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I
n una piccola casa di montagna viveva un guardaboschi con la sua giovane figlia dinome Anna.La loro casa si trovava al limitare del bosco, quindi era spesso meta di occhi e musettiindiscreti, non vi era animale infatti che non si fosse avvicinato, anche solo per un attimo, aquella semplice ma accogliente dimora. Anna questo lo sapeva bene e col passare del tempo era diventato per lei il suo unico edirrinunciabile passatempo l’osservarli mentre, guardinghi e titubanti, posavano le zampe aldi fuori del loro habitat naturale ed, ancora più scettici ma incuriositi, quando s’azzardavanoad arrivare fin nel giardino adiacente la casa.Si era divertita facendo la conoscenza di un’infinità di animali, dall’orso irruente alla timidamarmotta, dal grazioso cerbiatto all’imprevedibile volpe e così via…Finché un giorno, mentre da dietro i vetri della finestra stava assistendo all’incessante lavoriodi un picchio che batteva insistente il tronco di un albero, non vide un batuffolo doratosbucare dall’antro oscuro del bosco che, spostandosi di qua e di là, accorciava a poco, apoco le distanze tra lui e la casa di Anna.Cos’era? O, per meglio dire, chi era?La bambina osservò con più attenzione e riconobbe che era un piccolo scoiattolo.Non ne aveva mai visti col pelo dorato e quindi rimase un po’ lì, quasi incredula, a guardarloavanzare con le sue agili zampette.L’animale intanto si era avvicinato alla casa e si era fermato proprio davanti alla finestradove, dall’altra parte, si trovava Anna con gli occhi sgranati dalla meraviglia.Non ci poteva credere, dai movimenti del suo musetto e dal luccichio dei suoi vispiocchietti, pareva le trasmettesse che voleva conoscerla e che voleva comunicare con lei. Anna non si fece perdere l’occasione, infilò veloce l’uscio di casa e se lo trovò davanti….Che emozione!Tentennò un attimo e poi provò a toccare il suo soffice pelo.Per nulla intimorito, lo scoiattolo si lasciò accarezzare e lei capì che era giunto il momentod’ascoltarlo.“Musky, ti chiamerò Musky, che ne dici?”“Squitt!”L’animale parve approvare, dopodichè, quando lo sguardo di Anna incontrò quegl’occhineri e misteriosi, un bagliore di luce ne scaturì fuori e lei, più che mai affascinata, si sentìpervadere da una gradevole sensazione di tranquillità e comprese che ora doveva trovarsi inperfetta sintonia con lui e che avrebbe inteso qualunque cosa avrebbe voluto comunicarle.“Vieni, vieni con me Anna, ti condurrò nel mio mondo fantastico!Non aver paura, non ti accadrà nulla, vedrai cose che non hai mai visto e capirai chepossiedi un dono che non tutti hanno e che purtroppo non hai mai utilizzato!”La bocca dell’animale non si era mossa di un millimetro, eppure lei aveva sentito tutto,incredibile!La bambina lo seguì senza alcuna esitazione e subito s’accorse che ogni rumore provenientedal bosco era improvvisamente cessato, perfino il solerte picchio aveva smesso il suoinsistente ticchettio, tutto taceva….Un insolito silenzio li accolse all’imbocco del sentiero, mentre passavano davanti aquegl’alberi secolari dai rami contorti che si toccavano l’un l’altro, pareva s’inchinassero allaloro presenza, che rendessero omaggio a quel piccolo batuffolo di pelo dorato.Uno di questi offrì loro la sua dimora, probabilmente il suo tronco spesso e resistente potevacontenere con facilità un passaggio.Un passaggio segreto?
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