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N
asce con questonumero
-
che
è
untentativo, come la prima prova dal sarto conl
abito ancora appuntatocon gli spilli e i segni del gessetto
-
un giornalemensile rivolto agli studentimedi per contribuire alla formazione di un pensierocritico, di cittadine e cittadiniattenti al mondo che ci circonda.Inserirsi nella realt
à 
nella quale viviamo e partecipare alla vita sociale richiede conoscenze ecapacit
à 
di interazione.Ci
ò
che avviene intorno a noispesso risulta incomprensibileperch
é
mancano le
puntateprecedenti
dei fatti. Chi non ha sentito parlare almeno una volta della questione palestinese, diOGM, di Tesoretto, per citarealcuni esempi, ma quanti di noisanno davvero di cosa si sta parlando?La disinformazione non colpiscesolo i Parlamentari, come cihanno mostrato le Iene in TV,siamo sicuri di non confondereanche noi il Darfur con una caramella?Le schede che accompagnanoogni articolo hanno lo scopo dicollocare notizie ed eventi nelcontesto storico, geografico,sociale nel quale si svolgono e ciauguriamo che rendano pi
ù
 accessibile la lettura di questepagine, ma 
è
solo l
inizio. Per ilresto del percorso, occorre legareinsieme informazione, ri
essionee confronto.In sostanza deve avvenire unoscambio tra queste pagine e giovani menti sveglie... tantosveglie da trovare noiose le coseche non capiscono.
Un giornale sumisura per gli adolescenti 
di
Francesca Spampinato
numero unico
Il disegno della cicogna 
a pagina 
2Mi dispiace
a pagina 
3Pecore Celtiche
a pagina 
4Hassine e Rania 
a pagina 
5Il Mediterraneo
a pagina 
7Finanziaria 
a pagina 
8Giudici 
a pagina 
8Campi antima 
fi 
a pagina 
9
Pablo Picassoritratto diDora Maar, 1937
Poesia 
-
Kava 
fi 
s
a pagina 
10Tartarughe e WWF
a pagina 
11Un solo mondo?
a pagina 
12Pi 
 ù
bianco del bianco
a pagina 
13Lisistrata ...for ever?
a pagina 
13Garibaldi 
a pagina 
14I Vicer
è
 
a pagina 
15L
arcobaleno
a pagina 
16
 
fotocopiato in proprio - piazza M. Buonarroti, 30, Catania, nov 2007
 
2
Biogra 
fi 
: dal greco BIO
S
 )
vita e GR
 À
FEIN scrivere, disegnare
Cicogna 
: protagonista del folclore europeo. La cicogna porta i bambini e narra loro le
abe. La cicogna non
fa 
si limita a portare, trasportare, tramandare. Non si sa da dove vengano i bambini che porta n
é
le
abe che racconta. La cicogna 
è
 simbolo della narrazione.
Karen Blixen 
 
Rungsted, 17 aprile 1885
 – 
Copenaghen, 7 settembre 1962
 )
 
è
stata una scrittrice e pittrice danese. Autricedi racconti e romanzi, tra i quali
 La mia Africa
 
Out of Africa 
 )
, celebre romanzo autobiogra 
co dal quale
è
stato tratto un
lm con Meryl Streep e Robert Redford, che ha avuto un notevole successo nel 1985.
Adriana Cavarero
 
Bra, Cuneo, 1947
 )
,
losofa italiana. Si laurea in Filoso
a e lavora all
Universit
à 
di Padova, sino al1984. Poi a Verona, dove fonda con altre la Comunit
à 
 
loso
ca femminile
Diotima 
 
-
da cui si dimette nel 1990
-
einsegna 
Filoso
a politica 
. Negli anni Novanta intensi
ca i rapporti con il pensiero femminista internazionale, tenendo vari corsi universitari in Inghilterra e negli Stati Uniti. Fra i suoi libri:
 Nonostante Platone
, Editori Riuniti, 1990;
Corpo i 
n
 
