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GESU’BAMBININMEZZOANO
NATALE,ILDON
La parola più in voga per presen-tare il Natale è quella di ‘regalo’. Lo è alpunto, che i due termini quasi si scam-biano e si usano indifferentemente l’unoal posto dell’altro.Sarebbe forse un impoverimentodella festa prendere la parola ‘dono’ co-me equivalente di ‘Natale’? Probabilmen-te sì; non perché essa sia banale, ma per-ché è stata mercantilizzata e ormai viag-gia di conserva con le cifre che si spen-dono per ‘dare’ qualcosa.Questi bambini, invece, non risul-tano intaccati dal verme della mercifica-zione. Essi sono giunti fra noi come donoautentico: portano il
messaggio
dell’in-nocenza e, pur senza capacitarsene chia-ramente, del dolore.Il messaggio è una parola, un gesto,che ci viene rivolto e, quando noi l’acco-gliamo, si arricchisce della valenza di do-no. E quello che queste creature ci offro-no ne merita appieno il nome. La loro pre-senza ci ha rivelato a noi stessi come piùbuoni di quanto non pensassimo. La ge-nerosità, poi, di quanti si prodigano diret-tamente in loro favore è una scossa infer-ta di continuo al nostro torpore di gentesoddisfatta di se stessa, chiusa nel propriopiccolo mondo e incapace di comunicare.Che cos’è questo, se non prolun-gamento del Natale? Non è forse un mes-saggio...? Si, è proprio un dono: il donoche Dio ci fa con l’umile mezzo di questainnocenza che soffre, e che la nostra ri-sposta trattiene dal precipitare nella tra-gedia.
don Felice Montagnini 
NOTIZIARIO DEL
G
RUPPO
O
PERAZIONE
M
USEKE – Via Brescia, 55 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALYTel. 030/2130053 Fax 030/2130044NUMERO DUE - DICEMBRE 1994
impianti: nadir - ciliverghe (bs) / stampa: euroteam - ciliverghe (bs)
 
MUSEKE - 2
LANOSTRACAPANN
Come sapete, i nomi dei nostri bimbi sono per lo più legatiad una dimensione religiosa o fanno riferimento a situazioniriguardanti la loro nascita. Ve ne presentiamo la traduzionepartendo dalla più piccola: ANNA ROSE
 AKAYEZU 
: piccola figlia di Gesù;LUCA 
 HAKIZIMANA
: è il Signore che salva; JEAN DOMINIQUE
 GASIGWA
: l’unico rimasto (dei figli); ANTONIO NINO
UWAMUNGU 
: figlio di Dio;PETERO
 SIMBIZI
: non lo so;ROBERTO
UWIMANA
: figlio di Dio;SARA 
 NYIRANDAGIJIMANA
: la dono al Signore perchè laprotegga; JANVIER 
 TUYISHIME
: ringraziamo Lui!;BRUNO
 NTAKARUTIMANA
: nulla è superiore a Dio;STYVE
 IRIYUMUGABE
: quella è la Parola di Dio; JOSEPH
 MBONIMANA
: io vedo Dio;CARLA 
 MUKANOHELI
: la donna di Natale;CARLO
 MPUNGIREYE
: dove posso rifugiarmi?;MONICA 
 KAYITESI
: figlia coccolata; YOHANI
 NIYIRAGIRA
: è il Signore come Pastore;CIPRIEN
 NTAWUKURIRYAYO
: nessuno può cancellare laparola di Dio;CLAUDE
 SIBOMANA
: non sono loro Dio; YACENTHE
 MUTUYMANA
: offro mia figlia a Dio;GEORGE MARIO
 KUBWIMANA
: ha la potenza di Dio; JEAN BAPTISTE
 MINANI
: ottavo; JEAN PIERRE
 MANIRIHO
: Dio esiste;DEODATUS
 SINDIKUBWABO
: io non vivo grazie a loro;ESPERANCE
 HAKUZWIMANA
: che Dio sia lodato;GLORIA 
 MUKAGASHORA
: la donna di Gashora;PETERO
 NGIZWENINGABO
: vivo con le Sue forze;DIOGENE
 NTAWUSHIRAGAHINDA
: non finirà l’angosciaper nessuno;CANCILDE
 NIBAKURE
: che crescano!;CLAUDETTE
 DUSHIMIRIMANA
: ringraziamo Dio;
 AGNES
UWIHOREYE
: quella (la persona) che vive nel silenzio;
STEFANO
 SHUMBUSHO
: Dio mi ha creato figlio della con-solazione;EMMANUEL
 SINDAYIGAYA
: ho sempre pazienza in Dio;ROGER 
 MUSABYIMANA
: l’ho chiesto a Dio; VINCENT
 TUYISENGE
: preghiamo Dio;MARGHERITA 
 NTAKIRUTIMANA
: nulla è superiore a Dio;SILVIA 
 BUKURU 
: la prima uscita dal ventre;GRAZIELLA 
 BUTOYA
: la seconda uscita dal ventre; ALEXI
 BIZIMANA
: Dio lo sa; JUSTIN
 NSHYIMIYIMANA
: ringrazio Dio;LAURENT
 NAHIMANA
: è possibile a Dio;:CESARE
UZABAKIRIHO
: se vivrà;BARBARA 
 NIKUZE
: è Dio che ti fa crescere..
