• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
4
M O N I T O R
GIOVEDÌ
28 febbraio 2008
calabria
ora
lotta alla mafia
Testimoni di giustizia«Serve una svolta»
Il monito nell’appendice alla relazione dell’antimafia
Serve una svolta nella se-lezione, gestione e utilizzodei testimoni di giustizia. Èl’ultimo appello che laCommissione parlamentareantimafia ha lanciato ieriprima di congedarsi al ter-mine di un lavoro analiticoe propositivo rilevante e no-nostante il tempo concessodalla XV legislatura sia sta-to il più breve dalla nascitadella Repubblica. Il monitoè contenuto nell’appendicecurata dall’onorevole Ange-la Napoli alla relazione chela Commissione presiedutada Francesco Forgione ha li-cenziato all’unanimità lascorsa settimana.L’approfondimento cura-to dalla Napoli vivisezionala figura del testimone digiustizia restituendoci unquadro, qualitativamente equantitativamente interes-sante, che mette a fuoco i li-miti che bloccano il poten-ziale dirompente del tdgnella lotta alle mafie. Limitigenerati da una legislazio-ne carente che dopo setteanni di “sperimentazione”servirebbe aggiornare.
I DATI
Secondo i dati diffusida Forgione e dalla Napoli,e aggiornati al 12 dicembre2007, i testimoni di giustiziasottoposti alle speciali mi-sure di protezione in Italiasono 67.Di questi sessantasette te-stimoni ventisei riferisconosu fatti di camorra (39%),diciotto su vicende di'ndrangheta (27%), nove sufatti di mafia (13%), tre suSacra Corona Unita e undi-ci su altre organizzazionicriminali. L'andamento nu-merico della popolazioneinserita nel sistema di pro-tezione mette poi in luceuna crescita negli ultimidieci anni del numero deitestimoni di giustizia, pas-sati dai 56 del 1999 ai 74 del2001, con leggere variazioninegli anni successivi fino adarrivare a 71 unità nel 2006e ai 67 di fine 2007. In co-stante aumento invece il da-to relativo ai familiari dei te-stimoni di giustizia sottopo-sti a misure di protezionepassati dalle 121 unità del1999 alle 220 unità del 2007.Dal punto di vista econo-mico la spesa per i testimo-ni e i collaboratori è statapari a 69.859.103 euro, piùche raddoppiata rispetto al2001 (era di 33.459.860 eu-ro). Un dato su cui «graval'incentivazione alla capita-lizzazione sia per i collabo-ratori di giustizia che per itestimoni», spiega la rela-zione.
Tab. 3 Andamento dei testimoni di giustizia e dei loro familiari 1995-2007.
1995 1996 1997 199819992000200120022003 2004 200520062007*
Testimoni 67595655566174646571747171Familiari 121145198185181219229224220
*2007 Primo semestre
Tab. 4 Andamento spese per collaboratori e testimoni in Euro.
2001* 20022003200420052006
33.459.86062.808.60761.607.93464889.34468.213.01669.859.103
*2001 Secondo semestre
COSAFARE?
Il testimone vavisto non come un "peso"ma come una "risorsa".«L’impressione - si legge inun passaggio chiave dellarelazione - è che l’ammini-strazione dei testimoni ven-ga attuata secondo una ge-stione a sportello anziché ri-correre al metodo, certo piùimpegnativo ma più ade-guato, relazionale. Ossia,non si è compiuto il passag-gio da una gestione pura-mente burocratica della fi-gura del testimone ad unmodello che dovrebbe ve-der costituito un rapportofra due parti dove non figu-ra l’intervento dominantedell’apparato istituzionalema il riconoscimento di duesoggettività chiamate ad of-frire il reciproco contribu-to».Lo Stato - evidenzia laCommissione - il più dellevolte non è in grado di ma-tenere le sue promesse di-sincentivando gli “aspiran-ti” tdg. «Dopo un momentodi assistenza iniziale, il te-ste viene “abbandonato” in balia di se stesso e delle sueesigenze familiari, lavorati-ve e sociali che non solo nonvengono prese in esame esoddisfatte, ma incontranoostacoli - per lo più di natu-ra burocratica - frappostiproprio da chi è, per legge,preposto a superarli e risol-verli».La medicina è una rivolu-zione nel modus operandi,un approccio “sistemico”che si faccia carico del tdg,dalla “denuncia” alla nuo-va collocazione lavorativasotto mentite spoglie. Per-ché ciò sia possibile partico-lare attenzione va riservataalla selezione e alla forma-zione del personale prepo-sto alla protezione dei testi-moni.Tra le proposte avanzatedalla Commissione c'é quel-la di rendere flessibili le mi-sure di assistenza e prote-zione, di istituire il "Comi-tato di garanzia per l'esple-tamento del programma diprotezione dei testimoni digiustizia", la creazione dellafigura del "tutor" del testi-mone e l’istituzione di uncorpo specializzato di ope-ratori della protezione: inuovi Nop.«In conclusione - recita larelazione - si ritiene oppor-tuno affermare la necessitàdi superare l'attuale suddi-visione dei compiti di assi-stenza e tutela, da un lato, esicurezza dall'altro, affidatiad organi diversi, per addi-venire alla creazione di unorganismo unico che, attra-verso unitarietà strutturalee specializzazione, assicuriefficacia a tutto il compartodi protezione, sollevando leforze di polizia territorialidai compiti di scorta e tute-la attualmente a loro affida-ti dal Servizio centrale».
