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Kronstadt 36

Kronstadt 36

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©
Massimo Ghimmy
ronstadtk
periodico mensileNumero 36Venerdì 26Ottobre 2007
fareinchiestaa Pavia
Palazzinari di ieri e di oggi
 Alcuni enomeni endemici di qua-lunque società umana sono: corru-zione sistematica, gruppi di potereche manipolano dall’alto le decisio-ni dell’autorità legittima, clientelari-smo, malavita organizzata. E’ impos-sibile pensare ad una società senzaquesti enomeni, dalla civiltà di Ro-ma, al Giappone dei Tokugawa, al-la Spagna di Zapatero. Il problema,quindi, non è qualitativo, ma
quanti-tativo
: quanto questi enomeni grava-no sullo stato? E quanto danneggia-no realmente la comunità. E’ recentela notizia secondo la quale la maiarappresenta la più grande aziendadel paese: 90 mld di atturato, 7% delPIL
[1]
. Non è possibile ascoltare que-sta notizia e non indignarsi, special-mente se la si ascolta annunciata altelegiornale con leggerezza e rapidi-tà quasi ironica. Com’è possibile cheoggi certe notizie passino impunitesotto gli occhi dell’opinione pubbli-ca, mentre all’inizio degli anni no-vanta una olla di incazzati lanciavamonetine adosso a Bettino Craxi, pri-ma che questi uggisse per evitare lagalera? Ciò accadeva (anche) perchéin quegli anni gli scandali della poli-tica acevano notizia: giornali e tele-giornali battevano orte sul tamburo.Ora è la situazione è diversa.Cosa possono are i cittadini di ron-te ad un nemico così sproporzionato?Cosa possono are i Davide qualun-que contro i Golia del potere illegit-timo? Che are quando Licio Gelli,gran maestro della P2, dalla tran-quillità della sua casetta, dov’è agliarresti domiciliari (unica pena per isuoi crimini) guarda i atti e dichia-ra candidamente
[2]
“Guardo il Paese... e penso: ecco qua che tutto si rea-lizza poco a poco ... orse dovrei ave-re i diritti d’autore. La giustizia, latv, l’ordine pubblico. Ho scritto tuttotrent’anni a”? E che are quando unministro indagato strappa l’inchiestadalle mani di chi lo indaga e minac-cia, nemmeno velatamente, di ar ca-dere il governo
[3]
? La risposta è ba-nale: i cittadini possono dionderele notizie. I cittadini possono non di-menticarle. I cittadini possono discu-tere, ar sapere quello che realmenteaccade. Non è poco! Non dimenti-chiamo che esiste il diritto di voto,e il voto è uno strumento potentissi-mo. E’ ancora la gente che riempie lepiazze (
e adesso ammazzateci tutti!
),è ancora la gente che crea le associa-zioni. Se non ci pensano i media tra-dizionali, allora devono pensarci lepersone comuni. E’ senso del dove-re. Dovere civico. Ci sono i mezzi perarlo: il bancone del bar, la piazza ela rete... la rete soprattutto: orum, blog, newgroup. Noi della redazione(e voi lettori) abbiamo anche Kron-stadt! E’ per questo che lo usiamo!
[1] http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2007-10-22_122117381.html[2] La Repubblica, 28 Settembre 2003[3] http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_19/mastella_voto_berlusconi.shtml
Simone Marini
Che are?
