immoto, ed un universo infinito, aperto, tutto possibilit" (5). Questo vero se
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lo rapportiamo al primo Medioevo, ma non al tardo Medioevo, le cui aspirazioni dirinnovamento collettivo, la cui ricerca di dignit intellettuale dell'uomo al di
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l dei preconcetti furono le basi per le realizzazioni del Rinascimento, quando
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arrivarono a maturazione le situazioni nate dopo il Mille. Esaltato, valorizzatofino a divenire il centro del proprio universo, l'uomo del Rinascimento eraoccupato a costruire con le proprie mani il suo destino in una societ che non
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faceva pi di Dio il proprio motivo d'essere e dell'aldil il proprio unico fine,
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ma basava le sue aspirazioni sulla vita terrena.Il Rinascimento non fu un'epoca empia, paganeggiante e amorale, che rifiutava onegava il divino, come dicono alcuni storici, che prendono uno dei primi attidellUmanesimo come simbolo dellopposizione alla Chiesa: l'umanista romano
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Lorenzo Valla, infatti, nel 1439 denunci la falsit della cosiddetta "Donazione
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di Costantino", un documento in base al quale la Chiesa sosteneva il propriodiritto ad esercitare poteri temporali, essendo essi stati concessi al papaSilvestro I dall'imperatore Costantino; il Valla scopr che il documento era un
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falso del VII secolo, redatto dalla Cancelleria Vaticana, e la cosa suscit un
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enorme scandalo.L'uomo del Rinascimento si riconosceva nel proprio mondo e di questo mondo volevafare il suo regno: come disse Cardano: "L'uomo il grado pi alto delle cose
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terrestri, creato per conoscere Dio, servire da mediatore tra divino e terreno edominare le cose terrene". I problemi dell'uomo divennero pi importanti di quelli
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metafisici. L'uomo rinascimentale lavorava, guadagnava, era in grado di cambiareil proprio status sociale, poteva intervenire nella vita della sua citt, era pi
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colto, critico, ribelle, animato da spirito di sperimentazione e di indagine. Lariscoperta del suo ruolo centrale lo avrebbe portato a gettare le basi dellascienza, processo che agli inizi spesso coincise con la magia ed in particolarecon l'alchimia. E fu proprio la magia rinascimentale, come dice De Martino, la"mediatrice della celebrazione dell'uomo e della sua cosmica centralit,
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partecipando al grande tema umanistico della civilt moderna".
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Le Corti rinascimentali, con il loro mecenatismo, permisero la fioritura dellearti e delle lettere, ma ci non sarebbe stato possibile se nel 1440 non fosse
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stata inventata la stampa, che favor la circolazione di testi da leggere e
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discutere. Molti libri furono pubblicati e diffusi ampiamente in tutta l'Europaper merito del nuovo metodo di stampa a caratteri mobili e torchio a vite diJohann Gutemberg, che sostitu la xilografia su tavola di legno ed il manoscritto.
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Alla fine del Quattrocento giravano 35.000 titoli, per un totale di dieci milionidi copie; in Italia c'erano cinquecento stamperie, cento in Francia e pi di
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duecento in Germania; la borghesia, la nuova classe sociale, forte dell'espansioneeconomica, vide nascere in s la voglia di cultura ed ebbe i mezzi per
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soddisfarla.A Firenze, considerata la culla dell'Umanesimo, trovarono aiuto e creditol'architetto e letterato Leon Battista Alberti, poeti come Angelo Poliziano eLuigi Pulci. Cosimo de' Medici, nel 1444, fond la Biblioteca di San Marco, la
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prima biblioteca pubblica europea; egli poi incaric Marsilio Ficino di creare
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l'Accademia Platonica e gli affid in seguito anche la traduzione del Corpus
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Hermeticum, appena riscoperto in Macedonia. Esso era composto da quattordiciparti, pi l'Asclepio, il Pimandro, il Sermone Perfetto e da alcuni estratti di
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opere raccolti da Strobeo, che erano piccoli trattati in cui il maestro rivelavadottrine segrete agli allievi o dava loro direttive spirituali. Si consideravascritto dal mitico Ermete Trismegisto ed era una summa di magia, alchimia,astrologia, teurgia e filosofia naturale. I libri del Corpus sono alla base dellamagia rinascimentale (6), portando la visione di un universo ordinato secondogradi di perfezione e del viaggio dell'anima umana verso l'unione con Dio ed il
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