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Dalla morte alla Vita 
B
EATO
NGELICO
,
 Noli me tangere
(S. Marco in Firenze)
NOTIZIARIO DEL
G
RUPPO
O
PERAZIONE
M
USEKE O.N.L.U.S. – Via Brescia, 10 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALYTel. e Fax 030.2130053 - Cell. 349.8832835 NUMERO VENTI - PASQUA 2004
impianti: nadir - ciliverghe (bs) / stampa: euroteam - nuvolera (bs)
DEDICATO A VOI
Pasqua 1994 - Pasqua 2004
Dieci anni fa, in Rwanda, nellasettimana dopo Pasqua, il conflit-to in atto dal 1990 aveva raggiun-to il suo apice e di lì a tre mesisi consumò uno dei genocidi piùtremendi con oltre 800.000 mor-ti su circa 7.500.000 di abitanti.La miccia fu accesa il 6 apriledall’assassinio del presidente Juvenal Habyarimana che avevapreso il potere in un colpo di sta-to nel 1973.Il suo aereo fu colpito da un mis-sile mentre stava atterrando a Ki-gali, con il suo omologo burun-dese Cyprien Ntaryamira.In quella follia di morte riuscim-mo ad aggrapparci alla vita, conl’aiuto di molti amici, lasciandoRilima dove avevamo realizzatoun centro per handicappati e or-fani e un ospedale attrezzato.Nelle notti del 13 e 14 aprilegiunsero in Castenedolo 41 bim-bi accompagnati dai volontarie dal personale che lavoravanoal Centro Santa Maria di Rilima,dove pensavamo di ritornarci... aguerra finita.La tragedia purtroppo si perpe-tuò e ad oggi non è del tutto fi-nita. All’epoca più di 3.000.000scapparono e si rifugiarono neipaesi limitrofi, la maggiorpartein Zaire, oggi R. D. del Congo. Alcune centinaia di migliaia fu-rono costretti a ritornare, altrieliminati fisicamente, altri si tro- vano nelle prigioni (in 200.000)ancor oggi in attesa di giudizio;altri ancora sono rimasti nei pae-si d’accoglienza cercando di ri-farsi una vita. Voi ragazzi, ignari, fostestrappati dalla morte eaccolti da braccia ecuori amorosi per ritornare a spe-rare e a vivere:protagonistiinconsape- voli di un vortice disolidarietàe di amorenon solodella comu-nità di Ca-stenedoloma anchedi tutte leistituzioniitaliane.Non vi na-scondiamoche vi fu-rono anchemomentidi ansia,quasi diangoscia ma la fede in Gesù, lasperanza nella sua Pasqua, l’amo-re suo consumato fino alla fine cihanno fatto superare difficoltà eincomprensioni per amore della VITA, della vostra vita.
Ora, diventati grandicelli, potendointuire qualcosa della vostra vita,certo non facile fin dall’inizio, sie-te
consapevoli deldono che
– P 
 ER
 
UNA
 ASQUA
 
 DI 
L
 IBERAZIONE 
(continuaa pag. 2)
 
 I mitici 41 al “Centro” di Castenedolo, Maggio 1994. Vi riconoscete? 
 voi siete per noi e noi per voi.Sciogliamo quindi un inno di gra-titudine al Signore perché ci haliberato dalla morte e dall’egoi-smo e insieme ragazzi e famigliestretti in un abbraccio d’amore,cantiamo perché è tornata a ger-mogliare la vita.Ma non possiamo essere felici dasoli.Il Papa ha dedicato la sua rifles-sione per la Quaresima 2004 aibambini, soprattutto a quelli “fe-riti profondamente dalla violen-za degli adulti”, mettendo a temale parole di Gesù: “Chi accoglieanche uno solo di questi bambi-ni in nome mio, accoglie me” (Mt18,5).La lista dei diritti negati è pur-troppo lunga: “abusi sessuali,avviamento alla prostituzione,coinvolgimento nello spaccio enell’uso della droga; bambini ob-bligati a lavorare e arruolati per combattere; innocenti segnatiper sempre dalla disgregazionefamiliare; piccoli travolti da unturpe traffico di organi e di per-sone. E che dire della tragediadell’AIDS con conseguenze de- vastanti in Africa?”. Accanto all’egoismo di tanti adul-ti, il Papa registra anche la “tantagenerosità” di quanti invece ac-colgono i bimbi preoccupandosidi trasmettere a loro i valori uma-ni e religiosi che danno senso vero all’esistenza.
Solo chi si fa “piccolo” è in gradodi accogliere con amore i fratellipiù piccoli. Anche il nostro Vesco- vo nell’omelia di San Faustino haripreso questo tema. “Lo spiritoevangelico di inndica la grandezzadella dignità dei bambini ed aprealla speranza che tutto ciò che dibuono viene fatto oggi a questipiccoli è garanzia per un futurodove sarà il bene ad avere l’ultimaparola” (Giulio Sanguineti).
Di fronte a questo panorama noncerto esaltante del nostro mon-do in rapporto ai bambini, noigraziati dall’amore, in forza del-la Pasqua crediamo in un mon-do nuovo illuminato dalla luce edalla vita del Risorto. Ecco allorail nostro impegno comunitarioper i bimbi, futuro dell’umanità.Lo facciamo in nome dell’uomoe in nome di Gesù che ha detto“Lasciate che i bambini venganoa me ”.Queste parole sono dipinte con icolori della pace all’ingresso delnuovo Centro di Accoglienza Na-zareth a Mutwenzi, che abbiamoinaugurato 3 mesi fa per ospitarebambini orfani e di strada del Bu-rundi. È un dono e un compito.È dedicato a voi, mitici 41, ormaiconsapevoli, dopo 10 anni del vostro esodo di liberazione. È unimpegno per tutti, ragazzi, fami-glie e associazione nel costruireuna cultura della vita.L’ONU ha dedicato quest’anno2004 all’abolizione della schia- vitù. La Pasqua ci trovi uniti contutti gli uomini di buona volon-tà a spezzare le catene di ognischiavitù, soprattutto quella per-petrata verso i minori. Al bambino derubato dall’infan-zia, rapito, dissacrato, violentato,diverso, sfruttato, venduto, ab-bandonato, handicappato,... nonnato, un augurio perché il lorosacrificio e il nostro amore per l’uomo edifichino una società li-berata e libera.
BUONA PASQUA PASIKA NZIZA 
 Il “Patiri” don Roberto
MUSEKE - 2
 
