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Interventi normativi per l'attuazione della programmazione regionale e di mod...
Realizzare e sviluppare un livello intermedio di cura tra la medicina generale e la specialistica ospedaliera deve essere obiettivo prioritario di ogni programmazione per la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza primaria nell\u2019ambito di un sistema integrato di assistenza sanitaria. Questo \u00e8 stato ottenuto in buona misura da Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del nord, EIRE, Spagna, Australia, Nuova Zelanda, Canada (regione del Quebec) ed anche in alcuni stati USA, con l\u2019istituzione di strutture dedicate alla comunit\u00e0 locale e gestiti dai medici di medicina generale e dagli infermieri, con il supporto programmato od occasionale dei medici specialisti.
Strutture di questo tipo, dislocate strategicamente sul territorio, permettono di fornire un\u2019assistenza intermedia locale soddisfacente soprattutto agli anziani (molti) ed ai bambini (pochi) delle comunit\u00e0 presenti nella nostra regione. L\u2019istituzione compulsiva di strutture ospedaliere ed ambulatoriali sempre pi\u00f9 numerose sul territorio regionale, quasi tutte profit, fa lievitare i costi, senza raggiungere capillarmente i cittadini per soddisfare puntualmente e celermente i loro bisogni sanitari.
La societ\u00e0 italiana ha subito importanti cambiamenti: oggi, un Paese sempre pi\u00f9 vecchio e a troppo lento ricambio generazionale introduce nuovi bisogni e richieste di salute proprio mentre le risorse economiche vengono continuamente ridotte cos\u00ec come gli ospedali tradizionali (348 ospedali disattivati o riconvertiti nel periodo dal 1995 al 2000, con 87.000 posti letto in meno). La famiglia, in passato punto di riferimento dell'assistenza soprattutto agli anziani tanto da essere definita la pi\u00f9 grande azienda sanitaria del paese, ha perso alcune delle sue caratteristiche per ragioni a tutti note, ridotta nel numero dei componenti e sempre meno disponibile.
L'Italia \u00e8 dopo il Giappone, la nazione pi\u00f9 vecchia al mondo con il 17,9% della popolazione over 65anni (circa 11 milioni di persone), delle quali il 20% con disabilit\u00e0 parziali e il 5% con disabilit\u00e0 gravi; le proiezioni al 2020 stimano a 25-30% gli over 65anni, che nel 2045 saranno 18,5 milioni, circa 8 milioni in pi\u00f9 rispetto agli attuali (+78%). L'attesa di vita alla nascita - che all'inizio del secolo scorso era di 43 anni per le donne e di 42,5 per gli uomini - attualmente \u00e8 di 76 anni per gli uomini e 84 per le donne e salir\u00e0 nel 2020 rispettivamente a 78,3 e 84,7; nel 2050 si incrementer\u00e0 ulteriormente per entrambi i sessi, raggiungendo gli 81,4 anni per i maschi e gli 88,1 anni per le femmine. Tutto ci\u00f2 mentre l'indice di dipendenza degli anziani (rapporto popolazione over 65 su popolazione attiva 20-65 anni) passer\u00e0 dall'attuale 29,4 al 68,6 nel 2050. Queste stime evidenziano un sensibile aumento dei costi del SSN: la spesa sanitaria, assumendo il rapporto tra Consumo Medio Standardizzato (CPS) e il Prodotto Interno Lordo (PIL), passerebbe dal 6,3% del 2003 al 7,2 del 2050.
A fronte di tale crescita complessiva, la spesa per l'acute care aumenterebbe del 26% mentre quella per la long term care del 61%. In questa situazione, la necessit\u00e0 di fornire comunque risposte appropriate alla domanda di salute espressa soprattutto dagli anziani pu\u00f2 essere soddisfatta solo attivando nuove tipologie di servizi e modificando alcune logiche assistenziali. Appare quindi strategico realizzare strutture in grado di fornire risposte socio-sanitarie non basate soltanto sull'alta tecnologia ma che risultino appropriate, attente a superare anche quei disagi che il trasferimento lontano dalla propria residenza comporta, sia per gli ammalati che per i loro familiari.
Per tali motivi, da alcuni anni si sono sperimentati modelli di gestione della cronicit\u00e0 in grado di offrire una alternativa ai regimi assistenziali impropri, sempre pi\u00f9 costosi e la cui efficacia sul miglioramento delle condizioni di vita della persona non sempre \u00e8 dimostrata. A partire dalla met\u00e0 degli anni 90 \u00e8 stato cos\u00ec possibile delineare una modalit\u00e0 assistenziale che consentisse di affrontare in termini di efficacia ed efficienza il problema delle patologie cronico-degenerative, con il complesso di problematiche clinico-assistenziali e gestionali ad esse collegato e sperimentazioni in tale senso sono in atto in varie regioni italiane (Toscana, Umbria, Emilia-Romagna).
La Casa della salute \u00e8 una struttura pubblica dove sono collocati, in uno stesso spazio fisico, i servizi territoriali che erogano prestazioni sanitarie, ivi compresi gli ambulatori di Medicina Generale e Specialistica ambulatoriale, e sociali per una determinata e programmata porzione di popolazione. In essa si realizza la prevenzione per tutto l\u2019arco della vita e la comunit\u00e0 locale si organizza per la promozione della salute e del ben-essere sociale.
La realizzazione della casa della salute \u00e8 uno degli obiettivi che il Ministero ha identificato per un potenziamento del sistema di cure primarie. Come tale, essa \u00e8 parte integrante del programma del Ministero della Salute \u201cUn New deal della salute\u201d presentato in Parlamento in data 27 giugno 2006 e per la sua realizzazione la Legge Finanziaria (Legge 296/2007 articolo 1 comma 805) ha previsto uno specifico stanziamento di 10 milioni di euro. Ai fini dell\u2019attribuzione di tale co-finanziamento da parte dello Stato espressamente rivolto all\u2019avvio della sperimentazione, le regioni dovranno presentare apposito progetto in linea con le indicazioni delle linee guida predisposte dal Ministero della salute.
La istituzione della Casa della salute ha come principale obiettivo quello di favorire, attraverso la contiguit\u00e0 spaziale dei servizi e degli operatori, la unitariet\u00e0 e l\u2019integrazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociosanitarie, principi fondamentali affermati esplicitamente dalla legge n. 229/\u201999 e dalla legge n. 328/2000 ma finora scarsamente applicati. La realizzazione della Casa della salute \u00e8 ovviamente possibile laddove le condizioni geografiche di non eccessiva dispersione territoriale consentano l\u2019aggregazione dei servizi e non comportino una difficolt\u00e0 di accesso per i cittadini.
La Casa della salute \u00e8 una sede fisica e insieme un centro attivo e dinamico della comunit\u00e0 locale per la salute e il benessere, che raccoglie la domanda dei cittadini e organizza la risposta nelle forme e nei luoghi pi\u00f9 appropriati, nell\u2019unit\u00e0 di spazio e di tempo. La Casa della salute deve:
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