CRONACA DI NAPOLI
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SCAMPIA. CARCERE PER IL 37ENNE ANTONIO GALLUCCIO. HA ANCHE AGGREDITO UN AGENTE
Tenta un cavallo di ritorno: in manette
Movimentato arresto, a Scampia, di un estorsore che pensava di essere sul punto di
intascare i soldi per un "cavallo di ritorno". Le manette sono scattate ai polsi
di Antonio Galluccio, pregiudicato, di 37 anni (residente in vico Sellitto a
Giugliano), ad opera degli agenti del commissariato "Scampia". L'uomo deve ora
rispondere del reato di estorsione, in concorso con altre persone da identificare,
e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'episodio, in pratica, prende il via
il 27 aprile scorso, in seguito al furto di una vettura, una Ford Fusion. Per la
restituzione dell'auto al proprietario, una volta contattato, era stata richiesta
la somma di 1.600 euro. Uno degli estorsori era pronto ad incassare il denaro, ma
all'appuntamento fissato vi trovava alcuni poliziotti che lo arrestavano. Si
trattava appunto di Antonio Galluccio, che inoltre a suo carico registra
precedenti per lo stesso reato. L'estorsore era stato scarcerato solo 4 mesi fa,
arrestato con l'accusa di ricettazione. Giunti in via Fratelli Cervi, nelle
vicinanze del lotto W, allertati dall'automobilista che aveva denunciato il furto,
gli agenti notavano l'autovettura del derubato regolarmente parcheggiata. Poco
dopo, i poliziotti venivano affiancati da una macchina, una Fiat Punto, condotta
da Galluccio il quale, non sospettando minimamente che fossero agenti, mostrava
loro le chiavi della Ford Fusion. Il costante contatto via radio con l'equipaggio
di una volante del commissariato consentiva alla polizia di sbarrare la strada
all'autovettura rubata. Intuito di essere caduto in una trappola, il pregiudicato
accelerava l'andatura tentando d'investire un poliziotto. A scopo intimidatorio,
erano esplosi alcuni colpi d'arma da fuoco. Per nulla intimorito, Antonio
Galluccio, proseguiva a folle velocit la sua corsa, per un altro centinaio di
metri. Lo scopo era di immettersi nella strada che conduce a Melito, ma urtava
un'autovettura in transito, procurando lievi lesioni ai passeggeri. Malgrado
tutto, sceso dall'auto, il pregiudicato tentava di fuggire a piedi nelle campagne
circostanti. Invano. Prontamente inseguito veniva bloccato dopo una breve
colluttazione. Assicurato alla giustizia l'estorsore, i poliziotti restituivano
l'autovettura al legittimo proprietario.
Assalto ai Decumani: tre le rapine
Una donna, un giovane e una turista le vittime delle gang
RENATO ROCCO
Bande di scippatori all'assalto dei Decumani. In un solo giorno, a distanza di
poche ore, la cronaca ha registrato tre raid di cui sono rimaste vittime due
donne, di cui una turista, oltre un uomo. Questa zona del centro storico\ufffd
nuovamente diventata, con una inquietante frequenza, terra di caccia da parte di
malviventi che, stando al bottino conseguito, puntano sulla quantit , senza
in cui una pattuglia del commissariato "Decumani" si recava in via Pignatelli,
allertata dal "113" della Sala operativa. Qui, gli agenti si imbattevano in una
trentatreenne, palermitana, che era stata appena scippata della borsa. All'interno
vi erano documenti, due telefonini e la somma di 50 euro. Secondo il racconto
fatto dalla stessa donna, l'autore dell'azione criminosa era stato un giovane che
aveva agito a piedi. Dopo averla affiancato la donna le aveva strappato la borsa
per poi fare perdere le sue tracce, sempre a piedi. Gli investigatori, per , non
escluderebbero che il malfattore avesse raggiunto un complice, nascosto, che lo
attendeva a bordo di un ciclomotore. Le ricerche dello scippatore non hanno
sortito alcun risultato positivo. La donna, comunque, avrebbe fornito una
descrizione del malfattore alla polizia. Secondo assalto della giornata poco prima
delle 11. L'intervento veniva eseguito dagli uomini del commissariato "Dante" che
raggiungevano via Santa Teresa Degli Scalzi, dove anche in questa circostanza una
donna di 50 anni, residente in zona, era stata scippata della borsa contenente
documenti e 38 euro. Sembrerebbe che ad agire sia stato un giovane, in sella ad un
ciclomotore. Uguale alla precedente la tecnica usata dallo scippatore: uno strappo
violento alla tracolla della borsa e poi in fuga a tutta velocit . Nonostante il
tempestivo intervento della polizia del malvivente non c'era alcuna traccia. In
serata, il terzo ed ultimo episodio. Ultimo scippo, ancora una volta in via Santa
Teresa degli Scalzi. Mancavano una decina di minuti quando agenti in forza
all'Ufficio Prevenzione Generale della Questura veniva inviata nella zona del
Museo: un uomo di 65 anni, nativo di Albanova, poco prima, mentre era seduto alla
guida della sua vettura, una Ford Focus, e percorreva l'arteria era stato
avvicinato da due persone che viaggiavano a bordo di una moto. I malfattori
chiedevano all'automobilista di consegnare il denaro in suo possesso. Al rifiuto
del sessantacinquenne, uno dei due rapinatori allungava una mano e gli strappava
l'orologio dal polso, del valore di 400 euro. Senza che il malcapitato potesse
reagire la coppia ripartiva a velocit scomparendo ben presto alla vista dello
Il Sindaco a Serafini: limitare i messaggi violenti i giovani
Per correre ai ripari contro l'escalation di violenza occorre anche partire dai
bambini e dalla loro educazione. Limitare i messaggi violenti che intercettano i
bambini e gli adolescenti italiani:
Russo Iervolino (nella foto) rivolge al presidente della Commissione
interparlamentare sull'Infanzia Anna Serafini, commentando una delle aggressioni
avvenute a Napoli fra la notte di sabato e domenica. Sollecitata sul caso del
ragazzo di 20 anni, accoltellato all'uscita dalla discoteca nel centro storico
della citt , il sindaco ha risposto: Bisogna ripristinare il giusto livello di
ma ritengo che i ragazzi abbiano perso i valori e che noi genitori dobbiamo
riprendere il giusto ruolo educativo. Mi auguro che Anna Serafini, presidente
della Commissione interparlamentare sull'Infanzia, possa intervenire, limitando i
messaggi violenti che giungono quotidianamente''. Per la Iervolino sarebbe
opportuno un maggiore controllo sulle informazioni violente che vengono trasmesse
ai giovani: forme di divertimento che sconfinano con la violenza portano i giovani
ad uscire di casa il sabato sera armati di coltello .