 fi 
 gure
, Feltrinelli, 1995;
Tu che mi guardi, tu che mi racconti 
, Feltrinelli, 1997;
 Le
 fi 
 loso
 fi 
e femministe
, Paravia, 1999
curatoinsieme a Franco Restaino
 )
.
Quando il disegno della mia vita sar
à 
completo, vedr
ò
, o altri vedranno una cicogna?
.Karen Blixen,
 La mia Africa
C
osa c
’è
di pi
ù
scontato chedescrivere le vite di personaggi, pi
ù
 o meno famosi, che ci hannopreceduti? La biogra 
a, ovvero ilracconto della vita di un altro essereumano, oltre ad essere un genereletterario frequentato da sempre,rappresenta uno dei pi
ù
efficacistrumenti che abbiamo a disposizione per esplorare la storia del passato e mantenere viva la memoria di chi non c
’è
pi
ù
.Raccontando la storia di una vita siarriva a tracciarne un disegnomettendo in risalto e in relazionetra loro fatti ed eventi chehanno caratterizzato quella  vita.E questo
è
valido sia perle vite di personaggieccezionali, sia per le vite delle persone pi
ù
 comuni e ordinarie,come ben spiega la favola del Contadino edella Cicogna 
ricordata nel volume
Tu che mi  guardi, tu che mi racconti 
, di Adriana Cavarero,Feltrinelli
 )
.Presso un piccolo stagno viveva uncontadino. Una notte lo svegli
ò
un gran rumore. Preoccupato usc
ì
fuoridi casa nel buio e si accorse che leacque dello stagno stavanoinvadendo il suo campo.Nell
oscurit
à 
, guidato solo dalrumore, cerc
ò
d
individuare il puntoin cui acqua e pesci si riversavanosulla sua terra. Lavor
ò
tutta la notteper arginare le acque, cadendo einciampando nel buio, correndo da un capo all
altro del campo.Quand
ebbe finito se ne torn
ò
dormire. L
indomani mattina 
ff 
acciandosi alla 
nestra ebbe la sorpresa di vedere che le orme deisuoi passi avevano disegnato sulterreno la 
 gura di una cicogna.Per vedere il disegno, per
ò
, ilcontadino deve guardarlo dall
alto. Sirende conto di avere tracciato sulterreno la 
 gura della cicogna solodopo. Dopo aver vissuto una nottedi panico e lavoro. Non mentre ifatti avvengono, ma dopo.Occorre quindi guardaredall
alto
 – 
o megliodall
esterno
-
la vita diqualcuno di cui si vuolescrivere la biogra 
a, per potercogliere il disegno di quella vita.Il disegno che ogni vita lascia non
è
 lo scopo o il signi
cato della vita stessa. Il contadino non voleva impiegare le sue energie pertracciare il disegno della cicogna sul terreno, voleva salvare il campo dalla furia delle acque. Il disegno sulterreno nasce solo per caso.La cicogna non
è
frutto diun piano preordinato. Se ilcontadino avesse voluto diproposito tracciare ildisegno, la sua storia sarebbe stata di
ff 
erente: quella di un contadinoche pass
ò
la notte a tracciare con isuoi passi il disegno di una cicogna nel suo campo.Il disegno che ogni vita lascia dietro di s
é
non
è
lo scopo o ilsigni
cato della vita stessa. Ma allora cos
’è
?Il disegno nasce solo quando siracconta la storia di quella vita. E la storia di quella vita, pu
ò
esserenarrata solo dopo che la vita stessa 
è
 stata vissuta. Il disegno
è
lbiogra 
a.La biogra 
a coglie di quella vita non il signi
cato
 – 
o non solo. La biografia coglie diquella vita il raccontodella sua storia. E porge ilracconto a un lettore.Leggendolo si ha l
impressione di fare la conoscenza del personaggioritratto, addentrandoci inparticolari della sua esistenza edel suo operato, e di accostarcial suo mondo.Fonte di conoscenza storica , la biogra 
a pu
ò
 diventare per il lettoreuna formidabilefonted
ispirazioneper la propria  vita perch
é
 pu
ò
indicarci quale vita 
è
possibile per noistessi. Pu
ò
ispirarci comemodello da seguiresoprattutto quando lerealizzazioni ottenute dalpersonaggio descritto nella biogra 
non sono frutto del caso o della semplice generosit
à 
altrui, ma discelte perseguite con passione,so
ff 
erenza e fatica, ma anche gioia epiacere.In questa rubrica, racconteremo la storia di donne e di uomini: le lorobiogra 
e.E saranno disegni di vita dipersonaggi celebri e di personaggi
 qualunque
, persone emblematicheper l
eccezionalit
à 
della loroesistenza che non sempre hannoavuto spazio nella Storia u
ciale.
di
Marina La Farina 
numero unico
 
