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Abd al-Rahman Al-Shaghouri

Abd al-Rahman Al-Shaghouri

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Published by Fabio Pesaresi
An introduction to an important figure of a sufi master who was at the same time a mystic, a poet and a trade unionist in 20th century Syria.
An introduction to an important figure of a sufi master who was at the same time a mystic, a poet and a trade unionist in 20th century Syria.

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text

original

 
‘Abd al-Ra
|
mān
al-
Šāġūrī 
La vita Nato a Homs nel 1912
1
, si trovò ben presto orfano e si trasferì con il fratello a Damasco dove,ancora bambino, iniziò a lavorare dapprima come garzone nella zona dei mercati nel centrodella città, e poi come tessitore.Da piccolo non seguì alcun insegnamento sistematico, e raccontava di aver imparato a leggeree scrivere cercando di decifrare le insegne appese all’ingresso dei negozi. Solo più tardicominciò a seguire alcuni tra i più famosi shuyukh (maestri, pluraledi shaykh) damasceni cheimpartivano lezioni tradizionali di grammatica araba, di
šar†‘a 
(la legge religiosa) e delle altrescienze religiose islamiche presso le moschee della città. Tra i suoi maestri si ricordano:
usni al-Ba
ġġā
l, Mu
|
ammadBarak 
ā
t, ‘Ali al-Daqar, Isma
‘ī 
l al-
¦
 ī 
 b
 ī 
e Lutfi al-
anafī 
(Keller 1999: 1022).Il più determinante, però, fu lo shaykh Mu
|
ammadal-H
āš
im
 ī 
2
, originario dell’Algeria e
rappresentante della tariqa šā
diliyya
3
in Siria, dove era stato mandato dalproprio maestro, loshaykh A
|
madal-
‘Alāwi
4
, probabilmente allo scopo di riallacciare i rapporti con i confratellisiriani(cfr. Michon 1998: 19).Già da tempo, al-
Šāġūrī 
apparteneva allatariqa ti
Þ
ā
niyya, la stessa cui era affiliato il propriomaestro discienze religiose, ‘Ali al-Daqr, ma l’incontro con lo shaykh al-
‘Alāwī 
, avvenuto aDamasco nel 1932, era destinato a cambiare completamente la sua vita:
Sheikh al-Alawi had sat in the Shamiyya Mosque after sunset to give a lesson, and the young weaver had looked askance at the sheikh’s socks, which were French, not of the plain-spun local manufacture.
1
Le fonti sulla vicenda biografica di al-
Šāġūrī 
sono poche e divergono su alcuni punti, come ad esempio la data
di nascita. Per compilare questo profilo abbiamo usato i testi seguenti: Izūlī 2002, Keller 2004, Keller 1999:
1022 e Geoffroy 2005: 494.
2
Per una trattazione estesa della figura dello shaykh al-
Hāšimī (1881
-1961) si veda Encyclopedia of Islam
2
s.v.
 Hā
 sh
imī 
e soprattutto Michon 1998.
3
Originata nel 13°secolo da
gli insegnamenti del maestro Abū
al-
asan al-
Šā
d
ilī 
,la tariqa
šā
diliyyaè una dellemaggiori confraternite sufi, particolarmente diffusa in Nord Africa e nel Medio Oriente anche tra gli esponentidell’Islam ufficiale(cfr.
 Encyclopedia of Islam
). Gli insegnamenti della
tariqa šā
diliyyasono spesso statitrasmessi sotto forma di allusioni, come nelle note
› 
ikam
(Sentenze)di Ibn
‘Atā Allāh al
-
Iskandarī 
, scritte nel14° secolo e tuttora insegnate e commentate in tutto il mondo islamico (cfr. Nuwya 1990:34-35) , e nelle poesiescritte da numerosi maestri, come lo shaykh A
|
madal-
‘Alāwī 
, e cantate nelle riunioni di
dikr 
e durante la
|aÿra 
.Una trattazione esaustiva delle caratteristiche della tariqa
šā
diliyya si trova in Geoffroy 2005.
4
Lo shaykh al-
‘Alāwī 
è ben noto al pubblico occidentale grazie allo studiopubblicato da Martin Lings
Un santo sufi del XX secolo
(Lings 1994).
 
