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Maria Schiano
UNITÀ 3 : IL SERPENTE
Si racconta che, in una campagna sconosciuta, viveva una coppia di villani che non aveva figli. Ladonna stava per morirne del dolore quando, un giorno, mentre stava sistemando la legna per ilcamino, vi vede spuntare un piccolo serpente. «
Che ingiustizia
» - esclama - «
 finanche i serpenti fanno serpentelli ed io non posso avere neppure l’ombra di un figlio …
». E così dicendo lo prendecosì teneramente tra le mani, che il serpente la guarda e le dice: «
 Prendi me per figlio, buonadonna,e vedrai che non te ne pentirai!
». La donna si stupisce ma non si spaventa e cosiaccordano per fare questa adozione.Passano gli anni e viene il giorno in cui il serpente decide di volersi sposare. «
 Non c’è problema
» -dice il villano che era uno sciocco semplicione - «
 si troverà una serpentessa della tua età e timariteremo!
». «
 
Ma ti ha dato di volta il cervello?
» - controbatte il serpente - «
e chi sono io che tuvuoi darmi in moglie un serpente strisciante?vai immediatamente dal re e chiedigli in moglie la figlia!
».Senza farsi troppe domande, il buon villano si reca al palazzo reale dove, ricevuto dal re, dice: «
 Ioho un figlio serpente e lui mi ha mandato qui a chieder la mano di tua figlia!
».A sentire questo discorso senza senso, il re vuole farsi gioco del povero villano, credendo di avere ache fare con un pazzo, e così gli dice: «
 Bene, buon uomo, dì pure a tuo figlio che avrà la sua sposa se riuscirà a far diventare d’oro tutti i frutti di questo giardino!
».Cola Matteo – questo era il nome del contadino – fa l’ambasciata al serpente e quello gli dice:«
 Domani mattina raccogli tutti gli ossi che trovi in paese e seminali nel parco del palazzo …vedraiche ben di Dio ne spunterà !!!
».Così fa e, in un batter d’occhio, gli alberi del giardino con tutti i loro frutti, diventano d’oro!Il re, vista quella meraviglia, non sapendo ora come fare a togliersi dai piedi quell’uomo, gli dice:«
 E che cosa sono questi alberelli d’oro in confronto alla bellezza di mia figlia? Va’ e dì a tuo figlioche facesse diventare le mura e il pavimento del palazzo tutto di pietre preziose!» Il serpente soddisfa anche questa sua richiesta. Ora il re deve giocarsi il tutto per tutto e cosìavanza la sua terza richiesta:
. «
Se il serpente vuole mia figlia, deve far diventare il palazzo tuttod’oro!». Il serpente dice al padre:
. «
 Domattina, buon padre mio, raccogli erbe diverse, vai al  palazzo e ungine le fondamenta, così vedremo se si può accontentare questo piagnucolone!».
Vedendo compiersi anche questo prodigio, il re, da uomo d’onore qual è, non può tirarsi indietro; sifa coraggio e fa chiamare la figlia alla quale parla con parole amare, dicendo: . «
Gioia mia, per  farmi beffa di un semplicione, sono rimasto beffato … Per levarmi di torno un marito sgradito, tiho reso sgradito il matrimonio … Perdonami …»,
«
 Perché parli così, padre mio? Io non devierò diuna virgola la tua volontà!
» risponde la figlia e così mandano a chiamare il serpente.Su un carro d’avorio, trainato da quattro elefanti, arriva a corte il serpente ma dovunque passava… la gente se ne scappava perché non si era mai vista prima d’ora una bestia più brutta diquella! Anche il re e la regina, appena lo vedono, se la danno a gambe; solo la principessa rimaneferma al suo posto. Il serpente, appena entra, vista la bella sposa, l’afferra per la vita con la coda e la porta dentro una stanza chiudendo a chiave la porta! Una volta dentro, si toglie di dosso la pelle diserpente e si trasforma in un bellissimo principe, dai riccioli d’oro e dagli occhi che tiincantavano… Nel frattempo il re, preoccupato della sorte toccata alla figlia, decide di dare un’occhiata dal bucodella serratura … ma come è grande la sua sorpresa nel vedere quel mutamento … così grande chegetta a terra la porta … Appena entra, prende la pelle del serpente e la getta nel camino facendola bruciare …«
Maledetti voi e la vostra curiosità!
» - urla il giovane e, detto questo, si muta in colombo e volaverso una finestra per scappare … ma i vetri sono chiusi … e tanto batte con la testa che riesce aromperne uno … ferendosi però quasi a morte …1
 
