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segue a pag. 2
 La Missionarietà, progetto di Vita 
NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE
M
USEKE O.N.L.U.S. – Via Brescia, 10 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALYTel. e Fax 030.2130053 - Cell. 349.8832835 NUMERO VENTIQUATTRO -
OTTOBRE 2005 
impianti: nadir - ciliverghe (bs) / stampa: euroteam - nuvolera (bs)
N
el lontano 1966 sono statainvitata in Burundi dal ve-scovo mons. Makarakiza.Potete immaginare la sorpresa, lagioia e nello stesso tempo la pauranella prospettiva di arontare un viaggio alla scoperta di un mondomisterioso, sconosciuto e aasci-nante, ma bisognoso, soprattuttonel campo emminile, di una pro-mozione umana e cristiana.Il vescovo mi disse semplicemen-te:- Vieni e vedi.-Inconsciamente, ma con entusia-smo risposi di sì.L’impatto con questo paese è sta-to meraviglioso e coinvolgente, siaper le bellezze naturali, sia per la di-sponibilità e serenità delle persone,nonostante l’estrema povertà.Il vescovo che mi accompagnava,mi presentava le varie gravi situa-zioni, mi sollecitava a rispondereai bisogni più urgenti e mi sugge-riva di coinvolgere altre personeche come me potessero realizzareil suo sogno di vedere progrediree migliorare soprattutto le donneche vivevano una situazione di sot-tomissione e di sottosviluppo.Nel ritorno, sull’aereo, non mi davopace e mi tormentava la sensazio-ne che era davvero impossibile cheio potessi realizzare quanto mi erastato chiesto.Ero combattuta tra il lasciare tut-to e mettermi il cuore in pace oinvece mettere a conoscenza del-la situazione e dei progetti altrepersone anche più giovani di me,e incominciare a intraprendere uncammino di condivisione e di in-tensa attività.Ho pregato con ervore perché ilSignore mi illuminasse e mi aiu-tasse a decidere. Mi sono lanciataa diondere questa idea e ad avvi-cinare persone generose. Con miagrande sorpresa ho trovato subitorispondenza all’ideale missionarioche proponevo ed entusiasmo e di-sponibilità a conoscere, a collabo-rare e a partire per il Burundi.Mi sono resa conto che il Signoreadopera ciascuno di noi per susci-tare negli altri il desiderio di bene ela gioia di partecipare allo sviluppodei popoli, nel nostro caso di quel-lo aricano.Nel 1969 partono le prime tre vo-lontarie: Rosa Scaroni, Maria Pitossi,Tilde Dancelli. E poi, tra le altre Mil-ly Gussago: giovani che lasciano laloro casa, il loro lavoro, i loro aettiper seguire un ideale.Oggi un viaggio in Arica non è piùuna meta così insolita, ma allora eradavvero un viaggio pieno di inco-gnite.Riflettendo, ho capito che è il Si-gnore che dà orza alle persone, mabisogna che ciascuno di noi si ac-
 
Gitega, 29 Settembre 2005
P
rima di tutto chiedo scusa per questo ritardo nel darvi noti-zie, il tempo è troppo tiranno.In questi mesi di agosto e settembre,abbiamo la campagna di scolarizza-zione, la ricerca dei posti a scuola, laconsegna del materiale scolastico, laricerca di divise, scarpe, ciabatte.Sono contenta che il maggior numerodi allievi dell’anno scorso siano riu-sciti a trovare un posto nelle scuoleanche quest’anno e che possano cosìcontinuare la loro istruzione almenoa livello elementare.E’ da considerare un progresso note- vole supportati dagli esiti scolasticidel 2004-2005.Grazie ai vostri preziosissimi contri-buti, grazie alle adozioni a distanza, lamaggior parte dei bambini sta beneHanno dovuto superare un lungo eduro periodo in cui la siccità ci haatto perdere