A
Tor di Quinto, Roma,Giovanna Reggiani, mentre faceva ritorno alla propria abitazione,
è
 stata malmenata, ferita a morte eabbandonata agonizzante, da unuomo, rumeno, abitante in uncampo nomade limitrofo alla strada che la donna stava percorrendo.Una donna, rumena, vicina dibaracca dell
aggressore, avendo vistol
accaduto si adopera per soccorrerla.Giovanna viene ricoverata in una struttura ospedaliera,
è
in coma,muore due giorni dopo.Mi dispiace Giovanna, sonoindignata, amareggiata, offesa,arrabbiata, come donna e comecittadina italiana: sei stata brutalmente violentata e
uccisa 
,selvaggiamente picchiata es
 gurata da un sasso eil Governo pensa che si possa rendere giustizia soloattraversol
espulsione degliextracomunitari.Ma un
altra donna, la scorsa estate,
è
stata uccisa,a casa propria, dal suo
danzato, un cittadino italiano;e un
altra ancora 
è
stata uccisa dal marito, presso la propria abitazione, ed era pure incinta, unaltro cittadino italiano, l
elencopotrebbe continuare.Penso che molte donne italianepossano raccontare storie di micro emacro violenza subite nel corso della propria vita, e credo che nella maggioranza dei casi il soggettoagente sia stato un cittadinoitaliano.Ma tu, Giovanna, sei stata uccisa da un rumeno. Tutti sembrano volere spostareil problema: dalla violenza contro le donne alla  xenofobia, al razzismo, alpregiudizio, alla diffidenza, e alla paura dichi
è
diversoda noi.Quasi per non voler guardare dentrocasa, e non avere voglia 
3
di fare
nalmente le pulizie.Mi sembra evidente cheaddossare la responsabilit
à 
 della violenza contro ledonne alla nazionalit
à 
 dell
aggressore sia una scelta comoda perrimuovere il problema reale:il dominio storico deimaschi sulle donne.L
aggressore
è
sempre unmaschio e pu
ò
appartenere a qualsiasi nazionalit
à 
e/o etnia.Difatti, per un rumeno che ha commesso un tale gesto brutale, c
’è
 una rumena che denuncia il crimine,come avrebbero fatto tantecittadine e cittadini italiani.E
vero, le periferie urbane sono fra iluoghi pericolosi da attraversare.Il degrado architettonico,ambientale e igienico checaratterizza queste popolose areeurbane fa venire paura, anche inpieno giorno, ma non mi risulta chein queste zone della citt
à 
abitinosolo extracomunitari, cos
ì
come nonmi risulta che tali fenomeni di violenza accadano esclusivamente inquartieri degradati delle citt
à 
.Come leggiamo dalle statistiche il90
%
delle violenze contro ledonne si veri
ca in famiglia.Cos
ì
, il
pacchettosicurezza 
mi sembra il
pacchetto
 sine
– 
cura
,elaborato con poca attenzione, senza preoccupazioni, senza cura appunto.Difatti sposta il problema dalla  violenza contro le donne alrazzismo: saranno espulsidall
Italia tutti coloro che nonhanno un lavoro e un regolarepermesso disoggiorno.Ma questo non garantisce a nessuna dinoi la libert
à 
di scegliereper s
é
e di vivere la propria  vita senza pi
ù
paura, senza soprusi, senza autocensure:sugli spazi da frequentare, sugliorari da rispettare, sulcomportamento da adottare.Mi dispiace per Giovanna, per me,per le donne che amo e per tutte lealtre.
di
Sara Fichera 
Il dibattito internazionale sui diritti umani ha portato a riconoscere che la violenza contro le donnecostituisce una violazione dei diritti umani e delle libert
à 
fondamentali delle donne. Un obiettivo delleNazioni Unite
ONU
 )
nel 2000
è
stato quello di spingere i governi ad assumere l
impegno di
trattare tuttele forme di violenza contro le donne e le bambine come reati penali punibili dalla legge, compresa la violenza fondata su qualsivoglia forma di discriminazione
. Se questa 
è
la situazione a livello delle leggi internazionali,nelle realt
à 
locali delle varie nazioni maltrattamenti e delitti contro le donne sono all
ordine del giorno.L
Italia, purtroppo non
è
da meno. La violenza contro le donne e in particolare la violenza in famiglia 
è
unproblema ancora poco studiato e assolutamente sottostimato che colpisce milioni di donne. Oltre 14 milionidi donne italiane sono state oggetto di violenza 
sica, sessuale o psicologica nella loro vita. La maggior partedi queste violenze arrivano dal partner
come il 69,7
%
degli stupri
 )
e la grandissima maggioranza 
oltre il90
%)
non
è
mai stata denunciata. Solo nel 24,8
%
dei casi la violenza 
è
stata ad opera di uno sconosciuto.
[
Fonte: Indagine sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne realizzata dall
ISTAT nel 2007, sucommissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunit
à 
.
]
numero unico
of 00

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