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Apostolo delle nazioniI
NTRODUZIONE
 
Per conoscere Paolo nella sua missione ai lontani, a quelli di fuori,
 
e la sua concezione dellaChiesa (cf.
ekklêsia
presente almeno 62 volte in 61 versetti del
corpus paulinum
,
 
in 11 letteresu 13, restando escluse 2Ts e Tt; mentre in tutto il NT il termine è assente, per esempio, daMc, Lc, Gv, 1/2Pt e in Mt è presente solo due volte, in 16,18, parlando del «primato» di Pietroe in 18,17 sulla correzione fraterna) come convocazione di tutti in un solo nuovo organismoumano, e non in una società secondaria retta da leggi (cf. l
uso di
nomos
in Rm e Galsoprattutto) sono almeno tre le fonti bibliche da esaminare attentamente: Atti degli Apostoli;13 lettere che nel primo versetto, come parola d
apertura e mittente portano il nome «Paolo»e, in terzo luogo, 2Pt 3,15-16, un testo biblico, del
corpus petrinum
,
 
che già documenta comealmeno alcune delle lettere di Paolo circolassero nella prima Chiesa, probabilmente dell
AsiaMinore, e costituiscano già un primato canonico.Il vocabolario che in queste 3 fonti corrisponde al nostro titolo, e che lo espande e lo spiega,comprende termini tematicamente correlati o correlabili tra loro e perciò utili ad un
analisisincronica più che diacronica del nostro argomento. Una prima lista di tali voci dovrebberiguardare innanzitutto il nome del personaggio,
 Paolo
, che prima e durante l
incontro conGesù, il perseguitato Risorto, è conosciuto come
Sàulo
e
Saùl 
.Una seconda lista di termini dovrebbe trattare la voce
apostolo
, come anche
apostolato
o
missione, epistola
o
missiva, pseudapostolo
o
iperapostolo
.Una terza lista dovrebbe servire a individuare e a descrivere il tema delle «nazioni» come
 genti
,
 gentili
,
 pagani, popoli
, espressioni come «tutti gli uomini», «tutta la terra», o nomiindividuali di persone e di luoghi, singolari o collettivi come
 greci
,
barbari
,
 sciti
,
incirconcisi
e simili.In sintesi esamineremo, parzialmente, un vocabolario che comprende, nell
ordine alfabeticogreco, almeno
apostolê
,
apostolos
,
ethnos
,
ekklêsia
,
 paulos
,
 saoul 
,
 saulos
e
 pseudapostolos
.Lanceremo la lista in una ricerca avanzata e complessa elencando occorrenze e concordanzeall
interno di una stessa fonte, cercando di rispettare più che l
ordine storico, sempreipotetico, quello canonico, leggendo prima Atti, poi il
corpus paulinum
, e quindi la 2Pt, enella fonte, per quanto possibile, l
ordine testuale e narrativo.Il libro degli Atti è il secondo volume (cf. At 1,1ss) di un
opera che comprende anche il terzoVangelo (cf. Lc 1,1-4) solitamente attribuito a Luca, ma la cui identità biblica è ricavabilesolo dal
corpus paulinum.
 Di Luca parla Paolo in Fm 24 dove l
associa ad altri «collaboratori», come Marco(solitamente associato a Pietro come suo evangelista; cf. in 1Pt 5,13 l
espressione «figliomio» con At 12,12), Aristarco e Dema. Insieme a quest
ultimo, che farà soffrire Paolo, Lucacompare ancora nei saluti di Col 4,14, come «il caro medico». Anche in 2Tm, altra letterascritta, come sembra Fm, dalla stessa prigione, forse a Roma, chi scrive, «Paolo», informa che«solo Luca è con me» e aggiunge a Timoteo: «Prendi Marco e portalo con te, perché mi saràutile per il ministero».In questi testi si incontrano persone diverse, in qualche modo collegate a Paolo e a Luca equalcuna anche a Pietro, come Marco e Barnaba (cf. At 12,12.25; 15,37.39). È questo Lucache scrive gli Atti degli Apostoli Pietro e Paolo e più di Paolo che di Pietro? Perché lo faquando, secondo Mt 16,18 (ma che sembra essere un testo tardivo rispetto al
corpus paulinum
) si parla solo di Pietro
 – 
anche se non rispetto a Roma
 – 
come di quella «pietra»sulla quale il Maestro, riconosciuto come il Cristo e Figlio del Dio vivente, edificherà la sua
ekklêsia
. Anche quella tra i pagani?
 
