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Numero 18

Numero 18

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Published by: La redazione di Kronstadt on Oct 27, 2009
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05/24/2012

 
ronstadtk
 S  t  ef   an oM en e g onA . .A .
Poiché sembra sempre più spes-so che la nostra società cada dallenuvole quando le si presentauna questione teorica e moralequalunque, come se non avessepiù punti di riferimento, e nonli avesse mai avuti, e navigassea vista senza capire, sotto uncielo scuro e senza stelle, piùvolte ho avuto occasione di direche, in un’epoca di oblio diffusoe di apparente eclissi dei saperiminimi che si credevano consoli-dati come la nostra, è necessarioribadire persino i fondamentali.Per così dire, ripartire dal puntozero del sapere. Quindi i mieilettori mi scuseranno se questomio articolo sarà un po’ pedante.Il laicismo è una forma di pensie-ro che, rimettendo alle capacitàcritiche e razionali dell’individuola decisione sulle questioni ulti-me, lascia indeterminato il postooccupato dalle verità assolute,in sé inconoscibili con certezzaanche se oggetto di una profon-da aspirazione umana, come ben sapeva Kant, privilegiando,rispetto alla devozione a questiprincipi trascendenti, l’eserciziodella libertà associata alle capa-cità razionali presunte univer-sali e, quindi, uguali in tutti gliuomini. Il confessionalismo, alcontrario, è una forma di pen-siero fondato sulla convinzionedel possesso delle verità ultimesul mondo e sull’esistenza dallequali si fanno discendere i crite-ri di decisione attraverso i qualil’uomo fa l’esperienza conosciti-va del mondo e conduce la suaazione nel mondo e con gli altriuomini. I due approcci sono pro-fondamente differenti. Mentre ilprimo, lasciando indeterminato illuogo dei principi primi, non im-pone alcuna verità positiva ma,al contrario, lascia alla responsa- bilità del singolo di decidere e dimotivare la propria decisione, ilconfessionalismo, poiché è nellaconvinzione di possedere delleverità assolute, impone delle ve-rità positive che obbligano a certicomportamenti impedendo tuttigli altri. Quindi, se il laicismonon impedisce alcun comporta-mento legittimo, cioè rispettosodella libertà altrui, ma li am-mette tutti, il confessionalismoli impedisce tutti eccetto l’unicoritenuto rispettoso delle veritàultime. Al contrario di quanto siva sostenendo in questi giorni dapiù parti, non ultima la Chiesa, illaicismo non è contro la fede inDio o in un’idea, anzi è la garan-zia che essa possa essere esercita-ta. Per questo motivo, il laicismoè un patrimonio comune, di tutti,anche dei cattolici e va difeso ge-losamente, poiché tutto ciò che faè sottrarre spazi alle imposizionie quindi aprire spazi alla libertà(per approfondire vedi N. Abba-gnano, Dizionario di Filosoa).E’evidente che le leggi, che com-portano una validità universale,per tutti i cittadini, e trasversale,cioè per tutte le classi, devonoessere ispirate allo spirito laico.L’attuale regolamentazione dellafecondazione assistita e della ri-cerca scientica sugli embrioniè una legge confessionale, volutada una piccola parte della societàitaliana e fondata su principi nonuniversalmente condivisi. Provane è che il dissenso e il consensoad essa è trasversale e apartitico,li si ritrova a destra e a sinistra.Questa legge è confessionalepoiché, partendo da una convin-zione assoluta sull’identità del-l’embrione, che come ogni buonlosofo e ogni buon scienziatosa non è una verità oggettiva mauna metafora che permette diriconoscere un fenomeno all’in-terno di un paradigma (è classicoil testo di T. Kuhn, “
 La strutturadelle rivoluzioni scientiche
