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Kronstadt 41

Kronstadt 41

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Published by: La redazione di Kronstadt on Oct 27, 2009
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12/25/2009

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©
Massimo Ghimmy
ronstadtk
periodico mensileNumero 41Mercoledì 2Luglio 2008ISSN 1972-9669
una rondanon faprimavera
An italian history X
Citando il mio
Grande Libro dei Cliché 
, “la violenza non è mai unarisposta”, e in questi giorni potremmo dargli anche ragione. Laviolenza non è una risposta, è solo una spassosa
 punchline
delreality show che è l’Italia, è il tappabuchi di Studio Aperto, noi aquello scopo abbiamo articoli di ondo letterari, scientici e altrecosucce, loro hanno stupri e aggressioni.La violenza non è una risposta, è un prodotto che si vende bene,e la cornice è ben più luccicante dell’immagine in sé, che in on-do non è più tanto originale. Che importa se hanno 16 anni o 25,i nostri giovani son tutti uguali quando la lama è dalla parte sba-gliata. Il autore invece è tanto più interessante quanto è più sem-plice prendersela con lui, a torto o a ragione, e in un’ottica mate-rialista il capro espiatorio acile aumenta la vendita di notizie.La violenza non è una risposta, è un organismo autotroo, per-ché il nostro reality non riesce a stare senza, e l’audience si an-noia molto acilmente: è nel nostro interesse tenerla in vita; chesi chiami “strategia della tensione” o “cinica speculazione” o “co-me pare a voi” è solo una questione di nomenclatura, dopotuttol’eetto è sempre lo stesso.La violenza non è una risposta, è un trend che segue alla letterele leggi del mercato, le quali ultimamente non propendono più ditanto verso la celtica e il ventennio, che ormai sono cose passa-te di moda e non costituiscono più una cornice brillante: non cipiacciono più, e qualora si ripresentassero è compito nostro rin-novare la linea della nuova stagione, e buttare via vecchie oto eloghi stravisti che non interessano più il consumatore.La violenza, in eetti, è una risposta. Per svariati problemi è unasoluzione acile, rapida, e grazie ai Marcello Dell’Utri di tutta Ita-lia, grandi e piccini abbiamo anche una solida garanzia di impu-nità, tutto da sommare alla canonica distorsione mediatica e al-la nostra grande capacità di “igiene mentale”, quella vera, perchéquando serve le cose brutte le rimuoviamo perettamente.Rapido, silenzioso, e nessuno si arà male, o quasi.
Marco Cabizzamarco@autistici.org
attispazio.noblogs.org
 Fattispazio
è un progetto natoper il rilancio de-gli spazi pubblici rivendicati a diritto da abitantie studenti in quanto habitat naturale oerto dallacittà ai suoi cittadini. Nell’aermare delle neces-sità ignorate e la libertà di persone...
segue a pagina 3
Camminando nelle vie di Roma sivedono i resti dell’antica città roma-na. La caratteristica più bella in que-sti posti è che ci si immagina comesi vivesse un tempo. Il mercato inun grande spazio aperto, il oro ro-mano, la gente nelle strade. Non vo-glio qui are una lezione di storia, èsolo per arvi entrare in questo ha- bitat.Sembra che noi non abbiamo capitoniente degli insegnamenti delle ve-tuste civiltà (in eetti quella roma-na è solo un esempio, potevo citareche so anche i Greci…)Prendiamo Pavia. Oggi la cittadinanon è più il ulcro del lavoro, la stra-da non è più il punto di ritrovo, nonabbiamo più il senso di comunità. Siva a lavorare altrove, si pensa allapropria cena e al proprio riposo.
a pagina 2
San Siro...Comi
 
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Omnia homini, dum vivit, speranda sunt.
