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Kronstadt 23

Kronstadt 23

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Published by: La redazione di Kronstadt on Oct 28, 2009
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12/25/2009

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Premessa numero uno:Nel caso vinca ancora Silvionon faremo come UmbertoEco. Davvero. Non scappere-mo a Cuba. Neppure andremosui monti a fabbricare molo-tov. Non invocheremo la mor-te della democrazia (anchese dopo Dio e Marx anche leinon si sente tanto bene). Nonci lasceremo andare ad istericipianti. Faremo quello che ab- biamo fatto negli ultimi anni:ci rimboccheremo le maniche(che oramai saranno arrivatealle spalle), continueremo a la-vorare, nel nostro piccolo, sulnostro territorio. Come poteteleggere nella quarta di questonumero. Perché, tanto per sco-modare Thomas Jefferson “seuna nazione pretende d’essereignorante e libera essa preten-de ciò che mai è stato a mai sa-rà... Un popolo non può esse-re al sicuro senza il sapere. Làdove la stampa è libera, e cia-scuno sa leggere, tutto è al si-curo.”Premessa numero due:Non abbiamo il ato dei fondi-sti del NYTimes o del Corsera,né la cultura di certi intellet-tuali affermati. Non perderemotroppo tempo in noiosi discor-si sulla crisi della democraziarappresentativa ed il ruolo deimass media, sull’intreccio trapolitica ed affari, su una socie-tà che vive di raccomandazionie di privilegi invece che di im-pegno e talento. Su un governoche ha avvallato e favorito que-“La sua gura di ottimista di sé,le sue astuzie oratorie, l’amoreper il successo e per le solenni-tà domenicali, la virtù della mi-sticazione e dell’enfasi riesco-no schiettamente popolari tragli italiani. [A]... manca il sen-so squisitamente moderno del-l’ironia, non comprende la sto-ria se non per miti, gli sfugge lanezza critica. Coerenza e con-traddizioni sono in... due diver-si aspetti di una mentalità po-litica che non può liberarsi daivecchi schemi di un moralismotroppo disprezzato per poter es-sere veramente sostituito. Lot-tare per un’idea, elaborare nel-la lotta un pensiero, è un lussoe una seccatura. ... è abbastan-za intelligente per piegarvisi,ma gli basterebbe la lotta purae semplice senza i tormenti del-la critica moderna. Le debolez-ze intrinseche di questo tempe-ramento si scorsero quando ilcondottiero dovette farsi am-ministratore e diplomatico. Inun consesso internazionale [...]l’inferiorità di..., attore più cheartista, tribuno più che statista,è palese poiché egli non sa chespecchiarsi nella propria enfasi.... è a suo agio soltanto quandoparla al buon popolo e ne ascol-ta i desideri e lo rimbrotta conero cipiglio per le sue monel-lerie. Tuttavia restano notevolile attitudini di... a conservare ilpotere tra un popolo entusiastae desideroso di svaghi, che egliconosce benissimo e a cui ap-presta quotidiane sorprese” Dichi si sta parlando in queste ri-ghe? E tu a chi hai pensato? (Larisposta a pag….) La destra, ledestre, in Italia si sono dimo-strate ancora una volta le stes-se, dando prova di sé in questianni di legislatura. La destra af-faristica in doppiopetto, cinicaed efcientista, la destra tradi-zionale statalista e poliziesca ela destra di movimento, popo-lana, rozza, violenta, xenofobae razzista sono parte di un so-lo sistema coerente che atten-deva solo che qualcuno le ri-svegliasse dai torpori malaticciin cui riposavano e le portas-se al potere. E quel qualcuno èarrivato. Ne è seguita la messain opera di una strategia e tut-to campo per mettere il capo alriparo dalle insidie della legali-tà, con leggi ad hoc e una rifor-ma che pone il potere giudizia-rio sotto tutela dell’esecutivo,per rafforzare il personalismodirigistico del primo ministro,con una riforma costituziona-le ad alto contenuto autoritario,per riportare l’Italia su posizio-ni vetero nazionaliste fonda-te sul mito della politica esteradi potenza, partecipando co-me vassalli alle guerre impe-sto stato di cose.Però il 9 aprile si deve sceglie-re, perché per quanto il nostrovoto sembri piccolo ed insigni-cante, vale. Vale per il nostrofuturo. È una scelta, una sceltache pesa, una scelta inevitabi-le. Punto.Premessa numero tre:La situazione è triste e seria.Mancano le idee, manca il co-raggio. Mancano gli uomini. Abbiamo una classe dirigen-te formatasi negli anni dopo il‘68: per quanto alcuni sembri-no onesti e preparati, nessunoo quasi ha il background men-tale necessario ad affrontare lesde della società aperta. È ca-duto il muro di Berlino e sonocadute anche le Torri Gemel-le, ma i nostri politici non so-no stati pronti ad affrontare ledinamiche implicite nella mo-dernità.Ma... A parte le ideologie e le incli-nazioni personali: non ci pos-siamo permettere altri cin-que anni di un governo cheha schierato come ministriCalderoli/Castelli/Tremonti/Tremaglia/eccetera. Altri cin-que anni di riforme Biagi/Moratti. Altri cinque anni diSilvio Berlusconi.Per quanto dall’altra parte nonstiano messi benissimo, cisembra che la serietà e la pre-parazione della classe dirigen-te del centro-sinistra sia di tan-to superiore. Questo è.