”), im-pone alla donna e ai ricercatoricomportamenti come l’impiantodegli embrioni senza diagnosi,col rischio di fare crescere egenerare individui con gravi ma-lattie genetiche pericolose per ilfeto e per la donna, e ne impedi-sce altri come produrre più di treembrioni per volta, sottoponendoal donna a diversi cicli di stimo-lazione altamente debilitanti,non in base a criteri razionali, loripeto, ma in base a una convin-zione di fede sull’istante precisodell’inizio della vita umana, insé indeterminabile. Si privilegia,quindi, la monade biologica,rappresentata dall’embrione, ri-spetto al rapporto diadico madre-glio che è la chiave di ogni esi-stenza umana che è fatta di donoreciproco, di desiderio reciproco,di amore reciproco, di accetta-zione reciproca poiché l’essenzadell’esistenza umana non è lapurezza ideale dell’unicità, que-sta è la freddezza immodicabiledella morte, ma è la molteplicitàdella reciprocità che fa nascere ecrescere gli individui in una dina-mica incessante di scambio. Fu-rono convinzioni di fede anche ilsistema geocentrico, la creazionedella specie umana a partire da Adamo ed Eva, la credenza neimaleci diabolici delle streghe.Ciò non signica che in materiadi procreazione assistita e ricercasugli embrioni si debba andareverso un far west senza legge. Lamateria è complessa e delicata edeve essere normata. E non signi-ca nemmeno che una legge, ingenerale, non imponga dei limitiai comportamenti e non stabiliscadelle responsabilità. Una leggeorganica è urgente e necessaria,ma fondata su altri principi e ispi-rata al rispetto della libertà, cheè sempre l’unico vero criterio ca-pace di tutelare tutte le posizionicoinvolte. Per questo motivo, perriaprire il dibattito e ottenere unanuova legge, occorre andare a vo-tare in tanti per il referendum del12 giugno (il referendum è validosolo se raggiunge la quota di 50%+ 1 degli aventi diritto al voto) evotare SI’. SI’
=
voglio abrogare lalegge in vigore.
Matteo Canevari
Io voto, e voto sì
 Allora possiamo proprio confessarcelo, che è nita. L’anno scorso di questi tempi pensavamo di avercela fatta. Che nalmente, a cinquant’anni dalla guerra mon-diale persa, nonostante almeno l’onore fosse stato salvato dai partigiani (bianchi,rossi, giellini, monarchici nanco), e nonostante qualcuno cominciasse a dire in giro che anche i repubblichini avevano salvato la patria (a modo loro, beninteso). Dopo le stragi, i profeti inascoltati e tutto il resto. Dopo tutto avevamo la stessamoneta della Germania e della Francia e del Principato del Lussemburgo. Dopotutto, nalmente, avremmo avuto un governo serio. Che avrebbe abolito le peggiorileggi della precedente legislatura, che avrebbe risolto i problemi amministratividella giustizia, processi veloci e lotta all’evasione scale, una politica per le infra-strutture (chiudere i cantieri sulla Salerno-Reggio Calabria, ancora con un trattoa corsia unica e doppio senso di marcia, più stretta di Viale della Libertà), serienorme sulle autority, una ragionevole politica di sviluppo nei limiti dei vincoli dibilancio rispettati scrupolosamente. Magari con qualche guizzo di sinistra, vistoche quanto sopra dovrebbe appartenere al bagaglio programmatico di qualsiasi partito di buonsenso. Ma torniamo ai nostri ricordi di un anno fa. Non avevamo fatto certo i conti con quanto fossero cialtroni a sinistra. In breve, non persero l’occasione di litigare come delle comari sui referendum, poisi discusse delle primarie, poi cominciò l’estate e l’attenzione del paese fu distoltadall’apparizione in televisione di un’infanticida, che tra l’altro aveva molto deside-rato apparirvi. L’estate estrema, troppo calda, fredda, secca, bagnata non avrebbe fatto nessuna differenza e infatti non la fece. Settembre, ottobre e novembre passa-rono in un lampo. L’inizio del campionato, qualche grande già traballante, panchi-ne a rischio, appassionarono, come sempre il paese. A dicembre, un uomo inutile, già inventore della mascotte dei mondiali più da fessi che si fosse mai vista, scesein pista; da giovane aveva avuto una passione allora glamour e ora vintage per lecorse in macchina. Il Clinton de noartri saltò sul carro, una bisarca più che altro,l’uomo col baffo ci penso un po’ su e il clemente presidente di una delle camere lovide come un passaggio, o un presagio, per il colle più alto. Ma quello era il prezzoche chiedeva il perdente, oltre l’impunità, e si rimandò la questione. L’uomo delcolle si dimise all’indomani delle elezioni quando il presidente incaricato, su un ammante bolide rosso promise di riportare in vita la lira, di mantenere l’inquilinodi Palazzo Koch a vita e in genere di portare la grinta di una squadra vincente. A giugno il paese si ritrovò più tranquillo e felice e il campionato fu vinto, quell’annoe per tutti i seguenti, dalla Juventus.
