicentri di potere.Mentrenella Chiesa vi è una va-sta operazione di ripuli-tura,sia pure ostacolatada feroci ed isteriche re-sistenze,nella politica delPaese il “vecchio garofa-no”dà lezioni di centro-destra e di anticomuni-smo in posti chiave,al-l’ombra di Berlusconi.Ha in mano,da Tremon-ti a Brunetta,da Frattinia Sacconi,sino a StefaniaCraxi,la lobbie econo-mica della ripresa delPaese.Questa circostan-za può farci sperare cheabbiano ben altro a cuipensare e si siano lascia-ti alle spalle l’inconsi-stenza dei valori propo-sti dalla sinistra.Quel-lo del Tribunale interna-zionale è,comunque,unsegnale chiaro anche sulpiano ideologico,della fi-ne di un’epoca.Resistono gli irriducibi-li:pensiamo agli “squat-ters”che continuano adoccupare,a Torino,edifi-ci e aree pubbliche a spe-se dei cittadini.Vandalie teppisti che deturpanola città continuando adurlare contro il “G8”,contando sul persistenteperdono del SindacoChiamparino che non sidecide a sgomberare icentri sociali.Come giàavvenuto per i campi no-madi occorrerà l’inter-vento dello Stato.
Quell’estintore fu giusta-mente percepito come“un reale e imminentepericolo per la vita” delcarabiniere e dei suoi col-leghi.
I
l Tribunale Europeorende giustizia ai Ca-rabinieri,sui fatti di Ge-nova del G8:fu legittimadifesa.Verdetto chestronca un modo di pen-sare e chiude un’epoca.Gli irriducibili sostenito-ri della violenza,giusti-ficata dall’ideologia,nonsi rassegnano ma trova-no pochi rancorosi difen-sori.
Ha anche definito i Ca-rabinieri “
collusi
”con lamafia ed ha così,susci-tato l’indignazione del-l’Arma e di tutto il mon-do politico.Il questoredi Mantova,fratello delCapitano dei carabinie-ri Mario D’Aleo,uccisodalla mafia nel giugnodel 1983,sembra espri-mere,in proposito,i sen-timenti di un’Italia cheha buttato nella pattu-miera della storia i “nonvalori”di quella sinistrasessantottina,seppellitadalla sentenza del Tribu-nale Internazionale.Bocca non si arrende edetermina il Questore adichiarare:“
...Ha infan- gato la memoria di deci-ne e decine di eroi,inte- gerrimi servitori delloStato,caduti nell’adem- pimento del loro dovere.Lui ha scritto di un ‘in-dissolubile patto di coe- sistenza’ fra ‘il lecito el’illegale’,fra guardie eladri,fra capi bastone ele loro vittime inermi
”.“
Ricorre tre volte questo sostantivo ‘coesistenza’,ora deve scusarsi
”.Noiriteniamo che le scuse ditale individuo non serva-no proprio a nulla.Co-me sopra detto è un so-pravissuto non compre-so neppure dalle nuovegenerazioni che non rie-sce,fortunatamente,piùa scalfire.Abbandonatodal disinteresse colletti-vo trova ancora miseran-de ospitalità,frutto diobblighi,forse inconfes-sabili.
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Ultimo irriducibile,for-se perchè non ha più nul-la da dire,che spara a ze-ro sui Carabinieri dallecolonne dell’espresso,sti-le anni ’60,è il sopravis-suto Bocca che ha scrit-to:“L’omicidio Borselli-no voluto dai tutori del-l’ordine”,così come ri-portato dalla stampa.
futuro la sua candidatu-ra alla successione delCavaliere alla guida delPopolo della Libertà.A pag.1 del numero diluglio del nostro mensileavevamo detto testual-mente:“
Quando la lotta politica si degradafino aquesto punto è necessarioribattere colpo su colpo
”.E finalmente la reazioneè avvenuta.Il quotidiano
il Giornale
del quale Vittorio Feltriha avuto recentemente ladirezione ha scoperto glialtarini di due direttori diimportanti quotidiani,au-tori di campagne mora-lizzatrici nei confronti diBerlusconi.L’uno accu-sato di evasione fiscale,l’altro coinvolto,a quan-to si è letto,in una vicen-da burrascosa con unapersona del suo stessosesso!Per finire un breve rife-rimento al prossimo con-gresso del Partito Demo-cratico:tre i candidati,Bersani ex Pci sostenutoda D’Alema e Letta,Franceschini ex Dc soste-nuto da Fassino e Rutel-li e infine Marino.E’ preoccupante (per lo-ro) l’assoluta mancanza didibattito,di programmidifferenziati e di idee.L’unica cosa che sanno fa-re è prendersela con il Ca-valiere per le sue impre-se amatorie.Proprio loroda sempre sostenitori del-la libertà sessuale più sfre-nata,anche tra personedello stesso sesso,delledroghe leggere,dell’abor-to e via dicendo.
