Maria Schiano
«
Oh povera me!
» - grida la principessa - «
perché lo hai fatto, perché?
». La poveretta si lamentacosì fino al calar della notte e poi, quando tutti vanno a letto, se ne esce da una porta segreta allaricerca del bene che aveva perduto.Uscita dalla città, guidata dai raggi della luna, incontra una volpe che le chiede se vuole compagnia.«
Mi fai un piacere
» - dice lei - «
perché non conosco bene la strada
».E così, camminando camminando, arrivano in un bosco dove decidono di coricarsi per riposare un po’.Affacciatosi il sole, ormai sveglie, restano per un bel poco sotto all’albero ad ascoltare il cinguettiodegli uccellini e la principessa mostra un gran piacere a quell’attività.«
Ti farebbe ancora più piacere ascoltarli, se tu comprendessi quello che stanno dicendo …
» - dicela volpe - «
stanno parlando della disgrazia capitata al figlio di un re che era bello come un Adone… Questi, per non accontentare le voglie di una brutta orca, è stato trasformato in serpente…
».All’udire quel racconto, la principessa capisce che si tratta della sua storia e prega la volpe dicontinuare ad ascoltare.«
Dicono, che questo principe si fosse innamorato della figlia di un re e che fosse anche riuscito a sposarla. La sua maledizione di sette anni stava quasi per terminare quando … i genitori di lei, per la curiosità, entrano nella stanza e bruciano la pelle … Poi il principe, trasformato in colomba,tenta la fuga da una finestra ma, essendo i vetri chiusi, si ferisce così tanto che ora i medici non servono quasi più …
». «
M cosa si può fare? Non c’è un rimedio?
» domanda la principessa quasisvenuta per le cattive notizie che udiva. «
Un rimedio ci sarebbe
» - disse l’animale - «
Si dovrebberocurare le ferite della testa del principe col sangue di questi stessi uccellini che hanno raccontato la storia …
».Perla – così si chiamava la principessa – si inginocchia davanti alla volpe chiedendole di farlequesto favore, di catturare per lei quegli uccellini, per toglierne il sangue, per portarlo al re, per dividere da buone compagne il guadagno … «
piano! Non fare chiasso!
» grida la volpe;«
Aspetteremo la notte, e appena gli uccelli si addormentano … lascia fare a me che te li sistemoio…
».Così chiacchierando, fanno passare tutto il giorno a parlare di questo fatto, ma Perla bada bene anon rivelare la sua vera identità. Scende la notte e la Terra stende un gran cartone nero per raccogliere la cera delle torce della notte … La volpe, appena vede gli uccelli addormentati suirami, sale sull’albero e se li frega ad uno ad uno; poi mettono il loro sangue dentro una fiaschettina.Perla faceva i salti di gioia, ma la volpe le dice: «
Te la sogni quest’allegria, bella mia! Se nonmischi il mio sangue con quello degli uccellini, è come se avessi acqua fresca nella fiaschettina…
».Detto questo, se ne scappa più veloce del vento …La principessa, viste morire le sue speranze, fa uso dell’astuzia e dice: «
Comare volpe; comarevolpe, fermati! Faresti bene a salvarti la pelle se tu fossi l’ultima volpe sulla faccia della terra!Credimi, io non ti farei mai del male! Accompagnami alla città di questo re … mi farai tua schiava per sempre!
».La volpe, che non avrebbe mai pensato esserci al mondo qualcuno più furbo di lei … si trova però beffata da … una donna! Infatti non avevano fatto che pochi passi, Perla le assesta un bel colposulla testa e poi subito le cava il sangue!Camminando il più velocemente possibile, arriva a Vallonegrosso e subito fa richiesta di parlarecon il re. Sentendo la sua promessa di guarire il principe, il re si fa una gran meraviglia che unaragazza può fare quello che i migliori medici non hanno potuto ma, poiché
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