• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
1,20
 –Arretrati:
2,00
Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
Domenica25ottobre 2009
 –Anno 1 –n° 29
Redazione: via Orazio n° 10 –00193 Romatel. +39 06 32818.1 –fax +39 06 32818.230
 w w w. i l f a t t o q u o t i d i a n o. i t
y(7HC0D7*KSTKKQ( +;!#!z!$!\
Emergenza Pd 
di
Furio Colombo
dc
S
iamo entrati inuna furiosagalleria del vento in cui tut-to ciò che era cattivo diven-ta peggiore; leminacce –anche quelleche sembravanoeccessive e da fumetto –diven-tanofatti.E unacertaabiezione(il mobbingdi ungiudice me-diante troupe televisiva di Berlu-sconi, eventi lungamente orche-strati, che poi accadono improv- visi, come Boffo e Augias) si ri- vela routine: oggiuna, domaniu n 'altra. Improvvisamente siapre unanuovascena: “l'affare Marraz-zo”, dove tutto è poco spiegato.
pag.
18
z
PD, PRIMARIE SOTTO CHOC
MARRAZZO LASCIA MA NON SI DIMETTE
 Adesso se ne vada(e Berlusconi pure)
di
Marco Travaglio
P
iero Marrazzo si deve dimettere. Peccato: nongovernava male. Ma deve andarsene: la pateticamanfrina dell’”autosospensione”in vista di un“percor so”che porterà chissà quando al passo d’addioè imbarazzante per tutti, ma soprattutto per lui, chiuso nelfreezer in versione Findus. Se ha ceduto al ricatto anzichédenunciare l’estorsione, non può più ricoprire una caricapubblica. Il fatto poi che sia stato ricattato per mesi gettaun’ombra sul suo governo passato e anche su quello futuro.Ma l’unica cosa che non si può (più) dire è che sia sottoricatto, ora che questo è stato smascherato e i suoi autoriarrestati. E infatti è proprio quel che scrive Pierluigi Battista,sedicente “terzista”, sul Corriere della sera: “Un governatoresotto ricatto è politicamente dimezzato e azzoppato,impossibilitato a svolgere con serenità e responsabilitàistituzionale le funzioni che gli sono proprie”. Solennissimasciocchezza: visto che i ricattatori sono in galera, il ricatto nonc’è più. Ma è comunque consolante che il Battista, alla sua età,sia riuscito finalmente a chiedere le dimissioni di un politicocoinvolto in uno scandalo, sia pur con la penna intinta nella vaselina cerchiobottista, anzi cerchiobattista (“Marrazzo deve valutare se fare un passo indietro non sia l’unico gesto pienodi dignità…”). Purtroppo non l’ha mai chiesto per SilvioBerlusconi. Anzi, il Battista e il Corriere han sempre detto ilcontrario: gli scandali non devono impedire al premier di“andare avanti”e i giornali che chiedono le sue dimissioni, oqualche risposta alle domande, “organizzano campagne”e“alimentano lo scontro”. Poco importa se quegli scandalirendevano e rendono tuttora il Cavaliere ricattabile e forsericattato. Se Mills sa di aver preso 600 mila dollari da “M r. B .”;se Dell’Utri conosce tanti altarini e li tiene per sè, così comePreviti e tanti altri complici; se Provenzano gli scriveva lettered’amore e minacce; se Vito Ciancimino lo avvertiva dalcarcere “Se passa molto tempo sarò costretto a uscire dal mioriserbo che dura da anni…”; se Gaspare Spatuzza parla di luidopo anni di silenzio e racconta che nel ’93 i Gravianominacciavano di “p ar l arese qualcuno non fosse entrato in politica; se la D’Addario e interi plotoni di “ra gazze”più omeno a tassametro andavano e venivano dalle sue case e/odalle sue alcove, armate di registratori e telefonini con videocamera; se Saccà doveva piazzarne alcune a Raifictionperché questa o quella “sta diventando pericolosa”, cioè hainiziato a parlare; ecco, se centinaia di persone conosconofatti tali da poter rovinare la reputazione del presidente delConsiglio, o quel che ne resta, e per vicendeun po’più gravi di qualche vizietto privato,forse è il caso di pretendere “un passoi ndi e t ro ”anche da lui perché “politicamentedimezzato e azzoppato, impossibilitato asvolgere con serenità e responsabilitàistituzionale le funzioni che gli sono proprie”.Invece il Pompiere della Sera, insieme al capodello Stato e ad altri estintori umani, chiedealle opposizioni di sedersi al tavolo con lui per riformare addirittura la Giustizia e laCostituzione. Cade così l’ultimo velo dalleipocrisie dei “terzisti”. Chi invoca ledimissioni di Marrazzo, ma non di Berlusconi,non è un terzista. E’un berlusconianot rave s t ito .
