pagina 2Domenica 25 ottobre 2009
Se nessuno arriva al 51% si va al ballottaggio
I
l voto di oggi potrebbe non essererisolutivo: secondo lo statuto del Pd,infatti, se nessuno dei tre candidatidovesse raggiungere il 51% la scelta passerebbealla nuova assemblea nazionale, che vienescelta dalle primarie, con una sorta diballottaggio. È questo il prodotto di unregolamento molto macchinoso ecriticatissimo, che ha cercato di tenere insiemela necessità di dare un peso ai tesserati, senzarinunciare allo strumento delle primarie. Perarrivare a oggi, prima si sono svolti i congressidi circolo, che hanno portato al voto deitesserati: ha vinto Bersani, che ha ottenuto il55,1% dei consensi, poi Dario Franceschini conil 36,9%, infine Ignazio Marino con il 7,9%.Queste tre candidature sono state vagliatedalla convenzione nazionale (composta da1000 delegati eletti nelle convenzioniprincipali) che le ha ratificate e approvate. Oggila parola passa ai cittadini: tutti possonovotare, basta pagare 2 euro e dichiararsielettori del Pd. Ma non è detto che stasera siarrivi ad eleggere il nuovo segretario.
di
Luca Telese
E
cco, questa è la festa delleprimarie, ilrito bellodel-lademocrazia, ilgiornoin cui decidono gli eletto-ri e i cittadini:dalle sette delmattino alle otto disera, con ilcertificato elettoralee undo-cumento inmano. Eppureèanche un giornosegnato dalleombre, dalle domande e daidubbi, daipiccoli grandipa-sticci, il giorno in cui sul par-tito soffia unvento di bufera,gliechi delloscandaloMarraz-zo, l’onda d’urto che- in unadelle regioni più importanti - fatraballare una giunta di centro-s i nis t ra.
Luci, ombre, dimissioni.
E’ilgiorno incui l’Italia progressi-sta edi centrosinistra vaa vo-tare peri suoi dirigenti:ma an-che quelloin cui sirivela lastanchezzaper letantedele-ghe in bianco, per gli scandali,per l’opposizione intermitten-te (a volte sì a volte no), per tan-te le soluzioni di compromes-so deileader delPd, chefini-scono sempre per tenere insie-me capre e cavoli. Ad esempiol’ultima trovata: quella delle di-missioni che non dimettono.“Au t o s o s p e n s i o n e ”, l’ha chia-mata Piero Marrazzo. “Un ge-sto diresponsabilità”, glihan-no rispostoin corogli espo-nenti della sua coalizione daileader al consigliere regionale.PerchèMarrazzo, anchesevit-tima di una orribile estorsione,ha pensato di poter mentire aisuoielettori? Perchènelgrup-podirigentedel partitosisco-prono doppie vite e doppie ve-rità? L’unicacosa certaèchequesta dell’autosospensione èun pasticcio da azzeccagarbu-gli, che serve a mantenere in vi-taunagiunta regionale,eaim-pedire che si vada al voto in unmomento di difficoltà. Era lacosa più giusta da fare? Chissà.Pagherà in termini di credibi-lità? E’tutto da dimostrare.
Risultato aperto.
Ma quelladi oggi è una festa democrati-ca,comunque vada:se nonal-tro perchè è la prima volta cheil risultato nonè già scritto.Non fu così perle primarie dicoalizione che designaronoRomano Prodi senza che ci fos-sero veririvali. Nonfu cosìquando si investì Walter Veltro-ni,con unpronunciamentocosì unanimedei gruppidiri-gentichegli unici(ecoraggio-si) sfidanti) Enrico Letta e Rosy Bindi si dovetterospartire confatica il 30% dei voti residui.
Numeri variabili.
Invece que-sta è una festa della democraziaanche perché nemmenoil vo-to che ha portato Pierluigi Ber-saniintesta fragliiscrittipuòipotecareil risultato.Inumeriparlanochiaro: nelcongressodel Pd erano chiamati alle urne800mila iscritti, se ne sono pre-sentati lametà. Il 55%di Ber-sani corrisponde a poco più di200 mila voti.Se, come nellapeggiore delleipotesi votasse-ro un milione e mezzo di iscrit-ti, sia Ignazio Marino che DarioFranceschini possono (teori-camente) ribaltare il pronosti-coperchè labaseelettoralecambierà e crescerà enorme-mente.Quanti voteranno?An-che questo dubbio, domani sa-rà sostituito da un numero chesarà un risposta.
La differenzacon ladestra.
Questa è la festa della democra-zia,senon altroperchènelcentrodestra nessuno è statomai chiamato a decidere su diunleader,su diungruppodi-rigente, su un candidato. Il cheper gli elettori che domani an-dranno a votare è un motivo diorgoglio. Ma nonè nemmenoun alibi che può coprire le tan-temancanze chesuquestogiornale abbiamoraccontato:il voto dei ccapibastone e deisignori delle tessere, per esem-pio. Oppurele altrepartite dipotere: insieme aileader, per esempio, vieneeletta unaas-sembleanazionale cheperò viene designataper listebloc-cate. Einsieme aileader eall’assemblea si vota anche per isegretari regionali.Inbarbaalla chiarezza,soprattutto alSud, sono proliferate le liste faida te, lepiccole operazioni ditrasformismo,i giochidipote-repercui dietroununicono-me ci sonoanche sette simbo-li.
