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NOTIZIARIO DEL
G
RUPPO
O
PERAZIONE
M
USEKE – Via Brescia, 10 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALYTel. 030/2130053 Fax 030/2130044NUMERO DIECI - LUGLIO 1998
impianti: nadir - ciliverghe (bs) / stampa: euroteam - ciliverghe (bs)
L’inaugurazione della clinica di Guastatoya 
“Obras y no palabras!”.Lungo lastrada trafficata di grossi tir e scassatipick-up che da Città del Guatemalascende verso l’Oceano Atlantico pas-sando per Guastatoya capita spesso di vedere enormi manifesti con questoslogan che annuncia enfaticamente la- vori e opere pubbliche,soprattuttonuove strade,finanziate dal governoguatemalteco.A questo pensavo men-tre,seduto in prima fila con Cesarina,Maria,Carlo e don Roberto assistevoimbarazzato e sorpreso per il fiume didiscorsi di ringraziamento che si sus-seguivano nella cerimonia organizzataper l’inaugurazione del presidio medi-co della parrocchia di Padre Gabriel.L’imbarazzo era dovuto alla con-sapevolezza che,come molte volteaccade,c’è chi semina e chi racco-glie,chi s’incarica degli oneri e che sicarica di onori,ed il “licenciado An-dres”lì si sentiva un po’fuori postoaccanto a Cesarina,Maria e Carlo (per non parlare di quelli che erano già ri-partiti) che per mesi,durante i lavoridi ampliamento della clinica,avevanocondiviso fatiche,preoccupazionima anche gioie e soddisfazione congli amici di Guastatoya.Ma in fondo io mi trovavo lì in rap-presentanza degli “amigos italianosde Museke”- Così iniziavano quasitutti i discorsi - ed il mio compito eraforse quello di riportare in Italia lagratitudine,non importa se meritatao meno,che con tanto calore ci veni- va manifestata.Non è forse il Vangelo che insegnaad accogliere ciò che ci viene dona-to liberandocianche dallapreoccupazionedi chiederci sece lo siamo me-ritato o meno?Matteo non diceche gli operai ar-ruolati alle cin-que della seradal padrone del-la vigna ebberomotivo di sentireimmeritato il lo-ro salario.“Lasci-ti amare”si sentespesso dire da Padre Gabriel.Così,un po’alla volta,l’imbarazzosi trasformava in sorpresa.Anche gra-zie alle “palabras”,alle espressioni digratitudine pronunciate con tanto ca-lore,si avvertiva la presenza di una co-munità viva,disposta ad accogliere edoffrire solidarietà e comprensione.Una comunità che,per bocca del ve-scovo mons.Jorge Mario,si è simpa-ticamente offerta di adottare “los ver-daderos huérfanos de Rilima:nue-stros amigos italianos de Museke”.Non solo bisogni da soddisfare con“obras”possiamo dire di aver trovatoa Guastatoya,ma soprattutto personecon cui condividere progetti,espe-rienze e valori comuni.Forse per que-sto,il momento più autentico ed il ri-cordo più vivo non è quello della ce-rimonia “ufficialedell’inaugurazio-ne,ma la festa che la sera prima dellanostra partenza ancora una volta ciha sorpreso e coinvolto con canti eballi e ancora regali a non finire.Sappiamo che tutto il Guatemalasta attraversando un periodo difficilee che nonostante la fine della guerracivile e la firma degli accorsi di pacemolti gravi problemi restano irrisolti.Eppure crediamo che l’entusiasmo,ilcalore e la solidarietà che abbiamotrovato a Guastatoya sono motivo digrande speranza per il futuro non so-lo della comunità animata da PadreGabriel,dalla quale Museke può sen-tirsi davvero adottata.