Cito pari pari dal dizionarioZingarelli della lingua ita-liana:Palazzinaro [da palazzina;1978] s. m. (. -a) ° (spreg.)Costruttore edile che si è ar-ricchito con la speculazioneedilizia.Il enomeno della specula-zione edilizia esiste, a livel-lo storico, praticamente daquando esistono le primecittà. Alcuni storici lo atte-stano addirittura nella Ro-ma imperiale, mentre altrecorrenti di pensiero lo lega-no a enomeni come la rivo-luzione industriale e la gran-de corsa all’urbanizzazionedegli ultimi secoli.Il concetto di speculazioneapplicato al campo dell’edi-lizia è molto semplice, o al-meno lo è stato ino ad ora.Un imprenditore, un immo- biliarista o più precisamen-te un palazzinaro, è proprie-tario di un’area ediicabile.Solitamente quest’area edi-icabile è un terreno “vergi-ne”, a destinazione agricola.Il terreno viene comprato adun prezzo di mercato in ba-se alla destinazione d’uso.Col passare del tempo – ela storia ha dimostrato co-me non servano decenniper ar cambiare questa de-stinazione d’uso – il terrenoacquisisce l’idoneità all’ur- banizzazione e quindi cre-sce enormemente di valore. A questo punto il palazzina-ro può vendere il terreno alnuovo prezzo oppure comin-ciare a costruire. Nel secon-do caso, a ronte di un inve-stimento per l’ediicazionedi appartamenti, spazi per ilcommerciale o per il terzia-rio, industrie o chissà cos’al-tro, il nostro imprenditore sitrova con un grande capita-le immobiliare da immette-re sul mercato. Con i soldiguadagnati potrà riprodurrequesto ciclo più o meno al-l’ininito.Questo è accaduto in parti-colare a cavallo ra gli anni50 e 60 del secolo passato.Ma oggi? Oggi, i vari pianiregolatori adottati dalle di-verse città dovrebbero in-tervenire a livello preventi-vo per evitare manovre delgenere. Cambiare la desti-nazione d’uso di un area po-sta sotto vincolo agricolo do-vrebbe essere più diicile e,di atto, questa diicoltà hacomportato una svolta nelleoperazione speculative. Orail nostro imprenditore, im-mobiliarista o meglio palaz-zinaro – che potremmo chia-mare, per dierenziarlo daquello precedente, “SignorZ.” - diventa proprietario diun’area che potremmo dei-nire inutilizzata, “dismessa”.Diciamo, per sempliicare ildiscorso, che il “Signor Z.”ha pagato 100 euro un’areadi 100 mq. A questo punto il“Signor Z.” vende al “SignorC.” 50 mq. di quest’area per100 euro... acendo intuire atutti – e soprattutto alle Ban-che – che il valore dell’areada lui comprata, e in parterivenduta, è passato da 1 eu-ro al mq. a 2 euro al mq. Le banche concedono prestitisulla base di questo “nuovo”valore ed il gioco per il “Si-gnor Z.” è atto, si ritroveràin mano un surplus di capi-tale che gli permetterà gros-se libertà d’azione.La storia dei grandi impren-ditori nel settore dell’ediliziain Italia è ricca di grandi no-mi, nomi che sono stati permolto tempo alla ribalta nel-le cronache dei telegiornalie sulle pagine dei quotidia-ni, nazionali e non. Un invi-to è rivolto a tutti per appro-ondire le carriere nel ramoedile di Silvio Berlusconi,Steano Ricucci, FrancescoGaetano Caltagirone, Dani-lo Coppola e di Luigi Zuni-no. Come dire che il matto-ne non è mai uori moda enon ha nemmeno una ban-diera politica di appartenen-za.M.S.
Per rendersi conto di come inverità la nuova metodologiaspeculativa adottata, nel nostroipotetico caso, dal “Signor Z.”,conduca soltanto verso grossiguai, può essere utile leggeredue articoli comparsi su “Il So-le 24 Ore”: “La cura per Risana-mento: al via la vendita di as-set” del 10/10/07 e “Il cantiereMilano nel segno delle banche”del 21/10/07.
 
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Non buttate le cicche in terra
periodico mensileNumero 36Venerdì 26Ottobre 2007
È passato un mese e siamo an-cora in onda in orma ridotta. Abbiamo assistito a tre ConsigliComunali, di cui uno autocon-vocato dalla minoranza. Siamosempre più sbigottiti dai nostriamministratori. A loro un con-siglio populista: “piuttosto chear pagare così tanti parcheggi,ate pagare un biglietto per as-sistere al Consiglio. Non sapetequante serate ci avete risolto.”Procediamo in ordine tempora-le. Coi titolini.