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A questo punto abbiamoassistito molto divertitialla veemente e prevedi-bile indignazione dei so-liti moralisti di parte pro-gressista che si conside-rano erroneamente allostesso tempo censori e in-toccabili.
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PANORAMAPOLITICO
(da pag.1)
Massimo Mallucci
SENTENZA DELLACORTE EUROPEA
Uno Stato dove l’insolen-za e la libertà di far ognicosa restano impunite fini-sce,siine sicuro,per spro-fondare nell’abisso.Sofocle
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Giacomo Borruso
LINGUA NAZIONALE E DIALETTI
TRIONFO DEGLI SPOT
N
ella nostra epoca do-minata dalla comu-nicazione martellante(radio,televisione,inter-net,cellulari polivalenti,ecc.) siamo giunti altrionfo degli spot.La Lega annuncia un di-segno di legge con il qua-le si richiede agli inse-gnanti di acquisire la co-noscenza del dialetto erelativa cultura nel terri-torio in cui operano.Pronta la replica della si-nistra:è un attentato al-la unità nazionale ed al-la Costituzione;è l’enne-sima riprova che la Legasi è impossessata dellagolden share del Gover-no.Insomma s’ode a de-stra uno squillo di trom-ba,a sinistra rispondeuno squillo.Senza la pretesa di indos-sare l’abito dello specia-lista con molta umiltàperseguiamo un approc-cio di semplicità e buonsenso.La lingua naziona-le,il nostro italiano,siforma,come in altri Pae-si europei (ad esempio laFrancia ove la realizza-zione di un idioma nazio-nale avviene con largoanticipo rispetto a noiperchè va di pari passocon la formazione di unostato centralizzato) a se-guito del passaggio dal la-tino al volgare,che è ilmodo di esprimersi delpopolo ed anche dellaclasse forense e dei notainella redazione degli at-ti.Tale processo,che si svi-luppa nell’arco di seco-li,muove dalle parlate lo-cali,i dialetti,ma una vol-ta giunto a maturazionenon li sopprime essendogli stessi patrimonio del-la gente comune radica-ta nel territorio.Basti pensare,per quan-to riguarda la nostra lin-gua,che prima del “ri-sciacquo in Arno”il pri-mo documento ufficialein volgare italiano distin-to dal latino è il placitodi Capua dell’anno 960 eche successivamente ab-biamo una copiosa schie-ra di scrittori siciliani (Ja-copo da Lentini,Rinaldod’Aquino,Giacomo Pu-gliese) che,riecheggian-do i modi dei trovatoriprovenzali,si esprimonoin italiano.Esemplifichiamo:le far-se in dialetto del padova-no Ruzante;il monumen-tale canzoniere in roma-nesco del Belli;le poesiein lombardo del Porta;ilpatrimonio musicale na-poletano con i relativipoeti (su tutti SalvatoreDi Giacomo);le comme-die in dialetto veneto diGoldoni e dialetto geno-vese di Govi.Né va dimenticata l’amo-revole conservazione deldialetto in Piemonte,re-gione che vanta il fonda-mentale vocabolario pie-montese-italiano del San-t’Albino.Traggo le conclusioni:l’idea della Lega,sfron-data di quanto può appa-rire appartenente allastrumentalità politica,non mi pare campata inaria e non mi sembra(specie se vista nell’otti-ca di conservazione di va-lori culturali) che entri inrotta di collisione con ladoverosa conservazionedell’idioma nazionale.La sinistra,come accadeultimamente,arranca inuna aprioristica opposi-zione.C’è da chiedersiperché quando l’attorecomico Dario Fo compo-neva le sue operette ba-sate su impatti dialettali,applaudiva e considera-va tali lavori opere d’ar-te mentre non esprimevariserve sull’abbandonodella italianità della cul-tura.Come pure c’è da chie-dersi perché la sinistra,inossequio al principio del-l’internazionalismo,pro-muoveva nei libri di testoper le medie le prodezzedel “Grande timoniererosso”Mao Tse-tung an-ziché dare risalto alle co-se buone della storia pa-tria.Solo ora è scoppiato ilgrande amore per la Na-zione?Pare proprio il trionfodello spot.L’approfondi-mento dei problema (neltema in esame linguisti-ci) per risolverli non pro-va interesse;ciò che con-ta è lo slogan se conside-rato utile per acquisirepossibili posizioni di van-taggio.
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Dunque,anche geografi-camente,si realizza l’uni-tà della lingua.Ma ciònon esclude i dialetti che,nel corso dei secoli,simantengono vivi e pro-ducono cultura.E’ evidente che una lin-gua nazionale (l’italiano)è elemento fondante(non il solo) della unitàdello Stato.I politici italiani,dandoprova di faziosità e faci-loneria nell’affrontare iproblemi,si sono sconsi-deratamente infilati neimeandri della complica-tissima questione di rap-porti tra lingua naziona-le e dialetti,argomentoper superesperti,da trat-tare con le molle.
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