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Formazione Professionale, apprendimento e tecnologie

Formazione Professionale, apprendimento e tecnologie

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Published by Gianni Marconato
Documento di discussione della Formazione Professionale alla Provincia Autonoma di Bolzano
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Published by: Gianni Marconato on Aug 02, 2007
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09/18/2010

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Documento di discussioneFormazione professionale,apprendimento e tecnologieL’insegnante come professionistadell’apprendimento
A cura di G. Marconato e P. Litturi
 
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 Documento di discussioneFormazione professionale, apprendimento e tecnologie
L’insegnante come professionista dell’apprendimentoMission della FP
centralità dell’apprendimento
ruolo delle tecnologiedidattiche
Il miglioramento delle performance dei sistemi formativi passa attraverso la focalizzazionesull’apprendimento e sulle strategie didattiche che lo attivano, lo promuovono e losostengono. Le tecnologie sono uno degli strumenti in grado di sostenere questo processodi miglioramento.Questo breve documento muove dall’esigenza di offrire un contributo al miglioramentodelle performance complessive del sistema formativo altoatesino affrontando direttamentel’insoddisfazione che da più parti viene espressa per i livelli di apprendimento chepresentano gli allievi che frequentano la FP e per il grado di preparazione che questi allievipresentano quando escono “qualificati” dalla FP.Come si vedrà, la chiave di volta identificata è la focalizzatone sull’apprendimento, da cuideriva la visione di un insegnante come facilitatore dell’apprendimento.Infatti, il processo chiave su cui si focalizza la scuola, ed in questa la scuola professionale,
 
è rappresentato dall’apprendimento, dalla sua facilitazione e dalla sua promozioneDovremo, quindi, ripensare le modalità con cui stiamo organizzando le risorse per gestire ilprocesso chiave al fine di ri-allineare i risultati che produciamo con la mission che ci èstata data.
Alcuni concetti chiave
Ci sembra utile evidenziare tre concetti chiave da cui ne derivano alcuni altri, chedovrebbero stare alla base del nostro agire strategico (pianificazione, organizzazione) etattico (didattica).
I 3 concetti chiave
1. Finalità della Formazione ProfessionaleLa FP persegue la finalità di sviluppare la “competenza professionale”.2. Competenza professionaleLa competenza professionale va vista come la capacità di attivare e di combinare risorsein un contesto definito.La FP dovrebbe, quindi:- prioritariamente, favorire lo sviluppo di “risorse”;- successivamente, sviluppare la capacità di diagnosticare la situazione in cui questerisorse devono essere utilizzate;
 
 3- quindi, sviluppare la capacità di attivare queste risorse e di combinarle per ilconseguimento dello scopo della pratica professionale.3. Navigazione professionaleCorrelata con il concetto di “competenza professionale” qui proposto vi è la questione delsuo sviluppo e del suo mantenimento agli standard richiesti dalle pratiche professionali.La competenza professionale non è una dimensione che si sviluppa una volta per tutte nelprimo periodo della vita delle persone. E’ oramai acquisita l’idea dell’apprendimentocontinuo, lungo tutto l’arco della vita, ma va chiarito che le modalità attraverso cui siapprende in questo scenario non sono quelle convenzionali basate su dispositivi diapprendimento centrati sulla didattica d’aula. La conoscenza, la competenza, laprofessionalità si mantengono e si sviluppano sempre più spesso attraverso modalità di“apprendimento senza insegnamento” con la conseguente valorizzazione di unamolteplicità di luoghi di apprendimento, in percorsi individualizzati ed auto-governati, di“navigazione” tra una molteplicità di opportunità che il contesto offre e che il soggetto sicrea.
I corollari
A. ConoscenzaSulla base di queste premesse, la “conoscenza” va concepita e va sviluppata come unostrumento che aiuta ad affrontare situazioni, a risolvere problemi contestualizzati e noncome una mera memorizzazione di nozioni, fatti, procedure appresi in modo astratto egenerale/generico.Coerentemente con gli scopi della FP, va realizzata una visione operativa ed applicativa di“conoscenza”: conoscere vuol dire saper usare quanto appreso.La conoscenza non è un deposito, più o meno ampio, di informazioni ma la capacità disituarsi e di finalizzare le informazioni di cui si è in possesso alla soluzione di problemi edall’ottenimento di risultati.B. Conoscenza distribuitaNella “società della conoscenza” la conoscenza, la struttura cognitiva che consente aduna persona di operare con efficacia, non si connota come una dimensione individuale masociale avendo una conformazione “distribuita”: delle conoscenze che utilizzo per rendereefficace il mio agire, solo una parte è in mio diretto possesso; la maggior parte si trovanelle altre persone e negli artefatti che sono presenti nel mio ambiente rilevante.Una skill importante è rappresentata, quindi, dalla capacità di connettersi con altrepersone, di saper identificare i luoghi della conoscenza rilevante, di sapervi accedere e disaper organizzare il tutto in una pratica professionale adeguata al contesto.

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