Emanuele Quinto
Torno
 2 pagina - strumenti
PPP:
Petrolio,
la storia d’Italia secondo Pier Paolo Pasolini
Ecos da Luisitania:
parte quinta
: il Portogallo dopo la rivoluzione
Doppiavùdoppiavùdoppiavù
: www.netdisaster.com,
sì, sì, fateglidel male
3 pagina - terza pagina 
Senza fltro
,
la prima radio bimensile
[...]
:
20000 Lieues Sous Les Mers
di Jules Verne,
traduzione originale diStefano Menegon
4 pagina - cronache
cronaca 
: Torno subito, la crisi dei commercianti pavesi
Le colonne dell’accesso
:
Osservatorio Società Pavese© Massimo Ghimmy
C
ome la sinistra perse le elezioni
periodico bimensileNumero 18Giovedì 9Giugno 2005
subito 
 
 2
Questa immagine è stata rilasciata nel pubblico dominio dal detentore delcopyright, o il copyright è scaduto. Questa norma vale in tutto il mondo.
foto tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini
Questa immagine è stata rilasciata nel pubblico dominio dal detento-re del copyright, o il copyright è scaduto. Questa norma vale in tuttoil mondo.
chi diamine ha rovesciato il caffé sul sito? uno dei primi mille visitatori?
 periodico bimensileNumero 18Barbeau, Primidi, 21Prairial, An CCXIII
strumenti
sandalo? secchiello e paletta? biglie? pronti per l’estate?
due o treanni fa misono accor-to dell’esi-stenza di
 Petrolio
. varie copiedell’Einaudi ’92 hanno comin-ciato a circolare per i mercatini.dai remainders? zero, asciutti.librerie dell’usato? niente, sem-pre niente. e a un certo punto,tra un banchetto della verdurae uno del baccalà, di mese inmese, al contagocce comincia-no a comparire le Einaudi ’92.ciascuna coi suoi acciacchi.sulla terza di copertina di unacopia, ad esempio, un bambinoha disegnato coi pastelli a ceradelle gure indecifrabili: pozzipetroliferi, penso subito, ma aguardare meglio deve essereun animale molto grosso chemangia un altro animale un po’meno grosso. in un’altra trovoun biglietto ferroviario Genova-Trieste, andata e ritorno.due o trenni chemangiopiccolipezzi
 Petrolio
, come una scor-ta unica destinata a nire. nel
 Dizionario
Bompiani degli autoriEnzo Siciliano non parla delromanzo. però nove anni prima,nel ’78, sempre Siciliano vi ac-cennava nella sua
Vita di Pasoli-ni
- lo ricorda Roncaglia (Einau-di ’92) che denisce il progettodel libro “un segreto annun-ciato, e del quale alcuni amici– per esempio, Paolo Volponied Enzo Siciliano – erano inqualche misura al corrente”. così
 Petrolio
mi appare nella luce diuno strano sortilegio: chi sa cheesiste vuole parlarne sempremeno; e il romanzo stesso tendea scomparire: delle 2000 paginemesse in cantiere Pasolini neabbozza 600 (“il Mondo” 26/12/74), ma raccoglie lui stesso solo337 fogli nella fotocopia del ’74.quando muore, Pasolini lascia intutto 522 fogli, “con un aumentodi quasi 200 pagine in 13 mesi”(Roncaglia).Pasolini immagina
 Petrolio
comeparte diun tutto,sezione diun meta-romanzo vastissimo che nonarrivò mai nemmeno ad ab- bozzare, e questa parte sarebbestata l’edizione lologica diun testo inedito, con tanto dicollazioni tra codici, tradizionemanoscritta e apocri da unaparte, e dall’altra le prove ester-ne come testimonianze orali,fotograe, lettere dell’autore edei suoi amici, documenti stori-ci, documenti cinematograci. il2 novembre ’75, l’autore esce dicasa. l’opera preferisce rimane-re, accende la tele e ci si addor-menta davanti. fa un sogno: unoscrittore lascia in auto un inedi-to, ma quando torna al parcheg-gio la macchina non c’è più. loscrittore non sospetta di nulla,gli hanno solo fregato l’auto. mail sogno si conclude con l’inedi-to che guida veloce un’alfetta invia della Conciliazione.quando si sveglia,