Regolealla prova.
Ma questasaràuna festademocratica,senza dubbio, perchè nessunaltro mai in Italia (al di là delleelezioni) è arrivato a consulta-re quattro milioni di cittadini.E’una festa democratica, co-munque vada, anche perchèc’è giàchi la mettein discus-sione.Nonè unmisterocheaunleader comeMassimoD’Alema il percorso indicatodall’attualestatuto nonpiac-cia: “InAmerica -dice l’ex mi-nistrodegli esteri- glielettoridecidono i candidati e gli iscrit-tiilleader. Danoièesattamen-teil contrario:gli iscrittideci-dono i candidati, e non si sa chidecide il leader”. D’Alema dicechese vinceràBersani saràilcaso dirivedere laregola piùcontestata. Quella che permet-tea chiunquediandare avo-tare, purché abbiapagato dueeuro e sottoscritto una dichia-razione di voto a favore del Pd.Ma ci si puòaffidare a una au-tocertificazione? Mentrei lea-derdel Pdsonopronti atolle-rareche inquesto modopar-tecipino elettori dialtri partitidella coalizione, in grosso pun-to interrogativo è se - soprattut-toa livellolocale -dovesseroandare alvoto elettoridi cen-trodestra. Unodei padridelloStatuto delpartito, StefanoCeccanti, sostieneche anchequestoèun puntodiforzadelPd,eche gliinquinamentiso-no impossibilio marginali.Fi-nora,ufficialmente èuscitoal-lo scoperto solo Francesco Sto-race: “Noi della Destra andre-mo a votare per Bersani”. Solouna provocazione? L’interessa-to harisposto ironico:“Vor reicheStoracenon sel’avesse amale, se glidico che preferireiche si astenesse...”. Ma forsequesta è una festa democraticaanche perchè c’è un po’di di-sordine sotto il cielo.
il paradosso possibile.
Cer to,sulla carta è possibile anche unrisultatoparadossale: glielet-tori di domani potrebbero dareun responso diverso, se nonopposto,a quellofornitodagliiscritti.Eseil marginefraipri-midue fossemolto esiguo,in Assembleai votidel terzouo-mo risulterebberodetermi-nanti, malgradoil cosiddetto“lodo Scalfari”(chi arrivapri-mo vince e basta) e le tante ras-sicurazioni. Sì, comunque va-da questa è una grande festa de-mocratica. Chi vincedovrà ri-solverei problemidiidentitàdelPd ecostruire unanuovacoalizione. Roba da far tremarele vene.Meno difficile,se unpaiodi milionidi personetidanno una mano.
Una festa rovinata
Tra le ombre e gli scandali, oggi il Pd sceglieil suo leader: clima sfavorevole, risultato non scontato
LA BASERESISTEE SPERA
“Ora pensiamoalle primarie”
di
Federico Mello
A
lla vigiliadelle primarie,a Roma,c'è un vento forte e freddo. Un vento che non rie-sce a spazzare via il malumore che aleggianellesezionidelPd perglisviluppidella vicenda Marrazzo.La sezione di viaLa Spezia, vicino a piazza San Giovanni, è completamentenascosta dai lavori della metropolitana: ci vuoleun po' per trovare il civico giusto (il 79). Ma poi,una voltaarrivati, èin pienaattività: cisono leprovediuno spettacoloteatraleproprionellostanzone che oggi è adibito a seggio. In un'altrastanza,un po'buiae cupa,cisonoi giovanimi-litanti “tutti sotto i trentadue anni”. ControllanosuInternet intempo realelemosse delgover-natore: “Marrazzosi èautosospeso -vengono asapereindiretta -cosìsipuò evitareilcommis-sariamentodella Regione”. Niente complotti-smo, dicono loro “Però l'altra volta l'omicidio diFortugno il giorno delle primarie, questa volta ilcaso Marazzoalla vigilia...”. Nonostanteciò “leprimarie andrannobene, almenocome quelle
Nessun altropartito in Italiaha consultatogli elettoriper decidereil proprios e g re t a r i o
S
olidarietà, amarezza e tanta ironia. Co-sìsu Facebookgli utenticommentanolavicendadelricatto, dellesmentite,epoidel-l'autosospensionedel governatoredelLazio.Sulla paginadi Marrazzosi accavallanoi com-mentialpost lasciatoieridalgovernatore:(“Sonosconcertato eamareggiato.Il videoè una bufala”scriveva il governatore). “I fatti so-no incontestabili:Marrazzo siè dimesso,Ber-lusconinon cipensanemmeno”scrive Pier-paolo. “Maci fosse uno normalein politi-ca”aggiungeFranco. “Tuttala miasolida-rietà!”, taglia corto Enza. Di tutt'altro tono i commenti sulla neonata pagina “Marrazzo Tr a n s c l u b ”.“Dopo i calzini di Fassino color turchese....ora ilperizoma diMarrazzo...tigrato!!!!”dice Fabrizio. Chiosa al velenoper un altro utente: “Mi manda RaiTrans!"
(f.m.)
FA C E B O O K
“Mi mandaR a i Tran s ”
16 0TTOBRE 2005
ELETTORI: 4 MILIONI VINCITORE: PRODI
14 OTTOBRE 2007
ELETTORI: 3,5 MILIONI VINCITORE: VELTRONI
25 OTTOBRE 2009
ELETTORI PREVISTI:1,5-2 MILIONI
PD NELLA BUFERA
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