MITO III. IL RAS DEGLI ANNUNZIATA DEVE OPERARSI
RAFFICA DI "COLPI". L'ULTIMO ASSALTO IERI SERA AL "SISA" DI VIA DELLA VALLE
Agli ospedalieri Supermercati aperti di domenica il ras Felice Aquino svaligiati
una holding internazionale della droga. In manette finirono 22 persone in diverse
regioni (Veneto, Piemonte e Lombardia) di cui 17 nel Vesuviano. Al vertice
dell'organizzazione il boss Alfonso Annunziata, ex Nuova Famiglia, capo
dell'omonimo clan di Boscoreale, latitante, che fu raggiunto da uno dei
provvedimenti restrittivi emessi dalla gip del Tribunale di Napoli, su richiesta
della Direzione Distrettuale Antimafia. Per tutti gli arrestati, affiliati al
sodalizio camorristico dell'Annunziata, varie le accuse: usura, estorsione e
traffico internazionale di droga, di cocaina. L'operazione
dell'inchiesta "Mito III" che rappresenta la fase conclusiva del "progetto
investigativo Journey" che aveva mosso i suoi primi passi nell'agosto 2000, con un
ingente sequestro di cocaina. I carabinieri dei Ros e della Direzione Centrale per
i Servizi Antidroga, con i Reparti Antidroga venezuelani e statunitensi
sequestrarono 10 tonnellate dello stupefacente alle foci del fiume Orinoco, in
Venezuela. Si tratt di un'importante risultato: gli investigatori individuarono
ed intercettarono i componenti di un'organizzazione di narcotrafficanti internazionale che aveva allestito una imponente catena di "produzione": approvvigionamen-
to dai produttori, occultamento con carichi di copertura, trasporto via mare,
stoccaggio nei diversi depositi in Venezuela ed in Europa e distruzione. Della
stessa importanza fu anche l'identificazione di due motonavi, la "Privilege" e la
"Suerte I", usate per il trasporto della droga. Due i fattori nuovi che emerso dal
delicato e complesso lavoro investigativo: la nuova rotta che si mostrava pi\ufffd
sicura e lo stoccaggio del narcocarico. La prima era stata individuata con
passaggio per la Nuova Guinea, il secondo in Albania dove, con la copertura di
uomini vicini alle istituzioni, delinquenti locali provvedevano allo stoccaggio,
funzionale alla distribuzione in Italia, a Napoli. Per poi, ripartire verso
regioni del Nord, come il Veneto, la Lombardia ed il Piemonte. Terzo elemento che
venne alla luce fu la creazione di una "federazione", composta tra clan di zone
diverse.
i colpi messi a segno sono stati quattro per un bottino di circa 6.600 euro. Solo
quello portato a termine ieri pomeriggio ha fruttato 5mila euro. L'elenco degli
assalti inizia sabato scorso. Intorno alle 11, al "Dico" di via M. A. Acquaviva,
si recava una pattuglia del commissariato "Vicaria": poco prima, un giovane armato
di pistola e con il volto coperto da un passamontagna, tenendo sotto la minaccia
dell'arma le cassiere, si faceva consegnare l'incasso di 600 euro. Quindi, si dava
alla fuga a bordo di un ciclomotore, in sella al quale c'era un complice. Sempre
sabato, una decina di minuti prima delle 20, agenti in forza all'Ufficio
Prevenzione Generale della Questura raggiungeva via Croce di Piperno: nel
supermercato "Alvi", due giovani, di cui uno armato di pistola, con il volto
nascosto, avevano minacciato una delle dipendenti impegnata ad una cassa portando
via 200 euro. L'altro ieri, la rapina "domenicale": alle 11.40, sempre una
pattuglia dell'Upg interveniva in via Nicolardi. Pi precisamente al supermarket
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