Maria Schiano
«
Oh povera me!
» - grida la principessa - «
 perché lo hai fatto, perché?
». La poveretta si lamentacosì fino al calar della notte e poi, quando tutti vanno a letto, se ne esce da una porta segreta allaricerca del bene che aveva perduto.Uscita dalla città, guidata dai raggi della luna, incontra una volpe che le chiede se vuole compagnia.«
Mi fai un piacere
» - dice lei - «
 perché non conosco bene la strada
».E così, camminando camminando, arrivano in un bosco dove decidono di coricarsi per riposare un po’.Affacciatosi il sole, ormai sveglie, restano per un bel poco sotto all’albero ad ascoltare il cinguettiodegli uccellini e la principessa mostra un gran piacere a quell’attività.«
Ti farebbe ancora più piacere ascoltarli, se tu comprendessi quello che stanno dicendo …
» - dicela volpe - «
 stanno parlando della disgrazia capitata al figlio di un re che era bello come un AdoneQuesti, per non accontentare le voglie di una brutta orca, è stato trasformato in serpente…
».All’udire quel racconto, la principessa capisce che si tratta della sua storia e prega la volpe dicontinuare ad ascoltare.«
 Dicono, che questo principe si fosse innamorato della figlia di un re e che fosse anche riuscito a sposarla. La sua maledizione di sette anni stava quasi per terminare quando … i genitori di lei, per la curiosità, entrano nella stanza e bruciano la pelle … Poi il principe, trasformato in colomba,tenta la fuga da una finestra ma, essendo i vetri chiusi, si ferisce così tanto che ora i medici non servono quasi più …
». «
M cosa si può fare? Non c’è un rimedio?
» domanda la principessa quasisvenuta per le cattive notizie che udiva. «
Un rimedio ci sarebbe
» - disse l’animale - «
Si dovrebberocurare le ferite della testa del principe col sangue di questi stessi uccellini che hanno raccontato la storia …
».Perla così si chiamava la principessa – si inginocchia davanti alla volpe chiedendole di farlequesto favore, di catturare per lei quegli uccellini, per toglierne il sangue, per portarlo al re, per dividere da buone compagne il guadagno «
 piano! Non fare chiasso!
» grida la volpe;«
 Aspetteremo la notte, e appena gli uccelli si addormentano … lascia fare a me che te li sistemoio…
».Così chiacchierando, fanno passare tutto il giorno a parlare di questo fatto, ma Perla bada bene anon rivelare la sua vera identità. Scende la notte e la Terra stende un gran cartone nero per raccogliere la cera delle torce della notte La volpe, appena vede gli uccelli addormentati suirami, sale sull’albero e se li frega ad uno ad uno; poi mettono il loro sangue dentro una fiaschettina.Perla faceva i salti di gioia, ma la volpe le dice: «
Te la sogni quest’allegria, bella mia! Se nonmischi il mio sangue con quello degli uccellini, è come se avessi acqua fresca nella fiaschettina…
».Detto questo, se ne scappa più veloce del vento …La principessa, viste morire le sue speranze, fa uso dell’astuzia e dice: «
Comare volpe; comarevolpe, fermati! Faresti bene a salvarti la pelle se tu fossi l’ultima volpe sulla faccia della terra!Credimi, io non ti farei mai del male! Accompagnami alla città di questo re … mi farai tua schiava per sempre!
».La volpe, che non avrebbe mai pensato esserci al mondo qualcuno più furbo di lei … si trova però beffata da … una donna! Infatti non avevano fatto che pochi passi, Perla le assesta un bel colposulla testa e poi subito le cava il sangue!Camminando il più velocemente possibile, arriva a Vallonegrosso e subito fa richiesta di parlarecon il re. Sentendo la sua promessa di guarire il principe, il re si fa una gran meraviglia che unaragazza può fare quello che i migliori medici non hanno potuto ma, poiché
 
tentar non nuoce, decidedi darle una possibilità chiedendo però che sia fatta luce sul mistero. Ma Perla non fa parola dellasua cura e anzi aggiunge la seguente richiesta: «
Sire, se io dovessi ottenere i risultati sperati, vogliola vostra parola che mi darete vostro figlio per marito
» . «
 Non è una gran cosa dare un marito achi mi dà un figlio
» risponde saggiamente il re.Così d’accordo, Perla si ritira nella stanza del principe, lo unge con quel sangue e lo guarisce datutte le ferite.2
 
Maria Schiano
«
 Figlio mio, eri morto ed ora io ti vedo vivo di nuovo
» - dice il re confuso ed emozionato - «
ma ho fatto a questa donna una promessa e tu, per amor mio, dovrai sposarla
». «
 Padre mio, non voglio fare abuso del vostro amore, ma io amo un’altra donna, l’ho sposata e non posso farle questotorto, posso cambiare opinione
»; «
 Basta principe mio!
» - lo interrompe Perla animata ecommossa dalle sue parole - «
 sono io, non mi riconosci?
» e abbassa il cappuccio che le copriva ilvolto per metà. Subito il giovane la riconosce e la stringe a sé con una felicità da stordire e Perla gliracconta tutte le sue avventure prima di giungere da lui. Così il re decide di celebrare le nozze congrandi feste e banchetti concludendo che …
I PIACERI D’AMORE SONO SEMPRE CONDITI DAL DOLORE!
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