due stagioni di raccolto.Si pativa la ame e il costo dei viveriera più elevato del solito perché biso-gnava andare lontano ad acquistarli.Oltre alla scuola e agli alimenti, dob-biamo purtroppo lottare con le ma-lattie, con le richieste di medicinali,con le cure. In agosto abbiamo soer-to due perdite all’oranatroio di Na-zareth a causa della malaria: Joachime Kamanzi.Una grossa soddisazione riguarda le vedove. Dopo i tanti incontri e i corsidi alabetizzazione, stanno inalmen-te imparando e cercando di lavorareinsieme, come comunità, al ine dimigliorare le proprie condizioni di vita e, con un po’ di ortuna, il lorouturo. Noi continuiamo ad assisterle,ad incoraggiarle, ad istruirle.Il terreno che siamo riusciti ad ac-quistare per loro è un’altra onte digrande soddisazione.Potranno,oltre che avere un lavoro eun riscontro tangibile, vivere un’espe-rienza di collaborazione e vedere irutti delle loro volontà unite. Alla base di tutti i problemi resta quel-lo più grande e più vero: la povertà diquesto popolo disperato per l biso-gno di sopravvivere e per le divisioniinculcate.Sono povertà queste che hanno uncosto enorme, indescrivibile, non so-lo a livello economico, ma di tempi edi sorzi isici. E’ già uno sorzo riusci-re ad accettare l’indigenza continua.Ringrazio comunque il Signore per lapossibilità di are qualcosa, il possibi-le, di mettere al primo posto il mioprossimo, partendo dai bambini.Molte volte, lo ammetto, mi sento so-la e non capita, spesso da chi mi stapiù vicino, mettendo in discussione il Vangelo. Finisco poi per ricredermi ecapire che devo amare di più questepersone, per come sono e per comenon sono, e di mettermi nei loro pan-ni.Dicevo che sono contenta di riuscirea are qualcosa, ma non potrei che a-re molto poco, probabilmente nullasenza il vostro concreto aiuto. Vi garantisco il mio quotidiano ricor-do e vi ringrazio tutti di cuore.
Suor Cecilia Miburo
MUSEKE - 2
Carissima Enrica  e amici tutti 
cia portavoce di questa realtà me-ravigliosa: essere evangelizzati per evangelizzare e mettere a disposi-zione la propria proessionalità aavore di chi ne è privo.I progetti, le attività aumentavano,quindi si è costituita l’associazioneMuseke che in lingua locale signif-ca sorriso, accoglienza.Negli anni a seguire sono partite via via inermiere, insegnanti , sarte, ra-gioniere, proessoresse, tutte dispo-nibili a dare il meglio di sé, secondole esigenze che le varie situazionidi emergenza richiedevano.Perché ho scritto tutto questo?Non è solo un tuo nella memoriaper rivivere queste meraviglioseesperienze, ma per suscitare in voigiovani il desiderio, l’entusiasmo, la volontà di aderire ad una associa-zione che vuol essere ancora er-mento e aiuto ai ratelli aricani.E’ proprio nel dare che si riceve esi prova più gioia nel rinunciare aqualcosa di proprio: danaro, tempolibero, divertimenti, per donarlo aglialtri. Il Signore dice: chi dona saràricompensato con il centuplo. Auguri! Aspetto numerose adesioni,perché l’associazione è un po’….invecchiata, ha bisogno di orzenuove. Io pregherò perché il Signo-re susciti vocazioni missionarie.
 Enrica Lombardi 
 
 
È
il titolo del messaggio del SantoPadre Giovanni Paolo II prepa-rato per la Giornata MissionariaMondiale 2005.In quest’anno dedicato all’Eucaristiala giornata Missionaria ci aiuta a me-glio comprendere il senso “eucaristi-co” della nostra esistenza, rivivendoil clima del Cenacolo, quando Gesù,alla vigilia della sua passione, orì almondo se stesso.