 Nella narrazione di Atti, Luca invece privilegia Paolo che porta il Vangelo fino al cuoredell
impero, fino a Roma, mentre, menzionato l
ultima volta in At 15,14 con il nome ebraicodi Simone, Pietro resta a Gerusalemme, come colui comunque che per primo ha aperto laChiesa ai gentili.In Atti, Luca nomina «Pietro» solo 60 volte in 58 versetti e con il nome di Simone, «dettoanche Pietro» lo ricorda pure in At 10,5.18.32; 11,13. In totale, Simon-Pietro non è ricordatonel libro più di 65 volte.Paolo invece con tre nomi diversi, inclusi Saùl e Sàulo, scala vertiginosamente la lista delle preferenze di Luca con almeno 160 menzioni esplicite in oltre 150 versetti.Perché questa differenza tra Pietro e Paolo? Forse la risposta è proprio nei destinatari dellastessa missione, che è scelta e mandato di Dio e di Cristo: i gentili, e quindi il mondo oltre ilgiudaismo per Paolo, che necessariamente deve portare il Vangelo da Damasco e daGerusalemme fino a Roma, centro dell
impero.
1.
 
S
AÙL O
S
ÀULO
 
Saulos
, dall
ebraico
Shaul 
,
 
«desiderato» o più letteralmente «ri-chiesto a Yah», è menzionatola prima volta in At 7,58 fra quegli ellenisti, ebrei della diaspora, che salgono a Gerusalemme per le feste di Pasqua e Pentecoste e che hanno almeno una sinagoga in città. Con loro, cheeseguono la lapidazione di Stefano, c
è Sàulo che l
approva e vi partecipa, fanaticamente,dopo che è scoppiata una persecuzione contro la Chiesa retta da Giacomo, Cefa e Giovanni(cf. At 1,13 con Gal 2,9).Sàulo s
infuriava contro di essa ed entrando, bene informato, persino nelle singole abitazionidei discepoli di Gesù a Gerusalemme, sequestrava «uomini e donne e li faceva mettere in prigione» (8,3). Non fa particolari distinzioni di genere, ma solo religiose.Sempre «fremente minaccia» e con grande spirito di iniziativa, da
talmid 
o studente delleScritture (cf. 22,3), decise di uscire fuori porta; si presentò al sommo sacerdote chiedendogli
lettere d’
autorizzazione a procedere nelle indagini e a condurre a Gerusalemme, ancora senzatenere distinzioni, «uomini e donne» che gli fossero stati indicati come «seguaci della via diCristo» nelle diverse sinagoghe di Damasco (At 9,1-2).A questa città,
 Dammeseq
(etimologicamente «silenzioso è il tessitore di tela di sacco»), inAram, nell
attuale Siria a circa 230 km a nord-est di Gerusalemme, egli stava per avvicinarsiquando d
improvviso lo fulminò atterrandolo e accecandolo «una luce dal cielo» mentre udì«una voce» che lo chiamava: «
Saoúl 
,
Saoúl 
», interrogandolo: «perché mi perseguiti?».In Atti 9,4, il narratore, che vuol essere obiettivo e tagliente, facendo risaltare con questadomanda di Gesù, Messia vero perché vivente, l
errore religioso di Paolo, commesso proprio perché fedele osservante della Torah e zelante per le Scritture che uccidono più che per loSpirito, ancora sconosciuto o conosciuto male, Paolo si rende conto, e lo dirà nelle sue lettere,di aver camminato secondo la carne e non secondo lo Spirito, perseguitando la Chiesa.Inizia qui, fermo sulla via di Damasco, il suo cammino nuovo e quello della Chiesa apertaall
umanità, ma dalla quale sembra uscire anche Pietro, la cui biografia apostolica si chiude inAt 15.La ripetizione del nome ebraico, più che intimità di una conoscenza personale da lunga data,evoca forse a Saùl epifanie di Dio nelle quali si rivolgeva a tu per tu a uomini a cui affidaremissioni speciali, come nel caso dei padri, profeti o legislatori, quali Abramo (Gn 22,1.11),Giacobbe (Gn 46,2), Mosè (Es 3,4) e Samuele (1Sm 3,10).Gesù parla l
ebraico con Saùl in narrazioni diverse dello stesso incontro (oltre 9,4, anche 22,7e 26,14). Nel dialogo, difficile, si coglie il desiderio di rivelazione di Gesù, come il crocifissoma ora soprattutto come il Signore vivente, in tutto pari a Dio, ben oltre le Scritture e latradizione di Paolo.
 