Tra i duelitiganti, Berlusconi e Tremonti, gode Bossi.Che dice: ho messo pace ma adesso il Ve n e t oè mio
di
Marco Lillo
I
n via Gradoli 96, in questapalazzina incortina dovefutenuto prigionierodalleBrigate Rosse Aldfo Moro, haconclusola suacarrieraPie-roMarrazzo.In unaseradiluglio,probabilmente il3,dopo una giornata di lavoro,ilgovernatore sièinfilatocon la sua auto nel buio dellanottegiùper unbudellori-pido e tortuoso che parte dal verde della Cassia.
pag.
5
z
L’I N C H I E S TA
x
Davanti al gip i quattro carabinieri “mele marce”
TRANS E DROGA STORIA DEL RICATTO
 Anche molti giovani credono nel posto fisso. Di solito è la casa dei  genitor i.
( w w w. s p i n o z a . i t )
U
di
Luca Telese
BINDI: SÌÈ QUESTIONEM ORALE
“È
oradi trarreunaconclusio-ne seria e grave: si apre nel-la politica una nuova questionemorale,che toccaanche ilPd.Un minutodopo leprimarie do- vremo riunirci e aprire una ri-f lessione”. Il casoMarrazzo, per Rosy Bindi è laspia di un males-sere della politica.
pag.
18
z
n
il libro
Perché la mafianon vuolele intercettazioni
Ingroia
pag.
10 e 11
z
n
calabria
Nave dei velenimigliaiain piazza
Longobardi
pag.
8
z
 
C AT T I V E R I E
Adesso i video sarebbero due, come le estorsioni ai dannidel governatore del Lazio. L’agguato a via Gradoli e il via vainelle redazioni di giornali e tv per piazzare il filmatoIl governatore si autosospende per evitare elezioni subitonel Lazio. Dice:“Sono una vittima”, ma “ho le miedebolezze nella sfera privata”. Oggi un partito smarrito vaal voto per scegliere il nuovo segretario
pag.
2,3,4,5 e 6
z
 
 pagina 2Domenica 25 ottobre 2009
Se nessuno arriva al 51% si va al ballottaggio 
I
l voto di oggi potrebbe non essererisolutivo: secondo lo statuto del Pd,infatti, se nessuno dei tre candidatidovesse raggiungere il 51% la scelta passerebbealla nuova assemblea nazionale, che vienescelta dalle primarie, con una sorta diballottaggio. È questo il prodotto di unregolamento molto macchinoso ecriticatissimo, che ha cercato di tenere insiemela necessità di dare un peso ai tesserati, senzarinunciare allo strumento delle primarie. Perarrivare a oggi, prima si sono svolti i congressidi circolo, che hanno portato al voto deitesserati: ha vinto Bersani, che ha ottenuto il55,1% dei consensi, poi Dario Franceschini conil 36,9%, infine Ignazio Marino con il 7,9%.Queste tre candidature sono state vagliatedalla convenzione nazionale (composta da1000 delegati eletti nelle convenzioniprincipali) che le ha ratificate e approvate. Oggila parola passa ai cittadini: tutti possonovotare, basta pagare 2 euro e dichiararsielettori del Pd. Ma non è detto che stasera siarrivi ad eleggere il nuovo segretario.