Domenico Santoro
La domenica delle salme
9 novembre 1989/9 aprile 2006(…) La domenica delle salmenon si udirono fucilateil gas esilarante presidiava le stradela domenica delle salmesi portò via tutti i pensierie le regine del ‘’tua culpa’’ affollarono i parrucchieri(…) La domenica delle salmenessuno si fece maletutti a seguire il feretrodel defunto idealela domenica delle salmesi sentiva cantare-quant’è bella giovinezzanon vogliamo più invecchiare(…) La domenica delle salme gli addetti alla nostalgiaaccompagnarono tra i autiil cadavere di Utopiala domenica delle salme fu una domenica come tanteil giorno dopo c’erano i segnidi una pace terricantementre il cuore d’Italiada Palermo ad Aostasi gonava in un corodi vibrante protesta(F. De André)
 S i  m on e e d  d i   / A . .A . & G .
continua a pagina quattro...
Si vota, puoi avere dubbi?Scelte inevitabili
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Massimo Ghimmy
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periodico bimensileNumero 23Mercoledì 5 Aprile 2006
 
 Abbiamo intervistato la Dotto-ressa Sabina dal Verme, ostetri-ca presso l’ospedale S. Paolo diMilano nel servizio di diagnosiprenatale, lavora nei corsi di ac-compagnamento alla nascita enel centro di salute e ascoltoper le donne immigrate e i loro bambini. Inoltre è autrice insie-me alla Dottoressa Maria LuisaCattaneo del libro
“Donne e ma-dri nella migrazione” 
- Prospet-tive transculturali e di genere.Edizioni Unicopoli.
 Dottoressa è vero che da quando èstata approvata la Legge 194, gliaborti in Italia sono diminuiti?
Sì, è vero, gli aborti sono co-stantemente diminuiti neltempo, questo anche perchéparallelamente è cresciuto l’im-pegno educativo nei confron-ti della contraccezione e del-la prevenzione ma soprattuttoè aumentata la consapevolezzadella donna del proprio corpo,della propria sessualità e delproprio destino.
Che tipo di servizi offrono i con-sultori per quanto riguarda la prevenzione, l’educazione sessua-le ed affettiva?
In tutti i consultori sono attiviservizi di informazione e assi-stenza, in particolare ogni setti-mana alcuni consultori offronouno spazio informativo apertoai giovani completamente gra-tuito dedicato alla prevenzionee all’educazione sessuale. Pur-troppo il problema è la conti-nua diminuzione dei fondi de-stinati ai consultori.
Nel caso in cui la donna decida diabortire, che tipo di percorso devesostenere? E che tipo di assisten- za deve ricevere all’interno degliospedali o dei consultori?
