Nel saluto finale e nell’ultima occorrenza dei due pronomi, in 2Tm 4,22, sarà laripetizione del
sý
a chiudere la lettera, la prima al singolare (“tu”) e la seconda alplurale (“voi”): “il Signore Gesù [sia] con lo spirito
tuo
”, cioè di Timoteo, e “la
cháris
,(“grazia”: cfr. 1Tm 1,2.12.14; 6,21; 2Tm 1,2s.9; 2,1; Tt 1,4; 2,11; 3,7.15) [sia/è] con
voi
”, cioè con la comunità affidata a Timoteo.
Invito a lasciare tutto
Dal dialogo, fitto, tra “io e te”, è possibile ricavare notizie utili ad ambientare anchegeograficamente il dialogo.La 2Tm contiene diversi nomi di città e regioni (cfr. 2Tm 1,15.17s; 3,11; 4,10.12s.20)che, se indicano la distanza tra mittente e destinatario servono, indirettamentealmeno, a ricostruire vari spostamenti di Paolo, a localizzare Timoteo e quindi anche iproblemi che questi deve affrontare. È probabile che la sede centrale di Timoteo, inAsia minore (nell’attuale Turchia), sia Efeso. Va ricordato che termini quali “episcopo,presbitero, diacono” non sono direttamente usati per Timoteo. Tuttavia, in 2Tm 4,5,Paolo ordina a Timoteo, usando il “tu” e vari imperativi: “Tu però vigila attentamente,sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo,adempi il tuo ministero [
diakonía
]”.La vigilanza, già richiamata con l’imperativo
épeche,
“tieni duro” in 1Tm 4,16, oracorrisponde a
nêphe,
“sii sobrio” o “astieniti dal vino”. Non si tratta dell’episcopato(
episkopé
), “visita di ispezione” che però è menzionato, genericamente, in 1Tm 3,1s(“chi aspira all’episcopato desidera un’opera bella”). Subito di seguito si stabilisconodei limiti per il vescovo. Bisogna che l’
epískopos
sia: irreprensibile, sposato una solavolta, sobrio, capace di insegnare (cf anche Tt 1,7). In nessuna delle lettere pastorali Timoteo è considerato vescovo. Probabilmente è qualcosa di più, comerappresentante plenipotenziario di Paolo.Rimane il dubbio sul dove si trovano, rispettivamente, Paolo come mittente e Timoteocome recettore, ed eventualmente un latore della lettera che ha molto in comune conla 1Timoteo.Scrivendo alla chiesa di Corinto da Efeso Paolo accenna ad un prossimo viaggio inMacedonia prima di recarsi personalmente in Acaia. Timoteo è a Efeso con lui: quandolo invierà a Corinto, i fratelli non devono farlo sentire in soggezione, dal momento cheanche lui “lavora con me per l’opera del Signore”. A missione compiuta, Timoteo deverientrare ad Efeso perché “io l’aspetto con i fratelli”. Le “chiese dell’Asia”, dove sitrova Efeso, salutano i corinzi, e lo stesso fanno Aquila e Prisca, anch’essi ad Efeso conPaolo (cfr 1Cor 16,5-19).In 1Tm 1,3, Paolo ricorda quando partendo (presumibilmente da Efeso) per laMacedonia aveva fatto una raccomandazione a Timoteo: “di rimanere
in Efeso
”,aggiungendone la motivazione: “perché
tu
invitassi alcuni a non insegnare in manieraeterodossa”.Il tema dell’ortodossia, o della sana dottrina è trattato in lungo e in largo nelle letterepastorali (cfr. 1Tm 1,3.7.10; 2,12; 4,1.6.11; 6,1ss; 2Tm 3,16; 4,2s; Tt 1,9.11;2,1.3.7.10), dove Paolo si presenta come banditore e apostolo, ma anche come
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