di
Luca Telese
E
cco, questa è la festa delleprimarie, ilrito bellodel-lademocrazia, ilgiornoin cui decidono gli eletto-ri e i cittadini:dalle sette delmattino alle otto disera, con ilcertificato elettoralee undo-cumento inmano. Eppureèanche un giornosegnato dalleombre, dalle domande e daidubbi, daipiccoli grandipa-sticci, il giorno in cui sul par-tito soffia unvento di bufera,gliechi delloscandaloMarraz-zo, l’onda d’urto che- in unadelle regioni più importanti - fatraballare una giunta di centro-s i nis t ra.
Luci, ombre, dimissioni.
E’ilgiorno incui l’Italia progressi-sta edi centrosinistra vaa vo-tare peri suoi dirigenti:ma an-che quelloin cui sirivela lastanchezzaper letantedele-ghe in bianco, per gli scandali,per l’opposizione intermitten-te (a volte sì a volte no), per tan-te le soluzioni di compromes-so deileader delPd, chefini-scono sempre per tenere insie-me capre e cavoli. Ad esempiol’ultima trovata: quella delle di-missioni che non dimettono.“Au t o s o s p e n s i o n e ”, l’ha chia-mata Piero Marrazzo. “Un ge-sto diresponsabilità”, glihan-no rispostoin corogli espo-nenti della sua coalizione daileader al consigliere regionale.PercMarrazzo, anchesevit-tima di una orribile estorsione,ha pensato di poter mentire aisuoielettori? Percnelgrup-podirigentedel partitosisco-prono doppie vite e doppie ve-rità? L’unicacosa certaèchequesta dell’autosospensione èun pasticcio da azzeccagarbu-gli, che serve a mantenere in vi-taunagiunta regionale,eaim-pedire che si vada al voto in unmomento di difficoltà. Era lacosa più giusta da fare? Chissà.Pagherà in termini di credibi-lità? E’tutto da dimostrare.
Risultato aperto.
Ma quelladi oggi è una festa democrati-ca,comunque vada:se nonal-tro perchè è la prima volta cheil risultato nonè già scritto.Non fu così perle primarie dicoalizione che designaronoRomano Prodi senza che ci fos-sero veririvali. Nonfu coquando si investì Walter Veltro-ni,con unpronunciamentocosì unanimedei gruppidiri-gentichegli unici(ecoraggio-si) sfidanti) Enrico Letta e Rosy Bindi si dovetterospartire confatica il 30% dei voti residui.
Numeri variabili.
Invece que-sta è una festa della democraziaanche perché nemmenoil vo-to che ha portato Pierluigi Ber-saniintesta fragliiscrittipuòipotecareil risultato.Inumeriparlanochiaro: nelcongressodel Pd erano chiamati alle urne800mila iscritti, se ne sono pre-sentati lametà. Il 55%di Ber-sani corrisponde a poco più di200 mila voti.Se, come nellapeggiore delleipotesi votasse-ro un milione e mezzo di iscrit-ti, sia Ignazio Marino che DarioFranceschini possono (teori-camente) ribaltare il pronosti-coperchè labaseelettoralecambierà e crescerà enorme-mente.Quanti voteranno?An-che questo dubbio, domani sa-rà sostituito da un numero chesarà un risposta.
La differenzacon ladestra.