L’interruzione di gravidanzapuò essere richiesta entro la do-dicesima settimana dal primogiorno dell’ultima mestruazio-ne. In questo caso la donna hadiritto ad un colloquio con unoperatore che ha il compito dichiederle le motivazioni dellascelta, di informarla sulle possi- bilità alternative e di illustrarlel’operazione, sempre nel rispet-to della libertà di sceltadella donna. Segue una visitaginecologica di conferma checertica che la gravidanza nonha ancora superato la dodicesi-ma settimana. Dopodiché vie-ne data alla donna una settima-na di tempo per riettere. Nelcaso in cui decida comunquedi abortire viene programma-to l’intervento che può avveni-re in anestesia generale o loca-le. Alla donna viene offerto unappuntamento un mese dopol’aborto per una visita di con-trollo. Se la donna è minorenneserve il consenso di un genito-re, oppure, nel caso in cui vo-lesse tenerlo nascosto ai fami-liari, è previsto l’intervento delGiudice tutelare del Tribunaledei Minori che valuta la situa-zione insieme alla ragazza.In particolar modo per i casi diminorenni è importante sottoli-neare che il sostegno psicologi-co è continuo e indirizzato an-che ad individuare eventualiproblematiche nascoste. Nel ca-so in cui la gravidanza presentiun pericolo per la salute sicae psichica della madre, può es-sere richiesta l’interruzione an-che dopo la dodicesima settima-na ma sempre entro il quintomese. Tale richiesta deve esse-re motivata da una grave mal-formazione fetale o deve esse-re supportata dalla relazione diuna psicologa o psichiatra.
Come avviene concretamen-te l’operazione di interruzione di gravidanza?
L’istero-suzione è un’operazio-ne molto dolorosa che consi-ste nell’apertura del collo del-l’utero e nell’inserimento (nelcollo dell’utero) di una piccolacannula che “risucchia” l’ovulofecondato e impiantato. Per ledonne che hanno già avuto glisi può operare in anestesia loca-le, mentre per le altre è consi-gliabile l’anestesia generale.
Che ne pensa della cosiddetta “pil-lola abortiva” il cui uso in Italianon è ancora legale?
Sicuramente è un metodo me-no traumatico e doloroso dalpunto di vista sico rispetto al-l’operazione, ma dal punto divista psicologico ed emotivo unaborto, qualunque sia la moda-lità, è sempre un aborto.
Nel caso in cui la donna decida dinon abortire che tipo di assisten- za deve ricevere?
La donna ha diritto ad una as-sistenza sanitaria e psicologi-ca per tutta la durata della gra-vidanza e anche dopo il parto.Tutte le donne possono sceglie-re di rivolgersi ai consultori co-me a qualsiasi altra strutturaospedaliera.
Che cosa ne pensa della presenzadei “Movimenti per la Vita” all’in-terno dei consultori?
La Legge 194 non è stata fat-ta per abortire ma per rende-re possibile una maternità de-siderata e consapevole, l’abortoè sempre una scelta fortemen-te dolorosa e da cercare di evi-tare, tuttavia questi movimentiche si basano su presupposti re-ligiosi o morali non sono real-mente utili poiché non possonovalutare il problema sotto tutti isuoi aspetti e tendono a colpe-volizzare la donna utilizzandoparole che possono ferirla piùdell’aborto stesso. Ricordiamociinoltre che un bambino messoal mondo senza essere deside-rato si trova sempre in una con-dizione molto difcile.
 E’ vero che negli ultimi anni gliaborti sono aumentati a causadell’immigrazione? Che tipo diinterventi si possono effettuare alivello sociale e sanitario per ri-durre gli aborti tra le donne im-migrate?
Sì, è vero che la presenza di unmaggior numero di donne im-migrate ha causato un aumen-to degli aborti, tuttavia ritengoche sia possibile entro pochi an-ni diminuire questo problema.Le donne immigrate provengo-no da condizioni sociali e cultu-rali completamente diverse espesso non sono a conoscenzadelle possibilità e dei servizi diassistenza che offrono le nostrestrutture sanitarie.E’ importante effettuare un la-voro di mediazione intercultu-rale che possa offrire sostegnoe assistenza sempre nel rispet-to della cultura di provenien-za della donna. Qui all’Ospeda-le S.Paolo è attivo un progettodi questo tipo, grazie anche al-la presenza di mediatrici cul-turali che ci aiutano a costrui-re percorsi di sostegno con ledonne immigrate. Questo lavo-ro ha anche lo scopo di favorirel’inserimento delle famiglie mi-granti nella società.Ringraziamo la Dottoressa Sa- bina Dal Verme per la sua di-sponibilità e gentilezza. Consi-gliamo la lettura del suo libroe speriamo che questo artico-lo possa essere un valido stru-mento per tutte le donne. E pergli uomini.
