ludens.txtlimiti dell'attività puramente biologica: è una funzione checontiene un senso. Al gioco partecipa qualcosa che oltrepassal'immediato istinto a mantenere la vita, e che mette un sensonell'azione del giocare. Ogni gioco significa qualche cosa. Sechiamiamo spirituale questo principio attivo che dà al gioco lasua essenza, allora diciamo troppo; se lo chiamiamo istinto nondiciamo nulla. Comunque lo si consideri, certamente si manifesta,con tale "intenzione" del gioco, un elemento immateriale nella suaessenza stessa.La psicologia e la fisiologia badano a osservare, a descrivere e aspiegare il gioco degli animali, dei bambini e degli adulti.Cercano di definire la natura e il significato del gioco e diassegnargli il suo posto nell'ordine della vita. Il fatto che inquest'ordine esso occupi un posto importante, che vi compia unafunzione necessaria o almeno utile, è accettato universalmente esenza contraddizione come punto di partenza per ogni ricerca especulazione scientifica. I molti saggi che intendono definirequesta funzione biologica del gioco sono assai divergenti fraloro. Si è creduto di poter circoscrivere l'origine e la base delgioco a uno sbarazzarsi del superfluo di forza vitale. Secondoaltri l'essere umano, giocando, ubbidisce a un gusto innatod'imitazione. Oppure soddisfa a un bisogno di rilassamento. O faun esercizio preparatorio alla grave operosità che la vita esigeràda lui. O ancora il gioco gli serve da allenamento perl'autocontrollo. Altri ancora ne cercano il principio in unconnaturato bisogno di causare o di essere capace di qualche cosa,o nell'ansia di dominare, o in quella di concorrere. Altri ancoraconsiderano il gioco come un'innocua evacuazione di istintinocivi, o come un necessario complemento di un'attività troppounilaterale, o come l'appagamento, con una finzione, di desideriin realtà inappagabili e, in quanto tale, capace di conservare ilsenso della personalità (1).Tutte queste spiegazioni hanno in comune, come punto di partenza,la supposizione che il gioco avvenga in funzione di un'altra cosa,che serva a una data utilità biologica. Ci si chiede: perché e ache fine si gioca? E le conseguenti risposte non si escludonoaffatto. Si potrebbe molto bene accettare tutte le suespostespiegazioni una accanto all'altra, senza con ciò incorrere inun'imbarazzante confusione d'idee. Ne consegue che tutte sonospiegazioni soltanto parziali. Se una di esse fosse definitiva,allora dovrebbe o escludere le altre, o contenerle e accoglierlein un'unità suprema. La maggior parte di quei tentativid'interpretazione si occupa solo in secondo luogo della domandache cosa sia il gioco in sé, che significhi per i giocatoristessi. Essi si appigliano immediatamente al gioco con le misuredella scienza sperimentale, senza fare dapprima la necessariaattenzione alla qualità profondamente estetica del gioco. Laqualità primaria "gioco" vi resta generalmente indefinita. Perognuna delle interpretazioni offerte, continua a valere ladomanda: va bene, ma che cosa è in fondo il "gusto" del gioco?Perché strilla di gioia il bambino? Perché il giocatore si perdenella sua passione, perché una gara eccita sino al delirio unafolla di spettatori? L'intensità del gioco non è spiegata danessuna analisi biologica. Eppure in quell'intensità, in quellafacoltà di far delirare, sta la sua essenza, la sua qualità. LaNatura, pare che ci dica la logica, avrebbe potuto dare alla suaprole tutte quelle funzioni utili di scarico di energia, dirilassamento, di preparazione, e di compenso, anche nella forma diesercizi e reazioni puramente meccanici. Invece no, ci dette ilGioco, con la sua tensione, con la sua gioia, col suo "scherzo".Quest'ultimo elemento, il "gusto" del gioco, resiste a ognianalisi o interpretazione logica. Questa qualità irriducibile nonè per la nostra sensibilità linguistica moderna, in nessuna parteespressa così perspicuamente come nell'inglese «fun», che è assairecente nell'uso comune. Più o meno vi corrisponde in tedesco«Spass» preso insieme con «Witz». Il francese, fatto curioso, nonha un equivalente per tale nozione. Ed è proprio questo l'elementoche determina l'essenza del gioco. Nel gioco abbiamo a che farecon una categoria di vita assolutamente primaria, facilmentePagina 3
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