A Saùl, che è il persecutore, non sarà più possibile ignorare chi gli parla in questo modo econtinuare a combatterlo. Da persecutore per conto della legge, diverrà perseguitato per ilVangelo (cf. At 8,1; 9,4s; 11,19; 12,1; 13,50; 22,4.7s; 26,14s con Rm 8,35; 12,14; 1Cor 4,12;15,9; 2Cor 4,9; 12,10; Gal 1,13.23; 4,29; 5,11; 6,12; Fil 3,6; 1Ts 2,15; 2Ts 1,4; 1Tm 1,13;2Tm 3,11s).Saùl è cambiato all
istante, perché muta interiormente da vecchio uomo della legge esteriore auomo nuovo dello Spirito. Di queste cose egli scriverà alle sue Chiese disperse nell
imperoromano. Ora, folgorato, è costretto a porre domande sia sull
identità dell
interlocutore chesulla propria e ad ascoltare attentamente ogni parola di una risposta che lo ri-orienta subito inscelte di vita radicalmente diverse dalle precedenti, di apertura, questa volta, al mondo interoe non di chiusura nel proprio ghetto.Saùl, l
ebreo, si rende conto che sta perseguitando la persona di un altro ebreo, già crocifissosecondo la legge,
Yeshua
, il cui nome è una missione e scelta di vita compiuta («Yhwhsalva») ma opposta alla sua. Gesù è
kyrios
a tutti gli effetti, un appellativo che Luca già mettein bocca a Paolo: «Chi sei, Signore?» (9,5).In Atti 26,15 il narratore annota che «il
kyrios
rispose», in ebraico, «Io sono Gesù, che tu perseguiti». In questa risposta, Paolo comprende che cosa significa chiamarsi Gesù, cioèSalvatore (cf. At 13,23; Fil 3,20; 1Tm 1,1), Cristo (At 9,22; cf. 18,28) e Signore (At 16,31;19,5.13.17; 20,21.24.35; 21.13; 28,31) di tutti e non solo dei giudei come Saùl, perché anche«Figlio» del Dio (cf. At 9,20 con Rm 1,4; 2Cor 1,19; Gal 2,20; Ef 4,13) vivente nella Chiesa,suo corpo fisico e storico.L
ebreo
Saùl 
a Damasco apprende, in lingua biblica, direttamente da Gesù, per rivelazione(cf. Rm 16,25; 1Cor 2,10; 2Cor 12,1,7; Gal 1,12.16; 2,2; Ef 3,3; 1Tm 6,15) l
essenza personale del Vangelo immutabile perché non è una scrittura (non ce n
è un «altro»: cf. 2Cor 11,4; Gal 1,6-7) come salvezza (cf. At 13,26). Il Vangelo è rivelazione personale di Gesùcrocifisso ma vivente come Cristo e Signore che trasfigura anche Saùl in sua «luce» e in sua«voce», a Damasco e fino all
estremità della terra (cf. At 13,47; 27,34), ben oltre il territoriosotto il regime della legge ebraica o della filosofia greca o delle leggi imperiali di Roma (cf.Rm 6,6; 2Cor 3,6; Ef 4,22; Col 3,9).
2.
 
A
PARTIRE DA
T
ARSO
 
Saùl 
s
alzò da terra accecato. Il suo studio della legge è volatilizzato e non sa orientarsiancora cercando in essa ispirazione. Presolo allora per mano, i compagni della spedizione punitiva ora lo conducono a Damasco (9,8) dove è brevemente istruito, ma soprattutto guaritoe battezzato.È lo stesso Gesù che è apparso a prendere ancora in mano la situazione, mostrandosi questavolta ad un suo discepolo che pure chiama per nome: «Anania!» («colui al quale Yhwh hafatto grazia»), senza ripeterlo due volte; e questi risponde: «Eccomi, Signore!» (At 9,8).Con pazienza e insistenza per rassicurarlo, il Signore ordina ad Anania di andare «sulla stradadiritta», «nella casa di Giuda», dove avrebbe trovato un «
Saulon
 
onomati Tarsea
» (9,11).Il narratore di Atti e insieme il parlante, che è Gesù stesso, in questa circostanza, mostrano diconoscere anche le origini geografiche e culturali di Saùl. L
area della sua provenienza èindicata da un aggettivo, «tarsense» o «tarsiano», che sarà ancora in At 21,39 in bocca a Saùl,già «Paolo», che, arrivato a Gerusalemme, è qui arrestato dopo una sommossa di giudei della provincia d
Asia. Paolo risponde circa la propria identità al comandante romano, che lo avevaa fatica sottratto al linciaggio e gli aveva chiesto se per caso non fosse proprio lui quel tale«Egiziano» ribelle che aveva sobillato 400 tipi come lui ad una riscossa, nel deserto.Paolo si identifica parlando in greco: «Io sono un Giudeo
tarsense
di Cilicia, cittadino di unacittà non certo senza importanza».
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