Lidia e Kavida
La parola all’esperta
Legge 194: trent’anni dopo
Le incertezze dei diritti umaniI parte:la cittadinanza come “diritto ad avere diritti”
Pensare da sé
Laitue, sextidi, 16Germinal, An CCXIVI diritti umani nascono coi di-ritti dei popoli. Poiché tali di-ritti erano considerati inaliena- bili e irriducibili non occorrevaalcuna autorità per garantirli:“l’uomo stesso ne era la fonte eil ne ultimo”
1
.Tali diritti quindi, in quantoinnati, dovrebbero restare va-lidi anche per un individuoespulso dalla società: un indi-viduo che ha perso il suo sta-tus politico dovrebbe trovarsiesattamente nella situazionecontemplata dalla loro dichia-razione.Eppure “avviene l’opposto: unuomo che non è altro che unuomo sembra aver perso lequalità che spingevano gli altria trattarlo come proprio simi-le”. I diritti umani si rivelanoinapplicabili, anche nei paesiche basano su di essi la loro co-stituzione, ogni volta che ci sitrova di fronte a una massa diindividui che non sono più cit-tadini di nessuno stato. In que-sto si mostra l’indissolubile le-game tra diritto di cittadinanzae diritti umani: non appena unuomo perde la protezione delgoverno ed è costretto a con-tare sui diritti minimi che glispetterebbero per nascita, nontrova alcuna autorità disposta agarantirli. È come se, parados-salmente, la nozione di “dirittoumano” naufragasse di fronte aindividui che hanno perso tut-to, tranne la loro
qualità uma-na
. Il mondo non trova in real-tà “nulla di sacro nell’astrattanudità dell’essere-uomo”.La privazione dei diritti uma-ni consiste in primo luogo nel-la mancanza di un posto nelmondo in cui si è giudicatiper le proprie opinioni o azio-ni, di una comunità che dia atali azioni e opinioni un peso.Quando l’appartenenza allacomunità di nascita non è piùuna cosa naturale e la non ap-partenenza non è più oggettodi scelta, quando si è nella con-dizione in cui, a meno che nonsi compia un delitto, il tratta-mento subito non dipende dal-le proprie azioni, viene messoin discussione qualcosa di mol-to più essenziale della libertàe della giustizia (che sono di-ritti dei cittadini): la possibi-lità di
rispondere
di se stessi,la
responsabilità
come caratte-re fondamentale della dignitàumana.
Silvia Patrizio
1
:Questa e le seguenti citazionisono tratte da Hannah Arendt,Le origini del totalitarismo, edEinaudi, Torino, 2004, cap XII.
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io voto e voto sì
 
Milano 35
Le elezioni.Di nuovo.Il rito che infuoca spiriti (e pa-linsesti) dello stivale più ama-to dai giapponesi, come ognianno, si ripete per la gioia deigiornalisti e degli inserzionisti.Una settimana fa il primo con-fronto tv tra i candidati delledue forze politiche: da un la-to l’attuale premier nonchè redell’informazione, dall’altro “ilprofessore”.Colpi bassi, nte, passi doble eun accenno di cha-cha-cha: co-sì, in poche parole, la telecrona-ca della serata.Ma andiamo per gradi:Il premier Gerry Scotti, candi-dato della Casa del Milionariononchè leader del partito Gran-de Italia, ha utilizzato semprela strategia che oramai tutti co-nosciamo bene: pause ad effet-to, domande a risposta multiplae i tre aiuti (di cui ha utilizzatosolo il computer e la telefona-ta a casa).Per quanto riguarda il program-ma per la nuova legislatura, siè limitato allo sbeffeggio del-l’avversario con frasi come “sel’avessi conosciuta quando an-cora facevo televisione l’avreiportato alla Corrida!” o “A pas-saparola, uno come lei si sareb- be potuto portare a casa solouna brutta gura”.Che la destra abbia puntato inmaniera esagerata sulla gu-ra di Scotti proprio in forza delsuo passato mediatico, non èuna novità. Come vi ricordere-te, la precedente campagna po-litica si è svolta tutta al grido di“Ieri ho reso milionari solo al-cuni di voi, oggi è il turno di tut-ti gli altri”.Quest’anno non sembra chela musica sia cambiata mol-to: stesso vicepremier (il plu-ricentenario maestro Bregadio)e stesso make up artist (il truc-catore di Platinette e Monteze-molo).Insieme a lui ricordiamo lapresenza nella CdM di BenitoMussolini II per il partito delLittorio Felice, Pierluigi Dia-co segretario di Azione Cristia-na e il cardinal Ruini della Be-ga Nord.Dalla parte opposta, abbiamovisto un Libero Guccini per laprima volta davvero agguerri-to che, alla gigioneria del pre-mier, ha contrapposto lo strettopragmastimo che