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Rientrata in albergo, mi infilo in una maglietta XXL omaggio di una Lufthansarammaricata del disguido del bagaglio e lavo i denti con un
nécessaire
diqualità. Quasi contenta del disguido e dei miei regalini.
13 agosto 2009 - Helsinki
Il giorno dopo, neanche a dirlo, al mio risveglio di buon’ora lo zaino è lì in
reception
. “
Scusi ma quando è arrivato?
” Il biondone, mio innamoratofinlandese numero 736534, controlla e mi dice “
Alle 3.27 signora, ma abbiamo pensato di non svegliarla per avvisarla in piena notte
”.Per un secondo regalo un invisibile sorriso di ringraziamento al ricordo dellasignorina efficiente dell’aeroporto e le do atto di aver mantenuto la minaccia.Il
buffet
della colazione trasuda nordicità non solo dai prodotti, ma anche dallospirito: le brocche di latte sono distinte a seconda di ben 4 diverse percentuali digrasso e di lattosio, le uova divise tra quelle bollite per 4 e quelle bollite per 7minuti, un enorme tavolo di prodotti specifici per chi soffre di intolleranze. Quasiquasi prenoto un mese di soggiorno per mia madre e il suo esercito diintolleranze alimentari.“
Vorrei affittare una bicicletta
”, dico alla receptionista con occhi mozzafiato. “
Le nostre bici sono a sua disposizione e gratuite
”. Ma che meraviglia questopianeta!Inforco il mio bolide rosso con una soddisfazione da trofeo e mi fiondo allaconquista dei non so quanti chilometri di ciclabile della città. Avida di senso diappartenenza e allergica alle sensazioni di estraneità, sono già pronta afesteggiare la mia rapidissima integrazione tra i finlandesi già a poche oredall’atterraggio, quando al primo semaforo sono costretta a volare basso: ma ifreni di questa cosa dove sono??? Schivo miracolosamente un paio dipasseggini e riparo in una frenata di emergenza alla Flinstones. La vergognabrucia poco solo perché è ancora molto presto e in giro c’è poca gente chepossa ridere della mia
performance
. Freno a pedale, ovviamente: anche perfermarsi bisogna faticare. Tutta salute.