 Petrolio
 scopre di essere rimasto solo.e incompiuto. sparisce dallacircolazione. qualcuno lo vedeper strada, ma non è sicuro chesia lui. l’incompiutezza diventadrammaticamente una formadi inesistenza, e l’opera, dainconsistente che è si esponealla morte. ma il tempo passa,e intorno a
 Petrolio
s’addensatutta una massa di documenti,di fotograe, di testimonianzeorali. c’è la lettera a Moravia. c’èla fotocopia del ’74. nel ’92 escel’edizione Einaudi con la notalologica di Roncaglia. sei annidopo è la volta del meridianoMondadori. oggi il cerchio sichiude: da una parte l’autore,quasi sopravvivendo a se stesso,porta a termine l’opera secondouna trama scritta dopo la suamorte; dall’altra l’opera si èscritta con fedeltà secondo unatrama che ancora non esisteva.in mezzo al cerchio sta il lettore.molte notizie su
 Petrolio
si tro-vano nel sito www.pasolini.net,dove sono riportati anchetesti importanti come la citatalettera a Moravia. altri siti misembrano ricchi ma superui.l’edizione preferibile è l’Einau-di. da veri biblioli è trovarneuna copia del ’92 ancora con lasovraccoperta originale. altrotitolo che si recupera facilmentein giro è l’edizione del novem- bre ’75 degli
Scritti corsari
. aNapoli Martone procede con il
 Progetto Petrolio
.
Carlo Pirola
PPP
Petrolio
Ecos da Lusitania
 Parte quinta
I periodi infuocatiella rivoluzione con-ussero, nell’aprileel 1976, alla formu-lazione della nuovaCostituzione. Nello stesso mese vennero indette leelezioni che, sebbene portarono alla vittoria del Ps,evidenziarono una tendenza dell’elettorato porto-ghese a preferire le forze centriste: ormai l’impe-to sovversivo aveva lasciato posto alla prudenza.Il nuovo governo ereditò tutti i problemi che leprecedenti gestioni non erano riusciti a risolvere:disoccupazione, inazione, aumento della spesapubblica, ricorso al credito estero, imposizioni delFondo Monetario Internazionale, fuga dei capitalie arrivo di popolazioni dalle ex colonie. A nullavalsero i tentativi di creare una base parlamenta-re maggioritaria: le intese con il Cds fallirono e leforze di destra si coalizzarono in un’alleanza durada scalre. Alle elezioni del 1979l’Aliança Democrátical’aggregazione deipartiti di destra) ri-scosse la maggioranzaassoluta: era così nato un periodo di stagnazionelegislativa ed economica che condusse inevitabil-mente a reiterati ribaltamenti delle ducie parla-mentari che, come in Italia, non videro mai sostaalcuna. Intanto negli anni ’80 germogliò la convin-zione che la vendita dei beni nazionali fosse l’unicomezzo per riassestare le nanze pubbliche al nedi riavviare lo sviluppo del Paese; cominciaronocosì senza sosta le privatizzazioni di banche, assi-curazioni e testate giornalistiche; le imprese pub- bliche furono convertite in piccole società le cuiazioni vennero vendute, a prezzi stracciati, a grup-pi nanziari. Ormai il processo di decolonizzazioneera stato completato,ma il prezzo da pa-gare era molto alto:l’abbandono incon-dizionato del poterenelle colonie lasciò centinaia di migliaia di porto-ghesi che lì si erano stabiliti, senza garanzie. Ciòcomportò il ritorno di mezzo milione di