periodico mensileNumero 41Mercoledì 2Luglio 2008
 Fattispazio
è un progetto nato dal bisogno di ri-creare una dimensione per la socialità a Pavia. Peril rilancio degli spazi pubblici rivendicati a dirit-to da abitanti e studenti in quanto habitat natura-le oerto dalla città ai suoi cittadini. Nell’aerma-re delle necessità ignorate e la libertà di persone,non di riuti o portaogli ambulanti.Le iniziative vogliono rendere possibile l’espres-sione di un disagio che ha il solo pregio di esserecomune a tutti. Per questo, il consenso e la parte-cipazione cospicua sono ondamentali a ar si cheil parere dei più pesi davvero. È giusto riscoprirecosa si può are in città e reagire all’evidente de-grado senza abbandonarsi alla delusione che portaspesso a subire e inghiottire la antasia e le idee.Alcune campagne già nate dal dissenso sponta-neo, sono aperte come quelle uture ai pareri diognuno. Promuovere il progetto è permettere didocumentarsi sulla realtà e come si vorrebbe cam- biarla, che sia ruibe a chiunque l’inormazione inmodo semplice e chiaro.Le bandiere arancioni con il logo di attispaziorenderanno visibile chi spera che questa città pos-sa diventare un posto migliore. Per avere inorma-zioni sulle nostre iniziative, visita http://attispa-zio.noblogs.org
Finora sono solamente voci,ma sono bastate per scatenareun vero polverone.Il 4 giugno scorso sul
Corrieredella Sera
è uscito un articolocirca la proposta del Ministe-ro dell’Interno sulla possibi-le designazione della casermaRossani, ex base del Genio divia Riviera, a Centro di Perma-nenza Temporanea. Se questoprovvedimento verrà attuato, buona parte della caserma di-venterà un Cie, Centro di Iden-ticazione ed Espulsione, se-condo la nuova terminologiavoluta dal ministro Maroni. Ilcentro arriverà a contenere -no a 1.000 immigrati che, rico-nosciuti come clandestini, sa-ranno lì “stoccati” in attesa diessere rimandati nei loro pae-si di origi-ne.La propo-sta nonè anco-ra deni-tiva – siattendeuna risposta dal Comune – male polemiche sono già scop-piate. Alcuni consiglieri co-munali di Forza Italia si sonoapertamente opposti a questaproposta, ma è noto che quan-do il centro-destra è all’opposi-zione (in consiglio comunale,nda) si oppone di principio atutto, anche alle proposte deiloro stessi colleghi romani. Piùpreoccupante è il silenzio cheavvolge la Giunta pavese, or-se troppo intimorita sulla de-cisione da prendere, la qualepotrebbe essere la chiave dellacaduta denitiva della peggio-re amministrazione che Paviaabbia mai avuto.Da parte sua il governo si pre-para a varare il Pacchetto Sicu-rezza. Nel mentre, in tutta Ita-lia le autorità locali si lancianoin proclami e ordinanze oltre-modo assurdi. Sindaci e preet-ti, anche se di atto non sonoancora stati riconosciuti loromaggiori poteri alla lotta al-l’immigrazione, li stanno giàapplicando, e senza che nessu-no intervenga. Il Sindaco di Vo-ghera (PdL), due settimane aha emanato un’ordinanza cheimpedisce agli immigrati in re-gola di ottenere la residenzasenza un’assicurazione sanita-ria privata, pur sapendo per-ettamente che il nostro pae-se da sessant’anni riconosce achiunque il diritto all’assisten-za sanitaria pubblica come undiritto ondamentale.Da oltre un mese Milano è te-stimone delle irruzioni del-la polizia sui trasporti pubbli-ci per identicare e prelevare iclandestini che vi si trovano a bordo. È piuttosto triste doverdire che, durante queste azio-ni, oserei denire squadriste,le persone che assistono allascena generalmente applaudo-no in massa alle orze dell’ordi-ne. Sul perché avvenga questareazione da parte dei cittadi-ni le risposte sono moltissime,e al tem-po stessodicili daanalizza-re. Proba- bilmentei cittadinihanno unapercezione dalla realtà non ve-ra, o comunque sono vittimedell’incredibile quantità di in-ormazioni, distorte, che i me-dia trasmettono ogni giorno.Distorte perché i dati del Mi-nistero dell’Interno, pubblicatilo scorso settembre, metteva-no chiaramente in luce il attoche la criminalità in Italia dal2004 al 2007 è calata di diversipunti percentuali.Ormai però il mercato, e so-prattutto la politica, richie-dono questo, e quindicapiterà sempre