Inaugurazione del Centro Nazareth
 Mutwenzi 29-12-2003
Dal discorsodella nostra presidente
Carissimi tutti,ringrazio dell’accoglienza e del-l’affetto che ci dimostrate. Ringraziomons. Simon, Arcivescovo di Gitegache ha voluto partecipare
all’inau-  gurazione della casa di accoglienza per i bimbi orfani 
; un saluto deferen-te al Nunzio che non ha potuto rea-lizzare il desiderio di essere presenteper un improvviso impegno.
Come è nata questa iniziativa?
Nel 1999 abbiamo inaugurato la ma-ternità; in quella circostanza, madreCecilia mi invitò a visitare l’orfanotro-fio Nazareth. Restai colpita da questibimbi... dagli ambienti malsani e de-crepiti, molto stretti rispetto al nume-ro dei bimbi. Ho incontrato due suore,la madre Salomè e suor Virginia, checon affetto curavano e sorvegliavanoi bambini. Ho chiesto se avevano de-gli aiuti. La risposta è stata che... c’erasolo la provvidenza. Purtroppo l’orfa-notrofio non era conosciuto.
Ho fatto una riflessione: come fan-no queste suore, sole, senza mezzi, acontinuare questa opera? Soltanto laGrazia di Dio e la gran fede può dareforza per continuare!
Questa situazione mi ha preso il cuore.
Ritornando a casa in Italia, non arriva- vo a dimenticare ciò che avevo visto.Oltre il cuore, anche la testa ha ini-ziato a pensare. Ne parlai al consiglioMuseke. Non arrivavano a capirmi.È proprio vero, Gesù dice “venite e vedrete”.Così don Roberto e l’ing. GiovanniPiotti hanno deciso di venire in Bu-rundi, per valutare se valeva la penadi ristrutturare o se era opportunocostruire una nuova struttura: in ognicaso avevano bisogno! Non sto a de-scrivervi tutto l’iter... Le difficoltà cisono sempre, di ordine umano e fi-nanziario. Non è facile anche in Italiareperire forze nuove e mezzi finanzia-ri. Come vorrei presenti tutte quellepersone che in Italia hanno lavoratoper il progetto!Decidemmo per il sì... con un po’ d’in-coscienza. Ricordo che siamo in unpaese tanto amato ma purtroppo indifficoltà e a rischio! Chi parte per prima? Cesarina! Con la sua volontà ecapacità, oltre poi a Carlo, Maria, Lui-gi e una decina di tecnici nella co-struzione. Convinti di fare una cosanecessaria.
La realizzazione
Fatto il progetto... ecco la realizzazio-ne: è ciò che vediamo con la collabo-razione di tanti specialisti Italiani edella manodopera burundese. A questo punto, devo ringraziare lesuore Bene Mariya nella Persona dellaMadre Generale e di suor Cecilia chehanno collaborato ad una opera per ipiù poveri (orfani), senza un propriointeresse personale, o di Congrega-zione. Ricordo che la gente italianaè sempre stata ospite nella casa Mu-seke delle Bene Mariya.Ora incomincia la cosa più impor-tante: l’organizzazione dell’opera.Ho chiesto se la Congregazione BeneMariya può continuare la sua colla-borazione mandando due consorelleper aiutare le suore di Nazareth. LaGenerale mi ha risposto di sì perchéama l’opera. È difficile trovare unaCongregazione che ne aiuti un’altra.In Italia e in Burundi non è facile tro- vare questa generosità.Ora siamo qui ad inaugurare questaCasa Nazareth.
L’augurio
Le strutture ci vogliono...
ma occorretanto Amore e Calore per riscaldarei bimbi privi dei loro genitori 
. Allesuore delle due Congregazioni augu-ro che la Casa Nazareth diventi ve-ramente la famiglia ideale per questibambini. Che sappiano scoprire laGioia e la Pace, la Serenità e l’Amoreche senz’altro, diventati grandi, river-seranno.
 Enrica Lombardi 
MUSEKE - 3
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