 Andrea
 
MUSEKE - 2
 Anche questa volta con Carlo eMaria siamo partiti con tanto entu-siasmo ed altrettanta voglia di fare,ca-richi di attrezzi ed una buona scortadi salame.Non nascondo che le difficoltà so-prattutto per Carlo sono state moltis-sime,in particolare per la mancanzadi muratori e per l'approvigionamen-to dei materiali.E' stata una grossa impresa,maCarlo con la sua capacità e con gran-de volontà è riuscito a finire un beldispensario,veramente dignitosoper accogliere quotidianamentequella grande massa di poveri.Siamoriusciti a fare anche un bel refettorioe due camerette.Ora manca l'attrez-zatura del dispensario ed il persona-le:ci sarebbe bisogno di avviare ungruppetto di giovani alla scuola pro-fessionale,almeno due ostetriche,due infermiere,un tecnico di labora-torio ed un tecnico di radiologia.I bi-sogni sono molti,basti pensare alproblema dei bambini,degli anzianie delle donne.Per queste ultime ab-biamo iniziato il "progetto donna",per il quale da quattro anni ci stiamobattendo per costituire alcune coo-perative.La prima è la cooperativadei limoni che,nonostante la grossadifficoltà iniziale (occorrevano 25persone generose e capaci,inoltremancavano i 2.500 dollari per costi-tuirsi come soci),oggi conta 1.500soci quasi tutte donne.La responsa-bile è una donna con grandi valoriumani e veramente altruista.Poi si ècostituito il gruppo di donne che fan-no la marmellata e la salsa di pomo-doro.Una terza cooperativa producele candele.Con queste attività le don-ne si sentono valorizzate,stanno in-sieme e costruiscono qualcosa di uti-le e concreto sia per loro che per leloro famiglie.Le donne sono semprestate sfruttate,ma riescono con il la- voro a nutrire i figli ed a mandarli ascuola.E' stata importante anche la visita del dottor Mario Loda che conla sua esperienza ha saputo dare deicontributi molto validi per la pro-grammazione di eventuali interventimedici.Della stessa importanza è sta-ta la visita di Don Roberto e dell'av- vocato Trebeschi e l'aiuto dell'ing.Faini e dei signori Riello e Caprioli. Anche se queste imprese costanomolto ne vale la pena sempre edovunque.Questi gesti sono piccoleattenzioni verso i poveri che pur-troppo sono sempre molti.Vi garan-tisco che ritorno sempre arricchitada ogni esperienza di questo tipo per-ché ricevo moltissimo.E' un popolosemplice,ma amabilissimo.Una domenica padre Gabriel michiama e mi dice "guarda questa fa-miglia ha fatto 35 Km a piedi per ve-nire a messa.",in un primo momentonon mi sono meravigliata perché lo-ro vanno sempre a piedi,ma quandoho capito il loro gesto sono vera-mente rimasta senza parole.La fami-glia composta da 12 bambini conpapà e mamma,veniva a ringraziare ilSignore per il dono di un nuovo bam-bino (il bimbo di una giovane ragaz-za madre morta di parto).La famigliagià numerosa e povera ha accoltoquel bimbo come un dono.Il pensie-ro è andato subito al loro grande ge-sto di generosità,di disponibilità,dicondivisione pur nella loro grandepovertà;poi mi sono fatta un grossoesame di coscienza:come è la mia ge-nerosità e come condivido? Facciosul serio? Sono radicale a qualsiasi co-sto? O forse mi commuovo solamen-te e canto tanto misticamente o asquarcia gola quel canto "accoglieròla vita come un dono con gli occhitrasparenti di un bambino..."? Sonotanti questi gesti che ci insegnano adumanizzare la nostra fede.Non per ultimo voglio ricordare il vescovo di Città del Guatemala mons.Gerardi che ho conosciuto abbastan-za bene per capire come portava nelcuore i grossi problemi del suo po-polo tanto martoriato.Dava troppofastidio perché si è battuto fino al-l'ultimo respiro per i diritti umani,loavevo considerato un secondo Cri-sto,avevo capito tutta la sua angosciache portava nel cuore.Vero testimo-ne,vero padre della sua Chiesa,cheha pagato con il martirio.In tutti itempi la Chiesa ha pagato con i suoimartiri,ma in questo ultimo decen-nio sono proprio tanti.