MARCO FANTINI
m.fantini@calabriaora.it
In Italia sono 67Diciotto quelliche riferisconodi fatti di‘ndrangheta«Dopo un momento di assistenza inizialeil teste viene “abbandonato”in baliadi se stesso e delle sue esigenze»
ROMA 
cosa prevede la normativa
Dare valore alla denuncia
La figura del testimone di giustiziae le conseguenti specifiche misure ditutela e di assistenza alla categoria in-dividuata sono state introdotte con lalegge 45 del 13 febbraio 2001. Le nuo-ve disposizioni - inserite nell’impian-to normativo originario della legge 82del 1991 - sono state introdotte permarcare una netta distinzione, sino adallora inesistente, tra il collaboratoredi giustizia proveniente da organizza-zioni criminali e il testimone.La nuova legge diriforma - si leggenella relazione cu-rata da Angela Na-poli (
nella foto
) - ènata per premiare ilvalore della “de-nuncia” e il contri- buto dato alla giu-stizia da tali sogget-ti. Proprio la “gravi-tà” di tali denuncerese dal testimoneagli organi di poli-zia o agli organigiudiziari può de-terminare uno statodi grave pericoloper l’incolumità deltestimone e dei suoi fa-miliari, tanto da richie-dere l’adozione di spe-ciali misure di prote-zione e il trasferimentoin una località protet-ta. Le misure conseguentemente pos-sono estendersi alle persone che coa- bitano o convivono stabilmente con iltestimone ed a coloro che comunquerisultano esposti a grave pericolo «acausa delle relazioni trattenute» concostui.Due sono gli organi che intervengo-no concretamente nel procedimentodella protezione: la Commissione cen-trale ed il Servizio centrale di prote-zione.La “Commissione centrale per ladefinizione e applicazione delle spe-ciali misure di protezione” è compostada un Sottosegretario di Stato all’In-terno che la presiede, da due magi-strati e cinque tra ufficiali e funziona-ri scelti è l’organo politico-ammini-strativo cui spetta di decidere in meri-to all’ammissione dei testimoni allespeciali misure di protezione e di sta- bilire i contenuti e la durata delle stes-se.Il Servizio Centra-le di Protezione, isti-tuito nell’ambito delDipartimento dipubblica sicurezza,è una struttura in-terforze compostada personale dellaPolizia di Stato, del-l’Arma dei Carabi-nieri e del Corpodella Guardia di Fi-nanza. Il Servizio halo scopo di garantirela sicurezza del sog-getto tutelato, attra-verso la creazione diuna condizione di“mimetizzazionenel-la località protetta incui il testimone vive.Ha una strutturacentrale, con sede a Ro-ma, e nuclei periferici(con ambito operativo regionale o in-terregionale) ripartiti sul territorio, icosiddetti Nuclei Operativi di Prote-zione (Nop) istituiti con Decreto Inter-ministeriale del 26 maggio 1995. Icompiti di vigilanza e sicurezza in lo-co dei soggetti sottoposti a protezione,come gli accompagnamenti e le scor-te per gli impegni giudiziari, vengonoinvece svolti dagli organi di poliziaterritoriale.
RIFARSI UNAVITA
Il testimone di giustizia devepotersi rifare una vita.La suagestione implica farsi caricodei suoi familiari con unconseguente aggravio della spesa
Fino al 2001non era neppureprevistala distinzionedai collaboratori
Mettere a fuoco l’oggettodell’indagine. Il primo pro- blema nel procedimento diprotezione è relativo all’in-dividuzione univoca del sog-getto. Il testimone di giusti-zia non è un criminale né,alla luce del contributo cherende, può essere conside-rato un semplice “cittadino”.Per questo la Commissionechiede un cambiamentod’approccio che in terminidi marketing si potrebbesintetizzare così: dalla “pro-duzione di massa” alla “per-sonalizzazione del prodot-to”.«L’analisi del profiloumano e sociale del testimo-ne di giustizia (TdG) - con-ferma la relazione - non èsempre chiara e distinta».Solo in rari casi il tdg si puòidentificare «nella personache, avendo assistito occa-sionalmente al compimen-to di gravi reati di mafia, sidetermina ad assicurare al-la giustizia, con la sua testi-monianza, un contributo diinformazioni e conoscenze,talvolta risolutivo per l’indi- viduazione dei responsabilidi gravissimi reati».Molto più spesso le situa-zioni vissute dal testimone«risultano border-line, inquanto riconducibili a pre-gressi - e talvolta continuati- vi - rapporti con soggetti eambienti della criminalitàorganizzata. Si tratta, nellamassima parte, di personeche, soprattutto in ragionedell’attività imprenditorialeo lavorativa svolta, sono en-trati in contatto con il siste-ma delinquenziale di tipomafioso, divenendone vitti-me, ovvero di persone cherisultano inserite in un con-testo fortemente compro-messo dal condizionamen-to mafioso o legate da rela-zioni di parentela diretta oindiretta con soggetti mafio-si o ad essi contigui».«Appare indispensabile -al fine di eliminare ab origi-ne gran parte delle incon-gruenze che sono state evi-denziate nell’inchiesta e dievitare che le misure di tute-la e assistenza approntatedallo Stato possano essere,in qualche modo, usufruiteda soggetti che hanno trattodirettamente o indiretta-mente vantaggi economicidi natura criminale - irrobu-stire i parametri normativiche fissano i criteri per l’ac-cesso allo status di testimo-ne di giustizia».
Mettere a fuocol’oggetto “Tdg”
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...