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Ramella La Recezione Francese Di Heidegger

Ramella La Recezione Francese Di Heidegger

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303
 L’ombra di Heidegger 
 L’ombra di Heidegger 
L
ORENZO
 R 
AMELLA
Heidegger’s work has exerted a strong influence on the frenchschool of thinking since the Thirties, hence its central position inthe French philosophical debate. Far from being finished, thistrend has been going on in a less evident but still incisive way inthe latest years. As a matter of fact Heidegger’s philosophy hasplayed a very important role in the revival of phenomenologicalstudies as it proves to be a decisive factor in the detection of theboundary between hermeneutics and phenomenology.Keywords:
hermeneutics, phenomenology, evolution
.
1.
 Linee generali della ricezione francese di Heidegge
La storia dell’incontro tra il pensiero di Heidegger e la filosofia fran-cese del Novecento può essere raffigurata come la storia della loro irri-ducibile differenza perché, malgrado la trama di legami e la derivata con-taminazione, questi due orizzonti di pensiero non riusciranno mai a tro-vare un’armonia rispettosa della reciproca identità.
1
Per capire, almeno parzialmente, come un fenomeno culturale cosìsignificativo dovesse conoscere un simile epilogo si devono ripercorrerebrevemente i momenti più rilevanti del suo sviluppo. La ricezione della
1
 Ciò vale, chiaramente, come giudizio conclusivo e generale, ma non esaustivoperché, all’interno della ricezione francese della filosofia heideggeriana ci sono posizionidecisamente più complesse che restano anomale rispetto alle tipologie degli indirizzigenerali. Come dunque è eccessivamente semplicistico voler ricondurre all’unità posi-zioni che restano, per se stesse, irriducibili, così, sarebbe ugualmente scorretto non men-zionare studiosi che, nella loro conclamata fedeltà all’originario portato heideggeriano,hanno introdotto spunti fecondi per l’interrogazione filosofica ed hanno, non di meno,consentito di ricentrare l’asse della discussione quando questa rischiava di incorrere inveri e propri travisamenti, specie sul piano della decifrazione testuale. Per tutto quelloche l’animato e, per molti versi animoso, dibattito ha significato nello specifico delle suecontroversie, mi permetto di rinviare a: L. Ramella,
 Il soggetto e la differenza. La ricezio-ne del pensiero di Heidegger nella filosofia francese
, Vita e Pensiero, Milano 2004.
 Annali del Dipartimento di Filosofia 2005
, ISBN 978-88-8453-408-8© 2006, Firenze University Press
 
304Lorenzo Ramella
filosofia heideggeriana è avvenuta in Francia sulla base di quattro fasiprincipali di penetrazione.Nel corso degli Anni Quaranta il pensiero di Heidegger venne travoltodalla straripante efficacia diffusiva dell’esistenzialismo
2
 e, dopo essere sta-to sapientemente innestato sui prodromi della
 Kierkegaard Renaissance
,divenne fattore evolutivo della stessa egemonia dell’esistenzialismo.Complice la disastrosa traduzione di Corbin (
être humaine
 per
 Dasein
)e la limitata diffusione degli scritti di Heidegger, veicolati dalla solapionieristica traduzione di De Waelhens, la filosofia heideggeriana si tro-vò, infatti, ricompresa, attraverso il dibattito nato intorno alla disputa tra
 philosophie existentielle
 e
 philosophie existentiale
, come versione anomaladell’esistenzialismo. Perduta l’illusione, o meglio sventato astutamente ilpericolo che il
 Dasein
 potesse rappresentare il nucleo fondativo di unanuova ontologia, esso finì, cioè, per dimostrare l’impossibilità di ricucirela distanza tra il polo ontologico e quello esistenziale originariamente se-parati dalla critica a causa di una interpretazione forzatamente dualisticadella differenza ontologica.Anche nella seconda tornata interpretativa, che corrispondeindicativamente alla letteratura degli anni Cinquanta, il
 Dasein
 conserva lamedesima centralità ermeneutica, ma l’angolazione con la quale ci si di-spone a visualizzare le problematiche sollevate dalla riflessioneheideggeriana subisce un vero e proprio capovolgimento rispetto al passato.La risonanza della
 Lettera sull’umanismo
e, soprattutto, la pubblicazionedi importanti opere di Heidegger, costrinsero gli studiosi ad individuareuna nuova collocazione per la sua filosofia, fuori dall’esistenzialismo e den-tro l’orizzonte di quella che verrà battezzata la questione ontologica. Gra-zie all’inversione dell’angolo prospettico, il nodo centrale della controver-sia, impersonificato esemplarmente da Wahl, non fu più riposto nella pos-sibilità di traghettarsi oltre il
 Dasein
, quanto piuttosto nella legittimità del-le pretese ontologiche avanzate ripetutamente da Heidegger.Al di là, però, degli enunciati programmatici e malgrado il lavorochiarificatore di autori come Beaufret e Birault, il confronto sull’ontologiadi Heidegger e sulla sua volontà di porsi fuori dalla rete di riferimentodella soggettività moderna ricadrà lentamente, ma inesorabilmentesull’annosa controversia tra realismo ed idealismo ed il
 Dasein
 verràindicato come il principale indiziato davanti alla presunta derivapsicologistica della parabola heideggeriana.
3
2
 Il riferimento d’obbligo, specie per quel che concerne la sua forza divulgativa, èper Sartre e De Waelhens, ma un peso notevole nella captazione di Heidegger tra le filadell’esistenzialismo spetta anche ad autori come Benda, Marcel, Mounier e Jolivet.
3
 Sull’argomento furono decisive le esegesi discordanti di Breton, Corvez, Hyppolite e Mongis.
 