Primo ottobre
Due punti al-l’ordine delgiorno (O.d.g.):il decentramen-to delle unzioni catastali ai Co-muni e l’approvazione del nuo-vo regolamento di ognatura.Rufnazzi (DS), presidente delConsiglio, come sempre, ten-ta inutilmente di ar valere l’O.d.g. e di procedere con ordine.Poverino. Tutti ormai aspetta-no l’intervento della Sindaca,che ci deve delle spiegazioni. Ilnostro eroe (Rufnazzi) riescea mediare e a ar sì che alme-no uno dei due punti all’O.d.g.venga arontato. Si decide chele unzioni catastali, le impostesugli immobili (Ici) e sui rifu-ti (Tarsu) verranno decentrateal Comune, con notevoli entra-te in bilancio. Il secondo puntoall’O.d.g. non sarà neanche ac-cennato.Parola al Sindaco. Legge le suedodici pagine eroicamente,senza prendere fato. Forse perpaura che qualcuno le accianotare qualche piccola incoe-renza. Il discorso è vasto, quin-di abbiamo pensato di dedicar-gli un articolo a parte: “Crisi diGiunta – Dove mi siedo?”. È im-portante. Leggetelo.Il Consiglio prosegue in una ba-garre generale in cui si a nota-re la mancanza di Gigi il Lurido(indip.), noto venditore di pa-nini con la porchetta che conla sua voce stentorea avrebbedato un senso al tut-to.
Sedici ottobre
Consiglio auto-convocato dal-la minoran-za. Presentel’opposizione,Campari eratelli Veltri. I Marx assenti.Troppi comici, hanno detto. Facapolino un timido Di Tomaso(PRC), che non partecipa allaseduta. Nel Consiglio, non vali-do a causa dell’assenza del nu-mero legale, si discute di pro- blemi concreti: ASM, quartieri,piscina, Palaravizza, Edimes,GS, P.I.I., P. R.G., aree dismes-se, cementifcazione, pressio-ne fscale, Festival dei Sape-ri, giovani, ambiente. Labate(AN) nonsi incaz-za e Bru-ni (FI) di-stribuisceun dossierche ripor-ta i problemi irrisolti della cit-tà.Il Consiglio si svolge a taralluc-ci e vinsanto senza gran con-traddittorio: mancava la mag-gioranza. Neppure stavolta sipresenta Gigi il Lurido.
Ventidue ottobre
Delirio. Ancora due punti al-l’O.d.g.: relazione in meritoalla situazione Rom e la com-plessa questione ognature. Main Sala ci sono lavoratori delsupermercato Gs, pseudo-gior-nalisti, cittadini. In un momen-to di sincerità, la Sindachessa lichiamerà ospiti, visitatori. As-surdo.Tutti aspettano il Sindaco, chedeve spiegare cosa ha atto lamaggioranza in queste tre setti-mane. Rimandiamo ancora al-l’articolo a fanco. È importan-te.Dopo il discorso, il nostro eroe,Rufnazzi, prova a are il suolavoro. Vuole concedere le in-stant question
[1]
per acconten-tare i lavoratori presenti in au-la.Labate si incazza. Bruni si in-cazza. Si deve parlare della cri-si di Giunta.Di Tomaso si incazza. Bisognaparlare delle instant question,dei lavoratori!La spunta l’asse Rufnazzi-DiTomaso. Passiamo alle in-stant question, una sola, la-voro: problema del super-mercato GS. Poi si parleràdella crisi.L’otto dicembre verràaperto un super-mercato GS-Carreoura TorredelGallo, con la chiusura dei dueGS cittadini. Questo comporte-rà il licenziamento di un cen-tinaio di persone. E il Dìper-Dì, gruppo GS-Carreour, cheaprirà al posto di quello in Via-le Matteotti, garantisce l’assun-zione di solo 68 dipendenti, alcontrario di ciò che il Sindacoaveva promesso. Quindi più li-cenziati che assunti. Inoltreviene tolto un servizio utile alcittadino. Ma il cittadino contapoco; “Ma io già devo ammini-strare la città, devo anche pen-sare a ar elici i miei cittadini?”