portoghesi(i cosiddetti retornados), creditori di indennizzimateriali e morali, dalle province. I paesi africani,inoltre, non erano affatto preparati all’indipen-denza senza la cooperazione dei mezzi tecnici,politici ed economici degli altri stati: l’Angola e ilMozambico caddero in condizione di miseria e diinstabilità politica che portarono alla guerra civile.L’indipendenza della Guinea, di São Tomé, di CapoVerde e di Timor Est non ebbe tutto sommato con-seguenze molto diverse.L’abbandono delleolonie rappresentòla ne di un sognoiniziato all’epoca dellegrandi scoperte geo-grache e aprì quel senso di vuoto, di amputazioneda quel lustro internazionale perduto per sempre.L’adesione alla CEE prima e all’UE poi, comportòe comporta tutt’ora l’ennesimo tentativo di adatta-mento e integrazione alle altre potenze europee, losforzo di riportare alla ribalta un Paese da semprerelegato in quello spazio geograco dove “nisce laterra per incontrare il mare”…il resto è saudade…
 
Camillo - empieva@genie.it 
Doppiavùdoppiavùdoppiavù
www.netdisaster.com
Il sito recensito in questo numero è faceto e tranquillo. Per una volta nonha implicazioni politiche o religiose di alcun tipo. E’ un sito dove scaricare la tensione, un sito per sfogarsi. Andiamo subito al dunque: non avete mai desiderato distruggere un sitoche infastidiva? Magari uno di quei beceri siti new age, o un sito di carto-manzia, o ancora l’home page di movimento estremista? Sono sicuro cheogni persona che usa la rete abbia, nel suo cuore, almeno un bersaglioprediletto. Eppure non siamo tutti provetti pirati informatici... senza con-tare che manomettere un sito con un incursione di pirateria informaticaè leggermente illegale! Rimane quindi la frustrazione di poter vederealcuni siti propugnare le loro fesserie o difendere i loro meschini idealidi fronte a tutto il popolo di internet (la Grande Biblioteca di Babele). Sesiete interessati a una piccola, dolce vendetta, allora segnatevi questoindirizzo: http://www.netdisaster.com; Il suo funzionamento è semplicee diretto. In centro c’è uno spazio bianco in cui scrivere il bersaglio. Incosa consiste il bersaglio? Ma nel sito che volete distruggere, ovviamente!Poi occorre scegliere l’arma adatta, tra la vasta gamma a disposizione: daquelle tecnologiche (missili atomici, colpi di pistola…) ai disastri naturali(inondazioni, meteoriti…), a cose più golosamente biologiche (lumache,vermi o sciami di vespe che pungono il sito bersaglio ricoprendolo di schi-fosi bubboni). In base all’arma che usate, potrete deturpare la graca delsito bersaglio in maniera differente. Si può anche scegliere se condurrepersonalmente l’attacco, a colpi di click, o lasciare che sia netdisaster afare tutto il lavoro, mentre noi ci godiamo lo spettacolo guardandolo dalloschermo del PC.Ma l’attacco al sito è reale? Ovviamente NO! Non state distruggendo dav-vero la pagina bersaglio, ma solo una sua copia, in formato immagine,caricata sul motore dell’applicazione di netdisaster. Si tratta quindi unavendetta ttizia, assolutamente innocua (e legale). Ha un effetto alta-mente terapeutico! Evviva netdisaster! Giù tutti a distruggere i siti deicattivi, evviva!
Simone “Maro” Marini
 
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periodico bimensileNumero 18Barbeau, Primidi, 21Prairial, An CCXIII
terza pagina
e non dimenticate l’asciugamano! perché?
