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Octave MIRBEAU,
L’epidemia
(1898)
(traduzione di Fausto Valsecchi, 1914)IL SINDACO.IL MEMBRO DELL’OPPOSIZIONE.IL MEMBRO DELLA MAGGIORANZA.IL DOTTOR TRICEPS.IL VECCHISSIMO CONSIGLIERE.PRIMO CONSIGLIERE.SECONDO CONSIGLIERE. TERZO CONSIGLIERE.UN CONSIGLIERE.L’USCIERE.Ai giorni nostri, in una città di provincia.
La sala di riunione del Consiglio Municipale in una gran città marittima. Suimuri, coperti di legno severo, i ritratti di tutti i Presidenti della Repubblica,da Adolfo Thiers fino a Emilio Loubet. Tutto in giro per la vasta stanza, posati su mensole di legno nero, i busti della repubblica, differenti per gliattributi e il significato politico. In mezzo, caminiera monumentale,sormontata da un pannello con, dipinto, lo stemma della città aureolato di
 
bandiere tricolori. Grandi porte a destra e a sinistra. Una lunga tavola,coperta d’un tappeto verde, dove ogni posto è segnato dallacartasciugante, dai calamai, ecc., occupa il centro della stanza.
SCENA PRIMA
Il
SINDACO,
il
MEMBRO DELLA MAGGIORANZA,
il
MEMBRODELL’OPPOSIZIONE,
Un
VECCHISSIMO CONSIGLIERE, PRIMO, SECONDO
e
 TERZO CONSIGLIERE,
il
SEGRETARIO, CONSIGLIERI.
 All’alzarsi della tela, il sindaco discorre presso al camino con qualcheconsigliere. Gruppi di consiglieri qua e là. Due stanno seduti davanti allatavola e scrivono lettere. Il segretario, con la penna in bocca, ordinascartafacci.
IL SINDACO. Credo, signori, che si potrebbe aprire la seduta.IL MEMBRO DELL’OPPOSIZIONE
(estraendo l’orologio)
. Sono le undici menoun quarto... E io faccio colazione alle undici e mezzo... Ed eravamoconvocati per le nove... È disgustoso.IL SINDACO. All’indomani d’un veglione c’era d’aspettarsi qualcheinesattezza... Non è colpa mia...IL MEMBRO DELL’OPPOSIZIONE. Non siamo al completo.IL SINDACO. Siamo in numero per deliberare.IL MEMBRO DELL’OPPOSIZIONE. Ebbene, deliberiamo.
(La porta a sinistra s’apre ; il dottor Triceps appare.)
 
IL SINDACO. Ah !... Ecco il dottor Triceps.
SCENA II
Gli stessi e il
DOTTOR TRICEPS.IL DOTTOR TRICEPS
(salutando e distribuendo strette di mano)
. Millescuse, mio caro sindaco. Mille scuse, signori... Sono stato trattenuto daoperazioni delicate... Da stamane sono occupato a raccogliere la sensibilitàdella mia cuoca che si era contusa con uno stampo da cialdoni. Capite ?IL SINDACO. Veramente ?IL DOTTOR TRICEPS. Sicuro... Non era cosa dappoco !IL SINDACO. Uno stampo da cialdoni !... Che ne è mai di noi !...
(Rivolgendosi ai consiglieri.)
Se volete, signori, potremo aprire la seduta.IL DOTTOR TRICEPS. Prego... prego... E nuove scuse, è vero ?
(Il sindaco sidirige verso il tavolo. I consiglieri raggiungono i loro posti dove s’installanorumorosamente.)
IL SINDACO. Signori, la seduta è aperta...
(Sfogliando lettere e carte.)
Hoqualche lettera di scusa dei colleghi assenti... Esse non hanno d’altrondenessun interesse... Devo darvene lettura ?PRIMO CONSIGLIERE. Inutile... inutile.IL SINDACO
(vagamente)
. Raffreddori... bronchiti... lombaggini... signoreche partoriscono...
(Spiritoso.)
Almeno non si potrà dire che i consiglierimunicipali favoriscono lo spopolamento francese...
(Qualche risata... Egli passa le altre lettere al segretario.)
Figureranno nel processo verbale...

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