avanti, ma non basta, videnziale accolga il criterio per cui secondo Angelo
Montemarano, che il termine iniziale dal quale far paraveva lanciato un appello in
proposi- tire la decorrenza di 60 giorni sia to nei giorni scorsi: Un passo in
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avan- quello del primo aprile: diversamenti
stato fatto sbloccando la situa- te
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i cittadini, e si tratta di pazienti in zione della mancata ricezione delle
gravissime condizioni di salute o di domande - commenta l'assessore - ma cittadini
a rischio di perdere il posto
chiaro che bisogna completare il di lavoro,
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riceveranno comunque un percorso avviato, passando dalla ri- grave pregiudizio .
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Regione inadempiente, molte strutture a rischio
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NAPOLI.
Sindacati contro il piano di rientro
NAPOLI.
Anche il 30 aprile, ultimo giorno utile per l'adeguamento ai requisiti minimi
\ufffdrichiesti dalla normativa vigente,
trascorso invano. Da domani (oggi ndr)
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moltissime strutture sanitarie pubbliche e private della Campania saranno
fuorilegge. L'assessore regionale alla Sanit Angelo Montemarano e la giunta
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Bassolino si sono assunti una pesante responsabilit . Il commento
di Marcello
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Taglialatela (nella foto), componente della commissione parlamentare Bilancio e
responsabile regionale Politiche sanitarie di An. Taglialatela aggiunge che nulla
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stato fatto per consentire alle strutture sanitarie della nostra regione di
\ufffdavere certezze su tempi e risorse necessarie per l'adeguamento. In questo modo
sono cittadini ed operatori a pagare le conseguenze maggiori visto che frequentano
ambienti, costituiti dagli ospedali della Campania, pericolosi e
non a norma . Secondo quanto sottolinea in una nota la data del 30 aprile era gi
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frutto di una proroga: alla data del 30 settembre 2006, infatti, in Campania il
70% delle strutture non aveva provveduto neanche all'adeguamento dei livelli
minimi richiesti sia dal punto di vista della riqualificazione che della
organizzazione. Rispetto a questo dato poco o nulla
cambiato . Proprio l'altro
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giorno, per , la Regione ha annunciato l'avvio delle ispezioni per procedere poi
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agli adeguamenti.
Come disposto dalle segreterie regionali di Cgil-Fp, Cisl-Fps e UilFpl, i
lavoratori di Asl e aziende ospedaliere della Campania hanno occupato
simbolicamente, dichiarando lo stato di agitazione, le direzioni delle strutture.
I sindacati intendono, in questo modo, protestare contro la delibera regionale sul
piano di rientro del debito e di affiancamento, che avrebbe come effetto una
riduzione di circa 8mila posti di lavoro in tre anni, il mancato rinnovo di 1.500
contratti di lavoro a tempo determinato e la riduzione del 20% dei fondi destinati
alla contrattazione integrativa aziendale. I lavoratori della sanit hanno
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risposto nella maniera migliore all'appello lanciato dal sindacato, dando vita a
discussioni molto riuscite e partecipate , ha commentato del segretario generale
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della Funzione pubblica Cgil di Napoli, Antonio Santomassimo, riferendosi alle as-
semblee promosse dalle tre organizzazioni regionali di categoria sui temi della
manovra del governo regionale nel settore della sanit . A giudizio di Santomassimo
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la grande partecipazione in tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere dimostra la
\ufffdsituazione di disagio dei lavoratori e la condivisione che il rischio di perdita
di livelli occupazionali e dei servizi sia da contrastare per rilanciare
un'offerta qualitativa e quantitativa ospedaliera e dei servizi territoriali . Lo
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SEGUE DALLA PRIMA
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