Nel centenario della morte di Ju-les Verne (Nantes 1828 - Amiens1905), vi presentiamo una tradu-zione originale tratta da uno deisuoi romanzi più famosi, “Venti-mila leghe sotto i mari”.Verne, in compagna di auto-ri come i vari Salgari, Carrol,Baum, ha allietato l’infanzia el’adolescenza di innumerevoligenerazioni con le sue opered’avventura e del fantastico.È considerato con H.G. Wells ilfondatore della fantascienza. Tan-to quanto la fantascienza di Wellsera carica di foschi presagi peril futuro, così possiamo trovarenei libri di J.V. un lucido e razio-nale ottimismo per il progressoscientico, glio delle losoepositiviste dell’Ottocento: i suoilibri sono pieni di fantasiose in-venzioni che la scienza dimostre-rà essere in gran parte possibili(come il sottomarino Nautilusdel Capitano Nemo, dove stiamoper avventurarci).Fu un autore molto prolico, edebbe grande successo anche invita. Altri suoi romanzi celebri sono“Viaggio al centro della Terra”,“Dalla Terra alla Luna”, “Il girodel Mondo in 80 giorni”, “Miche-le Strogoff”.
Stefano Menegonda “20.000 leghe sotto il mare” di Jules Vernewww.gutenberg.org/etext/5097traduzione di Stefano Menegon
Il
Nautilus
fu riportato in supercie. Uno dei ma-rinai, piazzato sull’ultimo scalino, fece girare laruota del portello. Ma le madreviti erano appenaallentate quando il portello si alzò con una violenzaestrema, evidentemente tirato da una delle ventosedi un braccio del polipo. Subito uno dei suoi lun-ghi tentacoli scivolò come un serpente attraversol’apertura, e venti altri si agitavano al di sopra. Conun colpo d’ascia il capitano Nemo tagliò questo for-midabile tentacolo che scivolò,contorcendosi, lun-go la scala.Nel momento incui ci spingeva-mo gli uni con-tro gli altri perguadagnarela piattafor-ma, duealtri brac-ci, sfer-zandol’aria, s’abbatterono sul marinaio che stava davantial capitano e lo sollevarono con una violenza ir-resistibile. Il capitano Nemo lanciò un grido e, dislancio, corse sul ponte esterno. Noi lo seguimmoimmediatamente.Che scena! Il poveraccio, avvolto dal tentacolo eattaccato alle sue ventose, era sbatacchiato in ariasecondo il capriccio di quella enorme tromba. Sof-focava, rantolava, gridava: “Aiuto! Aiuto!” Quelle pa-role pronunciate in francese mi causaro-no un profondo stupore! Avevo dunqueun compatriota a bordo, parecchi forse!Quello straziante appello lo ricorderòper tutta la vita.Lo sfortunato era perduto. Chi potevasottrarlo a quel potente abbraccio? Il ca-pitano Nemo si era precipitato sul polpoe, con un colpo di ascia, gli aveva taglia-to un altro tentacolo. Il suo secondo lot-tava rabbiosamente contro altri mostriche strisciavano sui anchi del Nautilus.L’equipaggio si batteva a colpi di scure. IlCanadese, Consiglio ed io affondavamole nostre armi in quelle masse carnose.Era terribile. Per un attimo credetti che il disgrazia-to potesse salvarsi. Sette tentacoli su otto erano statitroncati. Uno soltanto, brandendo la vittima comeuna piuma, si torceva nell’aria. Ma nel momento incui il capitano Nemo e il suo secondo tornarono acolpire nuovamente, l’animale lanciò una colonnadi liquido nerastro, secreto da una borsa posta sottol’addome. Non vedemmo più nulla. E quando que-sta nuvola si fu diradata il polpo era scomparso econ lui quel poveraccio del mio compatriota.Quale rabbia ci prese allora contro quei mostri!Non cicontrollammo più.Dieci o dodici be-stie avevano invasola piattaforma e ianchi del Nautilus.Rotolavamo confu-si in mezzo a queitronconi di serpenteche si contorcevanotra otti di sanguee getti d’inchiostronero. L’arpionedi Ned, aogni colpo, si ccava negli occhi glauchi dei polpi eli crepava. Ma il mio audace compagno fu rovescia-to dai tentacoli di un mostro che non aveva potutoevitare. Il formidabile becco del polpo si era apertosu Ned. Il disgraziato era sul punto di essere taglia-to in due. Mi precipitai in suo aiuto. Ma il capitanoNemo mi aveva preceduto. La sua ascia sparì tra ledue enormi mandibole e il Canadese, miracolosa-mente salvo, affondò completamente il suo arpionenel triplice cuore del polpo.“Mi sono guadagnato questa rivincita!” disse il capi-tano Nemo al Canadese.Ned s’inchinò senzarispondere.Il combattimento eradurato un quarto d’ora.I mostri, battuti, sgom- brarono inne il campo escomparvero fra i utti. Ilcapitano Nemo, rosso disangue, immobile pres-so il fanale, osservavail mare che aveva in-ghiottito uno dei suoicompagni: grosselacrime colavanodai suoi occhi.