Sheikh Abd al-Rahman told us: I said: Look at those socks. This man is supposed to be a sheikh? Thenhe began to speak on the aphorism of Sidi Ibn Ata Allah: Do not leave the invocation of Allah (dhikr)
5
 because of your lack of presence with Allah therein, for your heedlessness of invocations is worse thanyour heedlessness in invocation. It may well be that He raises you from invocation with heedlessness toinvocation with attentiveness, and from invocation with attentiveness to invocation with presence of heart, and from invocation with presence of heart to invocation in which there is absence from anything besides the Invoked, and that is not difficult for Allah (Qur’an14:20)
6
. His commentary was somethingelse. When he finished and the nightfall prayer (isha) came, Sheikh Abd al-Rahman smiled as heremembered, I saidto myself, This sheikh can wear any kind of socks he likes! (Keller 2004)
Al-
Šāġūrī 
chiese l’iniziazione alla tariqa
šā
diliyya, e cominciò a seguire conassiduitàgliinsegnamenti dello shaykh al-
Hāšimī 
, del quale lo colpirono la grande conoscenzaaccompagnata da una non comune modestia, come descrive nell’elegia a lui dedicata:E’ un’autorità religiosa che tutti i cuori esaltanoe magnificano, poiché non è superbo. (
 D
ī 
w
ā
n
:144)Al-
Šāġūrī 
diventò presto una figura di riferimento della tariqa come capo del gruppo deicantori (
munšid 
ū
n
) delloshaykh; per stare costantemente vicinoa luie seguire i suoiinsegnamenti, decise di lasciare la propria casa nel centro di Damasco e costruì con le propriemani l’abitazi
one alle pendici del monte Qāsiyū
n che diventò per tutta la sua vita il luogoincui ricevette i suoi discepoli ed impartìgli insegnamenti per i quali era stato autorizzato daisuoi maestri. Nella
 Hamriyya
oggetto di questo studio, al-
Šāġūrī 
allude al fatto di aver sceltodi vivere vicino al maestro nei versi “ringraziando poiché dopo la lontananza sono diventatovicino del coppiere” (
 D
ī 
w
ā
n
: 120, v. 8). In seguito alla morte dello shaykh al-
Hāšimī nel
1961, al-
Šāġūrī 
assunse infine la guida della tariqa, essendo stato autorizzatoall’insegnamento spirituale dallo shaykh al-
Kurdī (cfr. Izūlī 2002: 20).
 Nonostante l’impegno profuso nella vita spirituale, e nonostante gli impegni che gliderivavano dalsuo ruolo all’interno della confraternita, al-
Šāġūrī 
non interruppe mai la propria attività lavorativa, seguendo in questo la pratica inaugurata dal fondatore della tariqa,lo shaykh Ab
ū al
-
asan al-
Šā
dil
 ī 
, che dava grande importanza alla vita sociale e al lavoro(Ibn al-Sabbagh 1993: 7). Egli fu dapprima operaio ed in seguito caporeparto nel settoretessile, ma quando il governo siriano decise di nazionalizzare l’industria egli, benché vicino
5
 Nel doppio significato di ricordare Dio e di svolgere la pratica del
dikr 
, e cioè la menzione del nome di Dio e dialtre formule rituali.
6
Cfr. Ibn ‘Atā Allāh 1981: 47, Sentenza n. 44
.
 
alla pensione, rassegnò le proprie dimissioni, dichiarando che la nazionalizzazione era daconsiderare un furto (Keller 2004). Il suo coraggio e le sue caratteristiche personali gliavevano guadagnato un’ampia stima, tanto che era statoeletto rappresentante degli operaitessili presso il Parlamento Siriano, e poi rappresentante per la Siria presso l’UnioneSindacale Araba.Lasciato il lavoro, si dedicò completamente all’insegnamento dellescienzereligiose pressovari istituti e moschee di Damasco, e per lunghi anni guidò la preghiera del venerdì presso lamoschea al-Hayy
ā
¥
di Damasco, fino a quando, nel 1999, un’embolia lo condusse ad un lungostato di coma, dal quale emerse quasi del tutto privo di forze e semi-paralizzato. Nonostante la debolezza fisica, continuò a ricevere tutti quanti volessero godere della suacompagnia ed a partecipare alla
|aÿra 
che ogni venerdì raccogliei discepoli nella moschea
dedicata a Nūr al
-
Dī 
n al-Šah
 ī 
d, nel centro storico di Damasco.La sua casa rimase aperta ogni martedì sera a tutti quanti volessero fargli visita, e nonrifiutava inviti in case private se non impedito dalle proprie condizioni fisiche che locostrinsero negli ultimi anni sulla sedia a rotelle, sempre servito amorevolmente dal figlio‘Abdull
ā
h e spesso accompagnato dal piccolo, edamatissimo, nipote Wais.La morte lo raggiunse l’8 giugno del 2004. Il suo funerale si tenne presso la moschea in cui èsepolto Muhy al-Din Ibn al-Arabi, uno dei massimi maestri sufi di tutti i tempi. La preghierafunebre fu guidata da ‘Al
 ī 
al-
Ğifrī 
, una delle più significative personalità emergenti dell’Islamcontemporaneo, giunto appositamente dallo Yemen. Vi partecipò una folla numerosissima, atestimonianza dell’amore che portavano per lui i damasceni e della stima guadagnata presso lacomunità musulmana internazionale.Quanti lo hanno conosciuto, descrivono al-
Šāġūrī 
come un uomo minuto, divenuto fragilenegli ultimi anni, ma anche determinato e volitivo, sempre disponibile a soddisfare le richiestedi chi lo interpellava ma poco incline a mettersi in mostra nelle occasioni pubbliche. Fino agliultimi giorni della sua vita, benché ultra-novantenne, continuò a recitare i numerosi versi cheaveva memorizzato fin da piccolo e che aveva cantato per il suo maestro, lo shaykhMu
|
ammad al-
Hāšimī, e ad ascoltare con piacere i
munšidūn
che cantavano per lui,correggendo con scrupolo e delicatezza ogni minimo errore di recitazione. L’aspetto che piùcolpiva in al-
Šāġūrī 
, però, era la capacità di coniugare la profondità della riflessione filosoficaed esoterica con la freschezza del sorriso e con l’umorismo che esprimeva raccontando
7
La
|aÿra 
è il rito estatico tipico della tariqa
šā
diliyya descritto in Molé 1963 che traduce il termine con “danzasacra”

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