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Biagio Cepollaro e la Critica (1984-2005)

Biagio Cepollaro e la Critica (1984-2005)

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Published by Biagio Cepollaro
Biagio Cepollaro e la critica (1984-2005)
A cura di Giorgio Mascitelli
Poesia italiana E-book,2005
Sono raccolti qui saggi scritti nell’arco di un quindicennio sul mio lavoro poetico. Gli autori sono:
Gherardo Bortolotti, Florinda Fusco, Marco Giovenale, Guido Guglielmi, Andrea Inglese, Niva Lorenzini, Romano Luperini, Clelia Martignoni, Giuliano Mesa, Giulia Niccolai, Enzo Rega, Giampaolo Renello, Carlo Villa, LelloVoce.
E-book sul tema sono raggiungibili su www.cepollaro.it
Biagio Cepollaro e la critica (1984-2005)
A cura di Giorgio Mascitelli
Poesia italiana E-book,2005
Sono raccolti qui saggi scritti nell’arco di un quindicennio sul mio lavoro poetico. Gli autori sono:
Gherardo Bortolotti, Florinda Fusco, Marco Giovenale, Guido Guglielmi, Andrea Inglese, Niva Lorenzini, Romano Luperini, Clelia Martignoni, Giuliano Mesa, Giulia Niccolai, Enzo Rega, Giampaolo Renello, Carlo Villa, LelloVoce.
E-book sul tema sono raggiungibili su www.cepollaro.it

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Biagio Cepollaro e la Critica
(1984-2005)
a cura di Giorgio Mascitelli
Bortolotti Fusco Giovenale Guglielmi Inglese Lorenzini LuperiniMartignoni Mesa Niccolai Rega Renello Villa Voce
©200
5
Biagio Cepollaro
 
INDICE
Introduzione di Giorgio Mascitelli …………………………………………….3
Sulla trilogia (1985-1997)De requie et natura: Scribeide, Luna persciente, Fabrica
Romano Luperini, prefazione a
Scribeide
……………………………………...5Clelia Martignoni, recensione a
 Luna persciente
…………………………….....8Guido Guglielmi, prefazione a
 Luna persciente
………………………………..10Niva Lorenzini, recensione a
 Luna persciente
………………………………… 12Gianpaolo Renello, recensione a
Scribeide
e a
 Luna persciente
……………….14Giuliano Mesa, postfazione a
Fabrica
…………………………………………29Giorgio Mascitelli, Presentazione di
Fabrica
…………………………………..33
Su Versi Nuovi (1998-2001)
Giuliano Mesa, prefazione a
Versi Nuovi
……………………………………….36Giuliano Mesa, da
 Il verso libero e il verso necessario
………………………... 39Giulia Niccolai, recensione a
Versi Nuovi
……………………………………....41Andrea Inglese, da
 Action poètique
……………………………………………. 42
 
Andrea Inglese, da
 Attraverso il manierismo. Sulla poesia degli anni Novanta
..43
Appendice
Su Le parole di Eliodora (1984)
Carlo Villa, Prefazione a
 Le parole di Eliodora
…………………………………46Enzo Rega, Intervista a Biagio Cepollaro, 1992…………………………………48
Sul sito, sul blog, e sulla Poesia Italiana E-book (2003-2004)
Lello Voce,
 La Rete, una preghiera rovesciata
 
…………………………………
..
51Florinda Fusco
 Editoria o letteratura? ……………………………………………
… 52Andrea Inglese
Intervento su Nazione indiana……………………………………….
54Gherardo Bortolotti
 Riflessioni sull’intervento di Andrea Inglese…………………
55Marco Giovenale
Postfazione a Blogpensieri
(2004-2005),
Supplemento al V Quadernodel blog Poesia da fare ………………………………………………………………
56
 
