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Il diavolo

Il diavolo

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Published by rendo1807
Estratto da Gaetano Salvemini, "Dizionario delle idee"
Estratto da Gaetano Salvemini, "Dizionario delle idee"

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Published by: rendo1807 on Nov 14, 2009
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11/14/2009

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Il diavolo“La ‘giusta libertà’ del cittadino cattolico è quella libertà che le autoritàecclesiastiche gli lasciano dopo che hanno riservato per sé le materie dogmatiche,le materie morali, le materie miste e tutte quelle materie politiche e tecnichesulle quali esse ritengono loro obbligo di esercitare il ‘potere indiretto’. Ancheil cane, che è tenuto al guinzaglio, è libero fin dove arriva il guinzaglio [...].Chi non è cattolico domanda alla propria coscienza individuale la soluzione diqualunque problema; può anche domandare l’opinione delle autorità della suaChiesa, se appartiene ad una chiesa; ma non sente a priori nessun dovere diobbedire a quella opinione, se essa si troverà in contrasto col punto di vista chela propria coscienza individuale gli comanderà in ultima istanza di accettare. Bendiversa è la condizione del cattolico: suo obbligo è di obbedire al ‘magisterodottrinale’ del pontefice e dei vescovi anche se alla sua coscienza individualeripugna. Gli è permesso, tutt’al più, di tacere e non contrastare, se non vuolcadere in peccato. Se egli rivendica il diritto di obbedire, in ultima istanza,non alla gerarchia ecclesiastica, ma alla sua coscienza individuale, egli si metteipso facto fuori della legge. Questa è la teoria costruita dai canonisti ecostantemente ripetuta nei documenti pontifici. La pratica non corrisponde maiperfettamente alla teoria. La libertà dello spirito individuale non può essere deltutto soppressa. Nella Chiesa cattolica, come in ogni altra organizzazionesociale, c’è un contrasto continuo, più o meno vivace, più o meno esplicito, fralegge scritta e le esigenze di molte coscienze individuali. Nei casi più gravi, ilcontrasto diventa ribellione o eresia. Nella più parte dei casi, il contrastoviene attutito grazie a concessioni reciproche, adattamenti, compromessi,‘combinazioni’.”*“Questo è il lato più atroce dell’insegnamento morale quale è impartito dai papi edal clero: che esso sviluppa i lati più vili della natura umana, avvezzandola anon sentire le proprie responsabilità, ma a mettere le decisioni finali nelle manidi un sacerdozio, che non dà il consiglio dell’amico, ma dà l’assoluzione o lacondanna del giudice. E’ solo dopo essere vissuto in paesi protestanti, che io hocapito pienamente quale disastro morale sia per il nostro paese non il‘cattolicismo’ astratto, che comprende 6666 forme di possibili cattolicismi, fracui quelle di san Francesco e di Gasparone, di Savonarola e di Molina, di santaCaterina e di Alessandro VI, ma quella forma di ‘educazione morale’, che il clerocattolico italiano dà al popolo italiano e che i papi vogliono sia sempre data alpopolo italiano.”*“Quando debbo spiegare quali sono le basi della mia fede morale, rispondo senzaesitazione che sono ‘cristiano’. E se la gente mi domanda che mi spieghi meglio,dichiaro che sono cristiano perché accetto incondizionatamente gli insegnamentimorali di Gesù Cristo, e cerco di praticarli per quanto la debolezza della naturaumana me lo consente; quanto ai dogmi, che sono andati sovrapponendosi nei secoliagli insegnamenti morali di Cristo, non me ne importa proprio nulla; non liaccetto, non li respingo, non li discuto: la mia fede in certe norme di condottamorale non dipende dal credere che Cristo era figlio di Dio. Vi sono canaglie checredono alla divinità di Cristo, e galantuomini che non ci credono. Io divido gliuomini secondo che sono canaglie o galantuomini, e non secondo che hanno gli occhineri o azzurri, o secondo che credono alla divinità di Cristo. Le norme della vitamorale sono state elaborate dalla umanità, attraverso l’esperienza di centinaia ecentinaia di secoli, e sono le stesse per tutti sotto qualunque latitudine elongitudine. Alcuni associarono quelle norme morali alla dottrina buddista; altrialla dottrina confuciana; altri alla dottrina mosaica; altri alla dottrina

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