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alla ne del diciannovesimo secolo,sono trascorsi 130 anni, e nel rat-tempo si è avuta la possibilità di ren-dersi conto che la tecnologia non èun mostro da demonizzare, ma unvalore aggiunto che, come tutte lecose, se esasperato può procurareall’uomo seri danni. Il manicheismospicciolo di Smith quindi appare ol-tremodo uori luogo e anacronistico.A peggiorare il tutto pensa la strut-tura del libro, che è inarcito di er-rori e imprecisioni e probabilmentenon è stato nemmeno ben testato:ci sono incongruenze spaventose, ecapita spesso di passare più volte at-traverso paragra che hanno poco ache are con il momento cronologicodel libro; arrivano, cioè, troppo in an-ticipo o troppo in ritardo rispetto allereali esigenze narrative della storia, acausa di una serie di bivi che riman-dano sempre agli stessi punti.È chiaro che se la tematica, già pe-sante di per sé, non è supportata dauna narrazione pulita e da uno sche-ma ludico ben congegnato, essarischia di risultare noiosa per il let-tore a prescindere dalla bontà deglispunti oerti, questo tralasciando leconsiderazioni sulla “aciloneria eco-logica” di Smith. Forse il principaledietto del volume, dal punto di vistanarrativo, consiste nell’assoluta inca-pacità di appassionare il lettore allevicende raccontate: proprio a causadella struttura conusionaria delloscritto è dicile immedesimarsi inpieno nei rimandi sociali dell’autore,che risultano quindi irritanti anche inparte per la scarsa tendenza all’ap-proondimento con cui sono statiintrodotti.Se non si aveva intenzione di acco-stare alla struttura ludica uno studioserio sui problemi trattati, sarebbestato probabilmente più saggio in-trodurre gli argomenti in modo piùsottile e giocoso, rinunciando allepretese di maturità che rischiano ditrasormarsi in un autogol spaven-toso: se si vuole realizzare un’opera“per un pubblico adulto” è necessa-
di Francesco Di Lazzaro(Prodocevano)
Parlare di Realtà Virtuale suscita op-posti sentimenti in chi scrive. Maicome in altri casi inatti una collanaracchiude in sé così tante contrad-dizioni. A cominciare dall’alternanzadegli autori, che sono due e, almenonei piani iniziali, avrebbero dovutoscrivere un volume a testa no allaconclusione della sequenza. La real-tà è stata diversa: tale criterio è statoseguito per i primi quattro libri, magli ultimi due sono opera del soloDave Morris, indubbiamente il veronume tutelare della serie. Mark Smithsi limita quindi a contribuire con duetitoli, che non sono comunque po-chi in un totale complessivo di sei,e combina disastri inenarrabili, vistoche si lascia tentare da tematiche so-ciali piuttosto inadatte all’opera, chetratta con aciloneria e leggerezza.Nella Foresta degli El è l’argomentoecologico a tenere banco: il protago-nista abbandona la città in una sortadi catarsi e prende la via dei boschi,con lo scopo di trovare quello cheè l’oggetto di una leggenda anticae ricorrente tra gli uomini della suapatria, l’Albero del Bene e del Male,che pare abbia poteri inenarrabili.Lo scopo ultimo dell’alter-ego dellettore è altruista: vuole sruttare laorza esoterica della pianta per arebene all’umanità, che vede corrottae sempre più violenta, a cominciareda quella che abita a Godorno, me-tropoli che lo vede partire alla voltedel nuovo mondo “verde” che lo at-tende.Lo sorzo di ammantare di un’auradi maturità e problematica socialeun tipo di narrativa che da sempreè accostata a un pubblico inantileè evidente, come pure la volontà diinserire nella dissertazione elementiche suscitino nel lettore una presa dicoscienza che lo spinga a rifettere.Il proposito è notevole, ma alliscecompletamente.Smith si riallaccia a tematiche stan-tie: il popolo degli el che si niràper scovare nei reconditi anrattidella oresta dove si nasconde, èdipinto con un’ingenuità spaven-tosa come socialmente più elevatodei “civilizzati” umani, che hannoperso la misura delle cose, schiavicome sono della realtà industrialeche hanno creato. Avanzano comeun’orda impazzita distruggendotutto, incapaci quasi di organizzarsi,e surclassati sul piano della “vera ci-viltà” dal popolo dei boschi, che vivein peretto equilibrio con le cose delmondo in una sorta di triono di unastucchevole poetica new age. Le te-matiche di ondo sono sacrosante,sia chiaro: il rispetto dei delicati equi-libri dell’ecosistema terrestre e la ca-pacità di regolamentare lo srutta-mento delle risorse in modo da nondistruggere il pianeta sono elementida cui non si può prescindere se sivuole sperare di continuare a viverea lungo sulla Terra.Ma è anche vero che dai tempi dellamitizzazione della vita del “buon sel-vaggio”, che tanto andava di moda
Le tematiche sociali in Realtà Virtuale
Anno 4 - Numero 10 (42) OTTOBRE 2009 -
Il primo periodico italiano dedicato esclusivamente alla narrativa interattiva
- www.librogame.net
Analisi.Mark Smith scrive due volumi su sei ma tratta argomenti delicati con molta faciloneria
Lecologia viene trattata demonizzando la tecnologia, sull’Olocausto luoghi comuni e poca documentazione
libro s
game
LAND
magazine
La copertina del primo volume curato da Smith
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