da sempre hacaratterizzato il pensiero dellasua famiglia: munito di chitarrae bottiglia di Chianti da un litroe mezzo (con tappo a vite) harisposto in rima alle battute del-l’avversario concedendo ancheun bis in compagnia di Dolce-nera -ospite a sorpresa-. A metàdel dibattito è stato poi trasmes-so in anteprima il suo nuovo vi-deo, “La Locomotiva”, remakein salsa elettrofolk del grandesuccesso di nonno Francesco.Non possiamo quindi non ci-tare anche i leader della Coali-zione dei Centristi Combatten-ti Parlamentari (CCCP): Stainoper i Compagni Italiani, Alfon-so Signorini per il partito deiG.A.D. (Gossippari Alleati eDemocratici) e Gianni Minà diRifondazione Castrista.Niente da dire allo spettaco-lo, gestito in maniera superbadal moderatore Rosario Fiorel-lo che ha saputo tenere alto ilritmo dello scontro mischian-do in maniera intelligente i bal-letti delle Urnine, le esibizionidei superospiti (eccezionale laperformance di Silvio Muccinoche intepreta Silvio Muccino) egli interventi del comico SilvioBerlusconi; tutto condito conle luci laser dello scenografoMichele Rontelli premio oscarper il lm “Dracula: risucchiofatale” di Sandro Sollazzi.Diciassette i milioni di ascolta-tori, venticinque milioni di eu-ro incassati in pubblicità, cen-trotrentomila comparse, duequintali di ori e nastri, un so-lo vincitore proclamato dal te-levoto.Ma di idee neanche mezza.Sarà perché mancano anco-ra sette mesi all’apertura del-le urne.
Il Piccolo Esteta
Mi è capitato ultimamente dipoter assistere ad una mostradi artisti surrealisti e di riuta-re di visitarla. Si trattava di ope-re la cui notorietà e valore sonoindiscussi, ma non erano di Fri-da Kahlo.Il viaggio immaginario che hointrapreso in Messico, del qua-le ho già brevemente parlato,mi aveva, mesi prima, portato aconoscere questa grande artistamessicana e da allora è nato inme un profondo interesse perle sue opere e per la sua vita.Ma, evidentemente, lo stessoentusiasmo non mi è stato su-scitato da altri esponenti dellamedesima corrente artistica.Frida Kahlo nacque nel 1907in Messico e nonostante le sueorigini fossero estranee a quel-la terra, fece sue molte istanzedelle popolazioni indie e anchei costumi, tanto è vero che ama-va spesso indossare abiti dellaloro tradizione.Questa sua propensione eracondivisa da altri artisti. DiegoRivera, che ella sposò nel 1929,riconobbe il valore imprescin-dibile della cultura indigena e,nei suoi famosi murales, gli de-dicò ampio spazio. La loro fuun’epoca di grande fervore arti-stico-culturale nonché politico,ma mentre altri esponenti delSurrealismo, a partire da Rive-ra, fecero dell’ideologia motivodominante delle proprie ope-re, i quadri di Frida Kahlo sonoestranei a questa tematica.Le opere della Kahlo richiama-no profondamente la sua vita,le sofferenze siche causateleda un incidente che le provocòseri danni alla colonna verte- brale e la costrinse per un lun-go periodo a dipingere a letto,ritraendo la propria immagineriessa in uno specchio.Rappresentano anche il profon-do amore che la legava al ma-rito, grande muralista e uomodalle accese passioni, anarchi-co, egocentrico e libertino.La madre di Frida li deniva“l’elefante e la colomba”, persottolineare il fatto che lei eragracile e piccola di statura e luialto e molto robusto.Il loro rapporto fu tormentato,viscerale e contraddistinto dal-la gelosia motivata di Frida, manon cessò mai di esistere anchedurante il periodo della loro se-parazione, che durò dal 1935 al’36 e al quale seguì un secondomatrimonio.Le opere della Kahlo sono in-tense, pervase dal dolore maanche dal grande entusiasmoe passione per ogni aspetto delvivere. Ricordano, a mio avvi-so, una variopinta coperta degliindios in cui, in luogo di ori oimmagini stilizzate, l’artista ri-trae ossessivamente se stessa ei suoi conitti, ma anche i desi-deri con la loro potenza.L’ultima frase che scrisse sulsuo diario prima della morteavvenuta nel 1954 , fu “Viva lavida”. Viva la vita, nonostantetutto, nonostante il dolore.Sono numerosi anche oggi colo-ro che apprezzano Frida Kahlo.Le sue opere, così legate al suovissuto, non impediscono tutta-via a chi le osserva di identi-carsi con questa donna minutama dotata di una sconnata for-za morale.Picasso, in una lettera a Riverascrisse così: “Né Derain, né tu,né io siamo capaci di dipinge-re una testa come quelle di Fri-da Kahlo”.