Bio-bibliografia
…………………………………………………………………582
 
 Introduzione
In questo libro sono raccolti saggi scritti negli ultimi quindici anni da diversi autorisulla poesia di Biagio Cepollaro e dunque, anche nella forma più libera dell’editoriaelettronica, questo testo sembrerebbe rivolgersi agli addetti ai lavori, e certo peronestà di curatore devo dire che non mancano interventi anche tecnici. Tuttavia,secondo me, questo libro interesserà innanzi tutto il lettore che ha incontrato lepoesie di Cepollaro in rete o in libreria senza particolari interessi per le questioni dimetrica o di poetica. La ragione di ciò è da vedersi nel fatto che questi testifiniscono con il costituire una sorta di storia narrata collettivamente non solo dellapoesia di Cepollaro, ma anche della cultura dei quindici ultimi anni, e ciò è dovuto,fatti salvi i meriti dei singoli scritti, al fatto che si parla di uno, prima ancora che diun poeta, di uno che non ha mai barato con il proprio tempo. Non barare con ilproprio tempo significa prima di ogni cosa accettare un confronto serrato con larealtà anche spiacevole, che non vuole dire rincorrere mode o questioni anche seriedi attualità, ma riposizionare continuamente la propria poesia nel confronto con ilmondo, cambiandosi anche dolorosamente. Significa stare dentro le contraddizionistoriche sia quando le si affronta di petto sia quando lo sguardo del poeta è rivoltoad altri dilemmi, diciamo quelli che il tempo biologico e personale porta con sé.Naturalmente non barare con il proprio tempo significa anche non essere un uomodel proprio tempo. Mi rendo conto che riferirsi alla qualità storica della poesia di unpoeta che apre la sua produzione più recente con un verso che suona “nella storia ilbene non ha inizio il bene è altrove” possa sembrare un autogol clamoroso. Midichiaro volentieri responsabile dell’autogol perché una delle maniere più serie peraffrontare la storia è quella di domandarsi come si possa vivere decentemente, senon bene, qui e ora, domanda che attraversa tutta la poesia di Cepollaro.Per il resto, sarebbe possibile riassumere il percorso poetico di Cepollaro a partireda due considerazioni opposte anche nella successione cronologica: da un latoRomano Luperini, nella prefazione di
Scribeide
, parla di una poesia che ha alla basedello sperimentalismo linguistico una linea etica, anche risentita jacoponesca,dall’altro Giulia Niccolai nella recensione ai
Versi nuovi
parla di una pacataautocritica del passato e di un nuovo atteggiamento senza rabbia. E certamente loscarto che le parole di Luperini e Niccolai descrivono esiste tutto nel Cepollaropoeta, ma sotto di questo è possibile scorgere un filo più profondo di continuità:che innanzi tutto sarà quella domanda etica che nella sua essenza resta immutata,pur cambiando le categorie poetiche e letterarie in cui si esprime. Più ancora,quell’esigenza, rilevata da Luperini, che parole e cose corrispondano costituisce unarco assolutamente continuo nella poesia di Cepollaro. Anzi le stesse mutazionistilistiche che caratterizzano i suoi libri trovano una loro unità logica nel tentativo dirispondere a questa esigenza. La lingua eccezionale di
Scribeide
e di
Lunapersciente
esaurisce le sue possibilità di intervento sul mondo e non può ripetersi,pena un manierismo di se stessi, e allora, come nota Giuliano Mesa, il rischio èquello del silenzio, dell’ammutolimento a cui solo dei versi nuovi potranno ovviare.Ma il riconoscimento dell’esaurirsi di una strada, che pure ha consentito diconseguire alcuni successi, non è affare solo di poetica, ma implica un radicaleripensamento di se stessi. E allora il tono pacato e l’apertura agli altri dei
Versinuovi
non sono la rinuncia alla radicalità, ma la faticosa acquisizione di un percorsoo meglio di un lavoro in parte ancora da fare. Del resto negli interventi sui primilibri della trilogia Luperini, Martignoni, Guglielmi sottolineano la differenza e laparticolarità della lingua e della poetica di Cepollaro e la sua irriducibilità allepratiche delle avanguardie; d’altro canto è possibile leggere in alcuni interventi,Mesa e Inglese, che analizzano le poesie più recenti da un punto di vista formaleelementi di continuità, seppur non appariscenti, con l’esperienza precedente.
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