Seguendo il suoesempio anche noi dobbiamo darela vita per i fratelli specialmente per i più bisognosi. L’Eucaristia porta “il  segno dell’universalità”, e in modo sacramentale prefigura quello cheavverrà “quando tutti quelli che so- no partecipi della natura umana,rigenerati in Cristo per mezzo delloSpirito Santo, riflettendo insieme la gloria di Dio, potranno dire: Padre Nostro (Ad gentes, 7). In tal modol’Eucaristia, mentre fa comprendere pienamente il senso della Missione spinge ogni singolo credente e spe- cialmente i Missionari ad essere “pa- ne spezzato per la vita del mondo”. L’umanità ha bisogno di Cristo pane spezzato
. Inatti anche oggiGesù spezza il pane per noi e nellecelebrazioni eucaristiche; ore Sestesso sotto il segno sacramentaledel suo amore per tutti. Egli “panedel cielo” che, donando la vita eterna(cr 
Gv
6,33), apre il cuore degli uo-mini a una grande speranza.Gesù solo può spegnere la ame diamore e la sete di giustizia degli uo-mini; solo Lui rende possibile a ognipersona la partecipazione alla vitaeterna: “
 Io sono il pane vivo discesodal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno
Gv
6,51).
 La Chiesa, insieme con Cristo, si fa“pane spezzato”.
L’amore appassio-nato per Cristo porta al coraggiosoannuncio di Cristo; annuncio che,con il martirio, diventa oerta supre-ma di amore a Dio e ai ratelli. L’Euca-ristia spinge ad una generosa azioneevangelizzatrice e ad un impegnoattivo nell’edifcazione di una socie-tà più equa e raterna.Questo è il criterio in base al qualesarà comprovata l’autenticità dellenostre celebrazioni eucaristiche.
 I missionari, “pane spezzato” per lavita del mondo.
Essi anno risuonarecon la loro azione le parole del Re-dentore: “
 Io sono il pane della vita;chi viene a me non avrà più famee chi crede in me non avrà più sete
Gv
6,35); essi stessi si anno “
 pane spezzato
per i ratelli, giungendo tal- volta sino al sacrifcio della vita.Quanti martiri missionari in questonostro tempo! Il loro esempio trasci-ni tanti giovani sul sentiero dell’eroi-ca edeltà a Cristo! La Chiesa ha biso-gno di uomini e di donne, che sianodisposti a consacrarsi totalmente allagrande causa del Vangelo.La Vergine, Madre di Dio, ci aiuti a ri- vivere l’esperienza del Cenacolo, per-chè le nostre Comunità ecclesiali di- ventino autenticamente “cattoliche”;Comunità, cioè, dove la “spiritualitàmissionaria”, che è “comunione in-tima con Cristo”
(Redemptoris mis-  sio,
88), si pone in stretto rapportocon la “spiritualità eucaristica”, cheha come modello Maria, “Donna eu-caristica” ( 
 Ecclesia de Eucharistia
,53); Comunità che restano apertealla voce dello Spirito e alle neces-sità dell’umanità, Comunità dove icredenti, e specialmente i missionari,non esitano a arsi “
 pane spezzato per la vita del mondo
”. Al termine di questo anno dedi-cato all’Eucaristia, domenica 2ottobre è iniziato il Sinodo dei vescovi, con la presenza di 250presuli da tutto il mondo, che haper tema
 L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missionedella Chiesa.
Il dibattito iniziale è però a tuttocampo: dalle celebrazioni “in atte-sa del sacerdote”, la cui penuriaesige una più equa distribuzionera le varie Chiese, alle questionidi ordine morale (cr. aborto econvivenze), alle sfde della salva-guardia del creato e della giustiziasociale.L’amico mons. Gabriel è presen-te come inviato dalla ConerenzaEpiscopale del Guatemala.
MUSEKE - 3
Missione: Pane spezzato per la vita del mondo
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