Agata Mondo
seconda parte
Storia di un viaggio immaginario[...]
 Molte vicissitudini editoria-li confermano ad Orwell la fa-ma di autore “scomodo”. L’an-sia per la verità, l’imparzialitàdi giudizio su ogni fronte per-seguita fino all’e stremo, dannoquasi costantemente un caratte-re di denuncia alla sua opera. Da questo estratto del romanzo, passato il 1984, è oggi possibilescoprire cosa Orwell ha indovi-nato dei nostri anni.
Traduzione da Ninety Eighty-Four (1984) di George OrwellGiorno per giorno e quasi diminuto in minuto la storia ve-niva aggiornata. In questo mo-do ogni previsione del Partitopoteva essere dimostrata co-me corretta da prove docu-mentate. Non era permessoad alcuno oggetto di notizia,o espressione di opinione, inconflitto con le necessità delmomento di perdurare. Tut-ta la Storia era un palinse-sto, grattato a fondo e riscrittoogni volta che si rendeva ne-cessario farlo. In nessun ca-so sarebbe stato possibile, unavolta commessa, provare cheera stata eseguita una falsifi-cazione. […] Anche le istruzioni scritte cheWinston riceveva, delle qualisi sarebbe poi sbarazzato unavolta eseguite, non afferma-vano ne implicavano mai cheun atto di falsificazione doves-se essere commesso: ci si ri-feriva sempre a sviste, errori,refusi, citazioni inesatte chedovevano essere corrette nel-l’interesse dell’accuratezza.Ma per dirla tutta, pensò,mentre riaggiustava le cifredel Ministero dell’Abbondan-za (Ministero del Tesoro ndt),non si trattava davvero di fal-sificazione. Era la mera so-stituzione di un’insensatezzacon un’altra insensatezza.La maggior parte del mate-riale con cui aveva a che farenon possedeva connessionecol mondo reale, nemmeno laparticolare connessione con-tenuta in una menzogna diret-ta. Le statistiche erano operadi fantasia nell’originale comenella versione rettificata.Più e più volte si era tenu-ti ad inventarsele da sé. Peresempio, le previsioni del Mi-nistero dell’Abbondanza ri-guardo la produzione di scar-pe per quel quarto (del pianoquadriennale ndt) era statastimata a centoquarantacin-que milioni di paia. La pro-duzione effettiva era risultatadi sessantadue milioni. Win-ston, comunque, riscrivendola previsione, la abbassò a cin-quantasette, cosicché si potes-se affermare che la quota erastata addirittura superata. Inogni caso, sessantadue milio-ni non era più vicino alla ve-rità di cinquantasette milio-ni, o di centoquarantacinquemilioni. Era molto probabileche quelle scarpe non fosseromai state prodotte. Ed era an-cora più probabile che nessu-no sapesse, o volesse sapere,quante ne fossero state pro-dotte. Tutto quello che si sa-peva era che, sulla carta, adogni quarto quantità astrono-miche si scarpe venivano pro-dotte, mentre metà della po-polazione di Oceania andavain giro scalza. E così era perogni genere di fatto documen-tato, grande o piccolo che fos-se. Tutto svaniva in un mon-do di ombre nel quale, infine,anche la data dell’anno era di-ventata incerta.
Michele Boldrini
Laitue, sextidi, 16Germinal, An CCXIV
terza pagina
k3
9.4, non sbagliare un altro rigore!!!

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