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E
sistono barche per solcare oceani mari e fiumi, ma anche barche per viaggiarecon la mente per seguire e farsi cullare dalle onde della fantasia. Queste barche sottofatte di carta e hanno capitani che sono lettere e disegni; i passeggeri ignari siamo noiche leggiamo sulle righe del foglio oppure osserviamo i tratti del disegno. Esiste unmare nascosto, un oceano infinito, celato nella nostra mente. Esiste un bambino che vuole viaggiare leggendo una fiaba.Quante barche passavano davanti al faro: Lucetto ogni giorno ne faceva il conto ealla sera, durante la cena, dava scritto su un foglio il totale al padre che era ilguardiano del faro. Lucetto era orfano di madre e di lei proprio nulla si ricordava,perché era morta troppo presto. Il padre aveva risposto alle domande insistenti diLucetto su dove fosse la madre rispondendo: “Mamma, un bel dì, è salita su una navediretta nel paese più bello del mondo”. E alla seguente domanda del bambino:“Babbo, ma tornerà prima o poi?”. Il padre aveva risposto con un sorriso dolce:“Lucetto mamma non tornerà mai più, ma saremo noi prima o poi a raggiungerla”.Lucetto era felice, anche senza mamma, ma in cuor suo voleva raggiungerla es'immaginava, ogni volta che passava una nave, di potervi salire per andare da lei.Tristezza, solitudine e felicità si univano ai suoi pensieri, quando da sopra gli scoglidel faro contava le navi. Ogni onda trasportava un'emozione, un'idea o un'immagine,anche se di fantasia, della mamma.Una mattina, dopo che la notte era infuriata una tempesta, trovò impigliato tra gliscogli il corpo di una donna. Senza sapere chi fosse o se fosse viva o morta crebbeall'idea che si trattasse di sua madre, tornata improvvisamente dal lungo viaggio. A fatica trascinò il corpo all'interno del faro che era vuoto, perché il padre era andatoquel giorno al villaggio. Scaldato dal calore del camino acceso la donna che non eramorta, ma solo svenuta, si ridestò. I suoi bellissimi occhi blu guardarono appenasveglia Lucetto e in un impeto di affetto lo strinse forte tra le braccia. Lucetto piansedi felicità, convinto che si trattasse proprio della madre e disse: “Mamma che bellofinalmente sei tornata!”. La donna colpita nel cuore dal più profondo sentimentomaterno, non poté che assecondare Lucetto e rispose: “Si piccolo mio sono tornata,ma ora non piangere più”.
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