Questa è la festa della democra-zia,senon altropercnelcentrodestra nessuno è statomai chiamato a decidere su diunleader,su diungruppodi-rigente, su un candidato. Il cheper gli elettori che domani an-dranno a votare è un motivo diorgoglio. Ma nonè nemmenoun alibi che può coprire le tan-temancanze chesuquestogiornale abbiamoraccontato:il voto dei ccapibastone e deisignori delle tessere, per esem-pio. Oppurele altrepartite dipotere: insieme aileader, per esempio, vieneeletta unaas-sembleanazionale cheperò viene designataper listebloc-cate. Einsieme aileader eall’assemblea si vota anche per isegretari regionali.Inbarbaalla chiarezza,soprattutto alSud, sono proliferate le liste faida te, lepiccole operazioni ditrasformismo,i giochidipote-repercui dietroununicono-me ci sonoanche sette simbo-li.
Regolealla prova.
Ma questasauna festademocratica,senza dubbio, perchè nessunaltro mai in Italia (al di là delleelezioni) è arrivato a consulta-re quattro milioni di cittadini.E’una festa democratica, co-munque vada, anche perchèc’è giàchi la mettein discus-sione.Nonè unmisterocheaunleader comeMassimoD’Alema il percorso indicatodall’attualestatuto nonpiac-cia: “InAmerica -dice l’ex mi-nistrodegli esteri- glielettoridecidono i candidati e gli iscrit-tiilleader. Danoièesattamen-teil contrario:gli iscrittideci-dono i candidati, e non si sa chidecide il leader”. D’Alema dicechese vinceBersani saràilcaso dirivedere laregola piùcontestata. Quella che permet-tea chiunquediandare avo-tare, purché abbiapagato dueeuro e sottoscritto una dichia-razione di voto a favore del Pd.Ma ci si puòaffidare a una au-tocertificazione? Mentrei lea-derdel Pdsonopronti atolle-rareche inquesto modopar-tecipino elettori dialtri partitidella coalizione, in grosso pun-to interrogativo è se - soprattut-toa livellolocale -dovesseroandare alvoto elettoridi cen-trodestra. Unodei padridelloStatuto delpartito, StefanoCeccanti, sostieneche anchequestoèun puntodiforzadelPd,eche gliinquinamentiso-no impossibilio marginali.Fi-nora,ufficialmente èuscitoal-lo scoperto solo Francesco Sto-race: “Noi della Destra andre-mo a votare per Bersani”. Solouna provocazione? L’interessa-to harisposto ironico:“Vor reicheStoracenon sel’avesse amale, se glidico che preferireiche si astenesse...”. Ma forsequesta è una festa democraticaanche perchè c’è un po’di di-sordine sotto il cielo.
il paradosso possibile.
Cer to,sulla carta è possibile anche unrisultatoparadossale: glielet-tori di domani potrebbero dareun responso diverso, se nonopposto,a quellofornitodagliiscritti.Eseil marginefraipri-midue fossemolto esiguo,in Assembleai votidel terzouo-mo risulterebberodetermi-nanti, malgradoil cosiddetto“lodo Scalfari”(chi arrivapri-mo vince e basta) e le tante ras-sicurazioni. Sì, comunque va-da questa è una grande festa de-mocratica. Chi vincedovrà ri-solverei problemidiidentidelPd ecostruire unanuovacoalizione. Roba da far tremarele vene.Meno difficile,se unpaiodi milionidi personetidanno una mano.