(da un dialogo inormale tra as-sessori). Non è uno scherzo.Durante la discussione assistia-mo al circo. Di Tomaso prendela parola. Il Sindaco, che qual-che minuto prima aveva redar-guito i presenti, è palesementedistratta e parla concitata conFilippi (vicesindaco). Di Toma-so chiede cortesemente a Ru-fnazzi di richiamare all’ordineil primo cittadino. La tensio-ne è già alta ma non è ancoraal limite. Interviene Galandra(AN), poi Campari, poi Filippi.Ci si mette anche Di Tomaso.Sembra di essere tra i banchidelle elementari. Rufnazzirichiama all’ordine acen-do una classifca dei piùmaleducati (bronzo: Fi-lippi, argento: Campa-ri, oro: Galandra; nonclassifcato Di Toma-so). Labate si incazzae chiede la pausa. Do-po mezz’ora si riprende.I lavoratori capiscono che perparlare di GS ci vorrà un Con-siglio Comunale convocato ap-posta e se ne vanno.Si parla di crisi. Rimandiamo,per l’ennesima volta, all’artico-lo già citato.Verso mezzanotte si passa alleinstant question tra il disinte-resse generale. Alla una tutti acasa, buonanotte. Conclusioni?Come al solito, nessuna! Ah, avete notato che rimangonoaperti i problemi Rom e ogna-ture? Secondo me saranno al-l’O.d.g. del prossimo consiglio.Sono aperte le scommesse.E Gigi il Lurido?
P. D’Occhio
[1]:Domande arisposta im-mediata. Civoleva l’in-glese...
Resoconto di poco edifcanti Consigli ComunaliVolete un Consiglio? Forse è meglio una Giunta
devo amministrare lacittà, devo anche arelici i miei cittadini?
Crisi di Giunta
Dove mi siedo?
Durante il Consiglio Comuna-le del primo ottobre, il Sinda-co Capitelli ha preso eroica-mente la parola per leggereun importante comunicato.Nonostante a Pavia vada tut-to bene (sue parole), ha apertoun tavolo di veriica chieden-do al Consiglio quindici gior-ni per organizzare il riassettodella maggioranza. Al Consiglio del 22 ottobre,ha chiuso il tavolo di veriicasenza veriicare nulla. Si sonospartiti semplicemente le pol-trone. Lo sostengono loro! E’incredibile!Le persone sono rimaste lestesse, le cariche sono rimbal-zate da un assessore all’altro;l’unica novità è Luciano Ros-sella (Udeur - Pavia città perl’uomo). No-vità… già sindaco di Zenevre-do e presentatosi alle scorseelezioni con un programmacompletamente diverso daquello della Capitelli. Improv-visamente i programmi sonogli stessi. Un assessore per idue voti Udeur in Consiglio.Siamo perplessi. Voi no?Non avendo il diritto di parolain Consiglio, utilizziamo que-sto oglio di carta per esprime-re il nostro disappunto. Con-idiamo nell’analisi del lettoree ci limitiamo a piccoli soghidi rabbia.Ecco, a posteriori, le più incre-dibili aermazioni della Sin-daca all’apertura del tavolo.
“Pavia non è una città razzista. È una città civile e accogliente.” 
Sarà per questo che dopo la ve-riica è stato dato l’assessoratoper l’immigrazione alla newentry Rossella. Probabilmen-te Brendolise qualche errorel’aveva atto. Chiedete ai Rome agli abitanti di Pieve PortoMorone cosa ne pensano.