Senza filtro
Lo dicono i meteorologi, lo dicono i termometri, lo di-cono le ascelle che iniziano a sapere di sogliola avaria-ta:
è
estate!E’ giunta nalmente la stagione in cui la natura esplo-de in tutta la sua prorompente generosità: spuntano idehor, sbocciano le scollature e, in una pirotecnia digusto, avvampano gli ormoni.Questa
è
Senza Filtro, la prima trasmissione radio cheva in onda su carta, che ama gli aperitivi a bordo pisci-na e che non si vergogna di ammettere che il bikini
è
 meglio del costume intero. Andiamo a cominciare
[On Air: Jazzanova – SOON]
Referendum: EPISODIO IILa rivincita del clero.Non c’
è
via di scampo: dove si parla di sesso ecco che,come un avvoltoio pronto ad avventarsi su un cadaveresquisito, il Vaticano inizia ad emettere dichiarazioni arafca.Papa Ratzinga (beaticazione spazialeeeee) non fa ec-cezione: ogni tre per due fa sapere al mondo che “nonpresentarsi
è
cosa buona e giusta”, che “dio
è
astensio-nista per antonomasia” e che “dobbiamo proteggere lavita, anche se
è
di fede musulmana”. A me fa piacere che il buon Joseph, nel calduccio dellasua Santa Sede, si metta a sproloquiare sdegnato controquesto o quell’altro e, per quanto mi riguarda, puòanche preparare il ritorno della monarchia teocraticasulla base delle strategie del Risiko; quel che però nonva bene, e non va davvero bene,
è
che pretenda, inqualche modo, di interferire nella vita politica italiana.Non importa se si parla di elezioni o di bioetica, il Papase ne deve comunque chiamare fuori perch
è
, a benvedere, lui il biglietto per partecipare alla era delloStato laico non lo paga.Per andare al sodo: prima paghi le tasse, poi inuiscisul voto.Prima accetti di buon grado che lo Stato si interessidelle anime dei fedeli, poi pretendi di avere voce incapitolo sull’attività normativa.
Prima abolisci la monarchia e poi vieni a fare partedella Repubblica.
Va bene che il Presidente del Consiglio
è
unto dalSignore, che l’economia sta su per miracolo e che l’ita-liano medio
è
un povero cristo, ma, per diamine, nonfacciamo confusione!
[On Air: Magnolia OST - Wise Up]
Cominciatasi la consulta, Satanadiscute se un’altra battaglia abbia atentarsi per recuperare il cielo. Alcunisono di questo avviso, altri vi si op- pongono. Si decide di seguireil pensiero diSa-tana ericercare la ve-rità di quella profeziao tradizione che correva incielo intorno ad un altro mondoe ad un’altra specie di creature pocoinferiori agli Angeli, e che dovevano es-sere create all’incirca in quel tempo. [...] Satana, loro Capo, intraprende solo ilviaggio, e ne riceve onori ed applausi. [...]  Egli arriva alle porte dell’Inferno che trova chiuse e protette da due mostri. Gli vengono nalmente aperte.Scopre il gran golfo fra l’inferno e il cielo. Con quantadifcoltà attraversa l’abisso. Il Caos, Sovrano di quelluogo, gl’indica il cammino verso il nuovo mondo, dicui va in traccia.
J. Milton -Il paradiso perdutopp. 650, 12,40 euro, Mondadorir18 Kb, 0 euro, www.liberliber.it/
[On Air: F. de Andr
è
- Un giudice]
E così nisce l’ottava e for-se ultima puntata di SenzaFiltro, il primo programmaradio che va in
onda su carta e basta. Buona estate incoscientea tutti
Il Piccolo Esteta
 [...]

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