esteti femminili odi feittura l’infanti-addirprivilegiandoidiola crescita di un unico figlio maschio,ritenuto più effi ciente per il lavoro dei campi.Questa pratica comporta che per 100 femmine vi sono ben oltre 120 maschi, uno squilibrio tra le stesse generazioni che comporterà il celi-ato forzato per una grossa fetta della popola-zione maschile. La Cina è il paese che ha rasoal suolo interi villaggi ed ha costretto all’esodomigliaia di famiglie per fare posto al crescenteisogno di terreni pregiati da parte dei ricchiimprenditori capitalisti benedetti dai vertici“comunisti”; ha espropriato case e terreni, conle buone e le cattive per “liberare” le aree ne-cessarie alle Olimpiadi. La Cina è il paese incui parole come Libertà e Democrazia sonostate eliminate dai più importanti motori di ri-cerca di Internet. E l’Unione Europea, gli StatiUniti, i solerti “esportatori” di democrazia inIraq ed in Afghanistan, cosa dicono, cosa fan-no? L’Unione Europea è il primo partner com-merciale della Cina; per l’Europa, come per gliStati Uniti ed il Giappone, la Cina rappresenta un fantastico mercato capace diassorbire ogni tipo di produzio-ne e di fornire materie prime esemilavorati a bassissimo costo.Il vertiginoso incremento della produzione capitalistica cinesese, da una parte, ha comportatola riduzione della quota attri-uita ai salari (dal 53% del 1998è passata al 41% del 2005) ed ildrastico impoverimento di larghi settori del-la popolazione, dall’altra ha portato il nume-ro dei milionari da 3 nel 2004 a 107 nel 2007.In pratica i ricconi cinesi sono il doppio della popolazione italiana. E ci mettiamo a fare glischizzinosi con i discorsi sui diritti umani? Pe-cunia non olet, il denaro non puzza, dicevano iLatini, specie quando il fetore proviene da cosìlontano ... E allora basta balbettare qualcosa sul boicottaggio, far finta di alzare la voce, econtinuare a fare affari!Carlo Marx, il principale teorico del partitocomunista, sosteneva che il proletariato nonavesse nulla da perdere, tranne le catene. Ilpopolo cinese, ricco di una millenaria e raffi na-tissima civiltà, si ritrova oggi incatenata dallosfruttamento economico e dalla mancanza dilibertà. I cerchi olimpici sono serviti al regimecinese per rafforzare quelle catene. Adesso chei riflettori sulle Olimpiadi si sonospenti, non spegniamo la nostra attenzione sui diritti umani. Tibe-tani, cinesi, osseti, georgiani, russio catanesi che siano, gli uominidevono essere liberi, e non solo a parole. Inventiamoci le Olimpiadidei diritti, dove gli stati concorro-no per una medaglia in splendidespecialità come il diritto all’infor-mazione, il diritto di parola, la pa-rità tra i generi sessuali, il dirittoal lavoro, il diritto all’istruzione, ildiritto alla salute, il diritto all’as-sistenza. Una medaglia d’oro inqueste gare farebbe la felicità ditutti, e non solo di atleti, tifosi esoprattutto sponsor.
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di
Teo Quasinono
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