Una festa rovinata
Tra le ombre e gli scandali, oggi il Pd sceglieil suo leader: clima sfavorevole, risultato non scontato
LA BASERESISTEE SPERA 
“Ora pensiamoalle primarie”
di
Federico Mello
 A 
lla vigiliadelle primarie,a Roma,c'è un vento forte e freddo. Un vento che non rie-sce a spazzare via il malumore che aleggianellesezionidelPd perglisviluppidella vicenda Marrazzo.La sezione di viaLa Spezia, vicino a piazza San Giovanni, è completamentenascosta dai lavori della metropolitana: ci vuoleun po' per trovare il civico giusto (il 79). Ma poi,una voltaarrivati, èin pienaattività: cisono leprovediuno spettacoloteatraleproprionellostanzone che oggi è adibito a seggio. In un'altrastanza,un po'buiae cupa,cisonoi giovanimi-litanti “tutti sotto i trentadue anni”. ControllanosuInternet intempo realelemosse delgover-natore: “Marrazzosi èautosospeso -vengono asapereindiretta -cosìsipuò evitareilcommis-sariamentodella Regione”. Niente complotti-smo, dicono loro “Però l'altra volta l'omicidio diFortugno il giorno delle primarie, questa volta ilcaso Marazzoalla vigilia...”. Nonostanteciò “leprimarie andrannobene, almenocome quelle
Nessun altropartito in Italiaha consultatogli elettoriper decidereil proprios e g re t a r i o
S
olidarietà, amarezza e tanta ironia. Co-su Facebookgli utenticommentanolavicendadelricatto, dellesmentite,epoidel-l'autosospensionedel governatoredelLazio.Sulla paginadi Marrazzosi accavallanoi com-mentialpost lasciatoieridalgovernatore:(“Sonosconcertato eamareggiato.Il videoè una bufala”scriveva il governatore). “I fatti so-no incontestabili:Marrazzo siè dimesso,Ber-lusconinon cipensanemmeno”scrive Pier-paolo. “Maci fosse uno normalein politi-ca”aggiungeFranco. “Tuttala miasolida-rietà!”, taglia corto Enza. Di tutt'altro tono i commenti sulla neonata pagina “Marrazzo Tr a n s c l u b ”.“Dopo i calzini di Fassino color turchese....ora ilperizoma diMarrazzo...tigrato!!!!”dice Fabrizio. Chiosa al velenoper un altro utente: “Mi manda RaiTrans!"
(f.m.)
 FA C E B O O K 
“Mi mandaR a i Tran s ”
16 0TTOBRE 2005
ELETTORI: 4 MILIONI VINCITORE: PRODI
14 OTTOBRE 2007
ELETTORI: 3,5 MILIONI VINCITORE: VELTRONI
25 OTTOBRE 2009
ELETTORI PREVISTI:1,5-2 MILIONI
PD NELLA BUFERA
 
Domenica 25 ottobre 2009 pagina 3
 V 
olontariato, gazebo, ma anche tecnologiafornita dalla più grande azienda mondialedi consulenza aziendale: è un mix ditradizione e di futuro l'organizzazione delle primariedel Pd di oggi, che vedranno lavorare circa 70.000volontari in 10.000 seggi in Italia e nel mondo. Latrasmissione dei dati dai gazebo al centro, infatti,verrà effettuata da un sofisticato sistematelefonico/telematico elaborato dalla Accenture checonsentirà di sapere in poche ore chi è il vincitore. Inserata ci saranno i risultati ufficiosi, quelli ufficiali ametà della giornata di lunedì. I seggi saranno apertidalle 7 alle 20. Sul sito internet del partito c'é unsistema per trovare il seggio; in alternativa si può fareil numero verde. Potranno dire la loro anche isedicenni (in questo caso, basta la carta di identità),nonché gli stranieri residenti in Italia: per gliextracomunitari sarà necessario mostrare ilpermesso di soggiorno. Gli studenti fuori sedepotranno iscriversi, entro domani, al seggio dellacittà dove risiedono. Quanti andranno ai seggidovranno versare un contributo di 2 euro e firmareanche la dichiarazione di essere elettori del Pd. I seggipredisposti saranno 9.800 in Italia e 130 all’e s t e ro.