“La nuova oerta abitativa haconsentito inoltre di aprire ilmercato immobiliare, creando più concorrenza, con l’eetto diridurre i prezzi e migliorare laqualità degli ediici.” 
 Di certo non parla delle casepopolari. Di certo non si ri-erisce agli aitti che conti-nuano ad aumentare.
“Nei due anni di vita del nostro Festival [dei Saperi], la città di Pavia è balzata decisamente nelnovero delle realtà più interessan-ti per la sua proposta culturale,come sulla stampa nazionale si è potuto verificare ampiamente.” 
Non è vero. Le inserzionisui media sono state pagate150.000 euro. Quasi nessunoha scritto spontaneamente sulFestival. Siamo initi sulle pri-me pagine nazionali, è vero,ma per il caso Rom.Inoltre la gestione dei bilancidel Festival è arrivata alla Pro-cura.
“Giudico il ricorso continuo allestesse [Procura e Corte dei Con-ti] […], un segno di debolezza eimbarbarimento della politica.” 
In eetti è un segno d’imbarba-rimento. Non certo della Pro-cura o di chi ricorre ad essa.
“Tutti vorrebbero avere qualco-sa in più ma ciò non è possibi-le” 
Però qualcuno ce l’ha atta.Chi sono? Udeur, SD e SDI.
“C’è una gran atica dietro laGiunta. [...] atica di alcuni, nondi tutti, lo voglio dire chiaramen-te: c’è chi lavora assidua-mente [...]e chi sembraabituato ad una vec-chia politica, attadi parole” 
 Nonostan-te os-seroinpo-chi aaticare, gli assessori sono ri-masti tutti. Evidentemente sipensava di rimpiazzarne qual-cuno, ma il problema è sta-to risolto creando una nuovapoltrona.
“Voglio inine sottolineare un’al-tra di queste urgenze, in da su-bito: si tratta del risanamento di ASM, [..], ormai da alcuni annicon bilanci preoccupanti.” 
Meno male che dopo due an-ni e svariati richiami da par-te dei consiglieri se ne è ac-corta.
“Tre parole [...]: imparzialità,trasparenza e promozione del-l’interesse pubblico.” 
Non ce ne eravamo accorti.
“Un Sindaco che ascolta tutti eche alla ine decide.” 
Ce ne eravamo accorti.
“Priorità: 1.dare entro quindici giorni un assetto deinitivo allamaggioranza, nonché un nuovoassetto agli organismi delle par-tecipate 2.veriicare e integrareil programma di mandato conquello di Pavia, Città per l’uomo3.rilettere sul ruolo degli asses-sori [...] 4.are uno sorzo mag- giore [...] per l’eicienza e la cor-rettezza dello svolgimento delConsiglio Comunale.” 