piùspesso, come già ac-cade, di leggere quoti-diani nazionali in cui incentro pagina ci sarà un artico-lo su un rumeno che ha ten-tato di violentare una ragazzaitaliana, mentre sul bordo del-la stessa pagina troveremo untraletto di poche righe riguar-danti una ragazza stranieraviolentata da un italiano.Il Pacchetto Sicurezza, appro-vato dal Parlamento italiano,è ora al vaglio del Parlamentoeuropeo, che dovrà stabilire seè conorme o meno alle leggicomunitarie. Sarà necessariostabilire se queste norme por-teranno eettivamente un mi-glioramento della sicurezza nelnostro paese, oppure se nonaranno altro che aggravare ilproblema dell’immigrazioneclandestina: quasi sicuramen-te aumenteranno le procedurenecessarie per ottenere il per-messo di soggiorno, peggioran-do così il problema stesso del-la sicurezza.Dal canto suo la Lega e Bossisono pronti ad intervenire. I300 mila ucili lombardi, conannesse baionette, sono pron-ti a cacciare via gli immigrati.Peccato però che la Lega nondica come buona parte del la-voro nel “grande nord” del pae-se, specialmente nel settoreedilizio, industriale e agricolosopravviva grazie alla mano-dopera straniera. Questo attoporta a pensare che in realtà laLega non voglia cacciare via gliimmigrati, ma voglia lasciarliin una situazione di ospiti in-desiderati da poter sruttaree ar lavorare nella bassa ma-novalanza, pagandoli meno diun lavoratore italiano. Maroni,Calderoli e Borghezio voglionosolamente degli schiavi.Intanto, mentre il Pacchetto Si-curezza è in corso di analisi alParlamento eu-ropeo, sotto pe-santi critiche didiversi deputa-ti, buona par-te dei cit-tadiniita-liani ap-plaudono elicialle nuove leggi sul-l’immigrazione.Il 5 agosto 1938, anno 16° del-l’era ascista, sulla rivista “Ladiesa della razza” viene pub- blicato il Maniesto della raz-za, o meglio il Maniesto degliscienziati razzisti. Anche allora buona parte dei cittadini italia-ni applaudirono elici alle nuo-ve leggi sulla razza ariana.
Riccardo Scanarotti
5 agosto 1938 – Anno XVI E.F.
La criminalità in Italia dal2004 al 2007 è calata di di-versi punti percentuali
In tutto il trambusto che inve-ste l’amministrazione comu-nale (il caso Francesca, il casoGiurato, le crisi di giunta or-mai sempre più requen-ti, i litigi tra il Sindaco eil vicesindaco) una cosapiù di tutte preoccupa ilconsiglio comunale. E cicredo. Si ha tempo no ad Aprile 2009 per approvareil Pgt (piano di gestione ter-ritoriale) e il tempo cor-re, si sa. E non è micaacile riuscire a ca-pire come violenta-re ancora una voltail territorio pavesee come soddisarealti/altri interessi.C’è chi come i con-siglieri Campari eVeltri parla di Paviacittà della logistica,della grande distri- buzione, della po-ca attenzione chel’amministrazionerivolge alla res am-ministrata, e chi co-me Duse o Danesi-no dice che nonc’è nessun tipo diproblema. Beh,per capirci qual-cosa ci potrem-mo dare della pa-role più sensate e giusticatedi chi ci disegna unquadro logistica-mente logico, maavendo in ma-no il Pgt sipossonoare tan-te con-sidera-zioniancheda so-li.Mol-teareecitta-dinedove ora sorge il verde, moltezone perieriche, molte areedismesse avranno come de-stinazione d’uso aree residen-ziali, commerciali, parcheg-gi e quant’altro. La sducia cia pensare che ci sarà ben po-co destinato agli usi sociali, mache si continuerà con il mo-do di are che ha caratterizza-to l’apertura del Car-reour. Quale?Speculazione.Pochi giornidopo questediscussioni,il Sindaco ticaccia dal-la giuntal’assessoreBengiovan-ni (segretario cittadino diSinistra Democratica), per tuttiil Bengio, assessore all’istruzio-ne per cinque anni addiritturadalla giunta Albergati. Forsela Sindaca, in previsione di al-tre magagne, preerisce allon-tanare i più sensibili al sensodi onestà e vedere quanti sonoquelli di Sinistra Democraticache la seguiranno e aderirannoal Pd. Io scommetto due. Ho inmente le acce ma mi suggo-no i nomi, di sicuro sono per-sone che siedono puta caso neivari consigli di amministrazio-ne.Beh ortuna che arriva l’estatee il caldo ci rinresca le idee.Speriamo che il bollente cli-ma politico pavese prendauna bella gelata. Ci rivediamoa Settembre, chissà con qualeSindaco....