PIERLUIGI BERSANI
IL SUPERFAVORITONON SI SBILANCIA 
di
Paola Zanca
L
a campagna congressuale èfinita. Travoltadal casoMarrazzo. Ma avanti tutta, co-me da programma. Nel gior-no in cui sulle pagine dei gior-nali vengono a galla i raccontidella vita privata del governa-toredel Lazio,nessunostra- volgimento delle agende.Pierluigi Bersanisabato èinLombardia. Niente scosse, nélegami tra la sospensione del-l'incarico di Marrazzo (“Un at-to di responsabilità”, dice) e il voto dioggi. Intutta lagior-nata, racconta,nessun citta-dino gli ha posto il problema,nessuno che abbia detto “non vado piùa votare”. Bacie ab-bracci come sempre. Primaun passaggio aMalpensa, poiGarbagnate e Monza, e di cor-sain macchinaa Milano,allaMarcia sullavoro diArci eCgil.Chiudela suacorsaallasegreteria in corteo, perché“l'unità del lavoroè un benep u bbl i c o eio “ce la mettetutta per farvi tornare ad ave-re voce”.È l'antitesidel“cor-riamo dasoli”di veltronianamemoria. Sogna un'opposi-zione che costruisca un'alter-nativa, che faccia “breccia trai cittadini”. Forseancheper questo, l'ultima settimana delBersani candidato, escluso iltempo dedicato all'attivitàparlamentare,è lontanadaRoma. Primanelle Marcheein Abruzzo, poi in Liguria, Pie-monte, Veneto.In mezzo,qualche passaggio intv, tantiincontri e una selezione dellesue migliori battute. Tremon-ti? “Il posto fisso? Che inten-de, fisso a casa o a lavorare?”.Leprimarie? “Siamo fuori co-me ibalconi: icittadini scel-gono il segretario del Pd e noni parlamentari”. Storace votaBersani? “Astenersi perditem-po”. Nel suoquartier genera-le, apiazza SantiApostoli, in-tanto, regna il sereno: solocinqueo seicollaboratoriso-norimasti apresidiareleagenzie distampa. “A bb i a m o venti punti di vantaggio –spiegano –non dovrebberoesserci problemi. Sela vicen-daMarrazzo avdelleriper-cussioni saranno più che altrosul votodi opinione,e nonèquello checi riguarda”. For-tuna ha volutoche l'ex pre-sidente Marrazzo,ufficial-mente sostenitoredella mo-zione Bersani, non si sia spesopiùdi tantonellacampagnacongressuale, nési siacandi-datonelle listeperl'elezionedell'Assemblea nazionale.Difficile dunque che oggiqualcuno associ il volto diBersania quellodelgoverna-tore travolto dallo scandalo. Ilsospirodi sollievo,comun-que, ieri si è tirato: “Non po-tevamo affrontare la campa-gnadelle regionaliconunpresidente in queste condi-zioni”. Ora, l'exit strategy suo-na più omeno così: “Ve d e t e ?Noi siamo diversi. Berlusconinon si èdimesso, Marrazzosì”. L'unica possibilità per uscirne a testa alta. E provarea dare “un senso a questa sto-r ia”.Lo slogandellacampa-gna di Bersani: più che il titolodiuna canzone,laconfermache, per lui, la storia di adesso“un senso non ce l'ha”.
