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NOTIZIARIO DEL
G
RUPPO
O
PERAZIONE
M
USEKE – Via Brescia, 55 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALYTel. 030/2130053 Fax 030/2130044NUMERO UNO - OTTOBRE 1994
impianti: nadir - ciliverghe (bs) / stampa: euroteam - ciliverghe (bs)
La Provvidenza è come l’Angelo Cu-stode o come l’aria che respiriamo:c’è e non si vede. O si vede?...La Provvidenza ci guarda vivere eci propone spesso novità per farciuscire dalla nostra limitatezza, pur la-sciandoci liberi di seguire o menol’ispirazione. Ci dà l’energia per ten-tare qualcosa di diverso, qualcosa dinuovo e non ci lascia soli.
 Vede eprovvede.
Dopo l’esperienza in Burundi de-gli anni ’70 e ’80, l’Associazione Mu-seke pensava ad un’altra opera cui de-dicare le sue forze. Da un incontrocon le Suore Clarisse di Assisi nascel’idea di creare un Convento di Clau-sura che sia come un cero ardente dipreghiera in Rwanda. Il Monastero diSanta Chiara viene inaugurato nel1985.Più tardi cercando un altro spun-to missionario dal Senegal al Mali, dal-lo Zaire al Rwanda, in un incontro for-tuito mi hanno chiesto se potevo im-pegnarmi in una opera grande: unCentro per orfani, da 0 a 3 anni, salaoperatoria e riabilitazione di handi-cappati. È il 1987.La Provvidenza si occupa di tutti edi ciascuno facendomi capire chequei bambini rwandesi hanno biso-gno di molto aiuto e di molto volon-tariato. Per 6 anni ho trovato le per-sone necessarie e gli aiuti finanziari:con tanta buona volontà da parte ditutti e le preghiere delle Suore Claris-se, il Centro si sviluppa e prospera.Nel mese di aprile 1994, dopo l’uc-cisione del Presidente del Rwanda, èancora la Provvidenza che suggerisceil modo per far evacuare i bambini edil personale del Centro: “è stato un ve-ro miracolo dell’amore”. Da sei mesiormai Castenedolo ospita nell’asilo41 orfani e 6 ragazze rwandesi. LaProvvidenza ha “proveduto” alla lorobellissima sistemazione e a tutto il ne-cessario, facendo spesso credere dichiamarsi Rossi o Bianchi. Anche Ge-sù si presentava una volta come giar-diniere e una volta come compagnodi strada: è uno stile di comporta-mento, per non farsi notare troppo.Per non lasciarci soli.Quale sarà il fututo de-gli orfani rwandesi? Si par-la di affido a famiglie italia-ne o di ritorno???Non sforziamoci trop-po di prevedere un futuroche è nelle mani soltantodi Dio. La Provvidenza èconsapevole, è presenteed è sicuramente più fan-tasiosa dell’uomo. Sa faremosse impreviste e procu-rare soluzioni imprevedi-bili, perchè ama l’uomo.Ricordo nella Liturgia del-la Messa una preghiera chedice pressapoco così:“Signore, tu solo ci daiquello che la nostra picco-la mente non osa sperare”
 Enrica Lombardi 
 
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OMELIA DEL PAPA PER SARAJEVO. MEDITAZIONE ANCHE PER IL RWANDA.