P.D’Occhio
Caldi consiglihttp://attispazio.noblogs.org
 
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mi raccomando, spazi, spazi, ma dal 3 al 5 tutti ai malaspina!!!
periodico mensileNumero 41Mercoledì 2Luglio 2008
Dieci anni a Pavia non dove-va essere una città meno son-necchiosa di oggi... anche sedi certo c’erano delle dieren-ze: un’istituzione come “il Ma-rio” era ancora aperta e c’erasoprattutto l’abitudine di ritro-varsi nelle piazze. Per molti lapiazza era “il oro” e si passa-va il tempo giocando a calciocon le lattine, “a barattolo” ap-punto!Poi un po’ alla volta è natal’esigenza di qualcosa di nuo-vo, di uno spazio che non os-se solo un luogo di incontro,ma un luogo dove osse possi- bile approondire determinatetematiche, organizzare dibatti-ti e eventi. Fin dall’inizio il Co-mune, che aveva ristrutturatolo spazio con ondi europei perpoi lasciarlo inutilizzato, ha po-sto diversi ostacoli, impedendoai ragazzi di svolgere iniziati-ve, perché dichiarate illegali oinadatte alla struttura. Alle at-tività ludiche si sono aancatisubito importanti progetti, co-me “Il Quartiere Sociale”, unostudio sulle aree dismesse del-la città e un possibile recuperopartecipato e collettivo di que-sti spazi, argomento ancor oggiondamentale.Il periodo precedente il G8 diGenova è stato orse quello piùcreativo e prolico, con la na-scita del Pavia Social Forumassieme a numerosissimi altrigruppi e associazioni: una retedi realtà autorganizzate e sin-goli che si inseriva nel discorsopolitico dei movimenti no glo- bal, per dare voce e dienderela rivendicazione dei diritti edella libertà di tutti i popoli delmondo, contro i soprusi dellemultinazionali e le privatizza-zioni delle risorse della terra!E poi il periodo subito succes-sivo, con il lavoro di supportomateriale e legale a tutte le vit-time della repressione e dellaviolenza di Stato di quel luglio2001.Da allora altri avvenimentihanno segnato la storia e l’at-tività dei movimenti no a ar-si sentire qui a Pavia: ne sonoun esempio lo scoppio delledue guerre, Aghanistan 2001 eIraq 2004, seguito in entrambii casi da grandi maniestazionidi piazza e da una orte parte-cipazione, in primo luogo deigruppi di studenti medi.Oggi come allora le politicheriguardanti i territori, le lororisorse e le persone che vi vi-vono rimangono importantis-simi. Ancora di più si può ve-dere come i grandi discorsi sirifettano sulla realtà che cicirconda e come possano esse-re arontati anche in manierapartecipata e condivisa, a par-tire da una città che non sa ri-progettare i suoi spazi oltre lalogica del centro commercia-le e che vive sulla presenza dimigliaia di studenti senza te-nerne conto nelle proprie po-litiche.Il Barattolo continua ad esse-re uno spazio libero, aperto al-le iniziative autorganizzate cheimmaginano e promuovono unmodello diverso, che ripensiil riutilizzo delle aree dismes-se con una gestione sensatadelle risorse compatibile conl’ambiente e la vivibilità, checoinvolga chi abita il territo-rio, dando voce alle esigenzedi mobilità, di accesso alla cul-tura e ai saperi e di socialità.Esempi chiari sono la lot-ta contro la costruzione dellaBroni-Mortara e degli impian-ti di bioetanolo di Zinasco e Ri-valta Scrivia.È da poco iniziato uno Spor-tello Migranti con l’associazio-ne “Ci siamo anche noi”, che sitiene tutti i lunedì, mercoledìe venerdì dalle ore 14.E tante altre iniziative sono incantiere...csabarattolo.org
collettivo Co.R.S.A.Ri.
