calcio alla miseria … vedrai che tesori … vedrai che meraviglie … !!!
».La donna, che da tempo riteneva suo figlio un pazzo, contenta però per il suo ritorno,decide di dargli un’opportunità. Così prende le cose che ha preparato per il corredodelle figlie e comincia a stenderle per terra, curiosa di vedere che cosa succederà, easpetta … Antonio prende l’asino e lo sistema sui pizzi, merletti e ricami … e tanto losgrida e tanto lo picchia che alla fine il ciuco – povera bestia – si lascia andare escarica il ventre sulle lenzuola bianche …La povera donna, vedendosi imbrogliare, voleva crepare dalla rabbia e, diventata tuttarossa, stava per cominciare la sua ramanzina quando Antonio la ferma con un gestodella mano e le dice : «
Hai ragione mammina ad arrabbiarti…ma prenditi questo sacchetto e calma così i tuoi nervi!
» e così dicendo le dà le pietre pomici. La mamma,ormai fuori di sé dallo stupore, prende il sacchetto e lo capovolge con la speranza ditrovarci qualcosa di buono … macchè … le pietre pomici scivolano sulla diarreadell’asino …Antonio, vista la cattiva parata, quatto quatto, se ne ritorna alla casa dell’orco …L’orco, vedendolo arrivare più al trotto che al passo, capisce tutto e gli fa una solennesgridata ma poi lo perdona e se lo riprende al suo servizio.Ma non passa neppure un anno che ad Antonio viene di nuovo voglia di vedere lacarne della sua carne … Di nuovo l’orco lo lascia andare e gli regala questa volta un bel tovagliolo di pizzo dicendogli : «
Per il bene che ti voglio, figlio mio, finché nonarriverai a casa tua non dire mai “Apriti!” né “Chiuditi!” a questo tovagliolo …ebada bene a non farti imbrogliare da nessuno …
». così Antonio saluta l’orco e se ne parte … ma non si allontana neanche di cento passi che pronuncia le parole magiche eallora, nel tovagliolo aperto, compaiono tesori meravigliosi …Col cuore pieno di gioia, Antonio se la fila dritto verso la stessa osteria dove era statoimbrogliato e, poiché era un vero caprone, ripete all’oste gli stessi comandi dell’altravolta. L’oste, ringraziando Dio per questa nuova fortuna, fa ad Antonio lo stessoservizio : gli dà da mangiare, lo fa ubriacare e gli scambia il tovagliolo. Antonio,ripresosi dalla sbornia, si prende il tovagliolo e se ne torna dalla mamma, regalandolenon un tovagliolo magico bensì un comune tovagliolo da tavola … Così, con la codatra le gambe, se ne ritorna a casa dell’orco il quale un’altra volta gli fa una bella lavatadi testa … ma poi lo perdona e se lo riprende al suo servizio. Poiché però le bruttefigure fatte sia con la madre che con l’orco gli bruciavano dentro come un ferroardente, Antonio, dopo pochissimi mesi, desidera tornare di nuovo dalla mamma.L’orco, che era tanto brutto fuori quanto bello dentro, gli dà ancora il permesso e gliregala questa volta un bel bastone dicendogli : «
Bada bene, ragazzo mio, non diremai “Alzati mazza!” e neppure “Abbassati mazza!” altrimenti questa volta te ne pentirai sul serio!
». «
Basta, orco mio, non ti devi più preoccupare! Stavolta non mi faccio imbrogliare …ho messo il dente del giudizio!
».Detto questo, Antonio prende il bastone e se va, ma non ce la fa e, appena giratol’angolo, dice al bastone : «
Alzati mazza!
» e allora il bastone comincia a picchiarlocosì violentemente che appena appena può ricordarsi il contrordine e dice :«
Abbassati mazza!
» e il bastone si placa. Carico di meraviglia, Antonio decide di prendersi la sua rivincita sull’oste e prende la via dell’osteria. Appena entra dicesorridente all’oste : «
Tieni, conservami questo bastone, ma stai attento a non dire mai“Alzati mazza!” mi hai capito?
». L’oste pensando che veramente Antonio era un casodisperato, prende il bastone se ne va nella stalla chiamando anche la moglie adassistere al nuovo prodigio …
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