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OB-ESSE_-2

OB-ESSE_-2

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11/15/2009

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Girolamo Melis
Obesità- Ob-esse? -
(Ob-
 sum
, ergo ob-
edo
. Ob-
edo
, ergo ob-
 sum
.)
PaperBlog
1
 
Invece, lo sguardo non-scientifico, povero di certezze, ègonfio di interrogazioni. Gonfio, non obeso. Somigliantedunque ad uno stato di gravidanza.Eppure la sua condizione “generativa”, perennementetransitoria seppure fatale, non gli indica quale mondo potràaccogliere le sue tumultuose ed esitanti nascite. A chirivolgere le domande, affinché generino conoscenza?E soprattutto, saranno quelle lì le domande per conoscere?La natura dello stupore e dell’interrogazione permanente nonsi placa neppure davanti ad una equazione risolta, anziconsidera iattura ogni cosa “capìta” e riposta nel cassetto del patrimonio storico, quasi fosse un soddisfacimento cheottunde, che soddisfa (satis fecit) e dunque blocca l’orizzontedell’ignoto. Lo restringe ad orizzonte noto.E pensare che viviamo nel mondo che già da molti decenni ha postulato la relatività delle sue proprie certezze: come laMatematica. Fino a disorientare la presunzione umana che siera data da millenni proprio la Matematica come validazione,anzi basamento d’ogni procedimento scientifico. Fino achiedere alla fedela certificazione di equazioni
indiscutibilmente vere
eppure non dimostrabili. Fino aimmaginare (molto, molto più che immaginare) che lacertezza delle sequenze sia meno certa della incertezza degli“accidenti” (vedi la teoria delle “catastrofi”, del matematicoRené Thom).Ma io, con curiosità pari alla sfacciataggine, ho accettato diaggiungere alcune pagine al rendiconto del Simposio diMontecatini che ha visto riuniti tanti bravi Pediatri alcapezzale dell’Obesi. Dunque intorno al tavolo di due
2
 
discipline morali prima che scientifiche: quella dellaDiagnosi e quella della Cura.E sto parlando d’altro. E ho la pretesa di venire letto conattenzione. Proprio nel nome del mio non appartenere adalcuna disciplina.Parlare d’altro vuol dire interrogare l’Obesità.1.La prima interrogazione che le rivolgo concerne il suo
 Nome
.Che non è un nome antico, radicato nella “cultura dellanatura”, bensì un nome moderno, scaturito dal bisognoumano – che per comodità diciamo illuministico - di darsi unsapere tecnico. Nome deduttivo, fenomenologico, approssimativo: decisoneanche quattro secoli fa con l’appassionata disinvoltura deilinguisti del tempo e costruito “alla latina”:
ob esse
, dunqueun indicatore del “mangiar troppo”, dunque un indicarel’effetto evidente di una causa… evidententemente presunta.Ironia (o verità strutturale?) del Linguaggio: il verbo latino
esse
(
mangiare
, indicativo presente
edo
, io mangio) significaanche
essere
, indicativo presente
 sum
, io sono). Dunque, perché non vedere la straordinaria lessematicità della parola
obesità
: eccesso di cibo, eccesso di “essere”?E perché dunque non interrogare la parola
obesità
(o megliol’Uomo Concettuale del mondo della Tecnica, che l’hacreata) sulla veridella sua struttura di senso: ripieno,rigonfiamento, farcitura,
 stuff 
?
 Materia
?2.Eccoci alla seconda interrogazione.
 Materia?
L’Obesità nonè materia costitutiva, e non è materia generativa. Non designa
3

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