Finalmente un punto rispet-tato. Dopo tre settimane l’uni-ca azione uiciale intrapresaè stato mettere a sedere chi didovere.P.D’Occhio
I Fratelli Veltri (Cantiere)Ettore Filippi Filippi, Vicesindaco (orse nobile)
 
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Nene e Nanni senza inganni
periodico mensileNumero 36Venerdì 26Ottobre 2007
Venerdì 12 ottobre scorso Pie-ve Porto Morone ha assistito adun’ennesima maniestazionedi Forza Nuova. Motivazione:ulteriore protesta contro i Romancora presenti presso CascinaGandina.Una processione di circa uncentinaio di persone, armatedi accole e bandiere attraver-sa la razione Casoni lancian-do insulti razzisti e animandoil buio notturno con umoge-ni e petardi. Tutt’attorno so-no schierati poliziotti in tenu-ta anti-sommossa.Il corteo prova a passare daicampi per raggiungere l’edi-cio dei Rom dal retro. Da lon-tano si sentono cori: “via i Romda casa mia!”. Si sente lo scop-pio di un petardo, poi il suo-no di una tromba da stadio. A sprazzi si ha l’impressionedi essere in curva durante underby sportivo. All’arrivo nel cortile di ronteall’abitazione, il corteo è aper-to da bambine, che con rego-lare accola cantano “uori iRom dalla mia città”.I maniestanti si radunano dironte alla cascina. Davanti atutti uno striscione. Dietro leteste rasate dei “orzini”; dietroancora bandiere del movimen-to, croci celtiche, accole e, in-ondo a tutti, gli abitanti. Que-sti ascoltano le massime che ilcoordinatore di FN, Diego DiSopra, lancia dall’altoparlante. Applaudono meccanicamenteogni volta che nisce una ra-se, guidati da un abile tecnicoche li aiuta nell’impresa.Improvvisamente dall’abita-zione dei Rom si intravedonoIrene Campari e Giovanni Gio-vannetti. È il caos. La olla ini-zia ad inveire con insulti con-tro la consigliera del comunedi Pavia e contro il membrodel Circolo Pasolini. Qualcunotenta di lanciare un umogenocontro di loro. Le minacce so-no all’unanimità. La situazio-ne diventa talmente tesa cheun unzionario di polizia deveinvitarli ad entrare in casa.Poco dopo anche la maniesta-zione termina, si è detto tuttociò che si doveva dire, proba- bilmente niente. I più esalta-ti sono alcuni abitanti di Pie-ve. Non se ne vogliono andaree continuano ad inveire versol’abitazione. Qualcuno di lorosi distinguerà poco dopo quan-do, mentre Irene Campari sene andrà, prenderà a calci esassate la sua macchina.Una serata da ricordare, da ri-cordare perché si è assistito adun esempio di razzismo puro.Si è partiti da un evento perottenere un risultato assolu-tamente svincolato dal eno-meno iniziale. Gli abitanti diPieve Porto Morone sono sta-ti volontariamente istigati al-l’odio razziale. Ma non c’è dapreoccuparsi, perché il sinda-co di Pieve le sera stessa si èpresentato alla maniestazio-ne e, dopo un rapido sguardo,ha dichiarato che tutto era nel-la norma.
Riccardo Scanarotti
Girovagando tra le pagine diinternet, ci siamo imbattutinel temutissimo “Codice Etico”del “Gruppo Espresso”, di cuila Provincia Pavese a parte.Il Gruppo “richiede a tutti i di-pendenti [...] il rispetto delleregole aziendali e dei precet-ti stabiliti nel presente Codice”(art. 1).Da molto pensiamo cheil giornalismo diusodalla Provincia non siaispirato alla volontà diinormazione, ma a logi-che di accondiscenden-za politica o economica. Esem-pio ne sono il trattamentoriservato ai casi Rom, Festivaldei Saperi, Autostrada Broni-Mortara, Partito Democratico,Crisi di Giunta.D’altra parte, 92.700 euro (ver-sati dal Comune per la “pub- blicità dei Saperi”) potrebberominacciare l’indipendenza diun’azienda che dovrebbe occu-parsi di inormazione. Il Codi-ce Etico dovrebbe metterci alriparo da eventuali situazionispiacevoli.L’articolo 2 del Codice Etico delGruppo Espresso, dall’altiso-nante titolo “MISSIONE E VI-SIONE ETICA”, ci aiuta a com-prendere come gestire questedicili situazioni. Lo riportia-mo per intero, se lo merita:“L’obiettivo principale ricono-sciuto e perseguito dalle So-cietà del Gruppo Espresso è lacreazione di valore per gli azio-nisti, cui sono orientate le stra-tegie e la gestione operativa diciascuna Società appartenenteal Gruppo.Il Gruppo Espresso intendemantenere e sviluppare il rap-porto di ducia con i propristakeholder [gli azionisti, NdA]e perseguire i propri obiettiviricercando il migliore contem-peramento degli interessi coin-volti, nel rispetto di tutte ledisposizioni di legge e dei prin-cipi di onestà, imparzialità, a-dabilità, lealtà, correttezza,trasparenza e buona ede.”Ci domandiamo solo se tra gliazionisti gurino imprenditoricome Gavio e Zunino, politicicome Capitelli, Filippi, e Por-tolan. In caso contrario consi-gliamo vivamente loro di ac-quistare qualche azione delGruppo. Ma secondo noi nehanno già parecchie, altrimen-ti troppe cose sarebbero in-spiegabili...