DARIO FRANCESCHINI
È TEMPODI RISCHIARE
di
Carlo Tecce
Q
uel ragazzo di cinquant'anniche scriveromanzi ecantic-chia Luciano Ligabue, l'altra metàdi Walter Veltroni con inflessioneferrarese,provaaincazzarsi constileemalinconia.DarioFranceschini è sul miglio finale e correrà per quattro comiziin ungiorno. Convoce bas-sa: “Forse questo è il mio ultimo discorso dasegretario, ma non moriremo di prudenza”.Con trasporto: “Gli elettorisonopartedinoi: voi potete decideree allora lotteremopercambiare noistessi el'Italia”. Conde-terminazione: “Non è tempo di calcoli pri- vati. Chi cerca di sopravvivere è condannatoa perdere”. Franceschini seleziona parolecaldee spuntate,nonvuoletradire ilsuopassato nella vigilia che indica il futuro. Pre-tende coerenza dal partito che condannava ifestini di palazzoGrazioli e ora nonpuò in-dugiare su Piero Marrazzo:per l'attuale se-gretario, ilgovernatore dovrebbedimetter-si. Amezzogiorno anticipala notacongiun-ta con Bersani e Marino, ma poi si nasconde:“Su Marrazzo c’è il comunicato del partito.Non dico altro”. Il Pd è unico, anche se ades-sosono intreper unposto:“Non miinte-ressanolepercentuali, lePrimariesarannouna straordinaria prova di democrazia, la te-stimonianza chesiamo piùforti deinostrier rori”. Non rinuncia al simbolismo caro alsuopredecessoree nemmenoallaformulaamericana del“ti cke t”: daMarzabotto, daquel pezzo d'Italia sfregiato dal nazismo,eleggei suoivice ideali.Non duea caso,unnero e una donna: Jean Leonard Touadi e De-bora Serracchiani. Franceschini non è diver-so da se stesso, nemmeno nelle ore che scan-discono migliaiadi voti.Promette: giuresulla Costituzione, a Ferrara con il tricoloree la banda musicale. Rivela: il motto 'adesso'è unomaggio a don PrimoMazzolari. E' unfluire inces-sante tra poesia e commozione: “Mi hanno ringraziato per averfatto ilsegretarioin questimesi.E' statal'esperienzapiùbella dellamia vita”.Commiato conorgoglio. Nonc'èprosa, accusano i bersaniani: non c'è un riferimento chiaroall'economia, non c'è un programma preciso. I sostenitoridi Franceschini preferiscono il coinvolgimento emotivo. Ildeputato FrancoLaratta è incorteo ad Amanteacontro lenavi e i veleni dimenticati in mare: “Siamo per un progettoaf fascinante”.Che ilcandidatoriempiedi contenutidallacittà di famiglia: “Non possiamo lasciarealla destra i temi della libertà. Nonpossiamo farli esultare perché sare-mo in pochi a votare. Forza!”. A Fer-raral'altra metàdi WalterdiventaDario,l'avvocato -devoto diZacca-gnini - che a 27anni firmava un sag-gio biblico:“Il partitoPopolare aFerrara. Cattolici socialisti efascistinella terradiGro-solie donMinzoni”.Eoradi Franceschini.
IGNAZIO MARINO
L’AMAREZZA DI CHICERCA PULIZIA 
di
Caterina Perniconie Michele de Gennaro
L
edimissioni diPiero Marrazzoir-rompono come un fulmine a ciel se-reno nell’ultimo giornodicampagnaelettorale di Ignazio Marino. È l’unicoad aver scelto Roma per convincere gliindecisi e si è ritrovato nell’occhio delciclone mediatico, avendo dalla sua an-che una buona fetta di dirigenti del par-tito capitolino.Quando risponde alle domande sull’ar-gomento, il terzo classificato alla se-greteriaPd assomigliapiùa unpugilesuonato chea unsegretario. Haimpo-stato tutta la sua strategia sul ricambioe la “pulizia”all’interno del partito madi fronte all’ennesima vicenda giudi-ziariaècostretto anonsbilanciarsi.L’accordo con Bersani e Franceschini èquello di una posizione unitaria. Ma-rino però ci tie-nea dareilsuogiudizio: “Spe-ro chenei pros-simi giorni le di-missioni annun-ciate da Marraz-zo diventino formali”. Grande assenteGoffredo Bettini mentre Michele Metae IleanaArgentin pranzanocol candi-datoe isuoisostenitori aGarbatella.Nelle facce, smarrimentoe tante do-mande, che coprono il lungo percorsoche avevacaratterizzato lacampagnaelettorale “old style”del chirurgo. Unamoltitudinedi tappe,mercati,fabbri-che, università, ospedali. La promessadi serietà e meritocrazia. E una doman-da ricorrente da parte della gente: “Lu-nedì vi ricorderete ancora di noi? ”. C’èchichiedepiù opposizione,eMarinospiega: “Votate me,vedrete che nonurlerò ma sarò mille volte più severo”.Spera di non arrivare terzo. Venerdìeravolato inLombardia,lare-gione che al momento gli sta regalandopiù consensi nella corsa alla segreteria,per confrontarsi con i lavoratori dellaLeuci, storicaazienda illuminotecnicacheperlacrisi èinprocintodilicen-ziare102 dipendentisu 130.Dopoaver ascoltatole istanzedegli operaiilchirurgo presenta lasua diagnosi: “Sipotrebbe diversificare parte della pro-duzione esalvare ilposto dilavoro ditutti. Conosco unimprenditore delnord molto attivo nella green econo-my. Entro un mese ve lo porto qui”.Poche parole,concrete. Chefannospuntareilsorriso sulvoltodell’ope-raia che gli sta accanto. Un’infusione disperanza che merita un impegno an-chesea primarieconclusenondiven-terà il segretario.