BASTACONLAGUERRA!DIOEDALLAPARTEDEGLOPPRESSI:ESUOILPOPOLOCHESTAMOREND
“Basta con la guerra! Dio sta dalla par-te degli oppressi: è suo il popolo chesta morendo”. È questa l’accorata in- vocazione elevata da Giovanni PaoloII durante la Santa Messa celebrata,nella mattinata di giovedì 8 settem-bre, nel cortile del Palazzo Apostoli-co di Castel Gandolfo, in collega-mento radiotelevisivo con Sarajevo.L’omelia pronunciata dal Santo Padreè quella che avrebbe svolta durante laCelebrazione Eucaristica a Sarajevo.La pubblichiamo per le evidenti ana-logie con il Rwanda. Ci serva da me-ditazione.Questi i punti nodali dell’omeliadel Santo Padre:* “Padre nostro che sei nei cieli....Ci troviamo presso l’altare attorno alquale si raduna l’intera Chiesa che èin Sarajevo”.* “Io Vescovo di Roma, il primo Pa-pa slavo, mi inginocchio davanti a teper gridare: “ Dalla peste, dalla famee dalla guerra - liberaci!”* “Si compia nel mondo, e parti-colarmente in questa travagliataguerra dei Balcani, la tua volontà...Tua volontà è la pace!”* “Vieni Spirito Santo! Ti invochia-mo da questa città di Sarajevo, cro-cevia di tensioni tra culture e nazionidiverse”.* “Ogni uomo, ogni famiglia ha di-ritto al suo “pane quotidiano” “.* “ “Perdoniamo e chiediamo per-dono” per i nostri fratelli nei Balcani!La spirale delle “colpe”e delle “pene”non si chiuderà mai, se ad un certopunto non si arriverà al perdono”* “Chiediamo al Padre di allonta-nare tutte le tentazioni in cui si espri-me la civiltà della morte”.* “Pregano con noi i morti di Sa-rajevo. Pregano con noi tutte le vitti-me di questa guerra crudele.”* “La pace è possibile. Urge un se-rio esame di coscienza per giungereal più presto ad una pace giusta.”* “Con la nascita di Maria è sboc-ciata nel mondo la speranza di unanuova umanità non più oppressadalle forme di peccato che hannolordato di sangue i sentieri della sto-ria”.
LETTERA DI MADRE TERESA DI CALCUTTA ALLA CONFERENZA DEL CAIRO.
 RISPETTIAMOLAVITA:ILPIUBELDONODIDIO” 
Il bimbo non nato è amato da Dio.
Ho detto, e sono sicura di quelloche affermo, che la maggiore aggres-sione alla pace nel mondo viene oggidall’aborto. Se una madre può ucci-dere suo figlio, cosa può impedire a voi e me dall’ucciderci reciproca-mente? Il solo che ha il diritto di pren-dere la vita è Colui che l’ha creata.Nessun altro ha tale diritto: non la ma-dre, non il padre, non il medico, nonuna organizzazione, una conferenza,un governo.Sono sicura che nel profondo del vostro cuore siete consapevoli cheun bambino non nato è un essereumano amato da Dio, come voi e me.Come può, chiunque che sia consa-pevole di tanto, distruggere delibera-È il mio cuore che vi parla: parla adogni persona di ogni paese del mon-do, a chi è investito del potere diprendere grandi decisioni, ma anchea tutte le madri, i padri, i ragazzi del-le città, delle campagne, dei villaggi.Ciascuno di noi è qui oggi perchè sia-mo stati amati da Dio che ci creò e dainostri genitori che ac-cettano di darci la vi-ta. La vita è il più beldono di Dio. È dolo-roso vedere cosa staaccadendo oggi inmolte aree del mon-do: la vita viene deli-beratamente distruttadalla guerra, dalla vio-lenza dall’aborto. Manoi siamo stati creatida Dio per cose piùgrandi, per amare eper essere amati.
 
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tamente quella vita? Mi sgomentapensare a tutti coloro che uccidonola propria coscienza mettendo in at-to un aborto. Quando moriremo, citroveremo faccia a faccia con Dio,l’autore della vita. Chi darà conto aDio dei milioni e milioni di bambinicui non è stato permesso di avere unapossibilità di vita, di sperimentarel’amore e l’essere amati?
Il mondo è grande a sufficienza.
Dio ha creato un mondo suffi-cientemente grande per tutte le viteche Egli si aspetta che nascano. È so-lo il nostro cuore a non essere suffi-cientemente grande per volerle edaccettarle. Se tutto il denaro spesoper trovare mezzi di morte fosse in- vece usato per nutrire, dare una casa,educare, come sarebbe bello. Troppospesso temiamo i sacrifici che po-tremmo essere chiamati a sopporta-re, ma dove c’è amore non c’è sacri-ficio, e quando amiamo fino a soffrir-ne è gioia e pace.Se c’è un bambino che voi non volete o che non potete allevare ededucare, datelo a me. Io non rifiutonessun bambino. Gli darò una casa,o gli troverò genitori amorevoli.Combattiamo l’aborto con l’adozio-ne.