Cesarina Alghisi 
È sempre di più ciò che si riceve 
 
MUSEKE - 3
 Dalle famiglie... La parola ai nonni 
derica e nostro genero Giuliano cihanno informati che si prospetta- va l'eventualità che questi bambi-ni fossero dati in affidamento fa-miliare esprimendo il desiderio didare la loro disponibilità in tal sen-so. A questa notizia li abbiamo in-coraggiati e assicurato il nostro to-tale appoggio per superare le pic-cole difficoltà di organizzazionequotidiana che l'arrivo di un bam-bino avrebbe potuto creare.Finalmente dopo alcuni mesidi ansia patita da tutta la famigliaè arrivato il momento dell'affido.Non vi diciamo la gioia e l'e-mozione di noi nonni nell'acco-gliere il bambino,come nostro ni-potino.Durante i primi momenti diconvivenza Dominique ci ha stu-diato parecchio e poi pian pianoha capito che eravamo e cosa rap-presentavamo per lui.L'arrivo diquesto bambino ha portato in ca-
I nonni alla riscossa 
Dai vari notiziari Museke pub-blicati,abbiamo notato la man-canza,nella rubrica "NOTIZIEDALLE FAMIGLIE" del punto di vi-sta,delle sensazioni ed aspettativedei nonni di questi bambini.Sin dal primo momento in cuisi è saputo che a Castenedolo sa-rebbero arrivati dal Rwanda pa-recchi bambini io e mia moglie ab-biamo caldeggiato e accolto favo-revolmente la decisione delle no-stre figlie di mettere a disposizio-ne parte del loro tempo per i bi-sogni dei bambini.Durante tutto il periodo di per-manenza dei marroncini al "cen-tro" volevamo essere costante-mente informati di cosa accadeva:dei capricci,delle sculacciate,del-le marachelle,dei loro piccoli-grandi progressi.Poi un giorno nostra figlia Fe-
Saluto Mons.Jorge Mario Avila delAguila,Vescovo della diocesi di Jala-pa; padre Gabriel Penate R.,padre diGuastatoya; padre Roberto Lombardi,direttore spirituale di Museke; avvoca-to Andrea vice presidente di Museke;Carlo Maria e Cesarina che sentiamonostri fratelli di Guastatoya; il signor Da-vid Cordon Hichos,sindaco municipa-le e i membri della Corporazione Mu-nicipale,l'amica Rosanna che è venu-ta a trovarci; padre Rodolfo diacono diGuastatoya; fratelli e sorelle cattolici diGuastatoya.In nome della comunità di Guasta-toya beneficiaria dell'opera di amplia-mento della clinica,mi incarico dell'o-nore di ringraziare questo valido aiutoper quanto riguarda la prestazione deiservizi: medici,di laboratorio,di farma-cia e di controllo dei paptest,comedegli altri servizi che ci si propone di in-crementare.E' facile apprezzare la magnificen-za di questa opera materiale,però noiabbiamo avuto come aiuto molto piùdi questo: lo spirito di sacrificio,la caritàper il prossimo; tutto ciò costituisce unesempio per noi.Questo significa aiu-tare il proprio paese,la propria fami-glia,i propri costumi e lavorare conquesto animo,dimostrato da Carlo,Maria e Cesarina,che solo un vero cri-stiano conosce.Non tutta Guastatoya ha risposto aquesto dinamismo dimostratoci; moltidi noi sono stati spettatori,chi per co-modità,chi per una partita di calcio,chi per non perdersi un programma intelevisione; non siamo stati capaci dilavorare,anche se padre Gabriel è sta-to un esempio di lavoro e al contrariodi noi ha preso il badile lavorando conle sue mani fino a scottarsi al sole co-me i nostri fratelli italiani perchè è sem-pre stata la sua preoccupazione sensi-bilizzare la nostra spiritualità nei con-fronti delle necessità sociali.Però è valsa la soddisfazione del suodoppio lavoro,perchè grazie alla suaopera manuale ci ha dato una scuolavivente dell'insegnamento del vange-lo.Per questo Vi ringraziamo di questoaiuto materiale di cui abbiamo biso-gno,però quello che ci auguriamo èche non vada perso questo legame diamicizia e di fraternità.Con molta gratitudine.
Aura Marina Maldonado Lopez 
L’esperienza di collaborazione con Padre Gabriel e la sua Parrocchia è stata straordinariamente felice.Museke ha versato per quest’opera 150 milioni.Restano da compe- rare poche cose come allestimento della clinica.Tra i vari discorsi susseguitesi,dal sindaco al vescovo,riportiamo in sin- tesi quello di una signora,rappresentante del consiglio pastorale e ani- matrice della cooperativa delle donne che produce marmellatashampoo.
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