 
MUSEKE - 3
LETTERADIPADREMARCE
 Un grazie ed un augurio
 Perché possa rimanere a tutti, pubblichiamo lalettera che padre Marcel ci ha scritto in occasionedell’assemblea dei sostenitori di Museke dello scorso ot- tobre.
Cara Enrica, cari benefattori e membri di Museke,poiché sono impossibilitato ad essere con voi in questomomento così importante per la vita del gruppo che voiformate, vi scrivo due parole per ringraziare ognuno di voi individualmente, per l’accoglienza inestimabile che ciavete riservato sin dal nostro arrivo sei mesi fa. Ho usatoil plurale perché la piccola Annarosa e gli altri 40 che era-no con me quella sera di aprile non possono ancora far-lo con le loro parole, ma con il sorriso si. Vorrei rivolgermi a tutti quelli che ho conosciuto aRilima e con cui ho passato momenti piacevoli: ho sapu-to che il centro che voi avete costruito con le vostre ma-ni è ridotto male. Telefono ed installazioni elettriche so-no state rubate o rotte, i muri fatti con talento e faticasporcati o demoliti, porte, finestre e vetri rotti o rubati.Il vostro tempo, il vostro denaro è andato perduto.....maio dirò, senza offesa per nessuno: che cosa importa se l’Es-senziale tu ce l’hai, non te l’hanno rubato. E’ l’AMOREche voi avete dato al più debole, all’orfano che ha biso-gno delle vostre braccia, è la volontà di aiutare il più de-bole a rimettersi in piedi, è l’handicappato che ha biso-gno del vostro sostegno, delle vostre operazioni.Il denaro è un’invenzione dell’uomo, si troverà, mal’amore viene da Dio, non si compra al supermercato. Sic-come voi avete questo AMORE, voi ricostruirete Rilima,non è vero?Per quelli che avrebbero voluto vedere Rilima, gliavvenimenti hanno fatto si che rilima sia venuta da loro.Il centro non è più fatto unicamente dai muri chelo costruivano, ma è fatto da coloro che non hanno piùun tetto, i vestiti, l’acqua, il cibo.Per affetto voi avete alleggerito i loro cuori spezza-ti dal dolore, con una carezza o un sorriso siete riusciti afarli sorridere e con la vostra solidarietà avete rotto le ca-tene dell’egoismo; con la vostra disponibilità avete di-mostrato che il tempo non è solo denaro.Ospitando lo straniero sotto il vostro tetto, avetedato la prova che si può vivere insieme anche se si è co-sì diversi. Dividendo la tavola avete aggirato la barriera et-nica che non è che l’arma dei deboli, ed è questa testi-monianza che noi dobbiamo dare in questi tempi ed alnostro paese, il Ruanda. Vi auguro buon incontro nell’assemblea di oggi e viricordo che lontano dagli occhi non è lontano dal cuore.Tanti auguri.
 MARCEL
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