 Adozione, antidoto all’aborto
Noi abbiamo dato a migliaia di ra-gazzi famiglie premurose. È così bel-lo vedere l’amore e l’unità che unbambino porta in famiglia.Il bambino è il più bel regalo diDio ad una famiglia, ad una nazione.Non rifiutiamo mai questo dono diDio. La mia preghiera è che ciascu-no di voi abbia sempre la forza di ve-dere e amare Dio in ogni persona,compresa quella non nata.Dio vi benedica.
IL MESSAGGIO PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE (23-10-94)
UNUNICOFUOCOCREALAFAMIGLIAELAINVIAALLEGENT
“La Chiesa, mandata in tutto il mondoad annunciare il Vangelo di Cristo, hadedicato il 1994 alla famiglia, pregan-do con essa e per essa, e riflettendo sul-le problematiche che la riguardano”:con queste parole inizia il messaggiopontificio per la
Giornata missiona- ria mondiale
, reso noto il 22 maggioscorso, festa di Pentecoste. Il Papa,consapevole “dellostretto rapporto cheintercorre tra la mis-sione della Chiesa ela famiglia” ricordache Cristo stesso si èpreparato nella fa-miglia “alla missioneaffidatagli dal Padreceleste. Egli, inoltre,ha fondato una nuo- va famiglia, la Chiesaquale prolungamen-to della sua univer-sale azione di salvez-za. Chiesa e famiglia,dunque, nella pro-spettiva della mis-sione di Cristo, ma-nifestano vicende- voli legami e con- vergenti finalità”.“L’amore di Cri-sto che consacra ilpatto coniugale -prosegue Giovan-ni Paolo II - è ancheil fuoco ardenteche sospingel’evangelizzazione
 Redemptoris Mis-  sio 77)
.“È questo amo-re che spinge i mis-sionari ad annun-ziare con zelo e perseveranza la Buo-na Notizia alle “genti” e a darne testi-monianza con il dono di se stessi, tal- volta sino al supremo segno del mar-tirio. Scopo unico del missionario èl’annuncio del Vangelo al fine di edi-ficare una comunità che sia estensio-ne della famiglia di Gesù Cristo e “lie- vito” per la crescita del Regno di Dioe per la promozione dei più alti valo-ri dell’uomo. Lavorando per Cristo econ Cristo, egli opera per una giusti-zia, per una pace, per uno svilupponon ideologici, ma reali, contribuen-do così a creare la civiltà dell’amore”.Il Pontefice afferma che la famigliaè missionaria con la preghiera e conil sacrificio. La preghiera familiare“deve includere anche la dimensionemissionaria, così da essere efficaceper l’evangelizzazione” ed in essa de- ve essere preminente “la contempla-zione dell’amore di Dio che ci salvaper mezzo di Gesù Cristo”.“Complemento inseparabile del-l’orazione - prosegue Wojtyla - è poi ilsacrificio, tanto più efficace quantopiù generoso. Di valore inestimabile èla sofferenza degli innocenti, degli in-fermi, dei malati, di quanti patisconooppressione e violenza, di coloro cioèche sono uniti in modo speciale, sul-la via della Croce a Gesù redentore diogni uomo e di tutto l’uomo”.Il Papa si rivolgeai giovani: “Il Signo-re vi ha dato un cuo-re aperto a grandiorizzonti: non teme-te di impegnare inte-ramente la vostra vi-ta nel servizio di Cri-sto e del suo Vange-lo!”.Il messaggio ter-mina invocando i do-ni dello Spirito suimissionari sparsi nelmondo e sulle fami-glie cristiane, in par-ticolare su quelle im-pegnate nell’annun-cio del Vangelo.
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