Francesca Orsini,Luca Schiavi
Fenomeni da baracconeProvincia Pavese
Semplicemente Agghiacciante
Fra le macerie della democra-zia, il 29 settembre, si è svoltaa Pavia una maniestazione an-tirazzista. Hanno partecipato:cittadini, studenti, Rom, parti-ti, attivisti del luogo e giunti daaltre province.Il motivo per cui slare? Soste-nere un “NO” incondizionatoal razzismo.Purtroppo i me-dia locali hannoriportato la noti-zia interpretan-do il corteo comeuna maniestazione dei partitidi sinistra contro il Sindaco ela sua Giunta.Qualcosa è andato decisamen-te storto. Nonostante le racco-mandazioni da parte degli or-ganizzatori di mantenere vivoil messaggio “No al razzismo”,si è sogata nel corso della ma-niestazione la rabbia verso leistituzioni cresciuta negli ulti-mi mesi.Purtroppo i giornali locali nonhanno visto tutto il resto. Unaolla motivata da sentimentinon dettati da logiche politicheslava solidale per la prousio-ne di un valore che negli ulti-mi mesi a Pavia sembra esser-si perso. Molti volontari hannosostenuto lo striscione iniziale.Tra questi la peruviana CarmenSilva, ondatrice della coopera-tiva per la ormazione e l’inse-rimento lavorativo delle donnemigranti . Uno dei molti esem-pi di asso-ciazioni evolontariche lavo-rano in si-lenzio.Purtroppo alcuni slogan dalsapore un po’ vetusto hannospinto i media locali a stru-mentalizzare il doveroso gestodi protesta davanti a PalazzoMezzabarba. La stessa Sindaca,durante il Consiglio Comuna-le del primo ottobre, ha com-mentato i maniestanti davantial Palazzo in maniera poco ele-gante, e se possiamo permet-terci anche poco intelligen-te, con scarso senso di criticae autocritica, denendoli scal-manati estremisti.Purtroppo nessun media ha no-tato che, alla ne della manie-stazione, in Piazza Vittoria c’èstato un collegamento teleoni-co con Moni Ovadia (che ha ri-cevuto recentemente la laureahonoris causa a Pavia, e duran-te lectio magistralis su “L’altroe il suo ingombro” ha dichia-rato che “chi teme e critica lacultura Rom è ondamental-mente un razzista”); purtropponessuno ha ascoltato le paroledei cittadini Rom e del rappre-sentante dell’associazione ca-merunense; purtroppo nessu-no ha visto i dominicani dellazona Ticinello sul palco.Concludendo, la maniestazio-ne è stata comunque un suc-cesso. Hanno partecipato dav-vero molte persone (più di1000) accomunate da uno stes-so ideale. Purtroppo non si so-no visti molti pavesi. Forse,continuando ad ascoltare pas-sivamente le notizie senza svi-luppare un minimo di coscien-za critica, gli ideali rimarrannoin quelle persone denite in-giustamente scalmanate.
Francesca Orsini,Luca Schiavi
Maniestazione antirazzista 29 settembre
come
e
perché
inascoltati
NO incondizionatoal razzismo.giornalismo della Provincianon ispirato alla volontà diinormazione.Pieve Porto Morone, 12 ottobre 2007Il sindaco di Pieveha dichiarato che eratutto a posto.Reinterpretazione del Quarto Stato

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