305
 L’ombra di Heidegger 
Lo scenario interpretativo subisce, invece, uno sconvolgimento sen-za dubbio profondo a causa del contraccolpo infertogli dalla ‘invasionestrutturalista’ avvenuta, come è noto, durante gli anni Sessanta. I
 Sixties philosophes
 ricoprono, infatti, la funzione di un efficacissimo reagentedialettico in quanto riescono a far saltare l’asse prospettico abitualmenteseguito nello studio del filosofo tedesco. In virtù della loro interferenza,cioè, una prospettiva di indagine esterna subentra a quella usuale inter-na con il preciso intento di scardinare dalle fondamenta il pensiero diHeidegger, per inglobarlo in contesti irriducibili a quelli suoi originari.Lavorando, innanzitutto, sulla fecondità teoretica dell’approccioermeneutico, questa tornata interpretativa, destinata, tra l’altro, a pro-lungarsi fino agli anni Settanta, decide così della frantumazione del pen-siero di Heidegger e, liberandolo da un riferimento autoreferenziale or-mai del tutto improduttivo, lo pone come elemento di paragone e disfida in ambiti anche decisamente lontani dalla sensibilità della
nouvellevague
 strutturalista.
4
Dopo il terremoto strutturalista ed il concitato dibattito che, in se-guito ad esso, era cresciuto intorno alla questione della soggettività edella razionalità occidentale, succede un periodo di studi decisamentepiù moderato.
 5
 Il campo del lavoro ermeneutico è occupato da unagenerale opera di riorganizzazione e sistemazione che, dopo un momen-to di stanca, ha permesso di parlare, agli inizi degli anni Ottanta, di unasorta di
Heidegger 
 
 Renaissance
. Lo sfondo compendiativo non ha, tutta-via, impedito al dibattito di inoltrarsi in dispute teoretiche di ampio re-spiro. Anzi, le prime pubblicazioni della
Gesamtausgabe
 hanno, da unaparte, rilanciato gli studi sulle fasi iniziali del pensiero di Heidegger,
6
dall’altra, rendendo possibile una migliore definizione dei concetti basedel pensare heideggeriano, hanno permesso di misurare quest’ultimo coni grandi temi della stagione post-moderna.
7
Dietro la plurivocità di direzioni e la trasversalità di riferimenti chesi sono avvicendati nel corso del secolo, resta quello che, a mio avviso, èil tratto comune dell’intera ricezione ed insieme il nodo irrisolto della
4
 Oltre a figure del calibro di Derrida, Lévinas, Marion e Ricoeur, il dibattito coin-volse anche autori meno noti come Trotignon e Kelkel per la questione del linguaggio,Guilead e Gardet per i possibili sviluppi mistici del pensiero di Heidegger, mentre ini-zialmente ebbe grande rilievo il giudizio di Dufrenne sull’antiumanismo heideggeriano.
 5
 Eccezion fatta per la violentissima controversia legata alle compromissioni diHeidegger con il regime nazista.
6
 Si pensi in particolare ai lavori di: Courtine, Greisch, Mattéi e Taminiaux.
7
 Di qui la vivace e, non di rado, accesa discussione intorno alla quale si sonoavvicendati studiosi come: Ferry, Grondin, Haar, Janicaud, Meschonnic, Nancy, Renaute Zarader.

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