CSA Barattolo
10 anni per una città diversa
 Lettera pervenuta in redazioneda anonimo... pubblichiamo per intero per dovere di cronaca. Kronstadt comunque è propriod’accordo con il contenuto, anzivorrebbe conoscere meglio il re-dattore…
Camminando nelle vie di Ro-ma si vedono i resti dell’anti-ca città romana. La caratteri-stica più bella in questi posti èche ci si immagina come si vi-vesse un tempo. Il mercato inun grande spazio aperto, il ororomano, la gente nelle strade.Non voglio qui are una lezionedi storia, è solo per arvi entra-re in questo habitat.Sembra che noi non abbiamocapito niente degli insegna-menti delle vetuste civiltà (ineetti quella romana è solo unesempio, potevo citare che soanche i Greci…)Prendiamo Pavia. Oggi la citta-dina non è più il ulcro del la-voro, la strada non è più il pun-to di ritrovo, non abbiamo più ilsenso di comunità. Si va a lavo-rare altrove, si pensa alla pro-pria cena e al proprio riposo.Giustissimo. Ma c’è anche tuttaun’altra parte di città. Che vivediversamente, pur “producen-do” qualcosa. Ci sono, semprea titolo di esempio, gli studen-ti, universitari e non, i giova-ni lavoratori e le persone inte-ressate a qualcosa di più chea loro stessi. I ragazzi del cen-tro sociale Barattolo, le diver-se associazioni giovanili (manon solo) che anno eventi di-ondendo cultura, interesse eraggruppando centinaia di gio-vani, le rappresentanze sinda-cali all’interno dell’Università,il circolo Arci Radio Aut con isuoi 402 soci.Già, proprio qui volevo arriva-re.Il circolo, gestito autonoma-mente da un gruppo di studen-ti universitari per la maggior-parte uori sede (ho detto uorisede, potrebbe non regarglie-ne nulla di questo territorio edelle strutture ricettive e ag-gregative!), è un circolo chiara-mente no prot, dove tutti so-no volontari.Si lavora per are musica dal vi-vo, cineorum, mostre otogra-che, concorsi di poesia o divideo autoprodotti, si a la mu-tua studentesca al suo interno,con un servizio di cercacasa ocercalavoro per studenti e non,aveva un internet point gratui-to, avrà una biblioteca sociale...insomma un po’ di cose che aPavia non anno alcun male.Una diusione di saperi, ter-mine che piace molto a questacittà (c’è pure un estival), unesempio di come ci si possa or-ganizzare solo con la volontà.Come tutti i posti, anche il Ra-dio Aut ha i suoi problemi. Avolte ci sono persone rumoro-se e astidiose. A volte i soci siritrovano a are servizio di sor-veglianza invece di poter occu-parsi della crescita del luogo.Tutto questo senza nessun in-teresse da parte delle orze del-l’ordine, che aticano a passarevolontariamente ma che nonrispondono neanche agli soslanciati dal circolo stesso.Il risultato è che per i rumo-ri antropici provocati all’ester-no del locale (e pare ancheall’interno), dopo problemi le-gali già arontati, dopo averperso un ricorso per un’ordi-nanza di chiusura avvenuta loscorso anno, oggi Radio Aut siritrova nella stessa condizionee chiude alle 22.00. In quellavia c’è anche l’Osteria Lettera-ria Il Sottovento, che chiude al-le 23.00 per gli stessi problemi.Toh, guarda caso.Probabilmente il Radio Aut sisposterà, questo appare ovvioanche all’occhio di un inesper-to. Ma c’è comunque da rifet-tere su questa situazione. Nonvoglio qui parlare delle sceltedell’amministrazione o di que-stioni politiche, mi vorrei per-dere nella scienza della logica,invece.Non è che se si a chiudere unposto la gente scompare. Na-turalmente la gente si spostae basta. Fa “casino” (ma vi as-sicuro che non è solo casino,è anche aggregazione ed entu-siasmo) altrove. Altrove i vici-ni si lamenteranno. E la genteandrà più in là. Più in là i vi-cini si lamenteranno. E ci sisposta ancora. Ancora i vici-ni si lamenteranno. E così via.L’unica cosa da are è estirpa-re questi giovani astidiosissi-mi che si permettono di nonstarsene rinchiusi negli appar-tamenti concessi in locazionedai magnanimi cittadini (loro,sì, di diritto) pavesi. Quei pave-si che vedono uno studente so-lo come un portaogli che cam-mina.Tutto questo mi a ridere e nonmi sembra ragionevole. Tra l’al-tro avviene in sempre più città.E mi viene da pensare che or-se noi giovani siamo davvero brutti, scomodi e astidiosi. Oorse è un cliché che ci portia-mo dietro perché ultimamentei mass media ci descrivono so-lo come dei bamboccioni, deglialcolizzati quando si superanoi limiti alla guida, dei violenti evia dicendo.“Non so cosa are, mi unisco algruppo di picchiatori perché misento orte, o sono presomale-dallavita e mi autolesiono”. An-che a questo porta la mancanzadi spazi. In cui coltivare i pro-pri progetti e investire le ener-gie per orire alla città qualcherisorsa in più, e nel rattempocrescere imparando a condivi-dere e a rispettare il prossimo.Mi sembra veramente genialecontinuare a isolare, a negare(come accade per i amosi con-certi University Music Festival,ai più UMF) o a chiudere i giàpochi spazi che la città ore.Ottima mossa. Strategica.
San Siro... Comi

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