utile inferiore a 1000 m
2
e nei casi di nuova installazione diimpianti termici in edifici esistenti).Prescrive,inoltre,di utilizzare al meglio le condizioni ambienta-li esterne e le caratteristiche distributive degli spazi per favorirela ventilazione naturale dell’edificio;tuttavia,nel caso in cui ilricorso alla ventilazione naturale non fosse efficace,è possibileprevedere l’impiego di sistemi di ventilazione meccanica.Infine,richiede di verificare,in tutte le zone climatiche ad ecce-zione della zona F,per le località nelle quali il valore medio men-sile dell’irradianza sul piano orizzontale,nel mese di massimainsolazione estiva,I
m,s
,sia maggiore o uguale a 290 W/m
2
,chetutte le pareti verticali opache,con l’eccezione di quelle com-prese nel quadrante nord-ovest/nord/nord-est,abbiano un valo-re di massa superficiale M
s
superiore a 230 kg/m
3
,oppure abbia-no un valore del modulo di trasmittanza termica periodica (Y
IE
)inferiore a 0,12 W/m
2
K;richiede,inoltre,nelle medesime circo-stanze,di verificare che tutte le chiusure opache orizzontali einclinate (coperture) abbiano un valore del modulo di trasmit-tanza termica periodica (Y
IE
) inferiore a 0,20 W/m
2
K.Vienespecificato che
“gli effetti positivi che si ottengono con il rispetto dei valori di massa superficiale o di trasmittanza termica periodica delle pare-ti opache possono essere raggiunti,in alternativa,con l’utilizzo di tecni-che e materiali,anche innovativi,ovvero coperture a verde,che permetta-no di contenere le oscillazioni della temperatura degli ambienti in fun-zione dell’andamento dell’irraggiamento solare.In tale caso deve essere prodotta una adeguata documentazione e certificazione delle tecnologie e dei materiali che ne attesti l’equivalenza con le predette disposizioni”.
Utilizzo di rinnovabili
Come già previsto nei decreti esistenti,il DPR impone,per tutte le categorie di edifici,sia pubblici cheprivati,l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energiatermica ed elettrica.
“In particolare,nel caso di edifici di nuova costru-zione o in occasione di nuova installazione di impianti termici o di ri-strutturazione degli impianti termici esistenti,l’impianto di produzione di energia termica deve essere progettato e realizzato in modo da coprire almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria con l’utilizzo di fonti rinnovabili.Tale limite è ridotto al 20% per gli edifici situati nei centri storici”.
Sirimanda,comunque,a un successivo provvedimento per le mo-dalità applicative di questi obblighi e le prescrizioni minime in re-lazione alle dimensioni e alle destinazioni d’uso degli edifici.Nel caso di edifici di nuova costruzione,pubblici o privati,o diristrutturazione degli stessi (ristrutturazione integrale degli ele-menti di involucro di edifici di superficie utile superiore a 1000m
2
o demolizioni e ricostruzioni in manutenzione straordinariadi edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 m
2
),èobbligatoria l’installazione di impianti fotovoltaici per la produ-zione di energia elettrica.
Modalità di calcolo
Le norme di riferimento per il calcolodelle prestazioni termiche previste dalla Direttiva europea2002/91/CE sono quelle emanate dal CEN.In proposito,la Di-rettiva afferma che
“il rendimento energetico degli edifici dovrebbe es-sere calcolato in base a una metodologia,che può essere differenziata a li-vello regionale […] L’impostazione comune di questa analisi […] intro-durrà un elemento di trasparenza sul mercato immobiliare comunitario,abeneficio dei potenziali acquirenti o locatari dell’immobile”.
L’UNI,con il supporto del CTI (Comitato Termotecnico Italia-no),ha nel frattempo elaborato le specifiche tecniche UNI/TS11300,che recepiscono a livello nazionale le direttive della UNIEN ISO 13790:2008.Il D.Lgs.n.115/2008 (
“Attuazione della Direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della Direttiva 93/76/CEE”
),nell’attesa dei restantidecreti attuativi del D.Lgs.192/05,aveva già introdotto le UNITS 11300 come norme tecniche nazionali contenenti le meto-dologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici edegli impianti.Queste ultime,in particolare,si articolano in:a) UNI TS 11300,
Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 1:deter-minazione del fabbisogno di energia termica dell’edifico per la climatiz-zazione estiva ed invernale;
b) UNI TS 11300,
Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2-1:determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria nel caso di utilizzo dei combustibili fossili;
c) UNI TS 11300,
Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2-2:determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria nel caso di utilizzo di energie rinnovabili (solare-termico,solare fotovoltaico,bio-masse) e utilizzo di altri sistemi di generazione (cogenerazione,tele-riscaldamento,pompe di calore elettriche e a gas).
Il DPR 59/09,che ha come compito quello di definire “attuati-vamente”le metodologie di calcolo della prestazione energeticadegli edifici e degli impianti,conferma dunque l’adozione dellenorme UNI TS 11300,definite nel contesto delle norme EN.Relativamente alle modalità di calcolo,il DPR 59/09 riprendequanto già contenuto nel D.Lgs.192/05 (allegato I sul regimetransitorio):
“I calcoli e le verifiche sono eseguiti utilizzando metodi che garantiscano risultati conformi alle migliori regole tecniche.Si considera-no rispondenti a tale requisito le norme tecniche vigenti in materia,ema-nate dagli organismi deputati a livello nazionale e comunitario,quali l’UNI e il CEN,o altri metodi di calcolo recepiti con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico”.
L’utilizzo di altri metodi ela-borati da organismi istituzionali nazionali,quali le università,ilCNR e l’ENEA,è possibile,motivandone l’uso nella relazionetecnica di progetto,purché si dimostri che i risultati conseguitirisultino equivalenti o conservativi rispetto a quelli ottenibili coni metodi di calcolo precedentemente detti.
“Gli strumenti di calcolo applicativi”
e i
“software commerciali”
dovranno garantire
“che i valori degli indici di prestazione energetica,calcolati attraverso il loro utilizzo,abbiano uno scostamento massimo di più o meno il 5% rispetto ai corrispondenti parametri determinati conl’applicazione dello strumento nazionale di riferimento.La predetta
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CIL 131
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