55%8%37%
BERSANIL’agenda resta come daprogramma. “L’unità dellavoro è un bene pubblico.Faremo breccia tra lage n t e ”FRANCESCHINIForse l’ultimo giorno dasegretario. “Non è tempo dicalcoli privati. Chi cerca disopravvivere perde”MARINOAlla fine di una campagnaold style. ”Spero di nonarrivare terzo. Non urlo, masarò più severo degli altri”.
Oggi saranno aperti 10.000 seggi, in campo 70.000 volontari 
che hanno elettoVeltronici dice Giulia,la se-gretaria della sezione che parla con frasi nette euninconfondibile tono“da partito”. Loroso-stengono Bersani: “IlPartito democratico nonha inciso, sopravvive da dueanni. Ora serve unpartito 'che c'è', strutturatonei territori”. Du-rerà , chiediamo, questoPd? “Speriamo che sial'ultimo partito al quale ci iscriviamo”r ispondeDaphne,nome grecoe cadenzaromana.Di lìapocola stessarispostacela Federico,diciot-to anni, candidato per Franceschini nella storicasezione divia deiGiubbonari: “IlPd dureràper decenni”.Federico ègentileerisponde atutti:oggisonoluie Pasquale,classe1936,atenereapertala sezione.Passanointanti perchiederecome votare, dove trovare il seggio. Una ragazzagiovanissima, con lamamma, chiede informa-zioni. Lei voterà Marino, sua madre, invece, non voterà “sono troppo incazzata”ci urla andando via.Tuttiparlano diMarrazzo“doveva denun-ciare subitoquei carabinieri”scuote latesta unsimpatizzante cheha laresidenza inLiguria enon potrà votare perché nonsi è registrato (bi-sognava farloentro venerdìsera). “Untempo sirischiava di essere espulsi per una sbronza”con-ferma Pio Albanesi, un vecchio militante. Ma orabisogna pensare solo al nuovo segretario: “E chi verrà eletto poi non devecandidarsi per fare ilpremier.Chiunquevince devepensaresoloalpartito, portarlo avanti efarlo crescere”.“E' laprimavolta chevoto alleprimarieci dicein- veceunragazzonealto epiazzato“Sono orien-tatoperBersani,ma sonoperplessosuchiloappoggia”. E Marrazzo?“Andrebbe giudicatoper quello che ha fatto in Regione. Non ha fattomiracoli mala situazione cheha trovatoera di-sastrosa, ancheil governonazionale gliha mes-so i bastoni tra le ruote”. Il ragazzo va via, e sor-ridea tutti.Unasignorainfreddolita inattesaècontenta di quel semplice sorriso: “Nonostantetutti i problemi –ci dice –quaci riconosciamo.E perungiorno èbello, sentirsimenosoli”. Delloscandalo non vuole dirci niente. “Oggi pen-siamo solo alle primarie”.
Le primarie –l ib erai nt er pre t a z i o n e de “I bari”di Caravaggio,di Roberto Corradi
PD NELLA BUFERA
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...